In questo post, il penultimo della serie (ma non temete, scriverò ancora di questo fascinosissimo torneo e di altri) vediamo cosa è successo nel primo decennio interamente compreso nell’appena iniziato XXI secolo, considerando le edizioni che vanno dalla 121ma del 2002 alla 130ma del 2011.

Per certe cose cambia pochissimo. Le squadre principali della Premier si aggiudicano tredici posti di finale su venti e vincono solo (?) nove volte su dieci. Merito del Portsmouth che con quella che a Roma definiremmo “una botta di vita” vince l’edizione del 2008 ed arriva secondo nel 2010.

Non gli porterà bene però (le sette sorelle gli avranno fatto una nera macumba?). Sempre nel 2010 sarà retrocesso e da allora la Premier League è solo un vago ricordo per i Pompeys, che si faranno ben quattro stagioni in League Two (quarto livello) e che da tre anni sono in League One (terzo livello).

Le finaliste, ovvero le seconde classificate, vedono sei nomi di quello che ho definito “Resto di Britannia“, con la presenza di due squadre di Second Division, i londinesi del Millwall, esordienti assoluti nell’ultimo atto della Coppa, ed i gallesi del Cardiff, alla loro seconda presenza in finale.

Portsmouth, Millwall, Cardiff, se le mie “lezioni di geografia del Regno Unito” vi sono rimaste impresse avrete pensato che sono tutte squadre del Centro Sud.

Ed in effetti la novità è la netta prevalenza in questo decennio del Centro Sud sul Centro Nord del Regno Unito: tredici contro sette.

Un’ultima considerazione preliminare. Se il decennio precedente aveva visto, tra le “grandi” un netto predominio del Manchester United, con tre vittorie, in questo decennio la loro “parte in commedia” la fanno i Gunners che a loro volta vincono tre volte (2002, 2003, 2005) ed i Blues del Chelsea (2007, 2009, 2010).

Alla fine del decennio la classifica dei vincitori dirà: Manchester United 11, Arsenal 10, Liverpool ed Aston Villa 7, Chelsea, Newcastle e Blackburn Rovers 6.

21 maggio 2005, il capitano Patrick Vieira solleva la decima F.A. Cup vinta dai Gunners

Da un punto di vista storico, purtroppo, l’evento che segna questo decennio, proprio a metà dello stesso, sono gli attentati terroristici a Londra, sempre nel 2005.

Il 2 luglio ad Hyde Park si era tenuto un concerto, organizzato da Bob Geldof, parallelo alla campagna britannica “Make Poverty History“.
Lo stesso concerto il 6 luglio si tenne in Scozia, ad Edimburgo, dove si svolgeva il cosiddetto G8.

Il 6 luglio del 2005 la città di Londra aveva festeggiato a lungo l’annuncio del CIO, riunito a Singapore, che la sceglieva come sede delle Olimpiadi 2012.

Il 7 luglio quattro terroristi islamici si fanno esplodere in quattro luoghi diversi, tre nella Metro, uno su un bus rosso a due piani, un simbolo della socialità londinese e britannica.

Alla fine si conteranno 56 morti e 700 feriti. Si vuole probabilmente punire l’appoggio fermo che il Regno Unito dà agli USA nella lotta al terrorismo.

Il 21 luglio ci saranno altri tre ordigni pronti a fare strage, ma per un difetto al sistema di innesco esplodono solo i detonatori e non le cariche di esplosivo. E nessuno stavolta muore o si fa male.

Il risultato è ovviamente una crescita della insicurezza dei cittadini, britannici e non solo (il resto d’Europa non è in condizioni molto diverse). Un paradosso se volete: cresce la ricchezza generale, salgono tutti gli indicatori considerati “buoni” relativamente alla lunghezza della vita, alla salute, all’alfabetizzazione, eppure la sensazione é che si sia meno sicuri, meno certi del futuro, più impauriti. E cresce la distanza tra le diverse parti sociali. Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.

Economia sempre più finanziaria e “di carta”, sempre meno legata alla materialità ed alla realtà, alla produzione di bene “veri”, all’industria. Persino la fede non è più così certa. Non si conoscono più le proprie radici, le proprie tradizioni, le professioni di fede, i propri “credo” ma ci si disegna una religione “alla carta” infilandoci dentro un po’ di questo, un po’ di quello.

Il calcio non fa eccezione, non può farlo. Sempre di più sembra che esista un calcio dei ricchi ed uno dei poveri… un calcio delle metropoli ed uno delle periferie, un calcio “moderno” ed uno “tradizionale”. Ma ormai la realtà conta sempre meno, e sempre più la percezione del reale. E questa te la danno i grandi network televisivi e le major di Internet.

Così il Portsmouth che vince la coppa nel 2008 forse non è reale… Come non lo sarà il Wigan nel 2013 (fateci caso, farà la stessa fine dei Pompeys). E’ una bella favola che per un anno ti viene raccontata per non farti pensare troppo, per farti credere che non è cambiato niente.

E’ Cenerentola che si infila la scarpetta di cristallo e sposa il principe azzurro… ma poi, passato il magic moment viene rigettata in cucina, a fare le stesse faccende domestiche che faceva prima. Perché i ricchi non condividono, al massimo ti lasciano le loro briciole.

