Il Grimsby Town, ref. 38 e i suoi dettagli rossi #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Il Grimsby Town, protagonista dell’attuale League Two, la Quarta Division del calcio inglese di oggi, non ha un passato particolarmente glorioso, ma può vantare una finale di Coppa d’Inghilterra e di essere stata l’unica squadra del Lincolnshire, la sua contea, ad aver partecipato alla prima divisione.

Finì nel catalogo Subbuteo come ref. 38, che si distingue dalla ref. 8 (il Newcastle) per il dettaglio dei calzoncini rossi. Ma quel dettaglio pare essere uno degli errori dei pittori del Subbuteo di allora. Il Grimsby Town in effetti è una ref. 8 (maglia a strisce verticali bianco nero, calzoncini neri) con il dettaglio (tuttora li ha) dei calzettoni rossi.

I colori di oggi quindi sono:

  • Prima maglia: come la ref. 8 con i calzettoni rossi
  • Seconda maglia: una ref. 41 modificata, con le maniche ed i dettagli neri
  • Terza maglia: un (a mio avviso orrendo) completo “purple”; si potrebbe rendere con la Fiorentina di Topspin
Ref. 38

Squadre dei miei tempi e non solo: l’Anconitana, ref. 41 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

L’Anconitana ha una storia più importante della Biellese di cui ho appena parlato. Ben 7 campionati di primo livello, cinque di prima divisione e due di serie A (1992-1993 e 2003-2004). Una finale di coppa Italia disputata mentre era in serie B, nella stagione 1993-1994.

Un onorevole 0-0 in casa, ma un bruciante 6-1 in casa della Sampdoria al ritorno.

Di recente è fallita per due o tre volte, l’ultima ricostruzione è del 2017.

I colori sociali sono il bianco ed il rosso. Il fondatore, si narra, vide una partita del Liverpool e se ne innamorò.  Nel 1973-1974, quando il sottoscritto iniziò a giocare a Subbuteo, era una ref. 1, maglia rossa e calzoncini bianchi.

Nella sua storia i colori sociali cambiarono per due volte. Nel 1927 dopo una fusione si vestì di azzurro, dal 1932 al 1943, come Anconitana Bianchi, si trasformò in una ref. 23 (maglia a righe verticali giallo e rosso e calzoncini neri).

Poi sempre tornò alla tradizione.

Per i subbuteisti di oggi i colori da usare sono:

  • Prima maglia integralmente rossa (ref. 41)
  • Seconda maglia tutta bianca con i bordi rossi (ref. 96)
  • Terza maglia tutta azzurra con i bordi rossi (diciamo una ref. 42, un Chelsea slavato e rossobordato)

Ref. 41

Squadre dei miei tempi e non solo: la Biellese, ref. 8 o 34 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Da bambino avevo un debole per le squadre piemontesi, la Juventus, il Torino, il Casale, l’Alessandria, la Pro Vercelli… non disdegnavo neppure la Biellese, antica di fondazione (1902).

La sua storia non è particolarmente gloriosa, non è mai andata oltre la terza divisione del nostro calcio, la serie C. Di recente è fallita e rinata almeno un paio di volte.

Quello che più interessa ad un subbuteista però sono le maglie:

I colori sociali attuali sono:

  • Maglia bianco-nera a strisce verticali; calzoncini neri; calzettoni neri. (REF. 8)
  • Seconda maglia rossa con inserti bianchi; calzoncini rossi; calzettoni rossi. (REF. 41)
  • Terza maglia gialla con inserti blu; calzoncini blu; calzettoni gialli e blu. (REF. 47)
Ref. 8

Subbuteo, “Il Romanista”: di Vintage c’è solo la mente di qualcuno #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Sul giornale “Il Romanista” di oggi, doppia pagina dedicata alla Roma versione Subbuteo, pagine 10 ed 11, sezione denominata Vintage.

Sono contento per Franco Esposito, che ha ispirato l’articolo e ne ha dato l’occasione (il torneo “Forza Roma”, rigorosamente riservato ai tifosi della “Magica” e che si terrà sabato 22 settembre prossimo venturo nel suo bar), mi piace la ricchissima galleria fotografica.

Ma non mi piace per nulla l’impostazione che il giornalista, Fabrizio Pastore, ha dato all’articolo. Dove sembra che il Subbuteo sia finito negli anni Novanta, che ormai la Netcam si sia arresa alle console ed ai passatempi elettronici e che il gioco sopravviva solo grazie ai cinquantenni appassionati come Franco e come me (entrambi classe 1963).

Una versione che non risponde al vero. Roma è piena di club, di giovani, giovanissimi e meno giovani che che si chinano sul panno e sulle miniature. Nei negozi trovi le confezioni Subbuteo non solo con il marchio originale, ma anche con i marchi Zeugo (della Parodi, che non ha mai smesso di produrlo) e della Topspin.

Più i club di professionisti di calcio da tavolo che giocano anche con i nuovi materiali personalizzati. Che sono anch’essi Subbuteo, sono a tutti gli effetti calcio da tavolo.

