Alla ricerca dell’arca, sempre sulla Francigena #PlaySubbuteo #Subbuteo

Nella nostra vita, c’è sempre un’arca da cercare… Un sogno, una passione, una fede. Per un collezionista di Subbuteo non so, cosa potrebbe essere l’arca… forse trovare una confezione tipo Munich intonsa…

O magari anche l’incredibile Stadium Edition, che ci mettevi più tempo ad aprirla ed a tirarne fuori il contenuto che a giocarci, ammesso che tu avessi spazio a sufficienza dentro casa!

Io non ho arche particolari da cercare, almeno non di questo tipo. Sono stato educato a cercare di fare del mio meglio con le cose che ho, che la Provvidenza mi ha donato e mi dona. Lascio che siano i collezionisti a svenarsi per queste cose, per quanto riguarda il Subbuteo, la Club Edition basta ed avanza.

La mia personale arca, è il mio ben-essere, bene-stare, con le persone che amo e che mi amano, e con quelle, il cosiddetto prossimo che il Signore mi mette intorno.

Lo spunto di questo post però è un arca, un’arca particolare. Nel post precedemente scritto sulla Via Francigena, Mortara ed il Subbuteo, ho in breve rievocato quello che finora è stato il mio unico viaggio/pellegrinaggio in quei luoghi, seguendo i passi di Sant’Agostino, trenta anni fa.

In quell’itinerario non poteva mancare la città di Pavia, dove, nella chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro si trova la famosissima Arca di Sant’Agostino con le reliquie del suo corpo.

La tradizione vuole che la basilica sia stata fondata dal re longobardo Liutprando per ospitare le spoglie di sant’Agostino che erano state custodite fino al 722 a Cagliari nella omonima cripta, ove erano giunte nel 504 dalla città di Ippona, attualmente in Algeria, al seguito di Fulgenzio di Ruspe, esiliato assieme ad altri vescovi del Nord Africa dal re vandalo Trasamondo. Il re Liutprando, infatti, temeva che i saraceni potessero trafugare una così importante reliquia nel corso delle loro frequenti scorrerie sulle coste del Mediterraneo. Si chiama in Ciel’D’Oro per via della doratura delle sue volte.

La città di Pavia però è assai più famosa per via della sua Certosa. Se non sapete cos’è una Certosa, o, peggio, la confondete con il formaggio che si compra dal droghiere!, ve lo faccio spiegare dalla Treccani.

certóṡa s. f. [dal fr. chartreuse, dal nome della prima casa dell’ordine, costruita nel 1084 da s. Brunone sulla Grande Chartreuse, montagna del Delfinato presso Grenoble]. – 1. Monastero di certosini, costituito da due chiostri contigui a una chiesa, intorno ai quali sorgono le celle dei monaci, ognuna con un piccolo orto. 2. fig., non com. Ambiente dove tutto è silenzio e raccoglimento.

Veduta aerea della Certosa di Pavia
La Certosa di Pavia

Intendiamoci, nulla contro il formaggio fresco. Fra l’altro la Certosa (Certosino) Galbani ha questo nome proprio perchè era prodotto in questi luoghi, vicino alla Certosa di Pavia, il monumento!

Finiamo con il calcio e con il Subbuteo, parlando della squadra del Pavia. Oggi si chiama Associazione Calcio Pavia 1911 Società Sportiva Dilettantistica e gioca nel campionato italiano di Eccellenza (bravi, quinto livello, dopo la serie D e prima della Promozione).

La storia della loro maglia ci dice che iniziarono a giocare con divise a strisce bianco e blu, bianche bordate di blu o divise azzurre con calzoncini bianchi (più lo stemma cittadino, croce bianca in campo rosso, cucito sulla maglia), forse per onorare i colori della nazionale italiana. Fatto sta, che per rendere il Pavia dalla fondazione agli anni Quaranta, possono usarsi la ref. 3, la ref. 135 o la ref. 2, il Blue Team.

Ma le maglie che portano maggior fortuna la Pavia e lo accompagnarono negli anni della serie B (dal 1952 al 1955) fino alla radiazione del 1957 erano di tutt’altro colore: granata!

1953–54 Associazione Calcio Pavia

Quindi, se volete giocare con il Pavia degli anni ruggenti, occorre che usiate un bel Torino Subbuteo (ref. 99).

