People from Ibiza! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Mamma mia quanto ero giovane! Questa era una delle canzoni che impazzava quando avevo 21 anni, avevo appena iniziato a lavorare, al’agenzia ANSA per la precisione, poi come analista informatico per la Systena….

Ibiza (premessa, non ci sono mai stato!) era un po’ il sogno per le vacanze di chi come me era giovane in quegli anni… Ibiza e non solo.

Ibiza, per chi non lo sapesse, si trova in Spagna, nelle isole Baleari.

Il calcio a Ibiza non è che sia la prima passione, ma c’è, a partire dagli anni Cinquanta. Del 1950 infatti è la fondazione della Unión Deportiva Ibiza-Eivissa che fino al 2010 si barcamenò tra categorie regionali, Tercera División e Segunda División B. La squadra giocava come una subbuteistica ref. 1, maglia di colore rosso e calzoncino bianco, anche se nel primo anno aveva maglia gialla e calzoncino blu.

La passione per il calcio però non era propriamente tra le prime vocazioni dell’isola, così la squadra sprofondò in mezzo ai debiti, fino a fallire nel 2010.

L’Unión Deportiva Ibiza venne rifondata nel 2015, sia pure con parecchie difficoltà. Gioca nella Segunda División B, Grupo III, che è per il momento il terzo livello del calcio spagnolo.

Scrivo per il momento perché ieri mi è arrivato un documento di poco più di trenta pagine che spiega come dopo quest’anno di transizione (divisioni, gruppi, sottogruppi, di 20, 21, 22, 24 squadre…) sarà riorganizzato tutto il sistema calcistico spagnolo. Ma poi ne scrivo a parte.

Tornando all’Ibiza, cambiano i colori sociali. Diventano il bianco ed il celeste. L’Ibizia ora gioca in casa come la Lazio o il City. Ref. 5 o ref. 191, ovvero maglia celeste e pantaloncino che può essere bianco o celeste. Seconda maglia un completo nero stile ref. 272, Academica de Coimbra.

Chissà se la seconda avventura calcistica dell’Ibiza andrà meglio che la prima. In bocca al lupo…

¡10 años de pasión! ¡No al fútbol moderno! CAP Ciudad de Murcia. Ref. 14 y 147 #PlaySubbuteo #Subbuteo

X ANIVERSARIO | Torta di compleanno

El 12 de septiembre de 2010 el Ciudad De Murcia se refundaba bajo la tutela de sus legítimos propietarios: los aficionados. Gracias a todos por hacerlo posible y por tanto cariño.

Hacer, la mejor forma de decir: no al fútbol moderno.

Il 12 settembre 2010 il Città di Murcia si rifondava secondo gli auspici dei propri legittimi proprietari, i tifosi. Grazie a tutti per averlo reso possibile e per tanto affetto.

Un modo di fare che è la forma migliore per dire: no al calcio moderno!

Gli auguri glieli ho fatti direttamente sui loro account social, sia in italiano che in spagnolo. Ma mi fa grande piacere dedicare loro questo post. Sto conoscendo davvero una bella realtà.

Di seguito il programma per la nuova stagione.

Dall’Apoel all’Omonia: le colonne del calcio cipriota, ma non solo #PlaySubbuteo #Subbuteo

L’Athlītikos Podosfairikos Omilos Ellīnōn Leukōsias (gr. Aθλητικός Ποδοσφαιρικός Όμιλος Eλλήνων Λευκωσίας, Società sportiva calcistica greca di Nicosia), meglio nota a livello internazionale come APOEL Nicosia, o più semplicemente APOEL, è una società polisportiva cipriota con sede nella città di Nicosia. La polisportiva comprende, oltre al calcio, basket, volley, calcio a 5, tennis tavolo, bowling e ciclismo.

Costituito l’8 novembre 1926 come POEL (Podosferikos Omilos Ellinon Lefkosias, Squadra di Calcio dei Greci di Nicosia), il club è uno dei membri fondatori della Federazione calcistica cipriota. Ha vinto 28 campionati ciprioti, 21 Coppe di Cipro e 14 Supercoppe di Lega ed è quindi la squadra cipriota con più titoli in assoluto.

