Salernitana e Salernitani #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

E’ un bel momento per Salerno nel calcio in miniatura, che sia calcio da tavolo moderno o Subbuteo con materiali tradizionali. Una serie di risultati ottimi, per la ref. 99 HW, che fa finire la squadra sul giornale locale.

La Salernitana nel corso degli anni ha prevalentemente indossato il bianco-celeste a righe verticali, ref. 3 o ref. 254 Subbuteo (nei periodi 1919-1922, e 1929-1943) ed il granata, ref. 99 Subbuteo (colore adottato una prima volta dal 1927 al 1929) che giunse in via definitiva a partire dal 1943. A cominciare da quella data, solo per la stagione 2011-2012 il primo sodalizio salernitano si tinse in modo diverso, per questioni legate ai diritti sull’uso dei segni distintivi della Salernitana.

Ref. 99 HW
Box realizzato dalla Kickoff
Salernitana LW
Salernitana 1966/1967

Reggiana, ref. 99 o ref. 255 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

La Reggio Audace Football Club S.r.l. (meglio conosciuta come Reggio Audace o tradizionalmente e storicamente come Reggiana), “I Granata”, “La Regia” per i suoi tifosi, è una società calcistica italiana con sede nella città di Reggio nell’Emilia, in Emilia-Romagna.
Milita in Serie D, il quarto livello del campionato italiano di calcio.

Fondata nel 1919, il suo colore sociale è il granata, e gioca le sue partite casalinghe al Mapei Stadium-Città del Tricolore.
Promossa per la prima volta nella massima serie italiana (a gironi) nella stagione 1920-1921, conta in questa categoria 7 apparizioni, l’ultima delle quali nella stagione 1996-1997, annoverando come miglior piazzamento il 14º posto della stagione 1993-1994; a livello nazionale, nel suo palmarès vanta un campionato di Serie B e uno di Serie C a girone unico, nonché una Supercoppa di Serie C2.

Per questo post ho preso spunto dall’ammirazione per la versione Subbuteo realizzata dal miniaturista Pickett, che ha riprodotto la Regia del 1973/1974.

Quell’anno era in serie B, arrivò sedicesima e si salvò per la sola differenza reti. La maglia della Reggiana riprodotta da Pickett non esiste nel catalogo Subbuteo, dove la Regia è la ref. 99, assieme alla Salernitana, al Torino, agli scozzesi dell’Arbroath.

La squadra ha spesso utilizzato un completo tutto granata, quindi la si può rendere anche con la ref. 255.

Ref. 255
Reggiana 1974/1975

 

Reggiana 1988/1989

 

Reggiana 1992/1993

 

Reggiana 1993/1994

 

Prossime uscite Subbuteo in edicola #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

USCITE PREVISTE A NOVEMBRE

  • Portogallo 2006 + 1 panchina – 03/11/2018

  • Panama 2018 + 1 set panchinari rossi – 10/11/2018

  • Cecoslovacchia 1962 + steccato – 17/11/2018

  • Nigeria 2018 + steccato – 24/11/2018

USCITE PREVISTE A DICEMBRE

  • Italia 2006 – 1/12/2018

  • Corea del Nord 1966 – 8 dicembre 2018

  • Cile 1962 – 15 dicembre 2018

  • Camerun 1990 – 22 dicembre 2018

  • Islanda 2018 – 29 dicembre 2018

USCITE PREVISTE A GENNAIO

  • Ungheria 1938 – 5 gennaio 2019

  • Portogallo 2018 – 12 gennaio 2019

  • Irlanda 1990 – 19 gennaio 2019

  • Austria 1954 – 26 gennaio 2019

Calcio da Tavolo, altri due titoli all’Italia #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Doppietta italiana nelle massime competizioni europee della FISTF (Federation International Sports Table Football).

Reggio Emilia vince la Champions a Maiorca, battendo in finale, in un avvincente ed equilibrato derby tricolore, i Napoli Fighters per 2-1.

2-0, invece, il punteggio con cui il Bologna Tigers regola in finale i maltesi del Bormla, nell’Europa League disputatasi ad Aosta.

Ottime semifinaliste altre tre italiane : gli Eagles Napoli in Champions e Master Sanremo e Ascoli in Europa League.

Presentata la Lega Nazionale Subbuteo! (2 – il resoconto) #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Cosa si pensa quando si pensa al Subbuteo?

Da questa domanda è partita, dopo il saluto del presidente del CONI, Giovanni Malagò, la riflessione iniziale del presidente della Lega Nazionale Subbuteo, Mauro Simonazzi.

E’ anzitutto PASSIONE, poi un GIOCO, ma anche una DISCIPLINA.
Ha come finalità il divertimento, la soddisfazione della voglia di essere protagonista ed anche, vista l’eta della maggior parte dei praticanti, il desiderio di tornare giovani.

Quali le difficoltà che incontra di solito chi si avvicina o riavvicina al gioco? Trova un ambiente diviso, anzitutto, tra chi propone un approccio solo ludico, e chi insiste maggiormente sulla professionalità. In due parole, il cosiddetto circuito “Old Subbuteo” e la “Federazione”. Con però, va riconosciuto, nel secondo caso una recente e reale apertura anche al gioco con i materiali tradizionali che sta avendo un notevole successo.