Al posto della squadra radiata, nacque il Pro Pavia, poi Associazione Calcio Pavia che tornò all’antico, ossia all’azzurro. Potete continuare a giocare con la ref. 2, ma anche con un completo tutto azzurro. Se proprio volete fare gli originali potete prendere una ref. 67 (Argentina) meglio se replicata, giacchè non credo che il Pavia abbia mai avuto undici giocatori tutti di colore!, e replicare la maglia del 1989, usata in memoria della maglia della squadra dell’Arduino FBC che aveva una maglia a strisce neroverdi verticali. Per cui le strisce ricordano l’Arduino, il biancoazzurro i colori tradizionali del Pavia, i calzoncini neri erano di nuovo dell’Arduino (ma li usò anche il Pavia negli anni Settanta).

Pavia 1986-1987; ricorda molte maglie anni Ottanta ma anche recenti di squadre inglesi, tipo il Wigan Athletic.

Chi salirà? #PlaySubbuteo #Subbuteo

Chi salirà in Premier dalla Championship? Stasera il playoff di finale, tra Brentford e Fulham, due squadre di Londra, ref. 9 e ref. 10 a Subbuteo. L’esperienza del Fulham dovrebbe avere la meglio, ma un playoff è un playoff…

Il Brentford manca dalla First Division, oggi Premier League, dal 1946/1947. Il Fulham solo da due anni, dal 2018/2019.

Si tratta di uno dei cosiddetti “West London Derby” che si disputano quando si incontrano due di questi team: Brentford, Chelsea, Fulham e Queens Park Rangers.

Ref. 9 – Brentford
Ref. 10 – Fulham

Francigenando Subbuteando, dal Gallo a Las Vegas #PlaySubbuteo #Subbuteo

Come ormai molti di voi sanno, la Via Francigena, le sue tappe, i suoi percorsi, i suoi paesaggi, sono parte integrante del mio lavoro. Ahimè, fermo o quasi, causa coronavirus (e modo di gestire la cosiddetta pandemia; chi mi conosce sa che sono molto critico a riguardo). Però qualche camminatore c’è.

Il tratto italiano della Via Francigena conta 45 tappe, dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma. Il mio lavoro con Bags Free e Walking On Francigena mi ha portato ad occuparmi in particolare saltuariamente delle tappe che vanno dalla numero 24 (Aulla-Sarzana) alla 27 (Camaiore-Lucca) ed invece giornalmente e puntualmente di quelle che vanno dalla tappa numero 28 (Lucca-Altopascio) fino all’ultima (La Storta-Roma).

Però le tappe le conosco ovviamente tutte; oltre che percorrerne parecchie, sempre camminando, credo di aver letto tutto ciò che è stato pubblicato in italiano e non solo (anche parecchio in inglese) sull’argomento.

Così, quando ho fatto amicizia con Mauro ed i ragazzi di Mortara, un po’ sono stato favorito dal fatto che la zona la conoscevo bene per questo motivo, oltre che per il fatto che quando ero moooooooooolto più giovane, diciamo trenta anni fa, sono stato due o tre giorni a Pavia con un pellegrinaggio agostiniano e la città e la zona intorno l’ho girata in lungo ed in largo, come si dice.

Negli ultimi post pubblicati su Mortara, il derby degli Agostini e la storia di una amicizia ho già rimarcato come la cittadina sia un punto nodale della Via Francigena. E’ l’inizio del tratto di Via Francigena che si definisce Via del Romanico, che inizia in Lombardia, con Mortara e Pavia e prosegue in Emilia (Piacenza, Orio Litta, Fidenza).

Mortara in particolare è il punto di arrivo dell’undicesima tappa, che viene da Robbio, ed il punto di partenza della dodicesima, che arriva a Garlasco. Ho fatto una prova, ho nominato i nomi dei due paesi e… nessuno che mi abbia saputo dir nulla.

Eppure, sopratutto con Robbio, moltissimi di voi hanno avuto o hanno a che fare, magari senza saperlo. Con la scusa del Subbuteo e del mio Catalogo delle Ref., vediamo perchè.