Io sono vintage, insomma, ma il Subbuteo proprio non lo è! Che poi a qualcuno dia fastidio ammettere che è così non ci piove…

 

Squadre dei miei tempi e non solo: 3+8 o 34=58! #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

No, non è l’Alzheimer che inizia a dare i suoi frutti! Nel calcio a volte unisci il 3 all’8 o al 34 ed il risultato fa… 58! Mi riferisco ovviamente ai numeri di ref.

La ref. 58 in questo caso è l’Atalanta, ormai protagonista stabile della nostra serie A, la squadra della Dea, la squadra di Bergamo. Sorse nel 1920 dalla fusione tra le due principali squadre di là.

Atalanta_1913-14

La prima era appunto l’Atalanta, che giocava con una maglia simile a quella dei “gobbi” (chissà se fu per questo che, negli anni in cui più mi interessavo di calcio, era praticamente la squadra dove la Juventus valorizza i suoi giocatori, prima di riprenderseli e passarli in prima squadra). La seconda era la Bergamasca, che era subbuteisticamente parlando una ref. 3, un WBA, una Spal con le righe grandi, volendo rimanere in Italia.

Praticamente unirono le parti colorate ed uscì fuori una maglia, prima a quarti, poi a strisce nero azzurre che è arrivata fino a noi.

 

L’Atalanta vince la Coppa Italia 1963-1964
Ref. 58

Squadre dei miei tempi: il Clodiasottomarina, ref. 99 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Alla fine del campionato di serie D, tra le promozioni in C c’era una squadra il cui nome mi incuriosiva parecchio, il Clodiasottomarina! In realtà giocava a Chioggia, ed era il risultato della fusione tra le due squadre cittadine, il Clodia, bianco azzurro, ed il Sottomarina, nero verde.

Il nome proprio era Union Clodia Sottomarina.

Union Clodia Sottomarina 1974/1975

Immagino per non far torto a nessuno, ne risultò una squadre simile al Grande Torino, maglia granata e calzoncini che furono bianchi o neri. Perchè il calcio di allora era semplice come le squadre del Subbuteo.

Presidente era il leggendario Teofilo Sanson, gelatiere! Quando lasciò lui (per far grande l’Udinese) iniziò il declino del Clodia, poi Chioggia Sottomarina (fallito definitivamente nel 2011).

Ref. 99 HW

La Lazio, l’Arezzo e la scoperta del Subbuteo #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Il calcio a casa mia piaceva, e non poco. Mio padre soprattutto lo seguiva, era parte di una strana famiglia dove erano tre fratelli. Il più grande teneva per la Triestina, il mediano, mio padre, per la Roma, il più piccolo per la Lazio. Da ragazzi inutile dire che erano sempre a bisticciare, specie il secondo e il terzo. Il maggiore si manteneva apparentemente “neutrale” e, come si dice, a seconda di come si mettevano le discussioni, tirava l’acqua al suo mulino e… cadeva sempre in piedi! Tutti e tre però simpatizzavano per l’Arezzo, perché la loro famiglia era originaria di un piccolo paesino dell’Alto Casentino, Raggiolo (zona di Bibbiena, Poppi, La Verna, citata diverse volte nella Commedia dell’Alighieri).

I miei primi, vaghi, ricordi calcistici risalgono ai Mondiali 1970, immortalati come sono da foto con un gilet azzurro con lo scudetto dalla Nazionale appiccicato alla meglio sopra da mia madre. Ma francamente non mi ricordo nulla.

Mio padre mi portò una volta allo stadio… per vedere l’Arezzo!, in serie B, che affrontava la Lazio! Una comica. Campionato 1971/1972, avevo 8 anni, mio cugino Maurizio 7, e facevamo gli “sparring partner” dei rispettivi genitori. Mio padre Giovanni tifava per l’Arezzo, mio zio Angelo per la Lazio! 26 marzo 1972, ho ritrovato sull’Almanacco illustrato del calcio della Panini.

LAZIO: Bandoni, Facco, Papadopulo, Wilson, Polentes, Martini, Massa, Nanni, Chinaglia (79′ Gritti), Abbondanza, Fortunato. A disp.: Di Vincenzo. All. Maestrelli.
AREZZO: Candussi, V.Bertini, Vergani, Beatrice, Tonani, Parolini, Bianchini (64′ Galuppi), Camozzi, Barlassina, Quadalti, Incerti. A disp.: Grandini. All. Ballacci.
Arbitro: Branzoni (Pavia).
Marcatori: 21′ Chinaglia, 89′ Abbondanza.

C’era quel matto di Chinaglia, ma il mio giocatore della Lazio preferito era il terzino sinistro, Facco (colpa delle figurine Panini).

Bel post, starete magari pensando, ma che c’entra il Subbuteo? C’entra perché il campionato 1971/1972 significò per me bambino andare allo stadio per ben 4 volte. Oltre a Lazio-Arezzo vidi la Roma di mio padre (e di me figlio obbediente con bandierina a scacchi giallorossi al seguito) contro il Vicenza di Maraschi e Faloppa (a gennaio, 1-0 per i nostri, gol di Franzot), con il Varese allenato da Maroso a marzo (uno 0-0 di una noia mortale) e con il Catanzaro (4-0 per i giallorossi contro i giallorossi con in gol il mitico Zigoni, Scaratti e Franzot, più un autogol finale).

