Wycombe Wanderers in League One #PlaySubbuteo #Subbuteo

Il miracolo è riuscito. Con il punteggio di 2-1 a Wembley, il Wycombe Wanderers ha battuto in finale play off l’Oxford United e nella prossima stagione 2020/2021 giocherà per la prima volta in Championship, il secondo livello del calcio inglese (sopra c’è solo la Premier League).

Anzitutto partiamo dalla città, che oggi si chiama High Wycombe. Ci sono due teorie su questo nome Wycombe. La prima unisce il nome del fiume che la attraversa, il Wye, alla parola comb che indica una valle boscosa. Giustificata dal fatto che la città si trova tra la grande riserva naturale di Chiltern Hill, a Nord, ed il Parco Naturale di Coln Valley, a Sud. Più numerose altre aree boschive ad est ed ovest.

Questo entra anche nella seconda teoria sul nome che rifacendosi all’inglese antico traduce il nome della città come case nel bosco.

Il bosco in effetti entra, e parecchio, con la storia della città. Ve lo spiego a partire dallo stemma, prima cittadino, poi della squadra. Partiamo dallo stemma cittadino.

Gli elementi dello stemma sono un cigno, con una catena dorata con una corona a guisa di collare, su un bel prato verde. Ed il motto latino “Industria ditat“, ovvero “Il lavoro (la fatica, l’industriarsi) arricchisce“.

Il prato verde rappresenta i boschi, i laghi, i corsi d’acqua di cui i dintorni della città sono ricchi. Nei laghi e nei fiumi c’è una ricca popolazione di cigni. Ma attenzione, siamo nel Buckinghamshire di competenza primaria della corona (del duca di Buckingham e britannica). I cigni erano e sono considerati proprietà della corona. Guai a chi li tocca o peggio ancora li ruba! Questo il motivo della catena dorata e della corona. C’è poi da considerare la favola del “cavaliere del cigno”, che magari avete letto da bambini (ne esistono moltissime varianti), un re che ebbe sette figli, tutti con una catena d’argento al collo, che crescendo mutavano in cigni; tutti tranne uno, Helyas, il cavaliere del cigno, che alla fine li salvava tutti. Il duca di Buckingham si considerava discendente diretto di questo Helyas.

Un altro elemento lo si trova nello stemma “speciale” realizzato nel 2012 per festeggiare il 125mo della squadra.

Si tratta delle foglie di faggio aggiunte a sinistra e destra di quello che è lo stemma attuale (il cigno, a parte una brevissima parentesi negli anni Settanta in cui lo stemma erano le sole iniziali del club, c’è sempre stato). Di nuovo il riferimento è ai boschi ed a quello che è stata nel XIX secolo, fino a metà del XX, l’attività principale della zona, ossia la manifattura di mobili artigianali. Le sedie Windsor della corte e no, venivano tutte da qua.!

Tanto che uno dei soprannomi della squadra di calcio è quello di The Chairboys ( i ragazzi delle sedie). L’altro soprannome è quello di The Blues, gli azzurri, i blu, giacché la loro maglia, con diverse fogge (alla fine ha prevalso quella con la maglia a quarti blu e celeste che indossano tuttora) è sempre stata composta con due diverse tonalità dello stesso colore. Blue Royal (Chelsea) o Blue Navy (Falkirk) per la parte scura, Blue Sky (Manchester City, il nostro celeste) per la parte chiara.

Stessa accoppiata usata dal Bishop Auckland (ref. 33) in altra forma (bipartita, a sinistra per chi guarda l’azzurro di Cambridge, a destra il blu di Oxford) o anche in forma semplificata usata dal Coventry o dalla nostra Lazio (maglia celeste, calzoncini blu, calzettoni celeste).

Il crest attuale su una bandiera
La maglia del 1973/1974

Tornando per un attimo alla città, è sempre stata una città industriosa, prima che industriale. L’abbondanza d’acqua fece sì che ci fossero molti mulini, e quindi mugnai. Numerosissime erano, già nel Medioevo, le taverne e le locande, giacchè era un bellissimo posto dove sostare prima di arrivare a Londra. Quindi arrivarono le industrie tessili, già dal Medioevo venivano prodotti lì tessuti bellissimi di pizzo e di lino. Poi ancora sorsero le cartiere, soprattutto nel XVII e XVIII secolo e quindi, finalmente, come vi dicevo, ad inizio del XIX secolo i mobilifici. Ho trovato scritto che nel 1875 High Wycombe avesse la capacità produttiva, stupefacente per il periodo, di 4700 sedie Windsor al giorno!