Partiamo dalla vostra dispensa, apritela, e controllate se avete il riso! Se lo avete c’è un altissima probabilità, viste le statistiche di vendita, che sia Riso Gallo o Blond! Ebbene, il Riso Gallo è un’azienda con sede esattamente a Robbio! Fondata a Genova, poi si spostò in zona risicola, prima a Novara, poi a Robbio dove è tuttora.

Il marchio Riso Gallo nasce quando l’Azienda inizia ad esportare. Per superare il problema dell’analfabetismo (che faceva si che molte persone non sapessero leggere le etichette delle confezioni), il proprietario scelse di contrassegnare le diverse qualità con l’immagine di un animale: la tigre, l’elefante, la giraffa, l’aquila e, per il riso di prima scelta, il gallo.

Dal 2004 il Riso Gallo dà nome a tutta l’azienda!

Ma torniamo a voi. Non amate il riso? Mangiate solo la pasta? Gradite i formaggi? Allora aprite il frigorifero: se trovate la Robiola, siamo di nuovo a Robbio!

La Robiola non è un esclusiva della zona, viene prodotta anche nelle Langhe, nel Bresciano, in Valsassina, però secondo una delle tesi più diffuse il nome di questo squisitissimo formaggio viene proprio da Robbio, che era ed è uno dei centri di produzione in Lomellina. La Treccani, tanto per avere un testimone autorevole, sposa questa tesi.

robiòla s. f. [dal nome della cittadina di Robbio nella Lomellina, in provincia di Pavia]. – Formaggio, chiamato anche robiolina, di pasta molle, non fermentato e poco stagionato, specialità della Valsàssina, preparato con latte intero di vacca e posto in commercio in inverno, in forme quadrate o tonde di vario peso. La rdi Roccaverano (prodotta nelle province di Alessandria e Asti) contiene, oltre a latte vaccino, latte ovino e caprino. ◆ Il dim. masch. robiolino indica invece un formaggio molle di fabbricazione lombarda o piemontese, in forme cilindriche di 50-100 grammi, di latte di vacca solo o misto con quello di pecora o di capra, da consumarsi fresco.

Appurato, quindi, che Robbio lo conoscete benissimo, anche se prima di questo post non lo avevate mai sentito nominare, vi tocca sorbirvi pure la parte calcio-subbuteistica.

Che vi rivela che il Robbio è una squadra partecipante al campionato di calcio di Promozione Girone F in Lombardia, stagione 2020-21 (ma dal 2002 al 2005 è arrivata in serie D!). Che i colori sociali del Robbio sono il granata ed il bianco. Che potete giocarci sul panno Subbuteo utilizzando le squadre con cui normalmente rendereste il Torino, il Livorno, o i francesi del Metz (ref. 99 o ref. 255).

Un’altra curiosità su Robbio è il cosiddetto Palio dell’Olmo che ordinariamente (quest’anno causa COVID vi conviene informarvi per tempo) si tiene l’ultima settimana di agosto, a partire dall’ultima domenica per una settimana.

Ogni sera, gli 8 rioni cittadini (Campagnola, Canton Balin, Castello, Ciot, Mulin, Muron, Piana, Torre) si sfidano, in svariati giochi, per stilare una classifica che diviene la griglia di partenza della Corsa delle Carriole (tre Carriolantes per ognuno degli 8 rioni), gara decisiva per stabilire il vincitore del palio. La settimana del Palio ha inizio con l’arrivo della fiaccola; ogni anno parte da un santuario diverso e viene portata dagli atleti della Podistica Robbiese.

Da Robbio, punto di partenza della Robbio-Mortara, passiamo a Garlasco, punto di arrivo della Mortara-Garlasco!

