Academica, ref. 272 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Ebbene  no, questi non giocano in Calabria ma in Portogallo, per l’esattezza a Coimbra. Sono gli All Black del Subbuteo. Una squadra che mi piace così tanto da avercela in tre versioni, originale HW, originale LW e replica Soccer3D HW Astrobase!

Mi manca con le basi per il calcio da tavolo ma chissà, prima o poi colmerò la lacuna.

Ref. 272 – Academica de Coimbra

Alla faccia, è proprio il caso di dirla, del nero della maglia, la squadra, tra le più antiche del mondo, un club universitario come i vecchi college inglesi, fondata nel 1887, è soprannominata La Briosa (in italiano… la Briosa, ossia la Gioiosa).

La seconda maglia è una semplicissima ref. 21. Una squadra essenziale direi, monastica, consentitemi la battuta, io posso. La nazionale benedettina la prima maglia, quella cistercense la seconda.

Ref. 21 – Academica de Coimbra Away

 

Rende, ref. 4 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Ancora una squadra calabrese, giovanissima stavolta. Il Rende nasce solo nel 1968. Colore sociale il biancorosso. In questo momento indossato a strisce orizzontali.

Calzoncini bianchi o rossi, i rennitani sono sempre loro!

Fin dalla sua fondazione, i colori sociali sono il bianco e il rosso e riprendono quelli del gonfalone comunale di Rende. A partire da metà stagione 2016-2017 le strisce bianco-rosse verticali hanno lasciato spazio a quelle orizzontali.

La divisa odierna per le partite casalinghe prevede maglia a strisce bianco-rosse orizzontali, pantaloncini rossi con un’unica striscia bianca a sinistra, calzettoni strisciati.

Ref. 4 – Stoke City, Lanerossi Vicenza, Rende
Ref. 52 – Exeter, Scarborough, Bayern Monaco, Rende
Ref. 20 – Hamilton Academicals, Rende (variante calzoncini rossi)
Ref. 30 – Walsall, Polonia, Rende

Vediamo il logo, poche variazioni anche qua, come del resto era logico, essendo la squadra così giovane.

Lo stemma è uno scudo ovale riempito da pali bianchi e rossi, con il nome della società impresso nella parte superiore, mentre nella parte centrale spiccano le tre torri del Castello Normanno, simbolo civico della città di Rende; infine nella parte inferiore è presente l’anno di fondazione ovvero il 1968.

Logo attuale
Logo originale

Cosenza, ref. 19 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Sempre per la serie viva la Calabria, partiamo dal riassunto di Wikipedia, riveduto e corretto.

Agli albori del calcio cosentino, nel 1908, la Fortitudo indossava una maglia bianca con scritta nera sul petto con il nome della squadra, pantaloncini e calzettoni neri, intervallata negli anni con una maglia verde (o verde e blu inquartata secondo altra tradizione).
Successivamente, le casacche passarono dal bianconero al verdeblu, fino all’azzurro.

L’odierno rossoblù in onore di Genoa e Bologna, protagoniste di avvincenti campionato di Serie A, viene varato con il passaggio dalla Fortitudo al Cosenza Foot-Ball Club, nel 1923: i colori sociali, mantenutisi fino ai giorni nostri, vengono scelti in onore del Genoa, la più antica squadra italiana e la prima a vincere uno scudetto.

La maglia da gioco è storicamente a strisce larghe verticali rosse e blu, con pantaloncini solitamente blu bordati di rosso. Solo molto raramente nel corso della sua storia il Cosenza ha mutato il disegno dei colori indossando maglie a strisce orizzontali, inquartate o a tinta unita (blu bordato di rosso o viceversa).

Sotto il regime fascista, per un breve tempo la squadra giocò in divisa granata, ed in completo azzurro nell’immediato dopoguerra.
Nella stagione 2010-2011 la maglia del Cosenza fu oggetto di curiosità per la sua ripartizione di colori mai vista nella storia delle maglie da calcio: la divisa era rossa sul davanti e blu sul retro. Una scelta fortemente innovativa che suscitò qualche polemica: secondo molti spettatori l’effetto visivo sul campo generava confusione, poiché dava l’idea che in campo “giocassero tre squadre”.

La maglia storica cosentina quindi è la ref. 19.

Ref. 19 – Crystal Palace, Barcelona, Cosenza

Ma si può quindi rendere il Cosenza Calcio, i Lupi della Sila, vista la varietà di maglia indossate, anche con le ref. 72, 95, o 224.

Ref. 72 – Genoa, Cagliari, Sambenedettese, Cosenza
Ref. 95 – Bologna, Casertana, Cosenza
Ref. 224 – Frem, Cosenza

Il simbolo del Cosenza è da sempre il lupo della Sila. Anche qui ci sono state variazioni sul tema (fauci aperte, fauci chiuse, figura intera sopra un pallone…) ma tutto sommato si può parlare di fedeltà allo stemma originale.

North Ireland Euro 2016 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Finora il sottoscritto aveva un solo Northern Ireland, la nazionale dell’Ulster, la quarta parte del Regno Unito (United Kingdom), assieme a Scozia, Galles ed Inghilterra (Scotland, Wales, England).

Si tratta di una ref. 320, completo verde con dettagli bianchi, come nella foto, che però nella mia collezione è presente con la scatola bianco, rosso, blu del kit Silver Jubilee.

Il colore verde, inutile dirlo, è il tradizionale colore irlandese, e la accomuna all’Irlanda cosiddetta libera, l’EIRE, tanto che normalmente con le ref. con cui rendi l’una, rendi anche l’altra.