Quando la regina Vittoria, nel 1877, venne in visita alla città, il consiglio municipale fece realizzare un arco di trionfo fatto di sedie (!!!). La popolazione, fatta principalmente di operai, quasi si triplico tra il 1881 ed il 1928. Poi però iniziò la crisi, venne la guerra, i bombardamenti (che furono pesantissimi in quell’area Nord di Londra), la difficoltosa ricostruzione. Seguirono fallimenti di molte imprese, disoccupazione e grossi problemi sociali negli anni Sessanta.

Il calcio arrivò a Wycombe, con la fondazione della squadra, nel 1877. Il soprannome di Wanderers è con ogni probabilità legata ai mitici vincitori, nel 1872, della prima Coppa d’Inghilterra, oggi FA Cup. Trovate uno, anzi due post dedicati su questo blog.

Ogni città, ogni sobborgo, intorno o dentro Londra, aveva ed ha una squadra. High Wycombe è al centro di un quadrilatero (guardate la mappa per credere) a nord di Londra che ha come vertici Oxford, Luton, Reading e Watford.

I dirigenti della squadra scelsero il calcio amatoriale, finchè fu possibile (la distinzione tra amatoriale e professionista venne abolita nel 1974) ed anche dopo, visto che diverse volte, avendo vinto il campionato, ed avendo acquisito il diritto al passaggio tra i “grandi” si trovarono a rifiutarlo.

Vinsero per ben otto volte l’Isthmian League, di cui quattro nei primi anno Settanta, tra il 1970 ed il 1975 (non vinsero soltanto nel 1972/1973). L’Isthmian League esiste tuttora, raggruppa i club semiprofessionistici dell’area di Londra. Oggi conta 82 team divisi in 4 divisioni (settimo ed ottavo livello della piramide del calcio inglese).

Una curiosità: il Wycombe nel 1983 partecipò al torneo anglo italiano, venendo eliminato in semifinale dal Cosenza di Longobucco che lo sconfisse con un perentorio 4-0 (e poi vinse il torneo battendo in finale il Padova).

Cosenza 1982/1983 – Ref. 19 per chi gioca…

Alla fine anche il Wycombe cedette e passò al calcio professionistico, nel 1993, nella Football League. Risultato più prestigioso la semifinale di FA Cup raggiunta nel 2000/2001. Riuscì ad eliminarlo solo il Liverpool che poi quell’anno vinse la Coppa.

Ed ora questa fantastica promozione in Championship…

Che dire, sedia dopo sedia, ora si sono seduti in alto… in bocca al lupo per la prossima stagione!

Dimenticavo, per giocare a Subbuteo? La ref. 33, oppure la ref. 256 (nel catalogo HW ed LW) o la ref. 804 (nel catalogo LW). Oppure, come ho fatto io, scegliete la maglia che più vi piace e ve la fate dipingere da un amico…

Giornata di riordino al Nido dei Rapaci #PlaySubbuteo #Subbuteo

Giornata di riordino al Subbuteo Club Nido dei Rapaci!

Riordino con qualche sorpresa. Tra cui il ritrovamento, tra le innumerevoli spille e pins, di un bellissimo crest dell’Oldham Athletic. Che in questo momento troneggia fiero sulla mia maglietta.

Poi la scoperta che nell’elenco delle squadre della mia collezione mancava l’Oxford United 1975/1977, replicato per me su materiale Santiago, otto anni fa, da un caro amico che non è più su questa terra (ma è con me ogni volta che ci gioco!), Dondereno.

Chissà che non gli porti fortuna all’Oxford, che oggi affronta la finale play off per la promozione in Championship.

Infine il conto delle squadre prive di box, che riposano in contenitori di plastica. Ben 46! Tra HW, LW e squadre per il calcio da tavolo moderno.