Su Garlasco, lo confesso, ho meno storie e meno aneddoti. Il turismo nella zona è centrato sul Santuario della Madonna della Bozzola. Racconta Wikipedia:

L’origine del santuario di Garlasco è da ricondurre a un evento miracoloso risalente al 1465 quando una bambina di tredici anni, Maria, di Garlasco, sordomuta, si trovava al pascolo con gli animali del padre. All’improvviso si scatenò un forte temporale e Maria cercò riparo sotto una piccola cappella dove si trovava un affresco della Beata Vergine Maria, dipinto da Agostino da Pavia come ex voto alla Madonna per essere stato tratto in salvo mentre stava per annegare nel fiume Ticino. A un certo punto un bagliore improvviso apparve in un globo, e la ragazzina vide la Beata Vergine Maria, che affidò a lei una missione: “Maria, va’ a dire ai Garlaschesi che voglio qui un santuario a protezione di tutta la Lomellina. Saranno tante le grazie che Io spargerò in questo luogo e miei figli sperimenteranno i tesori delle mie misericordie”. Dopo aver fatto ritorno a Garlasco, Maria (che da quel momento venne chiamata Maria Benedetta), non più sordomuta dal miracolo, narrò l’accaduto alla popolazione. La bambina, cresciuta, si ritirò nel monastero, retto dalle monache di clausura e sito al confine del territorio di Garlasco, tra Tromello e Alagna, in prossimità del torrente Terdoppio. Il luogo dell’apparizione miracolosa era allora circondato da cespugli di biancospino (in dialetto locale buslà, parola dalla cui traslitterazione in italiano deriva il nome Bozzola). L’evento prodigioso dette il via all’edificazione dell’attuale santuario.

Poichè sacro e profano si trovano spesso assieme oltre che in competizione, vi svelo anche che Garlasco è soprannominata La Las Vegas della Lomellina per i numerosissimi luoghi di gioco e di divertimento che l’hanno da sempre caratterizzata.

Tra i divertimenti c’è anche il calcio!

La società di calcio più importante della città è l’F.C. Garlasco, rinata nel 1976. Le stagioni 2011-2012 e 2012-2013 in Eccellenza, rappresentano la massima categoria raggiunta finora (1976-2019). I colori sociali della squadra sono il giallo-blu (quindi a Subbuteo, ref. 47 e derivate).

Gioca nel Campionato di Promozione, girone F.

¡Los del submarino amarillo! ¡El verdadero! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Quando si sente parlare del sottomarino giallo, legato al calcio spagnolo, tutti pensano alla squadra del Villareal, ed alla sua promozione in Tercera Division del 1967, festeggiata suonando senza risparmio la canzone dei Beatles, Yellow Submarine.

Ma il vero sottomarino giallo, non è a Villareal! E’ a Cartagena, nella regione murciana, da quest’anno in Segunda Division A (Liga Smart Bank), con il F.C. Cartagena, che il sottomarino giallo ce l’ha anche nello stemma.

Si tratta del primo sottomarino in assoluto, costruito da Isaac Peral , nel 1888!

Il calcio a Cartagena è arrivato prestissimo; già alla fine del XIX secolo, inizio del XX c’erano tante squadre: il Cartagena Foot-Ball dalla maglia rossa, il Kugly, studenti dalle maglie azzurre, lo Sport Club Cartagena, i blancos

Il primo Cartagena F.C., ascendente diretto di quello che gioca oggi, nasce nel 1919. Maglia a strisce bianconere e pantaloncini neri, come il Newcastle (ref. 8). Tra cambi di nome, rifondazioni e quant’altro tira avanti fino al 1997, anno in cui rimane attivo solo a livello giovanile. Poi rinasce nel 2002, ma ormai è una squadra diversa.

Intanto, nel 1995, era nato il Cartagonova F.C. che nel 2003/2004 riprende il nome di Fútbol Club Cartagena e che è la squadra attuale, quest’anno promossa in Liga Smart Bank, ossia in Seconda Divisione.

I colori sociali sono rimasti gli stessi.

Così anche l’entusiasmo… la città non sta più nella pelle per iniziare la nuova avventura. Peccato che la Liga Smart Bank sia ancora bloccata dalla questione play-off, speriamo che la cosa si risolva quanto prima.

Cartagena è una città bellissima ed antichissima. Una di quelle che avrei davvero tanta voglia di vedere dal vivo, se e quando mi sarà possibile.

E’ una città portuale e base navale situata nella regione sud-orientale della Spagna, la Murcia. Fondata dai cartaginesi intorno al 220 a.C., la città si sviluppò durante il dominio romano. Tra le numerose rovine di quell’epoca, si trova il teatro del I secolo a.C. e la Casa de la Fortuna, una villa con mosaici e pitture murali. Al Centro di interpretazione della muraglia Punica si trovano i resti delle mura difensive del III secolo a.C.

