Stalloni anche a Subbuteo! #PlaySubbuteo #Subbuteo

“Gli Stalloni”, “Les Etalons” è il soprannome della nazionale africana del Burkina Faso. Paese africano di buona forza calcistica, oggi è al 59mo posto della lista FIFA, ma che non è mai riuscito a qualificarsi per i Mondiali.

Il Burkina Faso è una paese dalla vita molto travagliata. Fino al 1984 era una colonia francese e si chiamava Alto Volta. Capitale (lo è ancora) una città dal nome difficile: Ouagadougou!

Oltre ai conflitti etnici, ora è dilaniato dal terrorismo islamico contro cristiani (30% della popolazione) ed animisti (20%) della popolazione.

SubbuteoTommo81 ha pubblicato un bel prototipo che raffigura proprio questa squadra. Bello, bello, bello! Aiutatemi a dirlo! E diteglielo pure voi, sulla sua pagina Facebook (cercare Subbuteotommo81).

Mario Kempes al Valencia #PlaySubbuteo #Subbuteo

Comincerò con una vera e propria eresia! Il mio giocatore argentino preferito (ovviamente di quelli che ho visto giocare da ragazzo e da giovane), è lui Mario Kempes! Avevo, altra eresia, nel 1978 (il mitico fu capocannoniere di quei mondiali), sbiancato un giocatore della mia Argentina, ref. 67, in scatola corta, per renderlo meglio! Dopo Mario Kempes, nella mia personale classifica c’è Passarella, solo al terzo posto Maradona. Abbiate pazienza, sono gusti. Non ci sono dubbi che sia tra i migliori giocatori del mondo, ma la persona, fuori dal mondo del calcio, è davvero lontana dal mio modo di vivere e di pensare.

Ma torniamo a Kempes. Lo spunto per scriverne me lo ha dato Carmine Penna che lo ha fatto raffigurare da Stefano Volpi con la maglia della squadra spagnola del Valencia, dove giocò tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta.

Di seguito vi metto le foto.

Il Colonnello per il Pescara! 1991/1992, anno della Promozione in A #PlaySubbuteo #Subbuteo

Gran bella squadra quella, allenatore il mitico Galeone, meritava una gran bella scatola! Ed il Colonnello, alias Diego Fiorani, non si è certo tirato indietro, ed ha sfornato l’ennesimo capolavoro in formato box!

Era la sessantesima edizione, quella, del campionato di serie B. Promosse in serie A: Brescia, Pescara, Ancona ed Udinese. Retrocesse in C1: Avellino, Messina, Palermo e Casertana dopo lo spareggio con il Taranto (erano finite ben 4 squadre a quota 35; oltre a Taranto e Casertana anche Palermo e Venezia; si risolse stilando una classifica avulsa che salvò subito rosanero e lagunari).

Il Bastia del Gatto #PlaySubbuteo #Subbuteo

Chi si diletta del frequentare le pagine Facebook dei subbuteisti di tutta Italia caprà che mi riferisco a Riccardo Arrighi, che gestisce la pagina del “Subbuteo del Gatto” (facilissima da trovare con il motore di ricerca dello stesso Social).

Riccardo ha dipinto una bella versione in HW della squadra francese, meglio, corsa, del Bastia. Il Bastia ha come riferimento nel catalogo la ref. 143, che presenta diverse varianti. Completo bianco con due strisce blu in alto, completo bianco con due strisce blu al centro, completo blu.

Lo stile di Riccardo si è spinto molto oltre però, ma basta scrivere, guardate le foto del lavoro finito. Poi iscrivetevi alla sua pagina e fategli i complimenti di persona!

Dulwich In-Subbuglio! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Un ottimo primo lavoro assoluto per il piccolo di casa Insubbuglio (il papà mi perdonerà lo “scherzo” fatto nel titolo con il suo cognome). La squadra è il Dulwich Hamlet, dagli insoliti colori blu e rosa. Se cercate nel mio blog trovate almeno un altro post dedicato.

Ecco il risultato del lavoro.

E buon 2021 a tutta la famiglia ed a tutti quelli che leggono questo post!

