Un subbuteista è per sempre! E lo sa! E questo è il decennio cruciale. Siamo all’inizio degli anni Cinquanta e l’ornitologo del Kent, Peter Adolph, che si è inventato il Subbuteo (prima richiesta di brevetto il 9 agosto 1946, in corso di registrazione nel settembre 1947) inizia a pieno la sua attività di diffusione del suo Hobby, del gioco che ha chiamato come uno dei suoi uccelli tanto amati, l’Hobby Hawk, il Falco Lodolaio, in latino Subbuteus

Nel 1949 fonda la Table Soccer Players Association e nel 1961 da’ una spallata al mercato ed ai concorrenti con i primi giocatori tridimensionali del modellista Charlie Stadden (OHW e HW).

Non è da solo Peter Adolph nella sua ricerca di un gioco. E’ insieme a tante persone, a tante famiglie che cercano spensieratezza, cercano hobbies, cercano di non pensare più alle brutture della guerra (anche se le tensioni della guerra fredda certo non aiutano) e di divagarsi, per poter ripartire nel modo migliore possibile.

In Inghilterra si diffonde la passione per i campi estivi, aprono i primi centri commerciali, si diffondono e diventano di massa le automobili ed i televisori. Vi dò un dato. Nel 1950 l’1% degli inglesi aveva un televisore a casa. Nel 1965 la percentuale sarebbe salita al 75%! La prima trasmissione trasmessa dalla BBC sarebbe stata l’incoronazione della Regina Elisabetta II, nel 1953.

Crescevano anche i problemi, certo. La realtà non è mai solo bianca o solo nera, è sempre composta da milioni di sfumature. C’è una crescente richiesta di lavoro dai territori del fu Impero britannico, cresce a dismisura l’immigrazione dai Caraibi, dall’India e dal Pakistan ed avvengono i primi episodi di razzismo ed intolleranza.

Passiamo all’esame di questo decennio, finalmente intero!, di F.A. Cup.

Una cosa che mi ha colpito, esaminando i tabellini delle finali dal 1952 al 1961 è la quantità incredibile di partite finite con una delle due squadre in inferiorità numerica, in dieci o addirittura in nove, a causa di infortuni durante l’incontro.

Oggi siamo abituati all’uso della sostituzione, ma allora non era prevista. Se un giocatore si faceva male ed era costretto ad uscire dal campo, si rimaneva in dieci e basta. Se a farsi male era il portiere, uno dei difensori si metteva in porta e faceva del suo meglio. Nella Lega inglese fu solo nel 1965/1966 (quindi nel decennio successivo a questo) che si rese possibile una sola sostituzione a partita e solo per infortunio. Dall’anno dopo rimase la regola di una sola sostituzione ma questa poteva farsi anche per motivi “tattici” (ma ovviamente se poi si faceva male qualcuno, peggio per te…).

Pensate: l’Arsenal finì in dieci la finale del 1952, stessa cosa per il Manchester City nel 1955, per il Manchester United nel 1956, per il Nottingham Forest nel 1959 e per i Blackburn Rovers nel 1960.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle venti finaliste, stabile il Nord, con due presenze (e due vittorie per il Newcastle nel 1952 e nel 1955), in leggero calo il Sud con tre (una vittoria per il Tottenham nel 1961 e due posti da finalista per l’Arsenal nel 1952 e per l’esordiente Luton Town nel 1959), in rialzo il Centro Nord con ben 15 posti e sei finali di tipo derby, ovvero tra squadre della stessa zona; sette vittorie e 8 posti da finalista.

Ref. 10 Luton Town
(nel catalogo Subbuteo poi anche come ref. 169, 328, 335)

Nell’edizione 1952 vinse la sua quinta coppa il Newcastle che era alla sua undicesima finale, battendo solo per 1-0 un Arsenal rimasto in dieci per l’infortunio a Barnes e con altri tre giocatori acciaccati…

La finale del 1953 fu la cosiddetta finale di Matthews con il Blackpool che nel finale di partità passò dal perdere per 1-3 al vincere per 4-3 sul Bolton Wanderers. Altra particolarità la prima maglia di rayon vista sui campi di calcio, quella del Bolton.

Rayon anche nel 1954, stavolta a beneficio del Preston ma anche stavolta il nuovo tessuto… non portò bene! Ed il Preston venne sconfitto per 3-2 dai “vicini” del WBA.

Sesta vittoria del Newcastle nella finale del 1955, opposto al Manchester City (capitano Don Revie), per 3-1. Anche stavolta gli avversari dei Magpies finirono in dieci per l’infortunio a Meadows addirittura al 17mo del primo tempo. Con la vittoria il Newcastle raggiunse il primato di sei vittorie che fino a quel momento detenevano Aston Villa e Blackburn Rovers.

Della finale del 1956, la finale di Trauttman, abbiamo già scritto. Il Manchester City vinse per 3-1 sul Birmingham. Altra particolarità della finale le seconde maglie di entrambe le squadre, tipo pinstripes del City (claret&white) e tipo ref. 10 per il Birmingham.

Stessa cosa avvenne l’anno dopo, in cui l’Aston Villa vinse la settima delle nove finali fino ad allora disputate e si issò al primo posto solitario tra le vincitrici di coppa. Il 1957 tuttavia fu l’ultima volta che vinse, almeno finora. La sua maglia pinstripes era a sfondo blu sky con sottili righe claret. Aveva la seconda maglia anche l’avversario, il Manchester United di Matt Busby, che vestiva come una ref. 96. Completo bianco con decori rossi. Fu questa la partita che vide l’infortunio del portiere Wood, sostituito tra i pali dallo stopper Blanchflower. I Villains vinsero per 2-1.

Nel 1958 era di nuovo in finale il Manchester United. Incredibilmente visto che quasi l’intera squadra (conosciuta ed amata come i Busby Babes) aveva perso la vita o era rimasta ferita, nel terribile incidente aereo di Monaco.

Le loro riserve però fecero loro onore pur perdendo in finale con il Bolton (al suo quarto successo) per 2-0. Qualcuno scrisse che, non per colpa loro, i vincitori di quell’anno furono i meno festeggiati e forse i più odiati di tutta la storia della Coppa.

Di nuovo un infortunio grave caratterizzò la finale del 1959. Il centravanti del Nottingham Forest, Roy Dwight, che aveva portato in vantaggio la sua squadra, al 30mo del primo tempo si ruppe una gamba. Il Forest vinse comunque per 2-1 sull’esordiente Luton Town, pur finendo la partita in nove, visto che all’80mo Whare smise praticamente di giocare colpito da fortissimi crampi.

Due parole solo su Luton, cittadina poco a nord di Londra, i cui giocatori e tifosi sono ancora oggi detti Hatters, cappellai, dall’industria che rese famosa la città (prima cappelli di paglia, poi di feltro ed altri materiali).

Un uomo in meno anche per i finalisti del 1960, il Blackburn Rovers, sconfitti con un secco 3-0 dal Wolverhampton che così saliva a quattro vittorie. L’uomo in meno fu il giocatore dei Rovers, Whelan che curiosamente tornò in finale, ma nel 2013, come presidente del Wigan che vinse a sorpresa la Coppa!

Per la prima volta nel 1960 la vittoria in F.A. Cup dava diritto ad un posto nelle coppe europee, in particolare alla Coppa delle Coppe. Ovviamente toccò ai Wolves.

Per finire “in bellezza” nel 1961 abbiamo il primo Double del XX secolo ad opera del Tottenham che vince, oltre al campionato, la Coppa, battendo in finale il Leicester per 2-0.