Nel maggio 1948, l’APOEL Nicosia spedì una lettera dal forte contenuto politico alla SEGAS (Greek Gymnastic-Athletic Clubs Association), violando lo statuto della squadra di non farsi coinvolgere nella politica. Dopo questa lettera, diversi giocatori criticarono il loro club, ma vennero poi cacciati. Quei giocatori, con altre persone costituirono il nuovo club di Nicosia, con il nome di Athletic Club Omonia Nicosia. La Guerra civile greca causò a Cipro un fanatismo politico e riguardò ogni ambito della vita sociale dell’isola, compreso lo sport.

(fonte: Wikipedia)

Colori sociali giallo e blu, da bambino la rendevo molto semplicemente con la ref. 47. Ma vista la varietà delle maglie indossate, avete solo l’imbarazzo della scelta…

Se non vi va di dipingerlo o farvelo dipingere lo trovate in versione replica, con le basi che scegliete voi, sul sito di Enrico Tecchiati di Astrobase.

L’Athlītikos Syllogos Omonoia Leukōsias (in greco: Αθλητικός Σύλλογος Ομόνοια Λευκωσίας), noto anche come Omonia Nicosia o come AC Omonia, è una società polisportiva cipriota con sede nella capitale del paese, Nicosia.

Lo stemma del club rappresenta un trifoglio. Il trifoglio rappresenta la forza, la fatica, la perseveranza dei fondatori dell’Omonia, che si trovavano in difficoltà; inoltre il trifoglio è verde a simboleggiare la speranza. Così, i colori sociali sono il verde e il bianco. I fondatori dell’Omonia scelsero il verde, “colore della speranza”, dal momento che, pur essendo in una situazione difficoltosa dopo gli eventi politici a Cipro del 1948 e dopo l’espulsione dall’APOEL, speravano sarebbe arrivato un momento migliore per il calcio nel paese, un periodo in cui l’Omonia avrebbe dominato, affermandosi nel calcio professionistico nazionale e trovando un posto nel cuore dei ciprioti.

Con 20 campionati, oltre a 14 Coppe di Cipro e 16 Supercoppe di Cipro, la squadra di calcio è, insieme all’APOEL, la squadra più titolata del paese; inoltre ha conquistato cinque double – nel 1972, nel 1974, nel 1981, nel 1982 e nel 1983. La Federcalcio cipriota ha dichiarato l’Omonia miglior squadra cipriota del XX secolo; inoltre, questa squadra è l’unica ad aver vinto la Coppa nazionale quattro volte consecutive tra il 1980 e il 1983.

Essendo una società polisportiva, la società ha branche anche nella pallacanestro, nella pallavolo, nel calcio a 5 e nel ciclismo.

(fonte Wikipedia)

Colori sociali bianco e verde. La rendevo da piccolo con la prima squadra con un po’ di verde che trovavo. L’ideale sarebbe la ref. 269, l’Arabia Saudita, come prima maglia e per la seconda una bella Irlanda Silver Jubilee (ref. 320). Ho visto però cercando le foto che va bene anche una ref. 36 (un Floriana, o un Betis) o una ref. 25. Hanno svariato parecchio anche loro.

Sempre Astrobase ne ha diverse versioni sul suo sito.

Spares della ref. 269

Ora tocca al “Non solo F.C.” ovvero alla terza squadra di Nicosia, l’Olympiakos.

L’Olympiakos Leukōsias, (in greco: Ολυμπιακός Λευκωσίας), noto in italiano come Olympiakos Nicosia, è una società calcistica cipriota con sede nella città di Nicosia, capitale di Cipro, militante nella Divisione A cipriota, la massima divisione del campionato cipriota. Per titoli vinti è la terza squadra più importante di Nicosia, tra le prime a livello nazionale.

Il club fu costituito nel 1931 ed è uno dei membri fondatori della federcalcio cipriota. La prima maglia è nera e verde. Nei primi anni di storia è finito sempre nelle ultime posizioni del campionato (spesso ultima). Il periodo di maggiore splendore l’ha avuto tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, quando vinse tre campionati e una Supercoppa, partecipando per tre volte al Campionato di calcio greco (per altro retrocedendo subito in tutte e tre le occasioni). Ha vinto in tutto 3 campionati ciprioti, una Coppa di Cipro e una Supercoppa di Cipro.