Anfiteatro romano
Dipinto nella Casa de la Fortuna

Cartagena è una città di oltre 200.000 abitanti e il suo nome deriva dal nome latino Cartago Nova. Venne annessa al regno di Castiglia dopo la conquista di Fernando III il Santo, che la sottrasse alla dominazione araba.

Dal porto si può seguire il viale parallelo alla Muralla del Mar, costruita per volontà di Carlo III nel XVIII secolo e che delimita il centro storico della cittadina.

Continuando la passeggiata si arriva al Museo Naval di Cartagena dove sono esposti modellini di navi, carte nautiche e vari strumenti di bordo, ma soprattutto il primo sottomarino della storia costruito nel 1888 da Isaac Peral (vedi la foto sopra).

Proseguendo infine verso il Parco Torres potrete ammirare la chiesa più antica di Cartagena, ovvero la Cattedrale de Santa Maria la Vieja, e il Castello di San Felipe che sorge su di una collina dallo spettacolare panorama e che un tempo era usato come fortezza.

Se volete concedervi una pausa e assaggiare qualche prelibatezza gastronomica di Cartagena piatti tipici sono il caldero, un risotto in brodo con pesce accompagnato dall’alioli, la tipica maionese insaporita con aglio, la paella e il pane di fichi. E per finire in bellezza il pasto, potete provare, mi dicono, il caffè asiatico, che prevede caffè, latte condensato, cognac, cannella e liquore!

Cartagena è anche una città di mare. A circa due miglia e mezzo dalla costa si trova l’isola Hormiga che rappresenta una delle vere attrattive della zona di Cartagena soprattutto grazie alla la bellezza della natura e ai suoi fondali incontaminati. Qui è possibile effettuare immersioni subacquee per ammirare non solo coralli e fauna marina, ma anche resti di navi affondate.

Faro de Isla Hormiga

Universidad Católica de Murcia Club de Fútbol #PlaySubbuteo #Subbuteo

Ancora Murcia, ancora calcio, ancora Segunda Division B. Ben quattro squadre della regione nel campionato 2020/2021 parteciperanno al terzo livello del calcio spagnolo. Quest’anno era formato da 4 gruppi da 20 squadre, il prossimo anno, causa COVID e casini vari, saranno cinque gruppi da 20.

Le squadre murciane, oltre all’UCAM di cui parliamo ora, sono il Real Murcia F.C., lo Yeclano Deportivo, il Lorca Deportivo, di cui abbiamo visto in precedenza su questo blog. Lo scorso anno erano sempre quattro. Al posto del Lorca Deportivo c’era il Cartagena che è stato promosso in Liga Smart Bank, secondo livello (campionato ancora bloccato dal caso dei mancati play off per la promozione…).

Mi pare chiaro che si tratta della squadra di football dell’Università Cattolica.

Universidad Católica de Murcia

Fondata nel 1999, ha cambiato nome in venti anni un numero incredibile di volte:

  • Murcia Deportivo Club de Fútbol (1999-2005)
  • Murcia Deportivo-Rincón de Seca Club de Fútbol (2007-2008)
  • Murcia Deportivo Club de Fútbol-UCAM (2008-2009)
  • Costa Cálida-Beniaján Club de Fútbol (2009-2010)
  • Costa Cálida-Sangonera Club de Fútbol (2010-2011)
  • UCAM Murcia Club de Fútbol (2011-2015)
  • UCAM Universidad Católica de Murcia Club de Fútbol (2015-)

I colori sociali sono andati di pari passo…

Subbuteisticamente parlando:

  1. dal 1999 al 2008, ref. 125 (Lask)
  2. la maglia del 2010 si rende con la ref. 47 e famiglia
  3. la maglia del 2011 si rende con la ref. 208 (Leeds)
  4. la maglia del 2012 si rende con la ref. 179 (Halifax Town)
  5. Per le maglie recenti basta una ref. 42 (Chelsea)

Yeclano Deportivo, ref. 19 #PlaySubbuteo #Subbuteo

Stamani torniamo un attimo in Spagna, nel territorio murciano.

Lo Yeclano Deportivo è una società calcistica con sede presso Yecla, nella comunità autonoma di Murcia, in Spagna. Gioca nella Segunda División B, la terza serie del campionato spagnolo.