Tessera 88.235! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Buona parte del mondo ha saputo dell’esistenza di questa particolare squadra argentina, nei giorni immediatamente successiva all’elezione del Cardinal Bergoglio, vescovo di Buenos Aires, a Vescovo di Roma, quindi Papa! E’ venuto rapidamente fuori che il nuovo Papa non solo era appassionato di calcio (e fin qui, trovami un argentino che non lo sia…) ma era anche un tifoso, con tanto di tessera, numero 88235, dei rosso/blu del San Lorenzo de Almagro.

Maglia rossa e blu a strisce verticali, prevalentemente con i pantaloni blu (così lo immortalò la Subbuteo ai numeri di ref. 298 o 510), ma anche bianchi (ed allora si può usare la ref. 95, il Bologna) e rossi.

Il Mauro Nazionale ha recuperato una vecchia squadra, l’ha ribasata è l’ha ridipinta come San Lorenzo de Almagro, scegliendo la seconda soluzione, i calzoncini bianchi come il nostro Bologna! Davvero un bell’effetto!

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IL “grigio qualunque” è il Revell 75, mentre gli Humbrol adoperati sono il rosso H 153 ed il blu cerimonia o Oxford Blue H 104.
Basi ed inner: ho gettato via i Kick Off perchè , tranne uno, totalmente inutilizzabili ed ho sostituito il tutto con materiale Replay classico.
Miniature : ho recuperato le Top Spin T3 trovate in scatola, aggiungendo soltanto il portierino ed un mio portiere Saracinesca.
Ha completato il lavoro una generosa passata di opacizzante humbrol in boccia di vetro.

Ricordatevi di Alamo… e del Fortìn! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Tutti, credo, conoscono la storia di Alamo, dove a lungo duecento americani tennero testa a duemila messicani nel forte omonimo (Alamo significa pioppo). I nomi dei comandanti sono entrati nella storia americana: William Travis, un avvocato di 26 anni divenuto tenente colonnello dell’esercito texano; il suo secondo, l’avventuriero del Kentucky James Bowie, e infine il pioniere ed ex membro del Congresso per il Tennessee, il mitico Davy Crockett, con il suo caratteristico cappello!

Ma in questo posto di parla di un altro forte, per l’esattezza il Fortìn, e dei suoi difensori calcistici, i Fortineros. Si tratta dello stadio della squadra argentina del Velez Sarsfield, conosciuta anche semplicemente come Velez.

La squadra venne fondata nel 1910 e prese il nome dalla stazione ferroviaria più vicina alla sede del club. Per vincere qualcosa dovette aspettare parecchio, il primo titolo nazionale arrivò nel 1968. Poi più niente per venticinque lunghi anni e finalmente l’esplosione! Negli anni Novanta vinse ben quattro titoli nazionali e cinque coppe internazionali. Gli riuscì anche di vincerne due in un anno, nel 1994; la Coppa Libertadores (sconfiggendo il Sao Paulo) e la Coppa Intercontinentale (vittima il nostro Milan).

Trattandosi di un post di Subbuteo Blog vediamo subito i colori delle maglie e come possiamo renderli sul panno verde. L’avventura del Velez iniziò con un completo tutto bianco (quindi una ref. 21). Prosegui con una maglia blue navy ed i calzoncini bianchi (ref.44).

Tra i gruppi di tifosi ed i membri del club gli italiani assunsero un peso rilevante e questo portò ad una maglia “tricolor”, a strisce, naturalmente, verdi, bianche e rosse.

Nel 1933 arrivò la maglia che da allora caratterizza il Velez: un completo bianco con una lettera “V” sul davanti, con le diagonali che partono dalle spalle e si congiungono al centro del petto. La lettera è dipinta di azzurro.

La maglia da trasferta è semplicemente l’opposto: un completo azzurro con la lettera “V” bianca.

La Subbuteo gli dedicò la ref. 800 del catalogo LW, riproducendo la seconda maglia degli argentini.

Foto ripresa dal “Catalogo LW” di Lupi e Lastrucci

Il presidentissimo Mauro Starone, ha invece scelto di recente di riprodurre la maglia Home. Personalmente mi piace molto di più questa che quella da trasferta.

Da notare che entrambe, sia la versione Subbuteo che la versione Starone hanno calzoncini e calzettoni in tinta con la maglia, ma ho visto anche maglie bianche con calzoncini e calzettoni azzurri e maglie azzurre con calzoncini e calzettoni bianchi.