(fonte: Wikipedia)

In conclusione, verdi e neri, vanno bene le ref. 78 (Coventry Away, Sassuolo), 105 e 124 (Venezia e Wacker Innsbruck). Da piccolo… non sapevo che esistesse! Quindi non la rendevo proprio. Oggi userei una ref. 78 originale o meglio una ref. 124 che possiedo in replica Santiago.

Questo nemmeno il fornitissimo Astrobase ce l’ha in catalogo. Ma potete comprarvi un Sassuolo o una delle repliche delle ref. Subbuteo originali sopracitate.

Verona 1, 2, 3… già che ci siamo pure 4! #PlaySubbuteo #Subbuteo

La città scaligera quest’anno si trova nella curiosa, ma bella!, situazione di avere tre squadre nei tre campionati professionistici. Hellas Verona (ref. 92, giallo blu) in serie A, Chievo Verona (ora giallo blu, prima anche bianco azzurro, giallo e nero, rosso e blu…) in serie B e VirtusVecomp Verona (ref. 19) in serie C.

La Virtus Verona (Vecomp è il nome dello sponsor che per accordi dal 2002 è stato inserito come parte integrante del nome della squadra; la società si occupa di soluzioni informatiche) è la squadra del quartiere orientale della città, Borgo Venezia (così chiamato probabilmente per le tante zone paludose che storicamente lo caratterizzavano).

Fondata nel 1921, ha al suo attivo due campionati di terzo livello, di serie C. Gioca con una maglia palata rossoblu, come il Barcelona (ref. 19).

Proseguendo verso oriente troviamo l’Audace San Michele Extra o Audace S.M.E.

E’ la squadra di calcio del quartiere di San Michele Extra, che in realtà fu un comune autonomo fino al 1927. Solo dopo venne integrato al Comune di Verona. Perché San Michele? Perché è il nome del patrono dell’antico comune e della sua chiesa parrocchiale. Perché Extra? Perché il quartiere era Extra Moenia, fuori le mura della città.

La squadra di calcio, fondata nel 1922, ha al suo attivo ben dieci partecipazioni al campionato italiano di terzo livello (oggi Serie C). Attualmente gioca nella Prima Categoria della Regione Veneto.

La maglia è a strisce palate rosso e nero con calzoncino nero dall’anno di fondazione. Gli regalò il tutto, il tessuto, e già che c’era pure il primo campo da gioco, il Lanificio Tiberghien, un opificio storico per la realtà veronese.

Nel 1907 alcuni membri della famiglia Tiberghien avviarono a San Michele Extra la lavorazione di tessuti in lana in una delle prime grandi fabbriche accentrate sorte nel Veronese. Iniziava così la storia di un’azienda che, con le sue numerose istituzioni “paternalistiche” (case operaie, convitto, cooperativa di consumo, dopolavoro), per quasi cent’anni avrebbe fatto storia nell’industria veronese e sarebbe stata il perno di numerose storie di vita e di lavoro nei quartieri accresciutisi con e grazie ad essa. Il libro corre su un doppio binario. Da un lato ricostruisce le vicende del lanificio seguendone le sorti dall’avvio, attraverso i successivi momenti di crisi – che videro per un periodo perfino il coinvolgimento dell’amministrazione comunale di Verona nella sua gestione diretta – sino alla chiusura, avvenuta nel 2004, e alla successiva demolizione del 2016. Dall’altro lato, attraverso le voci dei suoi lavoratori e – soprattutto – delle sue lavoratrici, racconta che cosa abbia significato, per quasi un secolo, lavorarvi dentro e viverci accanto.

Recensione di Elena Peloso in «Verona-in», 3 dicembre 2018

Da Olbia a Sassari, 120 km di ref.! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Partiamo da Olbia, anzi, prima vediamo la mappa del percorso che andiamo a fare, con tappe a Olbia, Calangianus e Tempio Pausania.

