Se cercate su un dizionario inglese, o chiedete a qualcuno cosa significa Cork, probabilmente vi risponderà che significa “sughero”. Ma in realtà il nome della città irlandese di cui parliamo in questo post viene dal gaelico Corcaigh (pronuncia Corki) che significa palude. La palude era quella formata dalla foce del fiume Lee, su cui sorge la città. Attualmente il fiume si biforca in due rami e letteralmente la avvolge, formando un’isola al centro.

Cork è una città molto popolosa, la terza dell’isola dopo Dublino e Belfast, con moltissime belle cose da vedere, tra cui spiccano le due cattedrali, una cattolica, una anglicana. In cima a quella anglicana c’è un angelo. La tradizione afferma che quell’angelo si unirà con la sua tromba al suono di quelli che annunceranno l’Apocalisse ed in giudizio universale.

Ma la cosa che sicuramente attira di più i turisti è la torre di Shandon, con l’orologio detto “il gran bugiardo” perchè su ognuna delle quattro facciate della torre segna un orario differente! Chissà, forse un richiamo “apocalittico” (giacchè siamo in tema) ai nostri vani tentativi di fissare il tempo. “Non sapete nè il giorno ne l’ora” del giudizio, “vegliate e state pronti”, ci ammoniscono il Vangelo e San Paolo.

E’ possibile, pagando, suonare le campane (otto, peso complessivo di sei tonnellate!) ed avere in cambio un attestato che dice che lo si è fatto. Se avete bambini o se siete un po’ bambini, sarete entusiasti. Se mai avrò la possibilità di vistare Cork, sarà la prima cosa che farò, appena sceso dall’aereo! O forse no, visto che ho appena scoperto che hanno tolto le funi e messo una tastiera elettronica per suonarle… Vuoi mettere la fune che ti tira su e giù per l’aria??? Da bambino l’ho fatto, nel paese toscano di mio padre, Raggiolo, ed anche da adulto, nelle frazioni di Montemonaco dove ero parroco.

C’è poi la Fortezza, il Cork City Gaol, castello e prigione al tempo stesso, il Museo del Burro, le quattro fabbriche di birra artigianale, il Mercato…

Insomma non vi è possibilità di annoiarsi a Cork.

Neppure con il football in verità, anche se oggi meno che ieri, e meno che all’epoca della nascita del Subbuteo.

Nel catalogo 1973/1974 io trovai due riferimenti a Cork. Uno alla ref. 15, il Cork Hibernians, ed uno alla ref. 71, il Cork Celtic. Bianco, verde e nero il primo, giallo e nero il secondo. Nessuna delle due squadre esiste più, sopravvive a livello professionistico solo il Cork City F.C., che le statistiche precisano essere la seconda squadra con quel nome. Colori bianco, verde e rosso.

Andando in ordine nella storia calcistica dell’isola, la prima squadra fu quella degli operai della Ford. Il Ford F.C., poi Fordsons F.C., infine Cork F.C. La maglia era quella della subbuteistica ref. 36, strisce verticali green&white, con calzoncino bianco e calzettoni a cerchi (hoops) sempre bianco e verde. Erano chiamati i Leesiders, dal nome del fiume, o i Tractors, probabilmente da quello che produceva la fabbrica della Ford.

La squadra sparì dal panorama calcistico ufficiale nel 1938.

Nel frattempo erano nate altre due squadre, il Cork Bohemians (che giocava anche, anzi, soprattutto a cricket ed hockey), di cui non ho trovato finora memoria dei colori sociali, ed il primo Cork City F.C. che aveva una maglia stile rugby a cerchi orizzontali rosso-giallo-nero.

Entrambe le squadre non superarono gli anni Quaranta del XX secolo. Seguirono il Cork United (maglia rossa, calzoncini bianchi, calzettoni rossi, come la ref. 1), i cui colori si dicono ispirati dalle facciate (due di calcare bianco, due di arenaria rossa) della citata torre di Shandon, ed il Cork Athletic (colori anche questi a me sconosciuti).

Finalmente si arriva agli anni del Subbuteo e lì le squadre le conosciamo, grazie a Peter Adolph! Il Cork Hibernians (1957/1976), ref. 15, e l’Evergreen United, poi Cork Celtic (sparì nel 1979), ref. 71 del catalogo.

Spariti pure loro, arrivò sulla scena l’Albert Rovers, poi Cork Alberts, poi Cork United (il secondo della serie) che aveva come colori sociali il rosso ed il nero. Potete renderlo a Subbuteo sia con la ref. 14 che con la ref. 76.

Oggi? Sopravvive il secondo Cork City F.C., classificatosi ultimo lo scorso anno e che quest’anno affronterà il campionato di secondo livello (che però, per darsi un tono?, si chiama First Division). Il resto della città gioca a livello amatoriale. Maglia non troppo dissimile dalla ref. 15, ma occorre sostituire al nero il rosso del collo e dei polsi ed il risvolto dei calzettoni verdi acceso. Ma anche no, la maglia degli ultimi anni è sempre più simile a quella della nazionale dell’EIRE.

Nella contea di Cork ha molti tifosi il Cohb Ramblers, che ha come colori sociali il claret&blue e che potete rendere con la ref. 74, ovvero con il mio amato Aston Villa (seconda maglia un completo celeste, stile ref. 191 o granata, tipo ref. 255). Giocano anche loro in First Division quindi, pandemia permettendo, quest’anno sarà derby di contea!