Subbuteo Table Football 5 contro 5 #PlaySubbuteo #Subbuteo

Avete poco posto a casa? Vostra moglie ha minacciato di sfrattarvi se gli piantate due cavalletti ed una tavola 100×150 in salotto?

Ci aveva già pensato Peter Adolph, alla soluzione per chi aveva questo genere di problemi, prevedendo una versione 5v5 del gioco, denominata Football Express.

Il Football Express fu in commercio più o meno dal 1950 al 1980. Per la storia completa, completa pure di accessori, vi rimando al sito di Peter Upton.

Così oggi esistono soluzioni moderne, diversi produttori (ad esempio Astrobase) producono campi con le misure per il calcio da tavolo 5 contro 5 o 7 contro 7. Però poi quasi sempre devi farti fare la tavola, prendere delle porte dalle misure “giuste”…

Soluzioni complete, chiavi in mano, belle, e soprattutto eleganti e robuste come quelle del mio amico Gareth e del suo FlickForKicks secondo me non si battono. Nessuna moglie dirà di no ad una piccola tavola di quercia, bella quanto raffinata nel lavoro artigiane di esecuzione…

Le possibilità di personalizzazione, di scelta del colore, persino del tipo di miniatura che ci volete far giocare sopra sono infinite. Ed ovviamente nulla vieta che usiate le vostre squadre personali. Prendete solo cinque giocatori per una ed il gioco è fatto. E potete fingere di giocare ad Ibrox, ad Anfield, all’Olimpico… O farvi stampare il logo del vostro sito nello spazio dietro le porte, o portarvelo al lavoro con il nome dell’azienda sul fianco, così oltre che la moglie conquistate anche il vostro capo, per l’attaccamento ai valori aziendali! Hai visto mai, una promozione…. Oppure come nelle foto sopra, fare contento il vostro bambino creandogli il suo stadio personale.

Presto vedrete la mia… prima però la vedrò io! Cicca, cicca, cicca!!! Vabbè, vi faccio vedere una anteprima!

Work in progress… Riceviamo e volentieri pubblichiamo!

Le porte sono tante, milioni di milioni… #PlaySubbuteo #Subbuteo

Le porte sono tante, “milioni di milioni”, di ferro, di plastica, coi pali quadrati, con la base, senza la base, pali tondi, reti colorate, reti nere, reti bianche, ecc…. ma per un vecchiaccio come me, “LE” porte sono queste….

Si, lo so, si piegano, sono fragili, le reti cadono sempre, ecc… ma il fascino di quelle reti rosso e blu… volete mettere? Altro che Mastercard! Sono comparse poco prima dei mondiali del 1974 e sono diventate così popolari da resistere, dice Peter Upton nel suo sito sul Subbuteo, almeno fino al 1995.

Footballer Statuette, old&new #PlaySubbuteo #Subbuteo

Parliamo qui dell’accessorio etichettato come C120. Fu in catalogo più o meno dal 1969 al 1976. Realizzato in plastica, in massima parte venne dipinto nei colori delle ref. dalla 1 alle 81, anche se si trovano diverse statuette della Roma (ref. 93) e di alcune squadre dei Mondiali 1970.

Di seguito una galleria di foto prese dal web.

Oggi la Subbuteo produce anche essa delle statuette di gomma, figure di 15 centimetri, utili per l’arredo o come premio per i tornei. Unico neo, una vera e propria giungla di prezzi. Ne ho due che ho pagato la bellezza di 2,95 € l’una in offerta su uno dei siti ufficiali (prezzo di listino dichiarato 14,95 €), ma in giro, in rete, si trovano con un costo che arriva ai 30 €(in alcuni casi addirittura li supera). A mio avviso assolutamente non giustificati dall’oggetto.

Ma ognuno, come si dice, è padrone del proprio denaro, anche se per rispetto degli altri, in particolare di chi non ne ha, dovrebbe evitare di sperperarlo…

Annuari e almanacchi, che passione! Utilissimi per giocare anche! – 2 #PlaySubbuteo #Subbuteo

Il corrispettivo del britannico Football Yearbook è l’altrettanto famoso Almanacco Illustrato del Calcio, dal 1971 edito dalla Panini S.p.A. di Modena, la stessa delle figurine e dei relativi album.