E’ una squadra giovanissima, nata nel 2004. Pensate che lo stadio dove gioca (Estadio La Constitucion, 5000 posti) è molto, ma molto più vecchio di lei (costruito nel 1944). Del resto deriva dallo scioglimento dello Yeclano Club de Fútbol, squadra del 1950, di cui è il legittimo erede.

Estadio La Constitución

Maglia a strisce verticali rosse e blu, calzoncini solitamente blu. Si rende a Subbuteo con una ref. 19. Per la seconda maglia, quest’anno ha usato un completo giallo, stile ref. 168, ma ha spesso usato un completo bianco con diagonale stile Crystal Palace, ref. 194.

Ref. 19
Ref. 194

Yecla si trova all’estremo nord del territorio della comunità murciana, circondato da monti tra i 1000 ed i 1300 metri di altezza. Si tratta di un comune dove sono forti l’agricoltura (specie il settore della produzione del vino) e l’artigianato (costruzione di mobili, ci si tiene una fiera nazionale).

Da vedere le rovine della vecchia fortificazione musulmana di Yakka.

The Abbeys and Holy Augustines Derby! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Sul campo centrale del Subbuteo Club Nido dei Rapaci, su un Extremepitch (non avevo voglia di montare il panno ecc…) si è giocato fino a poco fa il Derby delle Abbazie e dei Santi Agostino!

Il Mortara (versione TopSpin HW, dipinta da Mauro Starone) rappresentava Sant’Agostino di Ippona e l’Abbazia di Sant’Albino (dove si seguiva per l’appunto la Regola Agostiniana ed i monaci erano detti canonici regolari).

Il Canterbury City (originale HW, ref. 27… per caso si può usare anche come seconda maglia del soprannominato Mortara) rappresentava l’Abbazia di Canterbury e Sant’Agostino di Canterbury.

Pensate che Agostino di Canterbury arrivò lì da Roma con quaranta monaci benedettini per fondare quell’Abbazia. Fu infatti inviato presso il re del Kent, in Inghilterra, da papa Gregorio I nel 597. Era accompagnato da san Lorenzo, secondo arcivescovo di Canterbury.

A Roma era il priore della belissima chiesa di Sant’Andrea al Celio, vicinissima alla assai più conosciuta Basilica di San Gregorio.

Chiesa e Oratorio di Sant’Andrea al Celio. Qui era priore Agostino poi detto di Canterbury.

Risultato finale dell’incontro, 1-0 per il Mortara. Agostino di Ippona, Padre della Chiesa universale, c’era da scommetterlo, ha battuto Agostino di Canterbury, padre della Chiesa di Inghilterra!

Folkestone Invicta… sorry! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Tutto mi sarei aspettato, dopo aver pubblicato un post sulle squadre del Kent, ma non questo… che mi contattasse un subbuteista inglese, via Twitter per ringraziarmi ma anche per rimproverarmi… perchè non avevo parlato della squadra della sua città! Che tra l’altro gioca un acceso derby con il Dover Athletic.

Perciò rimedio subito.

La squadra del Folkestone Invicta F.C., fondata nel 1936, partecipa alla Isthmian League Premier Division e gioca a Cheriton Road (dal 1991).

Colori sociali giallo e nero, variamente portati. Maglia prevalenti stile ref. 6 e ref. 30. Quest’anno un completo rosso, stile Liverpool, ref. 41, come seconda maglia.

L’area dove sorge la città di Folkestone fu abitata fin dai tempi più antichi da romani, normanni e sassoni. Nel Medioevo la città fu associata alla vicina Dover e nel 1621 ricevette il permesso di costruire un proprio porto. Per questo però durante la Seconda guerra mondiale la città fu seriamente danneggiata dall’artiglieria tedesca e dai suoi bombardamenti.

Oggi Folkestone è una delle località turistiche più importanti dell’Inghilterra.
La città infatti oggi è il capolinea inglese del Tunnel della Manica, che collega il Regno Unito al resto del continente.

La città possiede ampie spiagge in ciottoli e una celebre chiesa, come quella di St. Mary and St. Eanswythe, costruita nel XIII secolo sulla sommità di un’aspra parete rocciosa.

