Verona 1, 2, 3… già che ci siamo pure 4! #PlaySubbuteo #Subbuteo

La città scaligera quest’anno si trova nella curiosa, ma bella!, situazione di avere tre squadre nei tre campionati professionistici. Hellas Verona (ref. 92, giallo blu) in serie A, Chievo Verona (ora giallo blu, prima anche bianco azzurro, giallo e nero, rosso e blu…) in serie B e VirtusVecomp Verona (ref. 19) in serie C.

La Virtus Verona (Vecomp è il nome dello sponsor che per accordi dal 2002 è stato inserito come parte integrante del nome della squadra; la società si occupa di soluzioni informatiche) è la squadra del quartiere orientale della città, Borgo Venezia (così chiamato probabilmente per le tante zone paludose che storicamente lo caratterizzavano).

Fondata nel 1921, ha al suo attivo due campionati di terzo livello, di serie C. Gioca con una maglia palata rossoblu, come il Barcelona (ref. 19).

Proseguendo verso oriente troviamo l’Audace San Michele Extra o Audace S.M.E.

E’ la squadra di calcio del quartiere di San Michele Extra, che in realtà fu un comune autonomo fino al 1927. Solo dopo venne integrato al Comune di Verona. Perché San Michele? Perché è il nome del patrono dell’antico comune e della sua chiesa parrocchiale. Perché Extra? Perché il quartiere era Extra Moenia, fuori le mura della città.

La squadra di calcio, fondata nel 1922, ha al suo attivo ben dieci partecipazioni al campionato italiano di terzo livello (oggi Serie C). Attualmente gioca nella Prima Categoria della Regione Veneto.

La maglia è a strisce palate rosso e nero con calzoncino nero dall’anno di fondazione. Gli regalò il tutto, il tessuto, e già che c’era pure il primo campo da gioco, il Lanificio Tiberghien, un opificio storico per la realtà veronese.

Nel 1907 alcuni membri della famiglia Tiberghien avviarono a San Michele Extra la lavorazione di tessuti in lana in una delle prime grandi fabbriche accentrate sorte nel Veronese. Iniziava così la storia di un’azienda che, con le sue numerose istituzioni “paternalistiche” (case operaie, convitto, cooperativa di consumo, dopolavoro), per quasi cent’anni avrebbe fatto storia nell’industria veronese e sarebbe stata il perno di numerose storie di vita e di lavoro nei quartieri accresciutisi con e grazie ad essa. Il libro corre su un doppio binario. Da un lato ricostruisce le vicende del lanificio seguendone le sorti dall’avvio, attraverso i successivi momenti di crisi – che videro per un periodo perfino il coinvolgimento dell’amministrazione comunale di Verona nella sua gestione diretta – sino alla chiusura, avvenuta nel 2004, e alla successiva demolizione del 2016. Dall’altro lato, attraverso le voci dei suoi lavoratori e – soprattutto – delle sue lavoratrici, racconta che cosa abbia significato, per quasi un secolo, lavorarvi dentro e viverci accanto.

Recensione di Elena Peloso in «Verona-in», 3 dicembre 2018

Da Olbia a Sassari, 120 km di ref.! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Partiamo da Olbia, anzi, prima vediamo la mappa del percorso che andiamo a fare, con tappe a Olbia, Calangianus e Tempio Pausania.

Ad Olbia ci sono i bianchi, i galluresi. Questo il soprannome dell’attuale Olbia Calcio 1905, fondata nel 1906 (ebbene sì, però nel nome è rimasta la data di quando cominciarono le trattative…) come Società Ginnastica Olbia e poi rifondata come A.S.D., con il nome attuale, dopo il fallimento del 2010.


Come seconda maglia usa spesso un completo nero (ref. 272), come terza un completo rosso (ref. 41). Nel suo stemma sono elementi sempre presenti una nave trireme e l’Isola di Tavolara.

La squadra venne promossa per la prima volta in serie C nel 1938/1939. Il nome dell’epoca era G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) Olbia.

Gioca due derby. Il più importante è il derby del nord Sardegna, contro la Torres (che però quest’anno non ci sarà, visto che l’Olbia gioca in C e la Torres in D) ed il derby di Gallura contro i vicini del Tempio, che ora andiamo a conoscere; ovviamente, amichevoli a parte, non ci sarà neppure quello perché l’Unione Sportiva Tempio 1946 gioca quest’anno in Prima Categoria (settimo livello se non ve lo ricordaste…).

Il Tempio ha come simbolo un gallo e usa come colore tradizionale per le maglie di casa un completo blu (ref. 42, come il Chelsea); sempre più negli ultimi anni ha inserito elementi (bordi, colli, polsi, fasce) di colore giallo. Perciò potete usare per renderlo sul campo anche una ref. 179 (Halifax), un Leeds (ref. 207) e addirittura il Boca Juniors, ref. 295.

Prima di tornare in quel di Sassari, a Piazza Italia, da dove siamo partiti, facciamo l’ultima tappa a Calangianus, classe 1905 (reale stavolta!), la terza squadra fondata sull’isola dopo Torres ed Ilvamaddalena (1903 entrambe).

Ben 40 partecipazioni alla serie D tra il 1955 ed il 2009. Gioca oggi in Promozione (sesto livello) Sardegna, girone A. Come colori una sgargiante accoppiata di giallo e di rosso, indossati più o meno in tutti i modi che vi vengono in mente. Una ref. che ci sta benissimo è la 181, ve la posto di seguito.

Ref. 181 replicata dal romano Ucu, in realtà sarebbe il Partick Thistle

La serie C del prossimo anno, il Subbuteo e le cinque marchigiane, cinque del girone B #PlaySubbuteo #Subbuteo

Ieri sono stati sorteggiati i gironi della serie C o Lega Pro del 2020/2021. Il campionato partirà domenica 27 settembre. Girone per girone, in grassetto ho evidenziato la squadra che di quel girone mi piacerebbe salisse in serie B. In corsivo le squadre per cui ho particolari simpatie.

