Chi sono

Luca Zacchi, classe 1963, subbuteista dall’età di dieci anni.

Il mio Subbuteo degli inizi

Ho iniziato a giocare al Subbuteo, a quello che per me è ancora il gioco più bello del mondo quando avevo appena terminato la quarta elementare ed iniziato la quinta, tra il 1972 ed il 1973, invogliato dalle passioni calcistiche di allora (poi mollate del tutto, il calcio moderno non fa davvero per me) e dalle pubblicità di Topolino e della Panini, di cui compravo gli Almanacchi, oltre alle figurine dei calciatori.

 

Il vero salto di qualità col Subbuteo lo feci però in prima media, ritrovandomi come compagno di banco Sandro Zanetti, vero campione di allora, almeno nella mia zona (Monteverde Nuovo). Non si contano i tornei e le partite tra casa mia e soprattutto sua.

Sandro era bravissimo, io molto meno, e soprattutto, allora come oggi, avevo il tasso agonistico di un bradipo! Ovvero vicino allo zero. Oh, intendiamoci, giocavo al mio meglio, ma quello che veramente mi piaceva era l’atmosfera che si creava sul campo montato, con il verde del panno e quello dello steccato (quello di Sandro… io avevo trovato nella mia Club Edition quello tubolare rosso) ed i tanti colori delle miniature (Sandro giocava di preferenza con la ref. 34, la Juventus di cui era tifosissimo, io alternavo la ref. 2 (per me i Rangers Glasgow) e la ref. 9 (i Saints, il Southampton). Grazie al Subbuteo finii per affezionarmi al calcio britannico più che a quello nostrano.

La mia prima Club Edition

La mia prima Club Edition me la regalarono, dopo molte insistenze e preghiere (il Subbuteo era un gioco effettivamente costoso per l’epoca, ma io avevo dalla mia una pagella molto più che eccellente) a Natale del 1973. Ma era assai più datata!

Un amico di mio padre, che aveva un negozio di giocattoli, ne aveva una usata, del 1967 o del 1968, ora che scrivo non mi ricordo, ma in condizioni quasi perfette. E a me andò più che bene… Ancora oggi è a casa mia, con la recinzione tubolare rossa incredibilmente ancora completa! Ed ogni tanto la “rispolvero”.

Le squadre erano la rossa e la blu, ref. 1 e ref. 2. La ref. 1 per me era principalmente il Nottingham Forest o il Manchester United, oppure i nostrani Perugia e Varese. La ref. 2 i Rangers di Glasgow, l’Everton o… il Novara!

Ma ovviamente con la fantasia i bordi della ref. 1 si facevano gialli, il blu si schiariva in celeste, e un bel derby capitolino era servito! O anche il derby di Manchester tra United e City (finchè non mi procurai la più consona ref. 5!).

Le squadre di allora

Le squadre di allora erano pochine, perchè, come detto, il Subbuteo era costoso e le squadre singole, in proporzione, pure di più. Oltre a red e blue team avevo la Dinamo Dresda (la ref. 6, Watford secondo il catalogo), i Saints o l’Athletic Bilbao (la ref. 9), il Brasile (ref. 50) e squadre insolite come la Bulgaria (ref. 152) e Haiti (ref. 175).

Le ref. 9 e 50 ancora le ho, le due “insolite” sono andate disperse (purtroppo, sono oggi molto ricercate dai collezionisti!) in uno dei tanti riordini di mia madre, mentre ero fuori di casa, a Sassari, in Sardegna, per fare il servizio militare. La ref. 6 è andata distrutta a forza di salti dalla tavola sul pavimento di casa mia e me la sono ricomprata da adulto in versione replica Top Spin.

In quel periodo ebbi il permesso di montare il campo e lo steccato su una pesantissima tavola di truciolato, che quando non era in uso si divideva lo spazio dietro una porta con l’asse da stiro di mia madre!

Dalle medie al liceo

Il liceo classico (anni dal 1977 al 1982) da l punto di vista del Subbuteo fu un vero evento! Giocavano diversi dei miei compagni di classe e ci alternavamo a torneare di solito a casa mia e di Sandrone Greco (ora ci lavoro assieme, pensate un po’!). Giocavano anche Federico, Claudio e talvolta anche altri amici, miei e loro. Sempre tornei amatoriali però, nessuno di noi fu mai tentato dall’agonismo, che all’epoca impazzava anche a Roma.

Fine anni Settanta apparverso le miniature “Zombie” (ho ancora credo la ref. 100, Manchester United) e poi le LW, i “pesi leggeri” dall’innesto a piolo (mai comprate, ero e sono un fedelissimo delle miniature HW e delle loro barrette).

La ripresa

Dopo il servizio militare subentrarono altri interessi (ho iniziato a lavorare presto, nel 1984, ed alla fine dei conti ho totalizzati undici anni di università, in massima parte frequentata mentre lavoravo, con una laurea ed un dottorato in due materie diverse e quattro o cinque lavori diversi, ma sempre nell’ambito della formazione e della comunicazione) ed il Subbuteo cadde nel dimenticatoio, sparendo nel capiente armadio a muro della casa di famiglia.