Wandering in Kent!, o, se preferite, su e giù per il Kent #PlaySubbuteo #Subbuteo

Il Kent, l’amore, la patria adottiva di ogni Subbuteista o Calciotavolista che si rispetti, che abbia un minimo di amor proprio! Lì, nel Kent, la “punta di destra dell’Inghilterra, è nato IL gioco che tanto amiamo.

Guardiamo la mappa… Se non sappiamo nulla del Subbuteo e di chi lo creò, il nostro sguardo andrà sulla costa, alle bianche scogliere di Dover, poi risalirà su, verso Canterbury e la sua Abbazia.

Da un punto di vista “turistico”, niente da dire. Da un punto di vista subbuteistico, barra a sinistra sulla mappa, verso il distretto del Royal Tunbridge Wells ed il villaggio di Langton Green, dove risiedevano Peter Adolph, inventore del gioco, e la di lui madre.

Facciamo il nostro consueto giro, tra ref. e città.

Partiamo da Canterbury, che è sicuramente storicamente il punto più significativo del Kent. Che per me che scrivo ha un significato del tutto particolare. Da Canterbury e dalla sua Abbazia parte la Via Francigena che, attraversando anche la mia amata Mortara, porta a Roma, come, si sa, ogni strada di questo mondo.

Abitata già molti secoli avanti Cristo, Canterbury, o Durovernum Cantiacorum, passò da villaggio a cittadina con l’arrivo dei Romani sotto l’ordine di Giulio Cesare. Dal 560 divenne capitale del regno anglosassone del Kent, o Cantius, e nel 597 Sant’Agostino vi fondò la prima diocesi latina della Gran Bretagna.

Le fece seguito la diocesi di York, oltre un secolo dopo. Fino allo scisma anglicano, che si completò nel 1558 quando era Arcivescovo Reginald Pole e regina Maria I. Da quel momento la Diocesi di Canterbury passò all’anglicanesimo.

La cattedrale di Canterbury
L’Abbazia di Sant’Agostino

Passiamo ora al calcio ed al Subbuteo. Il Canterbury City F.C. gioca nella Premier Division della Southern Counties East League, Kent League. Fondato nel 1904, gioca in maglia cremisi e calzoncini bianchi (ref. 27, Heart of Midlothian) o con un completo tutto cremisi (come il Mortara Away!!!) per quanto riguarda la prima maglia, e quest’anno con un completo verde (stile ref. 320, Irlanda) come seconda. Ho trovato immagini anche di una maglia di trasferta gialla con i calzoncini blu (ref. 47).

Dalla mia collezione…

Bene, vista Canterbury, scendiamo verso le bianche scogliere di Dover, che, assieme a Canterbury ed al Big Ben, oltre che al Tower Bridge, sono uno dei più conosciuti simboli dell’Inghilterra nel mondo.

Le scogliere (White Cliffs of Dover) si trovano a pochi chilometri dalla città e raggiungono l’altezza massima di 350 piedi (all’incirca 105 metri). Sono composte prevalentemente di calcare e cominciarono a formarsi durante il periodo Cretaceo, circa 136 milioni di anni fa, fino a raggiungere la forma attuale.

Le celeberrime bianche scogliere

La città di Dover ha il maggior porto del Kent, nonché uno dei più importanti della nazione; si tratta del porto inglese più vicino alla Francia (dista solo 21 miglia dalla città di Calais).

Con l’invasione della Britannia nel 43 d.C. da parte dell’Impero Romano, il cui imperatore all’epoca era Claudio, Dover (allora chiamata Portus Dubris) divenne ben presto la principale città portuale dell’isola, essendo la più vicina alle coste dell’Europa continentale, e rappresentando anche uno strategico punto di approdo nell’isola, che di conseguenza doveva essere attentamente sorvegliato (la più grande base navale romana dell’isola, la Classis Britannica, venne costruita a Dover, e si è conservata fino ai nostri giorni).

Il 1066 cambiò radicalmente la storia dell’Inghilterra, e conseguentemente anche quella di Dover: con la Battaglia di Hastings, Guglielmo il Conquistatore, sconfiggendo l’esercito anglosassone guidato da Aroldo II, divenne a tutti gli effetti re d’Inghilterra. Intuendo subito la grande importanza di Dover, fece immediatamente fortificare il castello della città, trasformandolo da semplice avamposto in vera e propria fortezza.