La Roma chiuse il campionato (vinto dalla Juventus) con un dignitoso settimo posto. La Lazio fu seconda in serie B e promossa in A, ed io l’anno dopo ebbi in regalo l’Almanacco Panini, con tutti i tabellini delle partite che avevo visto. E a pagina 223 c’era la pubblicità del Subbuteo! Che da allora iniziai a sospirare.

Era l’edizione 1973, con Giorgione Chinaglia, l’idolo del mio cuginetto, in copertina…

Inutile dire che il prospetto squadre lo richiedetti e la Parodi me lo mandò… Per il Subbuteo vero, completo, dovetti aspettare ancora…

Prima o poi me lo rigiocherò tutto quel campionato con le miniature… di seguito la lista delle squadre con le ref. che gli attribuivo io.

SERIE A

ATALANTA, REF. 58
BOLOGNA, REF. 95
CAGLIARI, REF. 72
CATANZARO, REF. 93
FIORENTINA, REF. 55
HELLAS VERONA, REF. 92
INTERNAZIONALE, REF. 58
JUVENTUS, REF. 34
LANEROSSI VICENZA, REF. 4
MANTOVA, REF. 100
MILAN, REF. 57
NAPOLI, REF. 5
ROMA, REF. 93
SAMPIERDARENESE-DORIA, REF. 94
TORINO, REF. 99
VARESE, REF. 1

 

SERIE B

AREZZO, REF. 27
BARI, REF. 96
BRESCIA, REF. 97
CATANIA, REF. 19
CESENA, REF. 10
COMO, REF. 90
FOGGIA, REF. 57
GENOA, REF. 72
LAZIO, REF. 5
LIVORNO, REF. 27
MODENA, REF. 47
MONZA, REF. 41
NOVARA, REF. 2
PALERMO, REF. 98
PERUGIA, REF. 1
REGGIANA, REF. 99
REGGINA, REF. 27
SORRENTO REF. 76
TARANTO, REF. 72
TERNANA, REF. 64

Perchè così pochi tornei? #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Perchè così pochi tornei?

È una domanda che continuano a farmi. Rispondo qui così lo leggono tutti.
Perchè di solito si gioca la domenica, io sono credente e cristiano e per me la fede è il fondamento di qualsiasi altra cosa. Ergo: non rinuncio all’ascolto ed alla meditazione comunitaria sulla Parola di Dio a cuor leggero. Anzi, non ci rinuncio proprio.
Prima risposta: la Domenica è il Giorno del Signore (e dopo il Signore vengono mia moglie e mia figlia, la mia famiglia) e non del Subbuteo.

E non mi dite che posso andare al culto il sabato… Posso pure farlo una tantum ma non la accetto come risposta.

Basterebbe questo ma continuo. Partecipo poco ai tornei perchè, da quando ero bambino, ho il tasso agonistico e la competitività, amo dire, di un bradipo (senza sapere in realtà se i bradipi sono competitivi e quanto, me ne scuso con i bradipi). Ai tornei ufficiali, amatoriali compresi, di solito si va per vincere, si lucida, si mettono a punto le squadre, si cercano le basi migliori, ecc…

In quarant’anni che gioco io non ho mai manomesso una base, mai volontariamente aperta (mi si sono aperte sono quando le miniature mi sono volate giù dal tavolo di gioco, succede…). Mai aggiunto colla o rondelle, mai dipinto gli inner per appesantirli come andava negli anni Novanta, mai litigato per un back o un back al volo (ci sono cose serie per cui discutere, il Subbuteo vecchio o nuovo tipo non ci rientra per me).

Mi piace collezionare, mi piacciono i colori, mi piacciono le atmosfere. Non me ne importa assolutamente nulla, zero, dei risultati, di contare quante volte vinco o perdo, quanti gol faccio o subisco. Non ho strategie di gioco, gioco e basta. Non ho quadernetti o registri con i miei risultati ora, non li avevo a 10 anni. Lucido ogni tanto per spirito di emulazione. Con quello che mi capita sottomano. Non spenderei mai (ho visto farlo!) 70 € per una vecchia confezione di Nugget anni Settanta, o 30 € per misture che non si sa con cosa siano fatte! Al massimo due euro di Pronto e passa la paura!

Seconda risposta: gioco per giocare e questo mi basta, mentre ai tornei ufficiali, tutti, nessun circuito escluso, si gioca per cercare di vincere e migliorare nel proprio ranking o nella stima degli altri (me ne impipo di essere stimato per come gioco a Subbuteo, sia chiaro!).

Faccio parte di un club, di una squadra perchè mi piace stare insieme, mi piace divertirmi con altri, ho il senso di comunità, amo comunicare; è la mia passione oltre che il mio lavoro.

Ho un fottio di squadre (a proposito sono a 327 ma ancora non ho finito di censirle) perchè ho l’arcobaleno in testa, e mi piace averlo.

E basta così!