Conosciamo meglio Oldham e l’Oldham Athletic #PlaySubbuteo #Subbuteo

Oldham, recita Wikipedia, è la sede di un borgo della contea metropolitana della Grande Manchester, Inghilterra, a nord-est della città di Manchester. In italiano potremmo dire che Oldham è una città (ha circa 100.000 abitanti, non certo pochi) poco fuori la grande città di Manchester (che di abitanti ne conta 500.000).

Negli anni Sessanta, l’apparente successo della formula della “Grande Londra”, stimolò la proposta di creare delle agglomerazioni simili anche riguardo Manchester, Liverpool e Birmingham.

Nacquero così le Metropolitan Counties, stabilite ufficialmente dal Local Government Act del 1972. Alle tre città di cui sopra si aggiunsero altre tre Contee Metropolitane: Tyne and Wear, West Yorkshire, South Yorkshire (centri principali, rispettivamente, Newcastle, Leeds e Sheffield).

Ufficialmente poi sono state abolite, a fine anni Novanta, ma (tutto il mondo è paese) legalmente ancora esistono perché i politici britannici non hanno mai provveduto a creare degli organismi alternativi.

Ma torniamo ad Oldham.

Nella mappa sottostante vi fate una idea di dove si trova.

E del perchè, ad esempio, c’è una grande rivalità, a livello calcistico, dell’Oldham Athletic (ref. 2, 3, 37, 42, 47, 219, 235, 671, 748) con la squadra del Rochdale (ref. 2, 8, 10, 18, 21, 34, 42, 119, 167, 200, 219, 222, 631, 671), con cui giocano un vero e proprio derby.

Ref. 748 LW – Oldham Atheltic e Chelsea

Lo stesso accade con l’Huddersfield (ref. 2, 3, 119) con cui giocano l’A62 Derby (dal nome della strada su cui entrambe le città si trovano, a 15 miglia, poco più di 24 chilometri, di distanza; il bilancio vede finora l’Huddersfield in vantaggio per 20 successi contro 12; 15 i pareggi).

Il tracciato dell’A62

Oldham si sviluppò durante la rivoluzione industriale grazie, principalmente, alla filatura del cotone e all’industria tessile. Fu una delle località con le fabbriche più produttive nel mondo ed in essa ormai risiedono molti stranieri e sono presenti grandi comunità provenienti dal Bangladesh e dal Pakistan. Attualmente l’abitato conta circa 100.000 abitanti, mentre il distretto urbano arriva a contarne circa 220.000 (secondo i numeri del censimento 2001).

Veduta della città

Cosa c’è da vedere ad Oldham? A giudicare dalle foto che circolano in rete, principalmente degli splendidi parchi: Alexandra Park, Werneth Park, Chadderton Hall Park. Poi c’è la riserva naturale di Swallows Wood e poco fuori città l’Hartshead Pike.

AlexandraPark
Hartshead Pike

E poi, manco a dirlo, c’è lo stadio, il mitico Boundary Park.

Il Boundary Park è il principale stadio di Oldham, nella “Grande Manchester”, in Inghilterra. Era originariamente conosciuto come Athletic Camp (“il campo di atletica”) quando venne aperto nel 1896, come sede della prima squadra professionistica di calcio della città: l’Oldham County FC, che come già scritto, nel 1899 si fuse con il Pine Villa Football Club che acquistò il terreno e cambiò il nome in Oldham Athletic.

Lo stadio ha poco più di 10.000 posti a sedere. Dal 1997 al 2003, più o meno, è stato condiviso con la locale squadra di rugby, gli Oldham Roughyeds, che ha gli stessi colori dell’antico Pine Villa FC, solo che le strisce bianche e rosse sono orizzontali anzichè verticali.

Oldham Roughyeds

1978/1979. Stesso anno, destini diversi #PlaySubbuteo #Subbuteo

Sul campo principale del Subbuteo Club Nido dei Rapaci, con sede a casa mia!, ci sono due squadre basculanti con la maglia dello stesso anno sociale, per l’appunto il 1978/1979. La prima è la Roma, la seconda il Nottingham Forest.