Ad Olbia ci sono i bianchi, i galluresi. Questo il soprannome dell’attuale Olbia Calcio 1905, fondata nel 1906 (ebbene sì, però nel nome è rimasta la data di quando cominciarono le trattative…) come Società Ginnastica Olbia e poi rifondata come A.S.D., con il nome attuale, dopo il fallimento del 2010.


Come seconda maglia usa spesso un completo nero (ref. 272), come terza un completo rosso (ref. 41). Nel suo stemma sono elementi sempre presenti una nave trireme e l’Isola di Tavolara.

La squadra venne promossa per la prima volta in serie C nel 1938/1939. Il nome dell’epoca era G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) Olbia.

Gioca due derby. Il più importante è il derby del nord Sardegna, contro la Torres (che però quest’anno non ci sarà, visto che l’Olbia gioca in C e la Torres in D) ed il derby di Gallura contro i vicini del Tempio, che ora andiamo a conoscere; ovviamente, amichevoli a parte, non ci sarà neppure quello perché l’Unione Sportiva Tempio 1946 gioca quest’anno in Prima Categoria (settimo livello se non ve lo ricordaste…).

Il Tempio ha come simbolo un gallo e usa come colore tradizionale per le maglie di casa un completo blu (ref. 42, come il Chelsea); sempre più negli ultimi anni ha inserito elementi (bordi, colli, polsi, fasce) di colore giallo. Perciò potete usare per renderlo sul campo anche una ref. 179 (Halifax), un Leeds (ref. 207) e addirittura il Boca Juniors, ref. 295.

Prima di tornare in quel di Sassari, a Piazza Italia, da dove siamo partiti, facciamo l’ultima tappa a Calangianus, classe 1905 (reale stavolta!), la terza squadra fondata sull’isola dopo Torres ed Ilvamaddalena (1903 entrambe).

Ben 40 partecipazioni alla serie D tra il 1955 ed il 2009. Gioca oggi in Promozione (sesto livello) Sardegna, girone A. Come colori una sgargiante accoppiata di giallo e di rosso, indossati più o meno in tutti i modi che vi vengono in mente. Una ref. che ci sta benissimo è la 181, ve la posto di seguito.

Ref. 181 replicata dal romano Ucu, in realtà sarebbe il Partick Thistle

La serie C del prossimo anno, il Subbuteo e le cinque marchigiane, cinque del girone B #PlaySubbuteo #Subbuteo

Ieri sono stati sorteggiati i gironi della serie C o Lega Pro del 2020/2021. Il campionato partirà domenica 27 settembre. Girone per girone, in grassetto ho evidenziato la squadra che di quel girone mi piacerebbe salisse in serie B. In corsivo le squadre per cui ho particolari simpatie.

GIRONE A: Albinoleffe, Alessandria, Carrarese, Como, Giana Erminio, Grosseto, Juventus U23, Lecco, Livorno, Lucchese, Novara, Olbia, Pergolettese, Piacenza, Pistoiese, Pontedera, Pro Patria, Pro Sesto, Pro Vercelli, Renate.

GIRONE B: Arezzo, Carpi, Cesena, Fano, Feralpi Salò, Fermana, Gubbio, Imolese, Legnago Salus, Mantova, Matelica, Modena, Padova, Perugia, Ravenna, Sambenedettese, SudTirol, Triestina, VirtusVecomp Verona, Vis Pesaro.

GIRONE C: Avellino, Bari, Casertana, Catania, Catanzaro, Cavese, Juve Stabia, Monopoli, Paganese, Palermo, Potenza, Teramo, Ternana, Trapani, Turris, Vibonese, Francavilla, Viterbese, X, Y.
X e Y stanno a indicare i posti per Bisceglie e Foggia, in attesa che le due società finalizzino le procedure d’iscrizione.

Mi soffermo sul girone B, dove farò il tifo per la Sambenedettese (ref. 72), di cui ho scritto da poco, perché ho notato che oltre a lei ci sono ben altre quattro squadre della regione Marche: Fano, Fermana, Matelica e Vis Pesaro. Pensando di farci un mini campionato regionale, ve le presento una per una (a parte la mia preferita Samb).

