Gli anni Sessanta in Inghilterra. A pensarci mi vengono in mente, in ordine, i Beatles (“Ma i quattro ragazzi di Liverpool! Lo sanno tutti”; così Benigni rimprovera il bardo Troisi in un celebre film), poi il Subbuteo, infine Mary Quant, Twiggy e le loro minigonne. Tutti segni di un paese che voleva rinascere, svecchiarsi, fare posto al nuovo. Poi, ma ci ho messo un po’ per ricordarmelo, mi viene in mente anche il solo ed unico Mondiale di calcio vinto dall’Inghilterra, in casa, nel 1966. Forse ci ho messo tempo perché l’Italia a quel Mondiale fece una figura davvero peregrina, eliminata dai dilettanti della Corea del Nord. Quindi… meglio rimuovere!

Beatles e Subbuteo per me sono comunque intimamente connessi perché il ragazzino con cui ho iniziato a giocare, Sandro, aveva i genitori patiti per i Beatles e quindi io e lui giocavamo con la loro colonna sonora sempre accesa. 1962-1966, 1966-1970, Help, Yellow Submarine, Penny Lane… Bei ricordi questi!

Sui Beatles e la loro fede calcistica si è spesso indagato e scritto. Ve lo riassumo: John Lennon era tifoso del Liverpool e quanto fu felice quando la Kop, nel 1963, intonò She Loves you allo stadio. Paul Mc Cartney una volta disse che il padre era di Goodison Park e quindi lui era di parte Toffees, ma poi, salomonicamente (forse consigliato dal manager a cui premeva innanzitutto vendere a tutti i loro dischi) disse che tifava per entrambe come cittadino di Liverpool! Ringo Starr raccontò di tifare per l’Arsenal per compiacere il padre, londinese e tifoso dei Gunners. George Harrison era agnostico, e visibilmente infastidito quando gli si facevano domande su questo tema. Una volta rispose ad un giornalista che “Esiste una terza squadra di Liverpool? No? Beh, eppure io tifo per questa“.

Però anche Twiggy riscuoteva l’interesse mio e di Sandro, incamminati verso l’adolescenza. Chissà perché…

I Mondiali del 1966 invece? Beh, io e Sandro nel 1966 avevamo tre anni, li conoscevamo solo dai racconti dei rispettivi padri (pochi in verità, chissà perché si concentravano tutti sul 1970!), dagli almanacchi del calcio, dai cataloghi del Subbuteo. Ricordo che una volta, facendo l’album Panini (credo dei Mondiali 1974) quasi litigammo per chi doveva tenersi (spesso compravamo le figurine assieme all’edicola) lo scudetto con il leone Willie, la prima mascotte dei Mondiali che si ricordi. Ma poi trovammo il doppione… e tornammo a concentrarci sul panno.

La finale, England vs West Germany si giocò al Wembley Stadium il 30 luglio 1966, dove poco tempo prima i londinesi del Tottenham avevano vinto la loro quinta F.A. Cup, avvicinandosi decisamente ai primi posti della classica dei vincitori di Coppa. Come noto vinsero i rossi dell’Inghilterra (una perfetta ref. 1 la nazionale) sui bianchi tedeschi (immortalati dalla Subbuteo con la ref. 156).

Ed arriviamo al nostro primo oggetto di interesse, la Coppa! Le edizioni dall’81ma alla 90ma se le divisero equamente, come vittoria, la città di Londra (2 vittorie per gli Spurs, una ciascuno per Chelsea, Arsenal, West Ham) ed il Centro Nord. I Beatles portarono bene. Il Merseyside se ne prese due, una per parte: un successo per il Liverpool ed uno per l’Everton. Uno per John, ed uno per il padre di Paul. Due andarono alla Greater Manchester (anche qui, una al Manchester United ed una al Manchester City). Quella che rimaneva se la presero i Baggies, il WBA.

Sui secondi posti invece non ci fu storia. Uno solo per i Blues, in un derby tutto londinese con gli Spurs, nel 1967 e gli altri nove tutti per il Centro Nord (anche in questo caso il Merseyside fu salomonico: un secondo posto per i Toffees nel 1968 ed uno per i Reds nel 1971).

Passiamo a vedere le finali anno per anno.