Dopo questa favola, non troppo “bella”, ma che serve a farci riflettere, passiamo a vedere i risultati della Coppa anno dopo anno.

Avevamo chiuso il decennio precedente con l’Arsenal in finale, sconfitto dal Liverpool nel 2001, riapriamo questo decennio ancora con i Gunners in finale, ma stavolta vincenti e per due anni di seguito, nel 2002 e nel 2003. Nel 2002 si tratta di un derby londinese, contro i Blues del Chelsea (ref. 16 vs ref. 42), vinto per 2-0, mentre nel 2003 gli avversari sono i giocatori del Southampton che, memori dell’unica loro vittoria precedente, adoperano la stessa maglia di allora (gialla con i calzoncini blu, ref. 47 Subbuteo). Ma perdono ugualmente, sia pure solo per 1-0.

Per effetto di queste due vittorie l’Arsenal arriva a quota nove vittorie, una sola sotto il record dei Red Devils.

Ma questi, il Manchester United, rimediano subito l’anno dopo, il 2003, travolgendo in finale per 3-0 il malcapitato Millwall, arrivato lì dalla Seconda Divisione (che ora però si chiama Championship!, ricordate la morale di Cenerentola di cui vi dicevo?), quotato 10 a 1 dagli allibratori, che la sanno più lunga di tutti… Il Millwall era stato semifinalista ma nei lontani anni 1900, 1903 e 1937.

Manchester United in festa, Millwall verso gli spogliatoi… Nel catalogo HW Subbuteo la maglia di quell’anno non esiste, ma potreste prendere una ref. 17
e dipingere di azzurro i calzoncini bianchi!

L’anno successivo si sfidano in finale proprio loro, i due colossi di Coppa, Arsenal e Manchester United. Red Devils con un suggestivo completo nero (che andrà sempre più di moda in Europa) per cui potente rendere la finale a Subbuteo opponendo alla ref. 16 una ref. 272 (Academica de Coimbra). La partita a detta dei commentatori viene dominata dallo United ma si chiude sullo 0-0, così pure l’extra time. Per la prima volta la finale di F.A. Cup viene decisa ai rigori. Vieira segna il quinto tiro dal dischetto, Scholes no: 5-4 per i Gunners. Ma sempre là si rimane: Manchester United 11 vittorie, Arsenal 10.

Manchester United 2005 con il kit stile ref. 272

Nel 2006 si sarebbe dovuto giocare nel nuovo stadio di Wembley, ma i lavori sono in ritardo, così si gioca ancora al Millenium Stadium di Cardiff. Si affrontano il Liverpool ed i londinesi del West Ham in quella che è considerata una delle finali migliori degli ultimi venti anni. Di nuovo si deve ricorrere ai rigori. E il portiere dei Reds, Reina si supera e ne para ben tre agli Hammers. Risultato dei tempi regolamentari 3-3, risultato ai rigori 3-1.

Nel 2007 si gioca finalmente nel nuovo Wembley Stadium. Vince la stessa squadra che aveva vinto l’ultima finale disputata nel vecchio, ovvero i londinesi del Chelsea che con un gol nell’extra time sconfiggono i Red Devils per 1-0. Da notare che il Chelsea quell’anno vinse anche la League Cup.

Il 2008 è l’anno delle Cenerentole. Si affrontano in finale, a sorpresa, il Portmouth, vittorioso nel lontano 1939, con un kit stile ref. 42, ed il Cardiff City, allora in Championship con un kit che richiama quello dello scomparso (ma non dal cuore dei subbuteisti vecchio stampo come chi scrive!) Cork Celtic (ref. 71, nero bordato di giallo).

La finale del 2009 è ancora una battaglia in blu, ancora Chelsea stavolta opposto all’Everton

Entrambe sono alla seconda finale, il Cardiff ha vinto addirittura prima dei Pompeys, nel 1927. Entrambe sono i Blues per i rispettivi tifosi (ironia della sorte, come i vincitori dell’anno prima). La spunta il Portsmouth per 1-0. Dopo sessantanove anni la gioia dei tifosi è grandissima…

Ref. 71 HW

Di nuovo uno scontro tra Blues nel 2009 e nel 2010, e tutte e due le volte vince il “Blu di Londra”, ossia il Chelsea che si impone per 2-1 sull’Everton nel 2009 e per 1-0 sul Portsmouth nel 2010.

Nel 2009 però il Chelsea gioca e vince in giallo (ref. 208 o 168 per renderlo a Subbuteo). Saha dell’Everton segna il nuovo record di rete più veloce in finale, andando a segno dopo soli venticinque secondi.

Nel 2010 invece è il Portsmouth ad indossare una seconda maglia, molto bella ed orginale, ma che non addolcì il sapore della sconfitta, della retrocessione dalla Premier e della penalizzazione di 9 punti!

La ref. più simile per rendere questo Portsmouth a Subbuteo è la ref. 80.

Il colore blu sparisce nell’ultima finale del decennio, quella del 2011, in cui si giocano la Coppa il celeste del Manchester City (ref. 5) ed il bianco e rosso a strisce verticali dei Potters, dello Stoke City (ref. 4), esordienti in finale. La finale numero centrotrenta la vince il City per 1-0 con un gol di Yaya Touré al 74mo.