Quel che era rimasto del gioco uscì fuori nel 2005, in concomitanza con la scoperta su Internet del (litigioso assai in verità) mondo dei subbuteisti “da forum”, “retro” (la World Retro League), “old” (l’Old Subbuteo) e “moderni” (la Federazione Italiana, prima Subbuteo e poi Sport Calcio da Tavolo, in sigla FISCT).

Faticai parecchio a raccapezzarmici, visto che tendo istintivamente e per formazione a conciliare e non a litigare, finchè non incontrai due persone del tutto normali e tranquille, Nicola Mascaro e Andrea Lampis, che mi coinvolsero (era il 14 luglio 2005) nel loro progetto di rifondare la versione laziale del calcio da tavolo a squadre (all’epoca CCTS Lazio, poi dal 2007 Lazio TFC).

Con le miniature dalle basi piatte e veloci ed i campi moderni però non mi trovavo bene. Inoltre nel calcio da tavolo professionistico, come è giusto che sia, l’agonismo è al primo posto. Ed io avevo poco tempo e voglia di allenarmi.

Così mi avvicinai al mondo del cosiddetto Old Subbuteo (si dichiara di ripudiare l’agonismo e si gioca solo con un loro regolamento auto-prodotto e solo con le miniature da questo previste o escluse a loro esclusivo e arbitrario giudizio) e ripresi a giocare con le mie vecchie HW e con altre prese su Ebay o da questo o quel neo-amico (alcuni sono dei veri artisti!). Un rapido passaggio per l’Old Subbuteo Club Capitolino (o “Tana dei Serpenti“) con il nome totemico, stile scout, di Blue Snake e poi la fondazione da parte mia (si era nel 2007) dell’Old Subbuteo Club Capitolino Secundus (o “Nido dei Rapaci“), dove ero il Falco Pellegrino. Sul forum ero meglio conosciuto come Trollino.

Ma anche in quell’ambiente scoprii presto che le magagne non mancavano. Agonisti mascherati da amatori, gente che smontava e taroccava le basi, come  o peggio che nel mondo degli odiati cugini “calciotavolisti” o “pasticcari” (nel senso delle basi grandi come pasticconi, non in altro per fortuna), invidie, gelosie, sospetti, tornei che dovevano sempre essere più grandi e meglio organizzati, se sei amico di “x” e rimani tesserato della Lazio non sei un vero oldsubbuteista ed altre simili amenità…

Alla fine mi diedi per vinto, mandai tutti a quel paese e mi ritirai in buon ordine. Lasciai anche la Lazio, non certo per colpa loro, erano e sono un’ottimo club, ma perchè in quel momento volevo solo “disintossicarmi” dal Subbuteo organizzato.

Giocavo a casa mia, o da questo e quell’amico, come da ragazzino, e scrivevo di Subbuteo sul mio blog o dove mi chiedevano di farlo.

Finalmente il Black

Scrivo finalmente perchè ad un certo punto sulla mia strada apparve un secondo club di calcio da tavolo, il Black Rose 1998 di Roma. Finalmente dico di nuovo perchè le persone con cui da principio feci amicizia, Roberto Utzeri ed Andrea Strazza, erano persone vere e di valore, la cui statura umana sopravanzava, e di molto, quella, pur buona, subbuteistica.

Dal 2009 non l’ho più mollato.

Un club di calcio da tavolo dove potevo giocare a Subbuteo senza che nessuno si sgomentasse, anzi, tanti giocavano con me e con le mie e loro basi basculanti.
Fino ad organizzare tornei ed una sezione del club (oggi Rosa Nera Subbuteo) dedicata al gioco vecchia maniera.

Ma soprattutto amici, amici veri… di quelli che speri durino per la vita. Andrea al primo posto, e non si offendano gli altri, con cui è nata anche un’amicizia familiare, che coinvolge le nostre figlie, subbuteiste in erba (più la sua Elena che la mia Sara in verità), che amano giocare e divertirsi con i loro padri ed i loro “omini”.

Il mio Subbuteo di oggi

Lo amo come allora, lo conosco sicuramente meglio. Purtroppo ci gioco sempre meno, perchè l’età avanza e la schiena più di due o tre partite di fila non mi consente di giocare. Però ne scrivo (nel 2014 ho partecipato, con Andrea Strazza, ad un evento TIM legato alla campagna “#milionidipassioni ed in occasione dei Mondiali ho avuto anche uno spazio sul Guerin Sportivo) e aiuto il mio club nell’ambito della comunicazione. E sono un discreto collezionista, ho circa trecentocinquanta squadre, al 95% di tipo HW, originali e repliche, dipinte a mano da artisti e a macchina, su tutti i tipi di materiali e basi in commercio o quasi.

Poi accessori, riviste, pubblicità e quant’altro… tutto a disposizione prima di tutto del mio club, ma poi di chiunque sia interessato, tempo permettendo (tra la casa, il lavoro, la figlia adolescente, davvero poco).