Usa anni Cinquanta #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Ricevo dall’amico Alex Rota e volentieri rilancio questo bel lavoro su miniature tipo Walker e basi HW (autore: Botti) che raffigura una maglia della nazionale di calcio degli Stati Uniti usata negli anni Cinquanta del secolo scorso.

Spero vi piaccia!

Mi dicono e lo suggerisco anche a voi, che la storia di questa nazionale è stata raccontata in un film, “The Game of their lives”.

È un film drammatico statunitense a sfondo sportivo con Wes Bentley, Gerard Butler e Gavin Rossdale. È basato sul romanzo The Game of Their Lives di Geoffrey Douglas che racconta la storia vera della squadra di calcio degli Stati Uniti che, contro ogni previsione, batté l’Inghilterra 1-0 nella città di Belo Horizonte, in Brasile durante la Coppa del Mondo del 1950, nella partita passata alla storia come miracolo di Belo Horizonte.

29 giugno 1950 – Belo Horizonte, Estadio Mineiro
USA – INGHILTERRA 1-0
USA: Borghi – Keough, Maca, McIlvenny (c) – Colombo, Bahr – Wallace, J.Souza, Gaetjens, Pariani, E.Souza
INGHILTERRA: Williams – Ramsey, Aston, Wright (c) – Hughes, Dickinson – Finney, Mortensen, Bentley, Mannion, Mullen
Gol: Gaetjens 38′
Arbitro: Dattilo (ITA) Guardalinee: Galeati (ITA) e Delasalle (FRA)
Spettatori: 10.500

Via Twitter mi arrivano le immagini di un box speciale!!!

Subbutetto! #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Tutto per un tetto” è il quarto episodio della serie Comdominium, curata da Edilportale, in cui emerge, in modo dirompente, la necessità di ristrutturazione del tetto di cui si fa portavoce lo psicologo Marco, interpretato da Paolo Cioni, che si scontra con il carattere battagliero di Walter, lo scanzonato inquilino dell’attico interpretato da Guglielmo Favilla. Le diatribe condominiali si decideranno…. ai rigori. Ancora brillanti dialoghi, tante risate e un’esilarante comicità accompagnano la narrazione dei vantaggi dell’isolamento termico del tetto con le soluzioni Isotec di Brianza Plastica.

Conosco Edilportale da tanto tempo, visti i diciotti anni passati in una azienda che si occupava anche di risparmio energetico. Mi fa piacere far loro pubblicità perchè so che delle aziende che promuovono c’è da fidarsi. E poi i video della serie (gli altri li trovate a questo link) sono uno più grazioso dell’altro!

La mia Coppa Italia o la Coppa Italia vista da me – 2 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

LA DOMENICA, COPPA ITALIA A SQUADRE

La domenica, in teoria, non avrei dovuto essere presente. Ma visto il pomeriggio libero… eccomi là, accolto a braccia aperte dal collega dell’organizzazione Francesco Bressi che mi dice che l’ho salvato, che devo arbitrare perchè gli mancano due fischietti!

E così mi ritrovo ad arbitrare in un quarto di finale del torneo Cadetti, quello tra Ves Gentes e Fortitudo Genova. Precisamente l’incontro tra Simone De Pierro e Simone Vernazza, vinto dal primo per 3-1. Giocatori correttissimi e nessun problema per un neofita, non certo del Subbuteo, ma dell’arbitraggio in un torneo federale.

Poi di nuovo al tavolo ma stavolta in un ruolo secondario rispetto al sabato, il che mi ha dato un poco più di tempo per vedere un po’ di gioco a squadre. Davvero un altro modo di giocare, molto più avvincente e spettacolare, con il ruolo importantissimo del giocatore che sta in mezzo e che deve tenere sempre d’occhio il punteggio sui singoli campi e la differenza reti. Se sbagli il sorteggio e sottovaluti qualcuno sei perduto. E basta poco, basta un calo di tensione.

I Black Rose (Strazza, Capelli, Perrino, Perotti) disputano un girone di qualificazione eccellente, passano primi nel girone, ma nei Quarti devono arrendersi ad una Salernitana grintosissima. Parlo per quanto riferitomi ovviamente visto che io arbitravo…

Ottima la prima prova di Marco Perotti in prima squadra, come anche il giorno prima nell’individuale (uscito perdendo di misura, 1-0, al Barrage Master). Nell’Individuale chi è andato più avanti è Andrea Strazza, uscito ai quarti con il livornese Cafaggi. Che ci può stare, conoscendo le ottime capacità dell’avversario e considerando anche le pochissime ore di sonno avute da Andrea tra il venerdì ed il sabato ed il peso dell’organizzazione che cadeva in grande misura ed in prima istanza sulle sue spalle.

La Rosa Nera (Arena, Iobbi, Chieppa, D’Amico) aveva un girone di ferro! Con Perugia e CCT Roma non c’è storia, anche se Gigi si difende bene. Con la Vecchia Talpa Fidenza va meglio, Arena fa il punto della bandiera, Iobbi perde di misura con Molinari. Ma intanto altra esperienza si è accumulata sulle spalle della nostra squadra filiale.