Ref. 72 – Sambenedettese

Partiamo dal Fano, o meglio dall’Alma Juventus Fano, le aquile color granata. Una squadra antica, fondata nel 1906, rendibile più o meno con tutto il granata del calendario. Ref. 61, 99, 255. Nella mia collezione ci sono tutte e tre, tutte e tre in versione replica su basi HW. La mia preferita per quest’anno la ref. 61.

Ref. 61 – Alma Juventus Fano

Passiamo poi ai Canarini della Fermana, meglio della Fermana Football Club. Ref. 47 e colori giallo e blu come i loro ugualmente soprannominati colleghi del Modena con cui, permettetemi l’ironia, quest’anno giocheranno il derby della gabbietta, o se volete il Titti Derby! Si possono usare per renderla anche le ref. 179 e 296.

Ref. 47 – Fermana

La Fermana come fondazione risale al 1920, con almeno tre rifondazioni, l’ultima nel 2013. Ha al suo attivo una partecipazione in serie B nell’anno 1999/2000.

Interessanti le origini del calcio fermano. Anticamente c’era un derby tra La Fermo (maglia nera con stella bianca e calzoncini bianchi, come il Grion Pola che mi sono fatto dipingere tempo fa), rendibile con la ref. 240, ed il Fermo Football Club con un completo tutto bianco stile Leeds o Real Madrid, riproducibile con la re. 21.

Le altre due squadre marchigiane hanno entrambe come colore sociale il rosso ed il bianco.

Partiamo dal Matelica (S.S. Matelica Calcio 1921) che è alla sua prima partecipazione in serie C. Per come si vestono attualmente suggerirei ref. 41 o 214 come prima maglia e ref. 96 come seconda maglia.

Ma il bianco e rosso lo hanno usato anche come ref. 1, 4, 52 e persino 14 con i calzoncini neri.

Ref. 214 – Matelica

Quarta ed ultima marchigiana, la squadra più vecchia del gruppo, la Vis Pesaro, classe 1898. Nasce come Polisportiva, gioca il primo campionato regionale nel 1912, prima partita proprio con il Fano che ritrova come avversario quest’anno. Allenata da tale Giuseppe Galderisi!

Biancorossi anche loro ma con la predilezione per le maglie palate. Quindi ref. 4 e 52.

Atlético Sanluqueño Club de Fútbol, ref. 36 #PlaySubbuteo #Subbuteo

L’Atlético Sanluqueño Club de Fútbol, è una società calcistica con sede presso Sanlúcar de Barrameda, in Andalusia, vicino Cadice. Fondata nel 1948, ma iscritta nei ruoli ufficiali solo tre anni dopo, nel 1951. Colori sociali mutuati dal Betis di Siviglia, quindi bianco e verde a strisce verticali. Calzoncino ordinariamente di colore bianco che diventa verde se sono bianchi i calzoncini della squadra avversaria.

Girando qui è là tra le foto storiche della squadra ho visto anche un completo tutto verde ed una divisa a fascioni orizzontali bianco e verde. Ma mi sono sembrati più esperimenti che altro. La maglia è quella che vedete qui sotto, con gli stessi colori dello stemma.

Quest’anno gioca in Segunda Division B, Grupo IV, Subgrupo A. Lo stadio cittadino si chiama El Palmar ed ha una capienza di circa 5000 spettatori.

La città di Sanlúcar de Barrameda sorge alla foce del fiume Guadalquivir che prendeil suo nome da un termine arabo che significa “fiume grande”). Lo stesso fiume in latino si chiama Baetis (Betis).

E’ famosa come la città di partenza e di arrivato della prima spedizione navale intorno al mondo, organizzata dai navigatori Magellano ed Elcano. Le navi partirono da Sanlúcar de Barrameda il 20 settembre 1519. Vi fece ritorno solo la nave Victoria, con solo 18 membri di equipaggio, dopo quasi tre anni di navigazione, il 6 settembre 1522. Tra i superstiti, l’italiano Antonio Pigafetta, che scrisse la cronaca della spedizione.

Nella galleria che segue qualche immagine della città.

L’Eintracht Braunschweig di Riccardo Arrighi #PlaySubbuteo #Subbuteo

Un magnifico lavoro di tipo misto. Pittura, più modellismo, più applicazione di decals. Un lavoro che, le foto parlano, vale davvero tanto.

