Dalla mia collezione, cose antiche e cose nuove #PlaySubbuteo #Subbuteo

Ref. 20 – Hamilton Academicals

Replica HW, con inner marchiato Subbuteo, realizzata da Astrobase. Oltre agli scozzesi dell’Hamilton ci si può rendere i biancorossi nostrani della Rondinella Marzocco, che hanno usato questo kit nel 1947 (oggi sono nella prima categoria toscana e vestono come una ref. 9) ed i calabresi del Rende (che usano i pantaloncini sia di colore bianco che rosso).

Ref. 35 – Barnet Football Club e Vitesse (Holland)

Replica HW, con inner marchiato Subbuteo, realizzata da Astrobase. Oltre alle squadre, due, elencate dal catalogo Subbuteo 1973/1974, ci si possono rendere moltissime squadre che trovate facilmente su questo blog, sia nel post dedicato direttamente alla ref., che nella pagina “Il mio catalogo”.

Voglio segnalarvi però oggi, tra le squadre storiche italiane, L’Internazionale Torino ed il Torino FBC. Inoltre il Kent Athletic F.C. della città inglese di Luton.

Ref. 179 – Hellas Verona

La ref. 323 del catalogo Zeugo corrisponde alla ref. 179 del catalogo Subbuteo che rimanda alla squadra inglese dell’Halifax Town. Qui aggiungerei le italiane Brescello , Carrarese, Trento, Viterbese, le inglesi Wimbledon e Wootton Basset Town (Hellenic League, vicino la città di Swindon) ed anche (non so perchè mi “pigliano”) due squadre delle isole Aaland (che prima di questo post sapevo a malapena dov’erano; un arcipelago finlandese dove si parla lo svedese!) Hammarlands e Lemland.

Ref. 72 – Genoa

L’ultima già la conoscete, si tratta della ref. 72 Subbuteo (Cagliari soltanto nel mio catalogo 1973/1974) replicata dalla Zeugo con la ref. 18. Oltre alle italiane Genoa e Sambenedettese mi è tornato in mente di aver visto la squadra del Cécina, in provincia di Grosseto, giocare con questo kit.
All’estero vi segnalo i baschi del Balmaseda (fondata nel 1914, ben 106 anni di età), i montenegrini del Celik Niksic e gli slovacchi del Lokomotiv Zvolen.

Il Nástic di Tarragona #PlaySubbuteo #Subbuteo

Ieri sera, non ricordo su che canale televisivo, ho visto un documentario sulla bellissima ed antichissima città spagnola di Tarragona. All’epoca di Scipione l’Africano, di Augusto Imperatore, Tarragona fu la principale città romana di Spagna, capitale delle province romane prima dell’Hispania Citerior, poi della Hispania Tarraconensis.

Le memorie storiche ed archeologiche di quel periodo sono ben conservate e numerosissime. Ci sono dei veri e propri capolavori di ingegneria ed architettura romana.

Lo stemma cittadino è molto semplice ed ha i tradizionali colori aragonesi, il rosso ed il giallo.

Il Club Gimnàstic de Tarragona, conosciuto anche come Nàstic de Tarragona o semplicemente Nàstic, è l’entità sportiva più antica di Spagna. La polisportiva fu fondata nel 1886 come Club Gimnasio. La sezione football arrivò nel 1914. Attualmente gioca in Segunda B.

I NOMI DEL CLUB

Club Gimnasio (1886-1893)
Club Gimnástico de Tarragona (1893-1934)
Gimnástic Futbol Club (1934-1936)
Casal d’Esports de Tarragona (1936-1939)
Club Gimnástico de Tarragona (1939-1982)
Club Gimnàstic de Tarragona (1982-2002)
Gimnàstic de Tarragona, S.A.D. (2002-)

Nella sua storia ha 4 partecipazioni alla Prima Divisione, l’attuale Liga Santander. La prima nel 1947/1948, conclusa con un onorevolissimo settimo posto e con una storica vittoria (la prima per una squadra in trasferta) al Santiago Bernabeu (che allora si chiamava Estadio de Chamartìn), un bel 3-1 rifilato al Real Madrid; l’ultima nel 2006/2007, andata invece malissimo con una immediata retrocessione nella categoria inferiore.

I colori originari erano maglia granata, calzoncino prima nero poi bianco, calzettone nero. Per rendere i colori originari a Subbuteo occorre usare la ref. 315 (il Metz) o la ref. 99 (il Torino).

Con il passare del tempo però il granata è sempre più virato verso il rosso ragion per cui, per rendere il Nàstic attuale vi consiglio piuttosto la ref. 70 (il Manchester United).