Per la Roma quello fu un campionato travagliato ed un anno portatore di grandi cambiamenti. Fu il primo anno in giallorosso del bomber di Crocefieschi, al secolo Roberto Pruzzo, proveniente dal Genoa. Il presidente Anzalone lo acquistò per la cifra enorme, all’epoca, di tre miliardi di vecchie lire. Per rientrarne, almeno in parte, fu costretto a cedere in prestito Bruno Conti.

Ma il salto di qualità non ci fu, la Roma passò tutto il campionato in bassa, a tratti bassissima classifica e si salvò solo ad una giornata dal termine, pareggiando una tesissima partita in casa con l’Atalanta per 2-2, per poi chiudere con uno squallidissimo 0-0 con l’Ascoli, risultato che salvava entrambe le squadre. Iniziò con Giagnoni allenatore, ma già a novembre arrivarono Valcareggi e Bravi. Le cose però non migliorarono poi tanto.

L’unico vero successo di quell’anno arrivò dal marketing, grazie all’invenzione del marchio Lupetto e dalle maglie molto fantasiose della Pouchain, le mitiche maglie “ghiacciolo”. La Roma arrivò seconda solo alla Juventus per gli incassi del merchandising; terzo, ma a grandissima distanza, il Milan vincitore dello scudetto.

A fine anno Anzalone lasciò il testimone e la presidenza della società a Dino Viola,che avrebbe fatta grande la “Rometta” come era soprannominata allora. Primo acquisto del neopresidente lo scudettato Nils Liedholm… ma questa è un’altra storia.

Molto diverso l’anno, trionfale, del Nottingham Forest, fresco campione d’Inghilterra. Tre trofei in carniere quell’anno: Coppa dei Campioni (l’attuale Champions League), League Cup (bis di quella vinta l’anno precedente), Community Shield (per chi non lo sa, trofeo calcistico inglese che mette di fronte la squadra vincitrice della Premier League a quella che ha vinto la FA Cup, o Coppa d’Inghilterra). I rossi dei boschi delle foreste di Sherwood chiusero il Campionato al secondo posto, a 8 punti dai rossi di Liverpool. Tornarono così in Coppa dei Campioni e la rivinsero l’anno dopo, assieme alla Supercoppa Europea. Allenatore il mitico Brian Clough.

Poi però le cose sarebbero cambiate, la Roma avrebbe iniziato una fase ascendente, Niels Liedholm l’avrebbe portata allo scudetto; il Nottingham, al contrario, una calante, che prosegue tuttora. Sono ben 12 anni che vivacchia, con più bassi che alti, nella Championship, la seconda divisione del calcio inglese, la nostra serie B.

L’armadio Subbuteo del Falco Pellegrino #PlaySubbuteo #Subbuteo

Appena riordinato il tutto (ma ancora ho da fare qualche cosina…)

Veduta d’insieme
Parete Nord – HW Originali e Repliche (solo squadre) – a destra le collezioni Vintage (137 squadre) e Platinum (80 squadre) complete.
Parete Sud – Squadre varie senza box di tutti i tipi, squadre per Calcio da Tavolo moderno, accessori per Subbuteo e Calcio da Tavolo, Set Vecchi e Nuovi, Valigette ecc…

Panathinaikos Subbuteo #PlaySubbuteo #Subbuteo

Per la serie a domanda rispondo ricevo: quali ref. per giocare con il Panathinaikos? Allora, il catalogo HW non riportava il nome della squadra greca, ma visti i kit usati dai verdi e bianchi in questione è possibile usare le ref. 36 (Floriana), 45 (Hibernian), 157 (Messico) e principalmente 320 (North Ireland).

Da notare però che la caratteristica principale della maglia è il trifoglio, bianco su verde o verde su bianco. E quello c’è poco da fare, dovete farvelo dipingere, sulle ref. Subbuteo non lo trovate.

Passando al catalogo LW potete aggiungere le ref. 459 (Norwich Away principalmente) e 477 (anche Omonia Nicosia). Entrambe raffigurano maglie da trasferta della squadra greca. La ref. 477 in particolare è stata spesso replicata, sia da pittori per hobby che da produttori come Astrobase.

Per giocarci io cosa adopero? Ho tre scelte.
La prima è la ref. 320, ossia l’Ulster o Irlanda del Nord.