Il conto è presto fatto. Dal 1971 al 2020 sono 49 anni (e così dice l’indicazione a pagina 2, che il copyright della Panini parte nel 1970 e dura fino al 2019, 1970-2019 per l’esattezza è scritto).

Eppure tanto a pagina 1 quanto a pagina 2 e nella comunicazione pubblicitaria si parla di 79° volume. Come si arriva a questo numero?

Ci si arriva attribuendo alla Panini anche il lavoro dei precedenti annuari che in realtà ebbero ben tre differenti editori: Il Calcio Illustrato (1939-1941), Rizzoli Editore (1942-1963), Edizioni Carcano (1964-1970). Ci fu una interruzione nel periodo bellico per cui sono 49 anni di Panini e 30 di altri editori. Se questo sia giusto, lascio valutare a voi. A me non sembra molto, ma cambia poco.

Il contenuto non varia di molto rispetto a quello del Football Yearbook e, soprattutto per i primi quattro livelli (dalla serie A alla serie D per noi, dalla Division One alla Division Four, prima e dalla Premier League alla League Two, poi per il calcio inglese) i contenuti sono altrettanto completi e ben fatti.

Dei vecchi almanacchi Panini ho la seconda, terza, quarta e quinta edizione (ovvero 1972, 1973, 1974 e 1975) in originale.

La pubblicità del Subbuteo era un “must”, non mancava mai sull’Almanacco Panini!!!

In verità però l’edizione del 1974 era rimasta senza copertina e l’ho fatta rilegare…). Tutti rigorosamente in bianco e nero come il Football Yearbook. Il colore è stato introdotto dalla Panini a partire dall’edizione 2003. Ho preso questa del 2020 perchè è la prima edizione in cui compare il calcio femminile sulla scia del successo mediatico della nostra nazionale agli ultimi Mondiali.

Annuari e almanacchi, che passione! Utilissimi per giocare anche! – 1 #PlaySubbuteo #Subbuteo

Andrea Strazza è il mio migliore amico, in campo calciotavolistico e subbuteoso e non solo in quello. Condivido con lui l’amore per gli annuari e le statistiche, oltre a molte cose più serie come famiglia, affetti, ma non è questo il luogo nè il tema.

Così, da sempre, io sono un compulsivo consultatore di Almanacchi. Non sempre, anzi, quasi mai oggi li compro (specie da quando esiste Internet, una vera miniera di dati a questo riguardo). Ma a volte si. Quest’anno era il momento di fare una eccezione.

Due ore fa, direttamente da Albione, sempre più perfida secondo alcuni dopo la Brexit (non secondo me, secondo me hanno fatto benissimo!) mi è arrivata la cinquantesima edizione del Football Yearbook (50 edizioni contando dal 1971 [relativa alla stagione 1970/71] al 2020 [con i dati della stagione 2018/2019]).

Nel 1970/1971 trattavasi per l’esattezza del Rothmans Football Yearbook.

Rothmans era ovviamente lo sponsor (poi Sky Sports, attualmente il Sun). Siamo passati da 992 pagine a 1055, ed in effetti la struttura è praticamente rimasta la stessa.

Non ho la primissima edizione ma ho una delle prime, quella del 1973/1974, diverse volte citata in questo blog e quella del successivo 1974/1975.

Non è così diversa quella, la quarta, da questa appena arrivata, la cinquantesima. Dati, dati, dati, tutti in bianco e nero così non ti distrai troppo con le foto, poche e in bianco e nero pure quelle!

Prima pagina che vado a vedere, oggi come allora, quella dedicata ai Saints, al Southampton, tornati in Division One (oggi Premier League) dal 2012/2013 dopo tanti anni nei campionati minori.

Mi piace l’uso che hanno di indicare, nella prima scheda della squadra, il Nickname (per l’appunto Saints), Colours (quello che serve a dipingere nel Kent Style, quello che preferisco dato che aborro sponsor e pecette varie) e Previous Names, ovvero i nomi che la stessa squadra ha avuto in precedenza, informazione utilissima per fare ricerche e stabilire collegamenti.

Football – Southampton F.C. First Team Squad Team Group 1973 / 1974 – Division One Back Row (left to right): William ‘Bill’ Beaney, A. Macleod, Joe Kirkup, John McGrath, Paul Bennett, Bobby McCarthy, Wayne Talkes, Gerry O’Brien. Middle Row: Don Taylor (Physio), Tony Byrne, David Walker, Paul Gilchrist, Eric Martin, Jim Steele, Mick Channon, S. Mills, George Horsfall (trainer). Front Row: Terry Spinner, Bobby Stokes, Terry Paine, Lawrie McMenemy (coach).