Non avendo più l’arbitraggio, ed essendo calata la tensione al tavolo organizzativo, semifinali e finali me le sono godute meglio. Tutte tiratissime nel tabellone Master.

Perugia vince semifinale e finale con lo stesso punteggio 2-2 e sempre  per differenza reti. Una strategia impeccabile direi. Due alla carica cercando di fare il massimo dei gol possibili (De Francesco ed Ogno), due in difesa cercando di prenderne il minimo e magari pure di non perdere (Guidi e Gara). E il gioco riesce, eccome se riesce. Con uno Stefano De Francesco in forma smagliante, nonostante una mano infortunata, che ne rifila prima 3, poi 5 all’avversario di turno. E con il numero 1 del ranking, Ogno che ne fa’ quattro all’avversario di San Miniato e batte in rimonta il tignosissimo Silveri di Salerno. Ed il punteggio in finale poteva essere anche migliore se Gara non avesse preso gol negli ultimi trenta secondi da Gasperini.

Le quattro in semifinale Master sono state comunque le squadre migliori che ho visto giocare. A San Miniato, Perugia e Salerno si aggiungono le Fiamme Azzurre di Roma, con un Noguera che ho scoperto travolgente al Subbuteo tradizionale come al Calcio da Tavolo moderno.

Poco da fare, se il dito ce l’hai, ce l’hai… la forma della base incide ma non più di tanto. La lucidità mentale, le capacità strategiche, l’allenamento e la pianificazione dei propri impegni e della proprie forze contano assai di più. L’ho sempre pensato e questo torneo me l’ha confermato ancora una volta.

In finale Cadetti sono andati gli abruzzesi della Ves Gentes e i romani del Palocco. I primi hanno vinto di misura, per 2-1. Ma entrambe le squadre hanno disputato un ottimo torneo. Palocco forse un po’ penalizzata dal non buono stato di salute di uno dei suoi componenti, che ha costretto il capitano a cambiare formazione proprio all’ultimo scontro.

Dissonanze? Di nuovo i campi, criticati stavolta da parecchie persone a voce alta. Da rivedere sicuramente.
Una accesa discussione in semifinale al termine dell’incontro tra Juan Noguera e Cesare Santanicchia, finito 2-2 e con il passaggio in finale della Salernitana per differenza reti sulle Fiamme Azzurre Roma. Non avendo visto il “back” contestato non posso esprimere nessuna opinione. Ma credo però che la decisione dell’arbitro andasse rispettata fin da subito e le critiche espresse con maggior garbo.

La mia Coppa Italia o la Coppa Italia vista da me – 1 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Un post con un po’ di riflessioni in ordine sparso.

Partiamo da me medesimo.

IL SABATO, COPPA ITALIA INDIVIDUALE

Il sabato mi sono dedicato all’organizzazione, con Andrea Strazza e Francesco Bressi. Visto che loro giocavano anche, sono praticamente stato al tavolo dalle 8 alle 20.30, orario continuato, o quasi, solo qualche breve pausa per fare fotografie, mezzo panino e… le esigenze fisiologiche!

Oltre a rispondere ai giocatori che chiedevano “la qualunque” (tutti però gentilissimi ed in modo corretto) mi sono occupato di ordinare e controllare tutti i referti, ricercare i risultati perduti, rimbrottare gli arbitri distratti, ed inserire i dati sul portale ITALIASUBBUTEO.IT.

Ogni tanto con qualche incursione su questo blog e sul forum della Federazione per inserire anche lì foto e risultati, sul forum soprattutto gli ultimi turni.

La cosa è stata molto impegnativa. Un torneo con 96 giocatori, che poi si è trasformato in due tornei da 48 giocatori. Davvero infaticabile Francesco Bressi nell’incrociare giocatori ed arbitri. E tutto sommato encomiabili sia giocatori che arbitri. Qualche intemperanza c’è stata, si, ma contenuta. E per la legge dei numeri ci poteva tranquillamente stare.

Ottimo il briefing di inizio torneo di Michele Giudice con i Capo Arbitro designati per dare una linea comune a questi ultimi.

Le cose più belle però, primo, il poter finalmente conoscere tante persone che fino ad allora erano solo nomi su questo o quel forum, o su questo e quel social e, secondo, il completo affiatamento con gli altri Black Rose, vecchi e nuovi. Come club dobbiamo secondo me esserne fieri.

La grinta e la voglia di giocare e far bene di Marco Perotti, la strabordante simpatia dei nuovi compagni abruzzesi, la signorilità e la delicatezza di Francesco, il sorriso e la disponibilità di Laura e Michele… e mi fermo, potrei continuare.

Dissonanze? Il sabato qualche lamentela per uno o due campi considerati “poco giocabili”. Ovviamente parlo per quanto è arrivato a me al tavolo dell’organizzazione.