Ciano cianissimo, senza parlar… parlano le immagini da sole…

Ecco finalmente il mio Maradona. Grazie a Mauro Starone e Stefano Volpi per il contributo prezioso.
Miniature Topspin T3 neck, colore ciano cianissimo procurato dal sottoscritto per una realizzazione unica. Come Diego.

+++ Il mio Maradona +++
No, non è un refuso sulla parola “Mito”: volevo proprio scrivere “mio”. Abbiamo già fin troppi agiografi e improvvisati storici della volgar pedata che scrivono fiumi di parole su miti e leggende, anche quando un bel tacer non fu mai scritto. Ragion per cui io, che sono un semplice scriba e un appassionato scatoliere, ai peana “preferisco l’uva passa che mi dà più calorie”.
Ci sono personaggi che inevitabilmente finiscono con l’entrare a far parte della tua vita a tua insaputa. E’ come se crescessero insieme a te e ti accompagnassero con la loro presenza… quasi mai discreta, sennò che personaggi sarebbero???
Te ne accorgi solo quando passano oltre: improvvisamente ti viene a mancare qualcosa, è un beffardo colpo alle spalle che non sei in grado di prevedere.
Diego Armando Maradona. era per lo scrivente uno di questi: l’ho amato, odiato, giudicato, assolto, disprezzato e riverito. Per riconoscerlo alla fine come il più grande. Di sempre.
La cosa che più mi rincresce è che dilapidò quel talento divino e unico al mondo rincorrendo il fantasma di un bianconiglio che inevitabilmente non riuscì mai ad afferrare e che ne devastò la carriera e, ai più, anche l’immagine e la dignità.
Eppure molti di questi improvvisati soloni dimenticano che, anche se paragonato e acclamato come un Dio all’interno di uno stadio, fuori Diego Maradona rimaneva un uomo. Come noi.
Un uomo che è stato spesso usato e che ha finito con il pagare un prezzo amarissimo per le sue debolezze, spegnendosi circondato da solitudine ed avvoltoi.
Il 25 novembre dell’anno scorso decisi quindi che dovevo arricchire la mia collezione con quella maglia azzurra come il solo il cielo che ammanta il golfo partenopeo sa essere: SSC Napoli stagione 1986/87, ovvero quella del primo scudetto.
Ho disturbato mezzo mondo per sapere quale fosse il colore più preciso per riprodurre quella tinta, che nelle foto reperibili sul web cambia troppo per averne certezza.
La palma del miglior suggerimento va al buon Giuseppe Fontana che ringrazio pubblicamente: egli mi scrisse che il suo docente di fotoincisione all’Istituto d’Arte soleva affermare “ciano 100%, come la maglia dello Scudetto”.
Ora, pur non disponendo di elementi a suffragio di tale affermazione, ma avendo anch’io insegnato in Accademia di Belle Arti, ne sposai subito la tesi per sfacciato cameratismo tra colleghi: “e ciano sia!”.
La palla ed il vasetto di acrilico ciano (anzi; cianissimo) sono poi passate alle sapienti mani del Presidente Mauro Starone, che ha dipinto le miniature. La ricostruzione della capigliatura del Capitano l’ho fatta io con una spatolata di colla epossidica a due componenti 😉
Grazie anche a Stefano Volpi per aver numerato i giocatori.
Il tutto è stato poi amorevolmente disposto in una scatola celebrativa, tutta ciano anche lei, per la cui grafica ho creato la linea cartoon, che forse avete già visto nello scorso post.
Forse non sarà il più bel Napoli 1986/87 che pratichi i tavoli verdi, ma è il mio, è ciano ed è come l’ho voluto io. E il Capitano, “el Diez”, è il mio Maradona.
Ah… nella partita d’esordio il mio Napoli 1986/87 ha vinto 2 – 1.
E Maradona ha segnato.
Su punizione.
Gracias Diego!
PS: un sentito e vibrante ringraziamento a tutti coloro che hanno dimostrato stoica resistenza nel leggere fino a qui questo post chillometrico 🙂