Sono dieci anni durissimi, non solo per l’Inghilterra e il Regno Unito, ma per tutto il mondo, quelli che andiamo a considerare in questo post. La guerra aveva lasciato come sempre orrori e devastazione, crisi economica, malattie… Sono gli anni dei totalitarismi politici e della loro affermazione. Nazionalsocialismo, comunismo, fascismi, ricerca di scorciatoie politiche e di uomini forti. La crisi del 1929. Carestie in diverse parti d’Europa. La crisi irlandese.

Lo sport almeno aiuta a pensare ad altro, a distrarsi, a cercare e spesso trovare nuove energie. Il panorama calcistico non è lo stesso del decennio prima. Diverse squadre di calcio sono state decimate dalla guerra, nuove proprietà si sono affacciate, nuovi tecnici, nuovi sistemi di allenamento. Dalle difficoltà spesso vengono fuori cose nuove, belle e che danno nuovo vigore. Dal letame nascono i fiori, cantava un poeta nostrano…

Questi dieci anni di Coppa non fanno eccezione. Il Nord dell’Inghilterra è tra le parti che più hanno sofferto, per i bombardamenti sulle strutture militari ed industriali, sui cantieri navali, ecc… così non è forse un caso che in questo decennio si assista ad un riequilibrio geografico a vantaggio del Sud e dell’Ovest dell’Inghilterra.

Rimane una finalista del profondo Nord, ma calano quelle del Centro Nord, fino a tredici, mentre aumentano, triplicano in valore assoluto, le presenze del Sud e del Sud Ovest che passano da due a sei. E, anche per i motivi di cui vi scrivevo, troviamo parecchi nomi nuovi.

Due sono legati ad una stessa persona, un grande personaggio, un allenatore. Si tratta di Herbert Chapman. Da bambino ricordo di aver letto sul “Manuale del Gol” i testi di Vezio Melegari, che presentava i vari moduli possibili per schierare una squadra sul campo di calcio, o, nel mio caso, di Subbuteo. Tra questi, assieme al 4-3-3 ed al “WM” c’era il “Sistema“, invenzione per l’appunto di Chapman che lo applicò prima all’Huddersfield Town e poi lo perfezionò con l’Arsenal. Per i dettagli vi rimando ai manuali appositi.

Per quanto interessa noi, Chapman portò l’Huddersfield Town, piccola squadra del West Yorkshire (la maglia di quei tempi ref. 254 o ref. 504 a Subbuteo) a vincere la F.A. Cup nel 1922 ed il Campionato inglese nel 1924, 1925 e (senza più Chapman passato all’Arsenal) nel 1926. Anche all’Arsenal compì meraviglie. Finalista di F.A. Cup nel 1927, vittorioso nel 1930 (ironia della sorte, proprio contro l’Huddersfield Town), campione d’ Inghilterra nel 1931 e 1933!

Vi rimarco che l’Arsenal di quegli anni giocava come una ref. 1! Maglia rossa e calzoncini bianchi. Si deve proprio a Chapman l’innovazione delle maniche bianche introdotte in una partita con il Liverpool il 4 marzo 1933. Da allora il nostro Arsenal è una ref. 16!

Perché Chapman era una fucina di idee… sostenitore dell’uso dei riflettori per le partite in notturna, dell’introduzione di fisioterapisti e preparatori in sostegno agli allenatori, introdusse i palloni con gli spicchi in bianco e nero per migliorarne la visibilità, spinse per l’applicazione dei numeri sulle casacche dei calciatori! Pensava talmente al calcio ed all’Arsenal che… trascurò la sua salute. Nel 1934 morì per un raffreddore trascurato che si trasformò in polmonite. Con uno score impressionante con i Gunners: 403 panchine, con 201 vittorie e oltre 800 reti segnate.

Veniamo ora all’analisi delle presenze in finale, di cui vi ho anticipato qualche risultato.

Ci sono ben due presenze in finale di una squadra gallese, il Cardiff City (ref. 2) che viene sconfitta in finale dallo Sheffield United al primo tentativo, nel 1925, cinquantesima edizione della F.A. Cup, ma vince al secondo contro i londinesi dell’Arsenal che avevano appena iniziato la cura Chapman! Rimane ad oggi l’unica vittoria di una squadra non inglese in questa competizione. La finale del 1927 è il classico dei classici per il Subbuteo. Ref. 2 (Cardiff) contro ref. 1 (Arsenal). Blu contro rossi!

Ref. 2 – Cardiff City

Due presenze quindi per il Sud-Ovest (Galles) rappresentato dal Cardiff, due per Londra con l’Arsenal. Di chi sono le altre due presenze del Sud? La prima dei londinesi del West Ham, degli Hammers, che nel 1925, davanti a Re Giorgio V ed alla bellezza di 126.00 spettatori inaugurano il Wembley Stadium che per la prima volta ospitava la finale.

Il West Ham tuttavia fu sconfitto con un secco 2-0 dal Bolton Wanderers, squadra dell’area della Greater Manchester, in quella che passò alla storia come la “White Horse Final“, la “finale del cavallo bianco” a causa dell’intervento della polizia a cavallo che si rese necessario perché a Wembley si erano presentati addirittura in 200.000 e si rischiava la tragedia…

La sesta ed ultima presenza sudista è dell’esordiente Portsmouth (felicissimi i Pompeys di sostituire in questo ruolo i nemici calcistici e portuali del Southampton) finalista nel 1929 e sconfitti anche loro però, dal Bolton Wanderers, e sempre per 2-0.

Ricapitolando, sei presenze dell’area meridionale, due vincenti (Cardiff ed Arsenal), quattro finaliste (West Ham, Cardiff, Arsenal e Portsmouth).

Una sola presenza per la zona Nord del paese, il Newcastle (al secondo titolo) vittorioso sull’Aston Villa nel 1924, con due gol negli ultimi sette minuti di gara.

Guardando alle tredici del Centro nord, spicca ovviamente il Bolton vincitore del trofeo ogni tre anni, nel 1923 (contro gli Hammers), 1926 (nel derby con il Manchester City) e 1929 (con il Portsmouth)!

Poi il già citato Huddersfield Town vincitore con Chapman nel 1922 (contro il Preston) e sconfitto, senza Chapman, nel 1928, dai Blackburn Rovers che con questa vittoria, la sesta, raggiunsero l’Aston Villa a quota 6 F.A. Cup conquistate in carriera.

Per finire, da citare lo Sheffield United, le Blades vincenti nella cinquantesima edizione del 1925 contro il Cardiff e soprattutto il derby delle West Midlands del 1931 tra WBA (ref. 3) e l’esordiente Birmingham City (ref. 2) vinto dai Baggies per 2-1. Con una particolarità. Vantaggio del WBA al 25mo con Richardson. Pareggia il Birmingham al 57mo. Richardson batte da centrocampo, si fa ripassare la palla e dal cerchio di centrocampo dribbla tutto quello che respira e va dritto in porta. 58mo. E’ passato solo un minuto. 2-1 e partita chiusa.