Dieci anni meno quattro… perchè questi sono gli anni a cavallo della Prima Guerra Mondiale, o Grande Guerra che dir si voglia. Il Re, suo malgrado, fu protagonista. In positivo direi, perché Re Giorgio V (monarca dal 1910 al 1936) condusse alla vittoria il suo popolo, cercò (prima che la guerra entrasse nel vivo, quindi prima del 1915) una forma di normalizzazione dei rapporti con l’Irlanda, concesse il suffragio universale ed ammise, sia pure parzialmente, le donne al voto.

Fu il primo re della dinastia dei Windsor, anzi, ad essere precisi, la dinastia dei Windsor fu una sua idea. Difatti egli discendeva dalla casata dei Sassonia-Coburgo-Gotha (tedeschi quindi) e la cosa in tempi di guerra feroce con la Germania suonava male, diciamo così. Windsor era uno dei castelli preferiti della nonna, la celeberrima regina Vittoria, ed il castello finì per dare il nuovo nome alla casata.

Il castello di Windsor

L’attuale regina, Elisabetta II, è la nipote di Giorgio V (nipote di Edoardo VIII e figlia di Giorgio VI) e la quarta regnante della casa di Windsor.

Perchè mi dilungo tanto? Perché nel 1914, per la prima volta, a sottolineare quanto il football era diventato importante nell’Inghilterra e nel Regno Unito oltre che per sollevare un po’ il morale del popolo, fu il Re, Giorgio V, che non solo assistette alla partita, ma si prese la briga di consegnare il trofeo alla squadra vincitrice. Quell’anno in finale c’erano due squadre esordienti, Burnley (Lancashire) e Liverpool (Merseyside). Vinsero i primi per 1-0, ma soprattutto vinsero il football e l’Inghilterra. Giorgio V consegnò la Coppa al capitano del Burnley, Tommy Boyle.

Quell’anno venne stabilito il record, fino a quel momento ovviamente, di squadre partecipanti, ben 476 club, con ben 24 turni preliminari!

Dieci anni meno quattro, scrivevo, perché nel decennio vennero disputate sei edizioni della F.A. Cup. Nel 1912, 1913, 1914, 1915, 1920, 1921. Per ovvi motivi non si giocò, nè Campionato, nè Coppa dal 1916 al 1919. Si riprese con l’edizione di entrambe le competizioni nel 1919/1920.

In questi sei anni curiosamente, sempre solo due presenze in finale per le squadre del Sud, stavolta però tutte e due di Londra (il Tottenham vittorioso nel 1921 e l’esordiente Chelsea, finalista nel 1915).

Di nuovo primato assoluto per le squadre del West Midlands con 4 presenze (due vittorie per l’Aston Villa che uguagliò prima e superò poi il numero di vittorie, cinque, dei Wanderers e dei Blackburn Rovers, issandosi in solitaria a quota 6, e due posti da finalista per WBA e Wolves).

3 presenze per lo Yorkshire, vincitore con il Barnsley nel 1912 e con le Blades nel 1915, finalista con l’esordiente Huddersfield Town nel 1920.

1 presenza per il Lancashire (primo con il Burnley nel 1914), per il Tyne and Wear (Sunderland finalista nel 1913) e per il Merseyside (Liverpool esordiente e finalista nel 1914).

Anno per anno ora vediamo le curiosità e le particolarità, se ci sono anche subbuteistiche.

Nel 1912 si affrontano il Barnsley, Seconda Divisione, ed il WBA, Prima Divisione. Pronostici tutti a favore del secondo, ma Barnsley che si difende bene, chiude sullo 0-0 e costringe gli avversari al replay. Si gioca a Bramall Lane, a Sheffield ed a sorpresa vince il Barnsley per 1-0. Squadre fedeli… ai colori delle rispettive ref. Subbuteo. Ref. 1 per il Barnsley e ref. 3 per i Baggies.

La finale del 1913 venne considerata un evento storico e si guadagnò il titolo di Battle of the Giants! Questo perché si ritrovarono in finale le squadre che avevano dominato il campionato di quell’anno. Primo si era classificato il Sunderland, i Black Cats di cui ho scritto nel post precedente, secondo l’Aston Villa. Al Crystal Palace Stadium si ritrovano oltre 120.000 spettatori! La partita non deluse, i Villains vinsero per 1-0, in un certo senso pareggiando la sconfitta patita in campionato e con la vittoria salirono al primo posto in classifica, a pari merito con Wanderers e Blackburn Rovers con cinque vittorie in Coppa.

Subbuteisticamente parlando ref. 7 (i calzettoni bianchi della ref. 74 erano ancora da venire) contro ref. 9.

Della finale del 1914 ho già scritto parlando di Giorgio V. Il risultato finale tra due squadre entrambe esordienti in finale fu di 1-0 per il Burnley sul Liverpool. Ref. 7 anche per il Burnley, ref. 1 per il Liverpool che non era ancora all red. Da segnalare che fu l’ultima finale al Crystal Palace da allora in poi requisito per scopi legati alla guerra che andava iniziando.

La finale del 1915 tra Sheffield United e Chelsea si giocò all’Old Trafford. Le squadre erano già rimaneggiate per i molti giocatori che erano partiti come volontari. Finì 3-0 per i primi. Il Chelsea concluse quell’anno con il diciannovesimo posto in campionato e la conseguente retrocessione. Anche questa finale ebbe un soprannome, ma non bello. Fu detta “The Khaki final“, dal colore delle divise dei militari (dal persiano Kakh che significa “polvere, terra”). Per il Subbuteo: ref. 9 contro ref. 5!

Nel 1919/1920, a guerra vinta, ripresero il campionato e la F.A. Cup. In campionato , in First Division si passò da 20 a 22 squadre ripescando per l’occasione due squadre londinesi. Il Chelsea ed il Woolwich Arsenal, che per l’occasione cambiò il suo nome semplicemente in Arsenal. Un nome che avrebbe fatto la sua fortuna in Coppa negli anni a venire… L’attuale primatista assoluto, con 21 finali disputate e 14 F.A. Cup vinte!

In finale arrivarono, a Stanford Bridge, ancora l’Aston Villa e l’esordiente Huddersfield Town. Ref. 7 contro ref. 254 (righe celesti come il Pescara). I tempi regolamentari si chiusero sulla 0-0, ma al 100mo minuto arrivò il gol della vittoria per i Villains, che arrivarono così a sei coppe vinte, un record per allora. Per la cronaca avrebbero vinto solo un’altra volta, nel 1957, poi più nulla. Sono fermi a sette. Stessa cosa per il campionato. Erano a quota sei scudetti nel 1910, hanno rivinto nel 1981 e sono fermi a sette anche là. Forse il sette non gli porta bene?

Scherzi a parte, finiamo la rassegna con la finale dell’edizione del 1921 che vide in campo (sempre a Stanford Bridge) i londinesi del Tottenham Hotspurs contro i lupi del Wolverhampton Wanderers, squadra che in quel momento era in Second Division. Ref. 18 contro ref. 243 o ref. 30 se volete rigiocarvela a Subbuteo. Sotto una pioggia torrenziale, che costrinse entrambe le squadre a cambiare maglia nell’intervallo, vinsero gli Spurs per una rete a zero.

Gli Spurs lavati e stirati dopo la finale vinta il 23 aprile 1921.
Di nuovo fu Re Giorgio V a consegnare la Coppa.