Fate come preferite ovviamente!

Scrive l’amico Mauro presentando il suo lavoro…

Mi mancava avere il Velez da aggiungere alla mia collezione Argentina. Fa parte delle grandi titolate del calcio Argentino e mi finì tra le mani ai tempi della Leggenda Fabbri (aveva i pantaloncini azzurri). Lo vendetti non so a chi e tempo fa ritrovai il Velez non Leggenda ma probabilmente Top Spin dipinto da lui stesso, tra le mani di Pablo.
La squadra mi piace, proprio per la sua micidiale semplicità, dove sulla divisa totalmente bianca si evidenziano le decorazioni e la V di Velez in azzurro humbrol 109 .
Come dicevo è un lavoro molto ma molto Kent anche perchè non è semplice tirare la V a pennello, anzi è faticoso come “tirare la lima alla Bovisa”.
IL risultato finale però mi appaga e non vedo l’ora di metterlo in campo.
Basi Hw replica ed inner Replay, miniature T3 e portiere Saracinesca Top Spin.
VELEZ SARSFIELD è la decima squadra Argentina che ho dipinto per la mia personale collezione.

La gallese che vinse l’Inghilterra, rivisitata da Antonello Silino #PlaySubbuteo #Subbuteo

Il campionato di calcio gallese non esiste da molto tempo. Per l’esattezza venne creato nel 1992. Alle squadre di quelle parti venne chiesto di fare una scelta, giacchè fino a quel momento, molte giocavano nei campionati inglesi, e molte nei campionati locali del Galles (nessuno dei quali però era riconosciuto dalla UEFA).

Sei squadre decisero di rimanere nei campionati inglesi. Tre di queste giocavano in Football League (Cardiff City, Swansea City e Wrexham) e tre in livelli più bassi della piramide calcistica inglese (Colwyn Bay, Merthyr Tydfil e Newport County).

Di queste, quattro le trovate ancora nei campionati inglesi: Cardiff e Swansea in Championship, Newport nella League Two, Wrexham nella National League. Il Colwyn Bay nel 2019/2020 è tornato a giocare in Galles. Il Mertyr Town (così rifondato nel 2010) al momento ha sospeso l’attività fino a maggio 2021 e non gioca nè in Inghilterra, nè in Galles.

Volendo giocarvi un minicampionato “Gallesi in England”, un torneino a 4 in questo momento, potreste usare la ref. 1 o 138 per il Wrexham, la ref. 2 o 205 per il Cardiff, la ref. 21 per lo Swansea, la ref. 77 per il Newport.

Una sola di tutte queste vinse l’Inghilterra… come?

Vincendo la mitica F.A. Cup (Football Association Challenge Cup) nel lontano 1927, unica squadra non inglese della storia ad aggiudicarsi il più antico torneo calcistico del mondo (si gioca dal 1871/1872).

In finale affrontò i quotatissimi Gunners, i londinesi dell’Arsenal, per l’occasione vestiti come una ref. 70 (maglia rossa, calzoncini bianchi, calzettoni neri). Per la cronaca il Cardiff era una elegante ref. 2 (maglia blu, calzoncini bianchi, calzettoni blu bianco bordati) e vinse per una rete a zero.

Cardiff 1927, foto ripresa da Historical Football Kits

Il Cardiff era già arrivato in finale nel 1925, ma in quella occasione aveva perso per 0-1 contro le Blades, lo Sheffield United (ref. 9 già da allora). E tornerà in finale non moltissimi anni fa, nel 2008, contro il Portsmouth, perdendo di misura ancora una volta, sempre per 0-1.

La ref. più bella però e più affascinante per i collezionisti con cui sono conosciuti i gallesi è la ref. 205. Completo blu con due strisce verticali sul lato sinistro del corpo della miniatura (lato destro per chi la guarda di fronte), una bianca ed una gialla. Realizzato dalla Umbro in due versioni differenti ed utilizzato dalla squadra tra il 1975 ed il 1980.

Per chiudere questo post vi faccio vedere come l’ha replicata Antonello Silino del club Subbuteo di Mortara.