La seconda è la replica del Wolfsburg nella collana Subbuteo Vintage Edition.

La terza ed ultima è la maglia away 1971 replicata da Astrobase nella collezione Soccer3D HW. Va bene anche come Omonia Nicosia o Avellino Away.

Oldham Athletic 1966/1972 #PlaySubbuteo #Subbuteo

Chi legge il mio blog ha sicuramente imparato a conoscere questa squadra inglese, che si è aggiudicata di recente la Rapax Cup. Come avete visto è una squadra che ha come colore principale il bu, come seconda il bianco. Ma dal 1966 al 1972 usò una maglia arancione!, con i calzoncini di colore blu, ed i calzettoni che furono color arancione dal 1966 al 1971 e di colore blu nel campionato 1971/1972.

Posseduta in replica Soccer3D HW di Astrobase

OLDHAM ATHLETIC FC 1971/1972
HW – Replica Soccer3D HW di Astrobase
– Maglia arancio collo bianco, calzoncini blu, calzettoni blu, inner blu, outer arancio – Box Soccer3D HW Astrobase

Nel catalogo Subbuteo HW, questa maglia non è presente. Esiste l’Oldham Athletic nell’elenco della ref. 47 la cui maglia è però di colore giallo. Probabilmente, suppongo, la squadra non aveva una tifoseria così numerosa da giustificare la produzione di una ref. apposita. Nel catalogo LW ci sono ben 9 riferimenti numerici per l’Oldham Athletic, ma, a parte la già citata ref. 47, sono tutte squadre con maglie blu o bianco e blu.

La maglia 1971/1972 è stata riprodotta dal produttore Astrobase, ossia Enrico Tecchiati. Va bene anche come Pistoiese 1980/1981!

L’arancio oggi continua ad essere usato spesso dall’Oldham per il kit Away, ossia per la maglia da trasferta. Nella foto di seguito uno dei tanti esempi, il kit del 2012/2013.

L’Oldham Athletic Association Football Club, nota in precedenza come Oldham Athletic Football Club ma meglio conosciuta come Oldham Athletic, è una società calcistica inglese con sede nella città di Oldham, situata all’interno della Greater Manchester. Milita nella Football League Two, la quarta categoria del calcio inglese.

Walsall HW, ref. 39 #PlaySubbuteo #Subbuteo

Il catalogo HW recita per questa ref. Walsall, Poland (Polska, Polonia).

Dal 6 luglio 2020, grazie a SubbuteoLab di Daniele Mancuso, entra a far parte della mia collezione, in scatola corta, con ref. versione Hybrid.
Molto simili nella mia collezione, sempre HW, sono la Polonia 1982 e la Cecoslovacchia 1962 uscite nella collana Subbuteo Platinum in edicola.

Il catalogo LW di Alessio Lupi aggiunge i belgi dell’Anversa, i tedeschi dell’Amburgo, la Germania Olimpica (1956 e 1964), i sempre tedeschi del Fortuna Dusseldorf ed i francesi del Limoges, la città delle famosissime porcellane!

Il Walsall Football Club, meglio noto come Walsall, è una società calcistica inglese con sede nella città di Walsall. Nel 2019/2020 milita nella Football League Two, la quarta serie del campionato inglese di calcio.

I giocatori hanno due soprannomi: The Swifts (i rondoni) legati all’immagine dell’uccello presente nel simbolo (prima rivolto verso il basso, dal 1995 rivolto verso l’alto); The Saddlers (i sellai) legato all’attività artigianale prevalente nella zona.

La maglia per il 2019/2020 era più simile ad una ref. 1, quella dell’anno prima ad una ref. 41. Insomma, bianco e rosso con una certa disinvoltura nel cambio. La maglia del catalogo Subbuteo è quella usata, con lievissime differenze, tra il 1970 ed il 1977.

Nell’anno del COVID, sempre il 2019/2020, ha chiuso il campionato al dodicesimo posto (su 24).

Il Limoges Football Club è una società calcistica di Limoges, Francia. Milita nel Championnat de France amateur, quarta divisione del campionato nazionale.

(fonte: Wikipedia)