Un derby acceso, che dico, fiammante! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Tra le squadre di calcio dei Vigili del Fuoco di Roma e di Palermo che, come diverse altri Vigili, giocavano nelle diverse serie calcistiche nazionali negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Negli anni `40 la squadra di calcio dei Vigili del Fuoco di Roma (ref. 10) giocava in serie C. Ma con la soppressione del campionato nazionale, per le note vicende belliche del periodo, la squadra si ritrovò a giocare contro squadre del calibro dell’AS Roma e della Lazio.
La squadra dei VV.F. di Roma venne infatti inserita nel girone regionale del Lazio – denominato Campionato Romano di Guerra – divisione nazionale (XI zona) del Campionato Alta Italia 1943-1944.
Delle dieci squadre che parteciparono al torneo, i Vigili del fuoco si piazzarono sesti con 15 punti, 5 partite vinte, 5 pareggiate ed 8 sconfitte ( 21 gol realizzati, 25 subiti). La squadre partecipanti al campionato furono: Lazio, Roma, Tirrenia, Mater, Juventus Roma, Vigili del fuoco, Avia, Alba, Elettronica e Trastevere.
La Lazio, vincitrice del torneo, non ebbe comunque la possibilità di prendere parte alle fasi nazionali a causa dell’avanzamento del fronte di guerra.

Il Gruppo Sportivo 58º Corpo Vigili del Fuoco di Palermo (ref. 14) è stata una squadra palermitana esistita negli anni quaranta, gestita dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Vanta due partecipazioni consecutive al campionato di Serie C tra il 1941 ed il 1943, anno in cui termina di fatto l’attività del club, che non viene ricostituito dopo il termine della guerra.

Vi ricordo che nel 1944 furono i Vigili del Fuoco di La Spezia a vincere il torneo dell’Alta Italia… il ricordo di quella vittoria, non riconosciuta come campionato, è tuttora sulle maglie della formazione ligure.

A questo link la storia di quello strano torneo…

La squadra dei Vigili del Fuoco di La Spezia che vinse nel 1944 su Venezia e sul Grande Torino.

Laredo, ma senza i cowboys! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Quando al sottoscritto viene nominata Laredo, pensa ai film western, al Rio Grande, al confine con il Mexico, ai problemi odierni dell’immigrazione negli States… Una città grande quanto i suoi problemi la Laredo del Texas.

Visto che ne sto parlando, sappiate che comunque anche lì si gioca a football, al soccer e la squadra di casa sono i Laredo Heat, ref. 14 o 147.

In questo post però si parla dell’omonima squadra cantarbrica. Se ricordate in quella zona vi ho già presentato il Racing de Santander e le “tre dell’Ave Maria” (se non vi ricordate di che squadre si tratta ricercate il post!).

La squadra è il Club Deportivo Laredo. Laredo è una città marittima, con grandi e belle spiagge sabbiose. Una città allegra, dove sul finire di agosto, l’ultimo venerdì del mese, dal 1908, si festeggia la Batalla de Flores.

Lo scudo di Laredo ci dice che è una città di mare, che è stata un importante porto fortificato, e che ha avuto grandi privilegi sia nell’epoca del grande Alfonso X, sia nell’epoca successiva alla scoperta delle lontane Americhe.

Passiamo alla squadra di calcio, promossa quest’anno in Segunda B. Fondata nel 1927 come Sociedad Deportiva Charlestón Foot-ball Club (ancora molti tifosi la chiamano Charlestón) e poi divenuta Sociedad Deportiva Laredo Foot-ball Club nel 1931 e Club Deportivo Laredo nel 1941.

Famiglia delle squadre con la maglia di colore rosso, calzoncini di colore bianco o nero, si presta ad essere riprodotta con ref. come la 1, 14, 70, 147, 161 e familiari… Segnalo che ha usato anche una maglia a strisce orizzontali rosso e nero come il Flamengo.

¡Aupa Murcia! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Quindici minuti di macchina, trenta in bicicletta, quasi un’ora e mezzo a piedi, secondo Google Maps. Tanto ci vuole per andare dall’Estadio de Fútbol Barnés, “casa”del Cap Ciudad de Murcia, all’Estadio Nueva Condomina del Real Murcia Club de Fútbol.

Il Subbuteo per fortuna non ha di questi problemi. Così, oggi, sul campo principale di casa mia, l’Extreme Arena del Subbuteo Club Nido dei Rapaci, si daranno battaglia le due formazioni murciane di cui sopra gli scudi, entrambe in versione Astrobase Soccer3D.

Maglia rossa e calzoncini bianchi il Real Murcia CDF, maglia rossa e calzoncini neri il CAP Ciudad de Murcia.

Tifosi non ammessi, causa COVID… vi terrò informati!

Lo squadrone che tremare il mondo fa! #PlaySubbuteo #Subbuteo

“Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa”.

Una volta udito questo detto popolare, non è facile toglierselo dalla testa. Sia per la sua eufonia e sia per il suo significato: infatti non è sempre detto che le grandi squadre, anche se al vertice in un determinato periodo, possano incutere un simile timore sugli avversari.