La squadra che nacque due volte, o anche tre #PlaySubbuteo #Subbuteo

La prima nascita avvenne nel 1861. I soci del Crystal Palace Cricket Club, visto l’interesse per il nuovo gioco che si andava diffondendo, decisero di aprire una sezione Football, che prese il nome di Crystal Palace Football Club.

Perché Crystal Palace? Perché entrambe le sezioni della società erano ospiti di una enorme costruzione, appunto il Crystal Palace, il palazzo di cristallo, vetro e ferro costruito nel 1851 per ospitare la prima esposizione universale. Già l’anno successivo però il palazzo, costruito in origine ad Hyde Park, dovette essere smontato e ricostruito, trasferito a Sydenham Hill.

Ci fu chi considerò la cosa un oscuro presagio. E vedremo che ebbe ragione.

Ma torniamo al Crystal Palace ed alla sua sezione Football. I soci sembravano voler fare sul serio. Nel 1863 il Crystal Palace F.C. figura nella lista dei soci fondatori della Football Association e quando, nel 1871/1872, si disputò la prima edizione della F.A. Cup, la squadra vi prese parte.

A quella prima edizione, su cinquanta club aderenti alla F.A., se ne iscrissero dodici. Tre si ritirarono subito, prima ancora che la competizione cominciasse, sei si aggiunsero dopo tra cui gli scozzesi di Glasgow del Queen’s Park (ai club scozzesi fu concesso di partecipare fino al 1887, poi la Scottish F.A. glielo vietò).

Il Crystal Palace arrivò fino alle semifinali, dove trovò come avversari i genieri dell’esercito di Sua Maestà britannica, il Royal Engineers Association Football Club. Il primo incontrò finì in parità, ma il replay vide la netta vittoria dei militari per 3 a 0.

Nonostante però la bella prova, fu allora che cominciarono i problemi per la sezione football del Crystal Palace. Il football creava gravi danni ai terreni di gioco, ed il cricket prese il sopravvento. Così tra la fine del 1875 e l’inizio del 1876, sparì ogni traccia del Crystal Palace F.C.

Tuttavia nell’area del Palazzo venne costruito proprio uno stadio dedicato al calcio, che divenne sede regolare delle finali di F.A. Cup fino alla prima guerra mondiale.

Nel 1901, Henry Gillamni, direttore della Crystal Palace Company, portò avanti l’idea di ricreare una squadra di football, ma l’idea venne respinta. Così un successivo tentativo. Finché, nel 1905, il Crystal Palace Football&Athletic Co. Ltd. nacque per la seconda volta, ad opera di un consiglio di amministrazione gestito da Edmund Goodman, proveniente dall’Aston Villa.

Le maglie di allora erano chiaramente ispirate a quelle dei Villains, il verbale stabilisce che la squadra vesta “cardinal and blue jerseys and white knickers” (a Subbuteo potete usare la ref. 7).

Nel 1920 il club fu tra i fondatori della Third Division, che vinse al primo tentativo.

Nel 1935/1936 sulle loro maglie vennero scritte le iniziali “CP FC”.

Ma l’oscuro presagio si avverò.  Probabilmente a causa di un corto circuito, il Crystal Palace di Londra venne definitivamente distrutto in un rogo il 30 novembre 1936. Definitivamente, perché si decise di non procedere alla ricostruzione.

La squadra di calcio per fortuna rimase ed il claret&blue fu ancora protagonista delle loro maglie, in diverse versioni e declinazioni. Così, ad esempio, nel catalogo 1967/1968 del Subbuteo la trovate alla ref. 40, in una delle sue varianti, la principale, con indicato, sul catalogo “Claret&Blue Hoop” nella sezione Shirt e “White” in quella shorts. Ma non è così facile da reperire la variante della ref. 40 con maglia bianca e fascia orizzontale di quei colori. Mentre è assai più comune trovare la ref. 40 con delle stripes, strisce verticali, claret&blue ed il calzoncino bianco.

Nella realtà, la maglia con la fascia orizzontale venne usata nei primi anni Sessanta (da cui il catalogo) mentre le strisce verticali dal 1966 al 1971.

E così, se aprite il catalogo Subbuteo inglese del 1973/1974, alla ref. 40 non trovate indicato nessun nome di squadra. Ma la sezione Shirt recita “Claret/Light Blue stripes”.

