La Coppa di cui si parla è ovviamente la F.A. Cup, che quell’anno, ve lo dico subito, la regina Elisabetta d’Inghilterra consegnò al capitano del Manchester City, vincitore in finale sul Birmingham per tre reti ad una. I Citizens erano andati subito in vantaggio, al terzo minuto, con Hayes, ma il Birmingham dopo nemmeno un quarto d’ora aveva pareggiato i conti con Kinsey, al quindicesimo. Chiuso il primo tempo sull’1-1, nella ripresa ci furono continui attacchi ma andarono in rete solo gli Sky Blues con Johnstone al 65mo e con Dyson al 68mo. Due gol in tre minuti e Birmingham sconfitto.

Il motivo però per cui tutti si ricordano di quella finale (per il Manchester City era la sesta finale disputata, con la vittoria pareggiò il bilancio, con 3 vinte e 3 perse, ora siamo sul 6 finali vinte contro 5 perse; per il Birmingham la seconda, entrambe perse, non ce ne furono altre da allora) fu il drammatico infortunio del portiere del Manchester City, il tedesco Bert Trautmann. Nel finale della partita, sul punteggio di 3-1, uscì sui piedi di Peter Murph del Birmingham. Si dislocò ben cinque vertebre del collo, ma incredibilmente, con il collo praticamente rotto, dopo essere svenuto ed essere stato rianimato con i sali, continuò a giocare fino alla fine dell’incontro, ed al momento della premiazione si lamentò… di avere il torcicollo! Tre giorni dopo gli venne diagnosticato il collo spezzato e ci vollero parecchi mesi per la completa guarigione. Fu un vero e proprio miracolo.

D’altra parte Trautmann era quel che si dice una pellaccia! Soldato tedesco durante la seconda guerra mondiale, aveva combattutto sul fronte orientale e guadagnato cinque medaglie per comportamento eroico, tra cui la mitica Croce di ferro. Trasferito sul fronte occidentale venne catturato dagli inglesi e finì in un campo di prigionia nel Lancashire. Lì imparò a giocare a calcio e scoprì di essere dotato per fare il portiere! Finita la guerra decise di rimanere lì e divenne un giocatore professionista. Si mise in luce della squadra del St. Helens Town.

Parentesi sul St. Helens Town: la squadra, fondata nel 1901 esiste ancora e gioca nella North West Counties League: ref. 4, come lo Stoke City, la prima maglia, ref. 42, come il Chelsea, la seconda).

I tifosi del Manchester City, quando la squadra lo acquistò, sapendo del suo passato di soldato nemico, non la presero bene, ci furono addirittura manifestazioni di piazza per protestare contro il suo ingaggio. Ma quando lo videro giocare… dovettero ricredersi, e diventò un beniamino della piazza! Alla fine, quando si ritirò, aveva collezionato con gli Sky Blues la bellezza di 545 presenze. Ci furono ben 60.000 spettatori il giorno della sua partita di addio al calcio giocato. Concluse la carriera come allenatore, in Inghilterra, Germania ed addirittura in Asia ed Africa (allenò le nazionali di Birmania, Tanzania, Liberia e Pakistan!).

Di seguito vi metto il link ad un bellissimo filmato sulla finale, dove è visibile anche l’infortunio del portiere.

Noterete, guardando il filmato, che anche quell’anno le squadre entrarono in campo con le loro seconde maglie. Il Manchester City (ref. 5 del catalogo) a quell’epoca usava maglie claret come maglie da trasferta, tipo la ref. 27 o come quella a righe usata per l’occasione. Il Birmingham (ref. 2 o 119, maglie blu quindi) invece si presentò con maglia bianca e calzoncino nero (ref. 10 o 156).

Anche queste due maglie, se vi piacciono, le trovate nel catalogo del produttore Astrobase.