Tarasca, Tarascona, Tartarin e Tarascon #PlaySubbuteo #Subbuteo

La Tarasca (in francese Tarasque) è un mostro che, secondo la leggenda, avrebbe devastato la Provenza, una regione francese.

Nell’iconografia popolare, la Tarasca ha sei zampe tozze e robuste e il corpo coperto da una solida corazza simile a quella di una tartaruga, con sopra una cresta e vari aculei ossei.
La lunga coda squamosa si conclude con una protuberanza cornea a forma di punta di lancia, mentre la testa è quella di un leone.

La Tarasca raffigurata nel castello di Tarascona

La leggenda vuole che la Tarasca fosse originaria della Galazia, patria del mitico Onachus, un mostro capace di bruciare qualsiasi cosa entrasse in contatto con il suo corpo, e che proprio dall’unione tra l’Onachus e il mostro biblico detto Leviatano, fosse nata la Tarasca. Quest’ultima giunse in Provenza, nei pressi del villaggio di Nerluc, e situata la propria tana nel letto del fiume Rodano, imperversò nella regione uccidendone gli abitanti e devastando ogni cosa.

Nella legenda aurea, Marta di Betania, assieme a sua sorella Maria di Betania, raggiunse le coste provenzali nel 48, in seguito alle persecuzioni in patria. Più precisamente approdarono nella zona della Camargue, nel paese attualmente chiamato Saintes-Maries-de-la-Mer. Qui trovarono il mostro, che venne ammansito da Santa Marta grazie alla preghiera: ad ogni Ave Maria recitata la Tarasca si rimpiccioliva in dimensioni.

Santa Marta con la preghiera del Rosario rimpicciolisce la Tarasca


Quando divenne completamente innocua, Marta la condusse nella città di Nerluc, che poi (in onore della Tarasca) prese il nome di Tarascona; nell’emblema della città è presente l’immagine della creatura mostruosa. Qui però i cittadini uccisero la creatura. Ancora oggi l’uccisione della Tarasca è celebrata a Tarascona l’ultima domenica di giugno.

Tarasca “ambulante” per le vie di Tarascona
Stemma della città di Tarascona

La cittadina di Tarascona è molto antica, fondata circa nel 50 a.C., colonia di Marsiglia (allora Massalia), situata sulla bocca del Rodano. Come città di confine (sulla riva destra del Rodano iniziava infatti il Regno di Francia), Tarascona vide accresciuta la propria importanza strategica e dotata, nella prima metà del Quattrocento, di un possente castello voluto da Renato d’Angiò che ne fece la propria residenza preferita. Nel 1481 la città e l’intera Provenza entrarono definitivamente a far parte del Regno di Francia.

Castello Angioino

Il castello è uno degli elementi dello stemma cittadino di cui sopra vedete l’immagine.

Il Rodano vicino alla foce, attraversa Tarascona

L’altro elemento è il mostro leggendario detto Tarasca, ammansito da santa Marta (cui è dedicata la principale chiesa cittadina) e poi ucciso dai cittadini tarasconesi.

Chiesa di Santa Marta

Al di là di tutto, il motivo per cui soprattutto Tarascona è famosa é che lo scrittore Alphonse Daudet vi ha ambientato i romanzi Tartarino di Tarascona (1872), Tartarino sulle Alpi (1885) e Porto Tarascona (1890).

Oggi Tarascona campa sopratutto di quel ricordo (c’è un museo ed una festa cittadina…), ma all’epoca i tarasconesi si offesero a morte con lo scrittore, perché sostenevano che con la figura di Tartarino avesse dipinto i tarasconesi come dei “fessi” e dei sempliciotti. Arrivarono a minacciare di morte lo scrittore se si fosse presentato in città.

Tartarino (o Tartarin), abitante del Midi (vive a Tarascona, in Provenza), è in effetti un mitomane dal carattere simpatico, una sorta di eroe ingenuo, che – forzato dalla comunità in cui vive – decide di partire per cacciare il leone sul massiccio dell’Atlante, in Africa.

Armato come un vero cacciatore approda in Algeria, ma ne rimane deluso. Vittima di personaggi senza scrupoli, ma soprattutto della sua ingenuità, l’unica preda che riuscirà a catturare sarà un vecchio leone cieco, esibito nelle piazze da un mendicante.

Tuttavia, la pelle, bucata da due pallottole e spedita a Tarascona, gli vale la tanto desiderata gloria. Quando infatti Tartarino torna in patria, portando con sé un dromedario che gli si è affezionato, viene accolto come un eroe.

A Tarascona c’è anche una squadra di calcio, il Tarascon FC che gioca a livello amatoriale e giovanile ed ha come colore principale il blu. Per renderla a Subbuteo basta usare un Chelsea, una ref. 42.

La partita del sabato! #PlaySubbuteo #Subbuteo

All’Extreme Arena del Subbuteo Club Nido dei Rapaci, oggi di scena due squadre, i rossi del Tarazona, con la divisa originaria, di quando ci chiamavano CD Eureka Tarazona ed i celesti dell’Estrella Portuense. Aragona contro Andalusia se preferite…

Auguratemi buon divertimento, io comincio a giocare…

Il Tarazona, da Tubal-Cain ad Ercole #PlaySubbuteo #Subbuteo

La Società Sportiva Tarazona (Sociedad Deportiva Tarazona) di cui vi parlo oggi, fondata nel 1969, quando lo scrivente si avviava ad iniziare la scuola elementare, è una squadra calcistica aragonese, promossa anche questa quest’anno nella terza divisione spagnola, la Segunda B.

E’ la squadra di calcio della città omonima. Perchè lo strano titolo del post? Ve lo spiego prima con una immagine, poi a parole.

Questo è lo stemma cittadino. Come vedete la città dice di essere stata edificata da Tubal-Cain e poi riedificata, ricostruita da Ercole. Ovviamente è una leggenda, ma tant’è. Tubal-Cain è un personaggio biblico, discendente da Caino, citato nella Bibbia, nel libro della Genesi, al capitolo 4, versetto 22, in questo modo:

Tubal-Cain, l’artefice d’ogni sorta di strumenti di bronzo e di ferro.

Lo stemma della squadra di calcio riprende (scritte di fondazione a parte) quello della città di cui porta il nome.

La promozione ottenuta quest’anno è storica perchè mai il CD Eureka Tarazona o la SD Tarazona erano salite così in alto. Da notare che la maglia è variata. Nei primi anni la squadra usava un completo rosso, come il Liverpool (ref. 41), ora usa un completo stile nazionale spagnola (ref. 48).