Seconda difficoltà, la visibilità; ma anche qui i progressi, sono evidenti, grazie alla capacità di diversi esponenti del Subbuteo “federale” di saper organizzare eventi dai grandi numeri con una buona copertura anche mediatica, sui social come sulla stampa.

Terza difficoltà, ma prima per importanza, il ricambio generazionale, ovvero i giovani ed i bambini che giocano. Praticamente inesistenti nel circuito Old, esistenti ma forse ancora troppo poco curati e valorizzati nel Subbuteo federale. Fatta eccezione per pochi club che se ne occupano, alcuni con livelli di eccellenza. Ma sono ancora pochi.
Una difficoltà prima per importanza però perché o avviene questo ricambio generazionale (e quindi devono crearsene le condizioni) o il gioco/disciplina/sport è destinato a sparire o quasi.

Ha concluso Simonazzi definendo l’obiettivo della Lega Nazionale Subbuteo con questa frase: VALORIZZARE LA NOSTRA PASSIONE.

La parola è poi passata a Marco Perissa, responsabile dell’OPES Italia (l’ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI al cui interno è inserita la Lega Nazionale Subbuteo) che dopo i saluti di rito ha parlato del ruolo dell’Organizzazione Per l’Educazione allo Sport all’interno del CONI, come chi si propone di coniugare il volontariato in ambito sportivo con la professionalità. Di mettere assieme la passione con la competenza. Piena sintonia quindi con il precedente intervento di Simonazzi.

Perissa ha fatto riferimento al Libro unico dello Sport dell’Unione Europea che definisce lo sport come una attività che comporti il benessere ed il miglioramento del corpo e/o dello spirito, e del fatto che oltre a questo riconoscimento occorrono i tante volte nominati “numeri”.
Motivo per cui oltre agli sport tradizionali sono riconosciute in ambito CONI discipline associate come gli scacchi o il bridge.
Il calcio da tavolo Subbuteo, può, attraverso un percorso che privilegi la promozione sociale e le attività giovanili, ambire legittimamente a questo riconoscimento anche in un tempo non necessariamente troppo lungo (Perissa ha parlato di un anno, un anno e mezzo; io lo trovo molto ottimista, ma certamente si può fare).

Dopo l’intervento di Perissa è tornato a parlare Mauro Simonazzi per raccontare ai presenti il “Progetto Lega“, nato dopo la partecipazione al Roma Sport Experience di Cinecittà World e l’aver visto la quantità incredibile di persone che iniziavano a giocare, raccontavano ai figli di quando erano giovani… ma soprattutto di bambini e giovanissimi incantati dalle miniature e dai panni.

Da qui  nata l’idea della Lega che ha queste finalità:

– far conoscere il gioco;
– riunire le persone per giocare dando ad ognuno la possibilità di farlo;
– organizzare tornei, allestire locations, investire in strutture;
– lavorare nelle e con le scuole;
– predisporre supporti e quanto occorre per i diversamente abili.

Il vicepresidente Gianluca Indino ha ripreso questa ultima parte del discorso sul lavoro nelle scuole e sul trovare forme per permettere anche ai disabili di cimentarsi in questo gioco. Circa i tornei in generale ha parlato della necessità di organizzarne di distinti per “esperti” e per “neofiti”.

Nota mia (e di Andrea Strazza, con cui mi sono confrontato a riguardo), occorre anche e forse soprattutto lavorare alla formazione di operatori in grado di lavorare nelle scuole e con i disabili. Ci vogliono professionalità specifiche e che non possono essere né improvvisate né lasciate alla sola buona volontà dei singoli.

Il consigliere Dario Ciampoli ha parlato degli aspetti più legati all’organizzazione della Lega, all’insegna dell’inclusività verso tutti coloro, che, a qualsiasi titolo e con qualsiasi legame preesistente con club, circoli, federazione o altro, siano interessati a farne parte.

Sono previste due forme di adesione, per i club e per i singoli. I club potranno essere legalmente riconosciuti (le ASD) o non legalmente riconosciuti. I club legalmente riconosciuti potranno decidere in autonomia se iscrivere alla Lega una quota o la totalità dei loro membri (anche se, commento io, dovendo fare i “numeri” per il riconoscimento, sarebbe auspicabile che iscrivessero tutti).

Quali i vantaggi per gli associati, singoli o club? L’assicurazione dei giocatori, l’organizzazione di tornei in location prestigiose e funzionali (alcune già individuate, con altre si sta lavorando), la partnership con fornitori di materiale tecnico. Sono in corso accordi con la FISCT per attività condivise.

Il consigliere Maurizio Presutti ha detto che saranno curati con la massima cura i rapporti con i club ed il tesseramento; non solo in questa prima fase organizzativa. Ci sarà spazio sul sito della Lega per annunciare e valorizzare tutte le attività di ogni associato.

Lo sponsor tecnico della Lega Nazionale Subbuteo, Dany Mancuso di Subbuteo Lab, ha descritto i punti in comune con la Lega, la magia di quei momenti quando gli adulti riscoprono il panno verde, ed i bambini sgranano gli occhi e ci si perdono dentro. Un momento irripetibile che tante volte ha avuto la gioia di vivere nel suo negozio e negli eventi che organizza o a cui partecipa.

Ha constatato anche tanti malumori tra i subbuteisti organizzati; è ora che cessino e che si lavori, chi ci sta, per un obiettivo comune.