La fortezza di Dover

A Dover la squadra di calcio è il Dover Athletic F.C., fondata nel 1983 raccogliendo l’eredità del Dover F.C. (1894). Il Dover Athletic F.C. gioca nella National League e quest’anno si è piazzata a metà classifica (11ma su 24).

Per renderla a Subbuteo, ref. 10 o 156 o di quella famiglia per la maglia Home, spazio alla fantasia per la seconda maglia (ne hanno usate davvero tante e di tanti colori diversi; quest’anno maglia gialla e calzoncini neri, stile ref. 6).

Ref. 10 – Dover Athletic F.C., Fulham, Derby County, Luton, Bradford, Swansea, Clyde, Port Vale, Rochdale, Gateshead, Austria, West Germany, Dartford

Giacchè ci siamo, vi svelo che con la stessa ref. è possibile rendere il Dartford. Il Dartford Football Club è un’associazione calcistica con sede a Dartford, nel Kent, in Inghilterra. Il club attualmente partecipa alla National League South, il sesto livello del calcio inglese. Il club è stato fondato nel 1888 da membri del Dartford Working Men’s Club.

Come seconda maglia ha usato un completo viola (ce l’ha in catalogo TopSpin, come Fiorentina) con decori bianchi.

Quest’anno è arrivato al Play Off per la promozione ma è stato sconfitto ai calci di rigore dal Weymouth F.C.

Dartford è un comune inglese della contea del Kent. Nel Medioevo fu una città di fiorenti commerci. Ma la cosa per cui è più conosciuta dai moderni è ricordata da una placca alla Stazione, che ricorda che lì s’incontrarono Mick Jagger e Keith Richards, nativi della città, formando così i Rolling Stones!!!

Non un granchè, rispetto a Canterbury e Dover, ma che ci volete fare?

Arriviamo infine a Tunbrdige Wells, patria del Subbuteo. A parte quello la città è conosciuta come centro termale (Pantiles).

La squadra locale è il Tunbridge Wells F.C. che gioca nella Southern Counties East League Premier Division.

Renderla a Subbuteo è facile anche da memorizzare. Un completo rosso (famiglia ref. 41) come prima maglia, un completo blu (famiglia ref. 42) come maglia da trasferta.

I progetti del Colonnello: Dulwich Hamlet #PlaySubbuteo #Subbuteo

Dulwich Hamlet Football Club, direttamente dalla National League South (sesta divisione inglese). Questa piccola meraviglia l’ho scoperta facendo “internet zapping” alla ricerca delle divise più belle del mondo del football… ed in effetti me ne sono innamorato subito, finendo con il commissionarne copia all’esimio miniatore Mauro Starone. Galeotto è stato anche il fatto che gli Hamlet sono (inconsapevolmente) stati, per un periodo della mia vita, la mia squadra di casa, avendo io vissuto a East Dulwich per un annetto… 😎
Il loro stadio è il Champion Hill che, a ben guardare sulla mappa che offro gratuitamente in allegato alla presente uscita, era davvero a poche fermate d’autobus da casa mia 😉
Mannaggia, a saperlo mi sarei unito volentieri a The Rabble (la Marmaglia), ovvero il nick per i tifosi più accesi e focosi…

Ad ogni buon conto, per il momento vi presento miniature e progetto grafico dello scatolame… che sarà speciale. Keep following mates…

DULWICH VILLAGE

Dulwich è un sobborgo di Londra situato nel quartiere London Borough of Southwark, definito la perla del Sud-Est di Londra; conosciuto per il Dulwich Picture Gallery, il Dulwich Park e il Dulwich College oltre che per le Terme.

Baths of Dulwich, le Terme

Le Terme furono aperte al pubblico il 25 giugno 1892. A Dulwich fu costruito il primo di sette impianti termali progettati da Henry Spalding e Alfred Cross. La posa della prima pietra avvenne nel settembre 1891 e l’opera fu completata l’anno successivo.

The historical centre of Dulwich, showing the College of God’s Gift (the “Old College”) including Christ’s Chapel, the Old Grammar School, and the memorial to George Webster.