Nel 1962, per il secondo anno di fila sono presenti in finale gli Spurs che vincono ancora, il loro quarto titolo, sconfiggendo il Burnley per 3-1 in una partita caratterizzata da un esasperato tatticismo che fece guadagnare alla partita il soprannome di “The chessboard final” (letteralmente, “la finale della scacchiera”).

Il 1963 fu caratterizzato da un inverno rigidissimo in tutto il Regno Unito. Di rinvio in rinvio la finale si finì per giocarla tardissimo rispetto al solito, il 25 del mese di maggio. A Wembley andarono in scena, pardon, in campo, il Manchester United (una bella ref. 100 nuova fiammante) ed il Leicester con la seconda maglia (ref. 135 del catalogo Subbuteo). Vinsero i Red Devils per 3-1.

Nel 1964 arrivarono in finale per la seconda volta gli Hammers, i londinesi del West Ham ma dovettero sudare le proverbiali sette camicie per avere ragione del Preston North End (outsider dalla Second Division), per 3-2 e con un gol all’ultimo minuto. Per rigiocarvela sul green pitch occorre procurarsi una ref. 7 ed una ref. 18.

La finale del 1965 fu tra due corazzate, due squadre leggenda del calcio inglese. Il Liverpool di Bill Shankly ed il Leeds United di Don Revie chiusero i tempi regolamentari a reti inviolate, poi si scatenarono nell’extra time chiudendo l’incontro sul 2-1 per i Reds. Anche questa partita è di grande impatto visivo sul panno: ref. 41 e ref. 21 le protagoniste designate.

Gli invidiosi del Merseyside, in questo caso ovviamente l’Everton si consolarono vincendo l’anno dopo e per rendere ancora più amara la cosa agli “altri” prima andarono sullo 0-2 in favore degli antagonisti dello Sheffield Wednesday, poi segnarono tre gol in poco più di un quarto d’ora e chiusero sul 3-2! Il pubblico di Wembley però apprezzò lo spettacolo al punto di chiedere a tutte e due le squadre di fare il giro d’onore al termine dell’incontro.

Per i Toffees era la vittoria numero tre. Il Liverpool ne aveva ancora solo una! Cicca, cicca, cicca, direbbe la pessima Violet, forse, chissà, dalle origini di Goodison Park!

Per il Subbuteo: ref. 119 da opporre al white team, alla ref. 21.

Nel 1967 finalmente arriva la prima finale tutta di Londra, tra Tottenham e Chelsea. Ref. 21 contro ref. 42. Gli Spurs, come accennato sopra, vincono per la quinta volta (2-1) ed avvicinano Villains, Magpies e Blackburn Rovers.

I due anni successivi non vedono in campo nessuna squadra della capitale. Nel 1968 vince all’extra time il WBA sull’Everton, per 1-0 (ref. 21 vs ref. 47, la classica seconda maglia evertoniana, e non solo, di quegli anni). Nel 1969 tocca al Manchester City (con la nuova seconda maglia, non più amaranto ma a strisce verticali rosse e nere, ref. 76) imporsi con lo stesso punteggio sulle Foxes, sul Leicester City.

Ma le londinesi si rifanno presto. Nel 1970 tocca finalmente al Chelsea vincere la sua prima F.A. Cup. E la cosa gli costò un replay giocato all’Old Trafford. 2-2 il risultato a Wembley nel primo incontro con il Leeds United, 2-1, gol decisivo di Webb nell’extra time, al 104mo, nel secondo incontro.

Ref. 42 vs ref. 21 nel primo incontro, ref. 42 modificata o ref. 179 e ref. 21 nel replay (per la precisione il Chelsea si presentò con il solito completo blu, ma con i calzoncini bordati di giallo ed i calzettoni gialli).

L’ultima finale che prende in considerazione questo post è quella del 1971, in cui i Gunners vincono la loro quarta F.A. Cup e diventano la quarta squadra capace del Double dopo Preston North End, Aston Villa ed i concittadini e rivali del Tottenham Hotspurs. In finale a Wembley chiudono sullo 0-0 i tempi regolamentari con il Liverpool. Dopo l’extra time risulteranno vittoriosi per 2-1.

Subbuteisticamente parlando, ref. 41 il Liverpool e ref. 47 (seconda maglia) per l’Arsenal. Due particolarità da segnalare: il primo gol in finale di un giocatore subentrato nei supplementari, di una riserva, Kelly e la prima volta che il logo di un produttore compare nella finale di F.A. Cup (il diamante dell’Umbro sui calzoncini del Liverpool).