Oltre che l’indirizzo postale della squadra (nota personale: le squadre britanniche, inglesi e scozzesi, a cui ho scritto per svariati motivi mi hanno sempre, sottolineo sempre risposto, su molte di quelle italiane meglio stendere un velo pietoso) ora c’è pure (negli anni Settanta ovviamente mancava!), l’indirizzo email e quello della pagina Internet (voce Website).

C’è davvero spazio per tutti, persino per il calcio cosiddetto minore della Non League. Poco ma c’è. E ci sono addirittura i necrologi dei giocatori, allenatori e presidenti venuti a mancare nell’anno precedente!

C’è un tempo per giocare… e poi ce n’è pure un altro! Di solito sono due! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Chi mi conosce bene lo sa! Solo la passione per la Bibbia, per la Parola di Dio, pregata, letta e studiata, batte quella per il Subbuteo! Ho 421 ref. ma ho pure a casa una ottantina di edizioni del sacro libro! Subbuteo di tutti i colori, e Bibbie di tutte le lingue, ebraico compreso.

Chi conosce la Bibbia sa che c’è un libro (Qohelet o Ecclesiaste a seconda dell’edizione che preferite) dove si trova, al terzo capitolo questo famoso brano che tutti, credenti o no, conoscono:

1 Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Scherzavo nel titolo dicendo che di solito a Subbuteo o Calcio da Tavolo, o Calcio in miniatura che dir si voglia, c’è un tempo, e poi ce n’è subito un altro. Di durata variabile, di solito 10, 12, o 15 minuti.

Non mi piacciono i tornei dove si gioca tutto di fila, un tempo solo… Perchè vuoi mettere il gusto di riprendere tutto, miniature, portiere e portierino, di portarlo dall’altro lato del tavolo, di cambiare schieramento. Un agonista non sempre lo capisce, lui gioca quasi sempre nello stesso modo, con la squadra schierata nel modo che gli dà più garanzia di vincere.

Un amatore, come me, invece, non ci rinuncia! Passa dal WM al 4-3-3 in un battibaleno…, ha il libero, lo stopper, le ali. Altro che quella sfilza di giocatori tutti in linea!

Ma sto divagando. Due tempi, occorre misurarli! Già Peter Adolph, il creatore del gioco, lo sapeva. E tra gli antichi accessori c’era il mitico set W! Per l’appunto un timer. Lo stesso che si usava in cucina, certo!

Del resto, parliamoci chiaro. Un timer è un timer. Che ci cuoci le uova, o ci misuri il tempo di una partita non cambia granchè.

Quando da ragazzino giocavo in soggiorno, prendevo in prestito il timer di mia madre, in cucina. Era a forma di pomodoro, e faceva un tale fracasso quando suonava… D’altra parte quello avevo, e se proprio dovevo chiedere un prestito alla mia mamma lo facevo per una squadra nuova, non certo per un timer!

Ora ci sono “i cinesi”, ed i timer da tempo si sono perfezionati. Si possono stoppare e far ripartire quando ti pare. Così sul mercato c’è l’imbarazzo della scelta. A 3 € te ne compri uno al Conad, mi diceva tempo fa il mio amico Beniamino…

Anche tra gli accessori proposti dal Subbuteo in edicola, collane “La Leggenda” c’era un bel timer verde dello stesso tipo.

Ma mi ripeto, meglio i meno ingombranti, sottilissimi e più tecnologici timer moderni. Di seguito vi posto una sorta di galleria ripresa dal web. Li producono, meglio, li rivendono più o meno personalizzati praticamente tutti: Extremeworks, Astrobase, Subbuteo Lab, Top Spin, e chiedo scusa se mi dimentico qualcuno… A proposito per chi fosse interessato Extremeworks vi ci stampa sopra quello che volete, basta chiedere… (a lui, non a me!).

Infine, manco a dirlo, ci sono le App sul telefonino, sullo smartphone! Anche lì c’è l’imbarazzo della scelta. Unico problema, per cui io preferisco usare un timer di questi piccoli e piatti, è che il telefonino lo devi poggiare da qualche parte. E sulla tavola da gioco non ce n’è poi tanto di spazio…