Normalmente quando gioco un derby fra le due Irlande, una usa un completo verde, la ref. 320, mentre per l’altra adopero un’Arabia Saudita Topspin (Maglia bianca bordi verdi, calzoncini bianchi, calzettoni bianchi, inner verde, outer bianco).

Di seguito vi posto qualche esempio di Northern Ireland, Subbuteo ufficiale e non, preso qui e là in rete.

Una maglia che tempo fa, agli ultimi Europei, ha attirato la mia attenzione per l’insolito accostamento di colore (mia madre buonanima usava dire che di verde e di celeste è il burino che si veste!) è stato il completo Adidas che l’Ulster ha sfoggiato in quella occasione.

Era la prima volta in assoluto che i nordirlandesi si qualificavano per la fase finale degli europei e si è voluto riprendere il blu dela croce celtica simbolo nazionale.

Riprendo da Wikipedia:

L’Irlanda del Nord scende in campo da sempre (o almeno da quando non è più Irlanda) in tenuta verde con pantaloncini bianchi e calzettoni verdi. Almeno fino a fine anni ottanta questi erano gli unici due colori che la nazionale vestiva, creando non poche confusioni con la controparte indipendente, anch’essa verde con pantaloncini bianchi.

In realtà la vecchia Irlanda storica vestì le sue prime volte in azzurro, adottando il verde solo per non confondersi con la Scozia, ma dalla creazione della nazionale dell’Eire la selezione è stata sempre verde.

La situazione è leggermente migliorata soltanto negli ultimi anni, adottando sempre più frequentemente (ma non sempre) un blu notte più o meno vistoso, in concomitanza con l’utilizzo dell’arancione in piccole parti da parte dell’Eire. L’utilizzo del blu è stato più o meno vistoso, da spirali e disegni a quadri piuttosto marcati, a piccoli bordini sulle maniche. Negli ultimi anni in genere vengono resi blu notte o dei tratti sulle spalle o sui lati della maglia.

La seconda divisa è in genere bianca, ma non sono mancate maglie blu, nere o celesti. Attualmente la seconda divisa è tornata ad essere bianca, data la forte tonalità di verde della prima maglia.

Come stemma, almeno fino al 1946 la nazionale ha portato in petto una croce celtica con al centro un’arpa, simboli tipici dell’Irlanda. Ha interrotto, probabilmente per contrastare la Nazionale della FAI che portava lo stesso stemma, soltanto tra il 1946-51 ponendo uno scudo bianco con tre shamrock. Dal 1957 in poi ha sempre utilizzato lo stemma federativo, rimasto pressoché invariato, una croce celtica blu con bordi dorati e shamrock sulla fine dei bracci. Solo nel 1977 ha indossato delle divise senza stemma con al centro una vistosa croce celtica stilizzata.

Per l’occasione la Zeugo Parodi e la Astrobase hanno realizzato delle squadre per il calcio da tavolo che riproducevano questa maglia. Nel catalogo Zeugo la ref è la numero 325.

Da oggi questa maglia è nella mia collezione!

Catanzaro, ref. 93 #PlaySubbuteo #Subbuteo #Subbuteo Blog

Ancora per la serie viva la Calabria!

Nel catalogo Subbuteo come ref. 93, una maglia indossata molto spesso nei campionati anni Settanta. Poi, come tutte o quasi le squadre in giallorosso o claret&amber, si sono sprecati con la fantasia… strisce verticali, completi rossi bordi gialli, cerchi orizzontali, calzoncini bianchi, neri, rossi, ecc…

Fondata nel 1927 (sebbene la sua nascita sia fatta risalire tradizionalmente al 1929), disputa da quell’anno i primi campionati. Nel corso della sua storia la società è stata rifondata per due volte: nel 2006 e ancora nel 2011, in entrambi i casi per questioni finanziarie.

I colori ufficiali del Catanzaro sono, fin dalla sua fondazione, il giallo e il rosso, il suo simbolo è l’aquila reale, simbolo della città di Catanzaro e la squadra disputa le proprie gare interne allo Stadio Nicola Ceravolo, costruito nel 1919, l’impianto sportivo più antico della Calabria.
Ref. 93, anche Roma
Il bomber Palanca, del Catanzaro della mia infanzia. Quello capace di segnare dalla bandierina del corner
Un Catanzaro anni Ottanta

Palmese, ref. 78 o ref. 105 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Per la serie, w la Calabria!

L’Unione Sportiva Palmese 1912, con i suoi quattro campionati di III livello disputati si attesta come sesta miglior società in assoluto della storia del calcio calabrese, per traguardi raggiunti, dopo Reggina, Catanzaro, Cosenza, Crotone e Rende.

Inoltre, con le suddette società e la Juventus Siderno, la Palmese è uno dei sette club calabresi che hanno partecipato nella loro storia alla Coppa Italia.

Con venti campionati disputati, la Palmese è quinta anche nella graduatoria dei club calabresi che hanno preso parte più volte al massimo campionato dilettantistico, la Serie D, preceduta da Vigor Lamezia, Castrovillari, Vibonese, Paolana.

Ref. 78

I colori della maglia dell’Unione Sportiva Palmese 1912 sono il nero e il verde, attualmente alternati a strisce verticali di egual misura. I calzoncini sono tradizionalmente di colore nero e i calzettoni di colore verde. Le maglie con strisce nere e verdi alternate sono apparse essenzialmente negli ultimi tempi, in quanto nei primi decenni di vita del club i giocatori indossavano delle divise completamente verdi, con i bordi neri.

Ref. 105, nel catalogo come Venezia
Buonocore, Palmese, anni Trenta