Riccardo gioca a Subbuteo a Grosseto e dintorni ed ha una pagina Facebook, “Il Subbuteo del gatto” dove pubblica i suoi lavori, il frutto della sua passione (cercatela, chiedete l’accesso, visitatela; non dipinge soltanto squadre).

La squadra che posto è, come ho scritto a Riccardo, una delle mie tedesche preferite. L’Eintracht Braunschweig ha una ref. dedicata nel catalogo Subbuteo HW che è la ref. 217. Non la avevo e la rendevo con la ref. 47 (Arsenal Away), con cui rendevo anche, tra le tedesche, il Lokomotiv Lipsia.

Ma veniamo al lavoro di Riccardo, una foto per volta.

Qual’è il “menù” del lavoro?

Basi trasparenti ed inner sono materiali Replay. Le miniature sono Topspin T3. Il giallo è della Citadel, il blu della Lifecolor. I capelli sono modellati con il Milliput. Lo sponsor è applicato come decal.

L’Eintracht può essere considerato un club storico perché fu il primo club ad apporre uno sponsor sulle proprie divise da gioco, il liquore Jägermeister.

Riccardo mi ha detto che gli piacciono le squadre con le maglie ancora, per così dire, tradizionali, senza gli eccessi che sarebbero venuti in seguito, e che ha scelto questa in particolare per l’ammirazione per Paul Breitner! Uno dei campionissimi del football europeo e mondiale, oltre che tedesco.

L’Ilvamaddalena, come il Mortara #PlaySubbuteo #Subbuteo

Assieme alla Torres, l’Ilvamaddalena è la più antica squadra sarda, nata nel 1903 nel comune di La Maddalena (costituito dall’arcipelago di La Maddalena formato da varie isole e isolotti, tra cui: l’omonima isola La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria, Razzoli).

Sempre come la Torres, nasce come sezione calcistica di una polisportiva, per l’appunto l’Ilva.

Nel 1912 gioca il primo torneo di calcio assieme alla Torres ed alla Amsicora Cagliari.

Negli anni ruggenti del Subbuteo, gli anni Settanta e Ottanta, o se preferite fare come dico io, gli anni HW e gli anni LW!, cambia spesso nome: diventa Ilvarsenal e Ilvamarisardegna.

Con quest’ultimo nome ottiene la promozione in serie C2, nel 1988/1989. Ci rimase una sola stagione però, poi riesce dal professionismo. Nel 1994 si fonde con la Polisportiva Maddalena e diventa appunto l’Ilvamaddalena.

Gioca in Eccellenza, Sardegna, girone A. Se siete interessati il campionato quest’anno inizia il 27 settembre.

La maglia… è come la home del Pescara o del Mortara, ref. 254 o 504. Una cosa particolare e curiosa è la seconda maglia blucerchiata, stile Samp!

Il calcio, la Torres, la “Sassari”, i “Dimonios”, i bersaglieri: capito mi hai??? #PlaySubbuteo #Subbuteo

Riprendo da Wikipedia, sulla città sarda di Sassari:

Antica capitale del Giudicato di Torres e poi della repubblica sassarese, sede universitaria, arcivescovile e di sezione distaccata di corte d’appello, seconda città dell’isola per popolazione, Sassari fa parte di un’area metropolitana di circa 260 000 abitanti. In base alla legge regionale del 4 febbraio 2016, n. 2, ha dato vita, insieme ad Alghero, alla rete metropolitana del Nord Sardegna che include anche i comuni di Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Valledoria e Stintino.

Questo lo stemma cittadino:

Questo lo stemma della sua squadra di calcio, oggi A.S.D. Torres, chiaramente derivato da quello comunale:

Questo lo stemma della sua “entità” più famoso, la celebre brigata Sassari, di cui il sottoscritto si onora di essere stato parte durante il suo servizio militare (1982/1983).

Come vedete i tre stemmi potreste quasi sovrapporli, ad indicare una unità di intenti di una delle più orgogliose (in positivo) e coraggiose città sarde.