GIRONE A: Albinoleffe, Alessandria, Carrarese, Como, Giana Erminio, Grosseto, Juventus U23, Lecco, Livorno, Lucchese, Novara, Olbia, Pergolettese, Piacenza, Pistoiese, Pontedera, Pro Patria, Pro Sesto, Pro Vercelli, Renate.

GIRONE B: Arezzo, Carpi, Cesena, Fano, Feralpi Salò, Fermana, Gubbio, Imolese, Legnago Salus, Mantova, Matelica, Modena, Padova, Perugia, Ravenna, Sambenedettese, SudTirol, Triestina, VirtusVecomp Verona, Vis Pesaro.

GIRONE C: Avellino, Bari, Casertana, Catania, Catanzaro, Cavese, Juve Stabia, Monopoli, Paganese, Palermo, Potenza, Teramo, Ternana, Trapani, Turris, Vibonese, Francavilla, Viterbese, X, Y.
X e Y stanno a indicare i posti per Bisceglie e Foggia, in attesa che le due società finalizzino le procedure d’iscrizione.

Mi soffermo sul girone B, dove farò il tifo per la Sambenedettese (ref. 72), di cui ho scritto da poco, perché ho notato che oltre a lei ci sono ben altre quattro squadre della regione Marche: Fano, Fermana, Matelica e Vis Pesaro. Pensando di farci un mini campionato regionale, ve le presento una per una (a parte la mia preferita Samb).

Ref. 72 – Sambenedettese

Partiamo dal Fano, o meglio dall’Alma Juventus Fano, le aquile color granata. Una squadra antica, fondata nel 1906, rendibile più o meno con tutto il granata del calendario. Ref. 61, 99, 255. Nella mia collezione ci sono tutte e tre, tutte e tre in versione replica su basi HW. La mia preferita per quest’anno la ref. 61.

Ref. 61 – Alma Juventus Fano

Passiamo poi ai Canarini della Fermana, meglio della Fermana Football Club. Ref. 47 e colori giallo e blu come i loro ugualmente soprannominati colleghi del Modena con cui, permettetemi l’ironia, quest’anno giocheranno il derby della gabbietta, o se volete il Titti Derby! Si possono usare per renderla anche le ref. 179 e 296.

Ref. 47 – Fermana

La Fermana come fondazione risale al 1920, con almeno tre rifondazioni, l’ultima nel 2013. Ha al suo attivo una partecipazione in serie B nell’anno 1999/2000.

Interessanti le origini del calcio fermano. Anticamente c’era un derby tra La Fermo (maglia nera con stella bianca e calzoncini bianchi, come il Grion Pola che mi sono fatto dipingere tempo fa), rendibile con la ref. 240, ed il Fermo Football Club con un completo tutto bianco stile Leeds o Real Madrid, riproducibile con la re. 21.

Le altre due squadre marchigiane hanno entrambe come colore sociale il rosso ed il bianco.

Partiamo dal Matelica (S.S. Matelica Calcio 1921) che è alla sua prima partecipazione in serie C. Per come si vestono attualmente suggerirei ref. 41 o 214 come prima maglia e ref. 96 come seconda maglia.

Ma il bianco e rosso lo hanno usato anche come ref. 1, 4, 52 e persino 14 con i calzoncini neri.

Ref. 214 – Matelica

Quarta ed ultima marchigiana, la squadra più vecchia del gruppo, la Vis Pesaro, classe 1898. Nasce come Polisportiva, gioca il primo campionato regionale nel 1912, prima partita proprio con il Fano che ritrova come avversario quest’anno. Allenata da tale Giuseppe Galderisi!

Biancorossi anche loro ma con la predilezione per le maglie palate. Quindi ref. 4 e 52.

Atlético Sanluqueño Club de Fútbol, ref. 36 #PlaySubbuteo #Subbuteo

L’Atlético Sanluqueño Club de Fútbol, è una società calcistica con sede presso Sanlúcar de Barrameda, in Andalusia, vicino Cadice. Fondata nel 1948, ma iscritta nei ruoli ufficiali solo tre anni dopo, nel 1951. Colori sociali mutuati dal Betis di Siviglia, quindi bianco e verde a strisce verticali. Calzoncino ordinariamente di colore bianco che diventa verde se sono bianchi i calzoncini della squadra avversaria.

Girando qui è là tra le foto storiche della squadra ho visto anche un completo tutto verde ed una divisa a fascioni orizzontali bianco e verde. Ma mi sono sembrati più esperimenti che altro. La maglia è quella che vedete qui sotto, con gli stessi colori dello stemma.

Quest’anno gioca in Segunda Division B, Grupo IV, Subgrupo A. Lo stadio cittadino si chiama El Palmar ed ha una capienza di circa 5000 spettatori.

La città di Sanlúcar de Barrameda sorge alla foce del fiume Guadalquivir che prendeil suo nome da un termine arabo che significa “fiume grande”). Lo stesso fiume in latino si chiama Baetis (Betis).

E’ famosa come la città di partenza e di arrivato della prima spedizione navale intorno al mondo, organizzata dai navigatori Magellano ed Elcano. Le navi partirono da Sanlúcar de Barrameda il 20 settembre 1519. Vi fece ritorno solo la nave Victoria, con solo 18 membri di equipaggio, dopo quasi tre anni di navigazione, il 6 settembre 1522. Tra i superstiti, l’italiano Antonio Pigafetta, che scrisse la cronaca della spedizione.

Nella galleria che segue qualche immagine della città.