Eppure il Bologna, pur non essendo certo, al giorno d’oggi, la prima squadra a cui si potrebbe pensare, si è in qualche modo guadagnato tale fama negli anni ’30. Quello slogan potrebbe semplicemente sembrare il frutto della fantasia di alcuni tifosi sognatori, ma in realtà è una buona sintesi di un preciso lasso di storia calcistica, italiana ma non solo. Ben 6 scudetti in 16 anni, prima dell’avvento del secondo conflitto mondiale, lanciarono di diritto i rossoblu nella storia del campionato italiano, oggi quinta squadra in Italia per numero di titoli in campionato (7, alla pari con Pro Vercelli e Torino).

Ve lo presento in versione replica di Antonello Silino del Subbuteo Club Mortara!

Così lo presenta:

Il kit, che mi ha regalato il nostro Pres. Mauro Starone per il compleanno, si è materializzato in questo Bologna. Volevo fare una squadra italiana che avesse della storia da raccontare, escludendo quelle che danno vita ai derby per le quali riservo un trattamento particolare in stereobox, ho scelto questa nobile un po’ decaduta.
Eh si nobile, perché i felsinei vantano 7 scudetti, 2 coppe Italia, 1 coppa Alta Italia e nel ‘32 sono stati la prima squadra italiana a vincere una competizione continentale (Coppa dell’Europa Centrale), annoverando fra le sue fila giocatori del calibro di Schiavio e Bulgarelli fino ad arrivare ai tempi moderni con Baggio e Signori.
La maglia è quella simbolo della società, con le bande laterali asimmetriche rispetto alle righe centrali, notare in foto come alcune maniche siano cucite al contrario, i colori sono i classicissimi Blu 25 e Rosso 153 della Subbuteo, i capelli e le scarpe hanno un tocco nostalgico col Marrone 160, il tutto finito con opacizzante protettivo; materiali Top Spin e colori Humbrol.
A presto sui tappeti vedi e buon Subbuteo a tutti!

Pretemporada all’Extreme Arena #PlaySubbuteo #Subbuteo

Dopo una settimana senza Subbuteo giocato, oggi finalmente una bella amichevole di inizio stagione tra il Cap Ciudad de Murcia (ref. 14, in campo con la prima maglia) e l’Ibiza, in campo con la seconda maglia (ref. 272).

Entrambe le squadre di produzione Soccer3D Astrobase.

Una bella partita, equilibrata, che ha visto alla fine la vittoria degli isolani con il minimo scarto, 1-0.

Hércules! #PlaySubbuteo #Subbuteo

L’Hércules, meglio, Hércules de Alicante Club de Fútbol è per il Subbuteo una bella ref. 22. Anche se ha cominciato la sua carriera vestito come i baschi dell’Athletic ed i miei Saints, ovvero come una bella ref. 9. Però in fondo sempre di righe verticali si tratta, ed i calzoncini sempre di colore nero!

Oggi è sempre una ref. 22, pure se sponsor e designer impazzano con risultati a mio parere di assai dubbio gusto. Ma ormai lo sapete. Sono difficile, tradizionalista, ed i colori mi piacciono definiti come dovrebbe essere definito il parlare: si, si, no, no. Invece mi tocca, in questo periodo della vita, vivere in un’epoca dove chiamano nero il bianco e bianco il nero, e dove la bellezza delle sfumature che ci sono in natura è scambiata con la confusione che regna nelle nostre teste, o meglio che si vuole regni nelle nostre teste…

La finisco qui, state tranquilli…

Lo stemma come vedete rispecchia la stessa evoluzione della maglia nei colori. Il cambio ci fù quando al club primitivo si unì un secondo club, molto più organizzato, che era il Club Natación Alicante.

Una curiosità, nell’Hércules giocò anche il mio amato Kempes, nel 1984/1985. Lo scorso anno l’Hércules ha disputato una stagione assai deludente, in Segunda B, chiudendo il suo girone diciottesimo su venti. Quest’anno dovrà sforzarsi un po’ di più…

Le partite più sentite sono il vero è proprio derby che l’Hércules gioca con l’Elche, poi con il Valencia, il Castellón ed il Real Murcia.

Alicante, la città dell’Hércules, a chi scrive fa venire in mente due cose. Per primo il vino, che ricordo citato anche nei libri di cappa e spada del francese Dumas (l’autore tra l’altro dei Tre moschettieri), tra i preferiti del moschettiere Porthos.

Un vino per cui tuttora la città è famosa, molto corposo e molto scuro; lo stesso vitigno lo trovate da noi in Sardegna (il Cannonau!) ed in Maremma (rossi della zona di Montecucco).

Alicante è una città antica, marittima e turistica…

Si presta, mi dicono a romantiche vacanze di coppia… ed in effetti la seconda cosa che mi viene in mente è la romanticissima poesia Alicante di Jacques Prévert…

Une orange sur la table
Ta robe sur le tapis
Et toi dans mon lit
Doux présent du présent
Fraîcheur de la nuit
Chaleur de ma vie.

Un’arancia sulla tavola
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.