Nello stesso catalogo trovereste il Crystal Palace ancora ad un altro numero di ref., il 102, con indicato “White/Light Blue & Claret Centre Stripe”, la maglia più famosa, e secondo me la più bella del catalogo che si riferisce a questa squadra di calcio. Nella realtà dapprima (1971/1972) i colori erano accostati (come nella ref. originale Subbuteo), poi (1972/1973, vedi le foto) vennero separati da una striscia centrale bianca.

Ricapitoliamo. Due nascite, 1861 e 1905 (questa è quella “ufficiale”). Perchè vi ho parlato di tre?

Perché nel 1973/1974 al Crystal Palace cambiano tantissime cose: proprietà, allenatore, o meglio manager , lo stemma, il soprannome e persino i colori sociali! E’ come se la squadra rinascesse per la terza volta.

Il soprannome della squadra fino a quel momento era legato alla storia ed alla prima sede. Era “The Glaziers”, “I vetrai”, e non vi devo certo spiegare il perché… Nello stemma compare un aquila con un pallone da football tra gli artigli ed il nuovo soprannome (che dura ancora) diventa “The Eagles” (“Le Aquile”).

I colori sociali si ispirano a quelli degli spagnoli del Barcelona, e divengono il rosso ed il blu. Ma non azulgrana, proprio rosso e blu, forti nella tonalità, così nella realtà, come a Subbuteo, il Crystal Palace finisce per essere indicato anche nella colonna della ref. 19.

Tutto ciò però non portò fortuna. La squadra rinnovata da cima a fondo arrivò al ventesimo posto (in fondo…) e venne retrocessa in Third Division.

Cominciarono i su e giù… nel frattempo però la Subbuteo riùscì ad immettere in catalogo una nuova ref. dedicata al Crystal Palace, la ref. 194, corrispondente ai kit di fine anni Settanta, inizio anni Ottanta.

Oggi a che punto siamo? Lo stemma è variato più volte reinserendo alla fine l’originale Palazzo di Cristallo sotto l’immagine dell’aquila (nel 1987, nel 2006, nel 2013).

La maglia è sempre prevalentemente rossa e blu a strisce verticali. La maglia tanto amata dai tifosi e dai giocatori di Subbuteo, la ref. 102, è stata usata in occasione dell’anniversario, i cento anni dalla seconda nascita, nel 2005 (rifatta dalla Diadora). La maglia con la diagonale rossa e blu (ref. 194) è ricomparsa nel 2008/2009.

La squadra è tornata nella massima serie nazionale, in Premier League, al termine del campionato 2012/2013 ed è ancora lì, ogni anno classificata tra il decimo ed il quindicesimo posto.

Lo stadio, più volte rimodernato, è lo stesso del 1924, il Selhurst Park, situato nel sobborgo di South Norwood, all’interno del quartiere di Croydon. Ha circa 25.000 posti a sedere.

Prossima nascita???

Mauro dipinge la Staron-itania… #PlaySubbuteo #Subbuteo

L’amico Presidente Mauro Starone si dipinge una delle sue nazionali preferite. Non badate allo scherzo del titolo, si tratta della Maur-itania. Mauro, ma le Maur-itius le hai già dipinte???

MAURITANIA nuovo look con il verdino “Africano” anni 70..
Per il Subbuteo di Santo Stefano, Amici Subbuteisti, voglio ripresentarvi una delle mie due Nazionali, la Mauritania.
Ve la ripresento perchè tempo fa la dipinsi in verde e giallo utilizzando l’odierno verde smeraldo tipico di tante Nazionali Africane.
In questi giorni ho creato un restyling completo alla mia squadra andando a vestirla con il verde “Africano” chiarissimo, molto in voga negli anni 70 (Zaire su tutti), molto più adatto e convincente e che oggi veste ancora la nazionale della Mauritania in diverse occasioni.

A guardarlo bene è un abbinamento da crimine modellistico , reso da due colori molto chiari, dove il verde humbrol 38 si mescola alle decorazioni in giallo humbrol 24. IL tutto però mi soddisfa parecchio ed appena ci sarà un Nazionale dove saranno in pista le…Nazionali, giocherò con la Mauritania.
Ho opacizzato il tutto a fine lavoro.