Partiamo dal calcio anni Settanta, che mi vedeva simpatizzare per la sua squadra di calcio, la Torres, allora in serie C. La Torres, assieme all’Ilvamaddalena (di cui vi parlerò in un post a parte) è la più antica delle squadre sarde, nasce come polisportiva nel 1903 (Società Educazione Fisica Torres), inizia a giocare a calcio nel 1911. Per avere un termine di paragone, il Cagliari (peraltro stessa maglia della Torres, nella realtà come a Subbuteo, ref. 72) è del 1920; è però l’unica squadra sarda, il Cagliari, ad aver militato in serie A o B e ovviamente ad aver vinto uno scudetto nel 1969/1970.

La Torres in un caso ci andò vicino alla serie B ma non ci arrivò mai. In serie C ci arrivò nel 1958/1959 e ci restò senza interruzioni fino al 1974/1975. Lì la conobbi io, e spesso ci giocavo pure a Subbuteo con la mia ref. 72 di allora (andata poi distrutta dal troppo uso, meglio, dal troppo amore…).

Poi un po’ di anni di su e giù, poi la crisi comune a tante realtà di provincia quando il calcio divenne soprattutto un affare di soldi e finanziamenti; tre rifondazioni, il fallimento del 2017 e poi la rinascita. Ora gioca in serie D, nel girone G. Ha concluso il campionato 2019/2020 con un onorevolissimo terzo posto.

Nel 2020 però gioca anche un derby, con l’ex squadra dei salesiani della città, del quartiere di Latte Dolce. Originariamente Polisportiva Giovanile Salesiana (PGS) Madonna di Latte Dolce, fondata nel 1973, ora semplicemente Associazione Latte Dolce Calcio. Colori sociali il bianco e celeste, ref. Subbuteo di riferimento 5 e 191, le ref. del City.

Torniamo però alla Brigata Sassari, così vi spiego perchè “dimonios” e cosa c’entrano i bersaglieri…

Dimonios è il soprannome che gli austriaci dettero ai soldati (tutti sardi a quell’epoca) della brigata che combattevano contro di loro durante la prima guerra mondiale. Dicevano che combattevano come “indemoniati” che gli sembravano apparire e scomparire, piccoli e veloci come erano, tanto di sembrargli dei “dimonios”!

Così, nel 1994, venne composto, tutto in dialetto sassarese, tattarino (parole e musica del capitano Sechi), l’inno che oggi la Brigata suona in pubblico. Nella parata del 2 giugno la brigata Sassari è l’unica Grande Unità delle Forze Armate che sfila cantando il suo inno ufficiale.:

I colori delle squadre di calcio, come quelli dei collegi britannici da cui molti di essi derivano, sono eredità del mondo militare, cavalleresco. Così ogni Brigata ha i suoi colori. Quelli della Sassari, che avevo anche io sulle mie mostrine, sono il bianco ed il rosso, unite ad una stella d’argento.

«Su biancu est fide pro non zedere
incontra a s’inimigu, a sos affannos;
su ruju est s’amore pro sos mannos,
pro sa Patria…»

«Il bianco è la fede per non cedere
di fronte al nemico ed alle avversità;
il rosso è l’amore per antenati,
per la Patria…»

Ora vi dico dei Bersaglieri… quando ero militare io, alla festa del 152mo Battaglione (una delle parti della Brigata, sede a Sassari) veniva invitato un loro reparto, di stanza a Teulada, del Terzo Reggimento Bersaglieri (che dal 2009 è stato integrato nella Brigata Sassari).

Nell’anno in cui anche io ero alla Gonzaga, chiesero ad alcuni di noi fanti di aggiungerci a loro per la tradizionale fanfara con corsa annessa. E, visto che, incredibilmente, all’epoca ero tra i più atletici del battaglione, toccò pure a me mettermi il fazzoletto del loro colore ed il cappello piumato e correre dietro a chi suonava! Purtroppo non ho foto di quell’evento! Bersagliere per un giorno!!!

Fanfara del Terzo Reggimento Bersaglieri

Ed ora un omaggio al Presidente Starone!!!

Finita la corsa, di nuovo sul piazzale per il “grido di guerra” della Brigata, Fortza Paris (Forza Insieme).