Ho fatto un’esperimento. Ho chiesto al figlio maschio, di dieci anni, di un conoscente, appassionato di calcio, quali fossero le squadre inglesi più forti che conosceva. Mi ha subito nominato, di corsa, Liverpool, Manchester City e Manchester United. Poi, dopo un attimo di pensieroso silenzio, Chelsea, Arsenal e “il Tottenham di Mourinho”. Poi ancora meditazione. “Ah, la squadra coi martelli, un mio compagno ha la felpa”. “West Ham?” – ho chiesto io – “Si, quella”. Poi più nulla, solo dietro suggerimento ha tirato fuori l’Everton. Ma anche in questo caso “perchè lo allena Ancelotti” e non per la squadra in sè, che pensava giocasse… ad Everton!

Potete replicare il gioco se volete, ma non credo avreste risultati molto diversi dai miei. Il calcio di oggi è quello che si vede in televisione. Quello che gioca in Champions o che giocherà nella futura Superliga o come si chiamerà.
Poi è quello dei personaggi, degli allenatori “personaggi” e dei calciatori strapagati, a torto o a ragione. Dei Klopp, dei Mourinho e degli Ancelotti anteposti alle squadre che allenano! Dei Ronaldo e degli Ibrahimovich che dove giocano, giocano, purchè ci paghino… .
Infine quello del merchandising. Il West Ham in Italia vende felpe, magliette e oggetti per tifosi ed ultras. Che poi giochi anche a football e che giochi a Londra, “Everton” o chissà dove pare essere un optional per gli italiani che lo “simpatizzano”, anche se quest’anno la squadra va benissimo in campionato.

Ho pensato a quando dieci anni li avevo io. E conoscevo le stesse squadre di quel bambino, ma, grazie al Subbuteo ed al Guerino, anche squadre come Leeds, Southampton, Celtic, Rangers, Aston Villa, Sheffield United e Sheffield Wednesday… A proposito, volendo “farmi del male” ho chiesto al bambino se conosceva squadre scozzesi, gallesi o irlandesi… Manco una.

Poi ho riletto i due post che ho scritto ieri sui primi vent’anni di F.A. Cup, ed ho pensato che nell’elenco delle squadre vincenti o finaliste non ce n’era nemmeno una di quelle che quel bambino conosceva. Nemmeno una. Resterebbe forse deluso se lo sapesse, chissà.

D’altra parte tutto cambia nella vita, ed il calcio non fa certo eccezione.

Cambiando argomento in effetti i primi vent’anni di Coppa si prestano a delle considerazioni. Nel primo decennio dominio assoluto di squadre di studenti, college, università, militari. Londra e dintorni quindi, Oxford, Eton…

Nei secondi vent’anni le squadre cittadine si organizzano meglio, crescono l’industria e le squadre “operaie” ed il baricentro si sposta decisamente nel centro nord del paese. Blackburn, Preston, Birmingham (città dell’Aston Villa), Wolverhampton, Sheffield. Persino la scozzese Glasgow, grazie però ad una squadra oggi sconosciuta ai più, il Queen’s Park (poi la federazione scozzese impedì la partecipazione alla F.A. Cup alle squadre di quella regione).

Risultato? Mi è venuta voglia di proseguire nell’esame della storia di questa Coppa. Chissà che andando avanti non si scopra altro.

Volendo fare l’albo d’oro della Coppa 1872-1891, dei primi venti anni abbiamo:

  • 5 vittorie per Wanderers e Blackburn Rovers
  • 2 per gli Old Etonians
  • 1 per Aston Villa, Blackburn Olympic, Clapham Rovers, Old Carthusians, Oxford University, Preston North End, Royal Engineers, West Bromwich Albion.

Per finire, prendete la classifica della Premier League di quest’anno. Trovate solo due di questi nomi, uno a centro classifica (l’Aston Villa), uno in zona retrocessione (il West Bromwich Albion). Fate uno sforzo e controllate anche la Championship. Ci trovate a metà classifica “bianchi e neri”, Preston e Blackburn Rovers. Poi più nulla.

Non tiro conclusioni, fate voi se volete le vostre considerazioni. E grazie a chi mi segue.