Anche questa volta, anche in questo decennio, due anni se li mangia via la guerra. Stavolta la Seconda Guerra Mondiale. Campionato e Coppa in Inghilterra vanno avanti fino all’estate del 1939, poi tutto fermo fino al 1946. Le urgenze sono altre.

Già all’inizio del precedente post avevamo scritto della durezza della situazione, che non migliora di certo in questi anni. La disoccupazione nell’Inghilterra del centro nord, in Scozia e Galles arriva al settanta per cento. La politica non sa bene che pesci prendere, presa com’è dai difficili rapporti con le dittature continentali, Hitler, Stalin, Mussolini…

La monarchia, da sempre l’unica certezza nel Regno Unito, anche la monarchia ha i suoi problemi. Muore l’amatissimo Giorgio V, dovrebbe salire al trono il figlio maggiore che però abdica per sposare una non nobile e lascia la corona al fratello, che non a caso sceglie di riprendere il nome del padre. Giorgio V aveva accompagnato il Regno nella I Guerra Mondiale, Giorgio VI (il padre dell’attuale Regina Elisabetta II) lo farà, egregiamente dico io, e riconoscono gli storici, nella Seconda. Chi ha visto il bel film “Il discorso del re” sa di cosa scrivo.

La disoccupazione sparirà quando la guerra entrerà nel vivo. Tutti arruolati…

A chi volesse maggiori informazioni sul periodo consiglio la lettura del libro “The Road to Wigan Pier” di Eric Artur Blair, pseudonimo George Orwell (pubblicato in italiano con il titolo “La strada di Wigan Pier“) che offre una panoramica cupa, cruda, ma veritiera del Nord Inghilterra in quel periodo.

Dal punto di vista calcistico, davvero mai come in questo periodo giocare a football è un modo per non pensare… Non ci sono grandi cambiamenti da segnalare nella geografica calcistica che disegnano queste otto edizioni della F.A. Cup che andiamo a considerare.

Su sedici posti da finalista, due toccano al Nord dell’industria pesante, e, almeno in questo vengono ricompensati, si tratta di due vittorie. Il Newcastle va in finale e vince nel 1932, il Sunderland fa lo stesso nel 1937.

Dieci posti vanno al Centro Nord e si tratta di quattro vittorie (Everton nel 1933, Manchester City nel 1934, Sheffield Wednesday nel 1935 e Preston nel 1938) e sei secondi posti.

I restanti quattro posti sono del Sud e toccano, due vittorie e due posti in finale, ai londinesi dell’Arsenal, vincenti nel 1936 e secondi nel 1932 ed ai portuali di Portsmouth, secondi nel 1934 ma che vincono nel 1939, prima di partire per la guerra.

Le particolarità da segnalare ve le illustro qui di seguito.

Il risultato della finale del 1932 (Newcastle vs Arsenal 2-1) fu a lungo contestato perché il pallone era chiaramente uscito oltre la linea di fondo prima del secondo gol dei bianconeri.

La finale del 1933, un derby del centro-nord fra Everton e Manchester City passò alla storia come la prima in cui i giocatori avevano i numeri sulle maglie. Da 1 ad 11 l’Everton e da 12 a 22 il Manchester City. Finì 3-0 per i Toffees.

Nel 1934 i Citizens si consolarono battendo per 2-1 il Portsmouth. Entrambe le squadre giocavano con la seconda maglia. Ref. 27 (maglia claret) per gli Sky Blues, maglia bianca e calzoncino nero (ref. 10) per i Pompeys.

Nuovo derby del Centro Nord nel 1935, vanno in finale due squadre bianche e blu, entrambe a strisce verticali e quindi di nuovo seconde maglie necessarie. Ref. 10 per i vincitori dello Sheffield Wednesday, ref. 2 per i finalisti del WBA. Una partita combattutissima, le Owls vinsero per 4-2.

Nel 1936 invece la finale a leggere le cronache fu una partita noiosissima, quasi soporifera. Vinsero i Gunners regolando per 1-0 lo Sheffield United. Ma per i subbuteisti è una finale da ricordare perchè per la prima volta l’Arsenal si presentò in finale con la maglia che tutti universalmente oggi conoscono, ovvero con le maniche bianche. L’Arsenal ora era una ref. 16!

Nel 1937 la seconda vittoria del Nord, i Black Cats del Sunderland (ref. 9) regolano senza troppi problemi i Lilywhites del Preston North End (ref. 18) per 3-1.

L’anno dopo tocca ai Lilywhites vincere, ma faranno una gran fatica contro l’Huddersfield Town (ref. 3), vincendo per 1-0 all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare e su rigore!

Per finire, nel 1939, come ho già scritto vince il Portsmouth (ref. 2 per l’occasione), sovvertendo ogni pronostico come spesso accade in F.A. Cup, battendo addirittura con un inappellabile 4-1 gli arancio neri (ref. 77) del Wolverhampton Wanderers.

Dall’autunno del 1939, poi, come è noto, le cronache dovettero occuparsi d’altro. Per il football giocato, partite tra ragazzi e soldati al fronte a parte, si sarebbe dovuto aspettare il 1946.