Il calcio, la Torres, la “Sassari”, i “Dimonios”, i bersaglieri: capito mi hai??? #PlaySubbuteo #Subbuteo

Riprendo da Wikipedia, sulla città sarda di Sassari:

Antica capitale del Giudicato di Torres e poi della repubblica sassarese, sede universitaria, arcivescovile e di sezione distaccata di corte d’appello, seconda città dell’isola per popolazione, Sassari fa parte di un’area metropolitana di circa 260 000 abitanti. In base alla legge regionale del 4 febbraio 2016, n. 2, ha dato vita, insieme ad Alghero, alla rete metropolitana del Nord Sardegna che include anche i comuni di Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Valledoria e Stintino.

Questo lo stemma cittadino:

Questo lo stemma della sua squadra di calcio, oggi A.S.D. Torres, chiaramente derivato da quello comunale:

Questo lo stemma della sua “entità” più famoso, la celebre brigata Sassari, di cui il sottoscritto si onora di essere stato parte durante il suo servizio militare (1982/1983).

Come vedete i tre stemmi potreste quasi sovrapporli, ad indicare una unità di intenti di una delle più orgogliose (in positivo) e coraggiose città sarde.

Partiamo dal calcio anni Settanta, che mi vedeva simpatizzare per la sua squadra di calcio, la Torres, allora in serie C. La Torres, assieme all’Ilvamaddalena (di cui vi parlerò in un post a parte) è la più antica delle squadre sarde, nasce come polisportiva nel 1903 (Società Educazione Fisica Torres), inizia a giocare a calcio nel 1911. Per avere un termine di paragone, il Cagliari (peraltro stessa maglia della Torres, nella realtà come a Subbuteo, ref. 72) è del 1920; è però l’unica squadra sarda, il Cagliari, ad aver militato in serie A o B e ovviamente ad aver vinto uno scudetto nel 1969/1970.

La Torres in un caso ci andò vicino alla serie B ma non ci arrivò mai. In serie C ci arrivò nel 1958/1959 e ci restò senza interruzioni fino al 1974/1975. Lì la conobbi io, e spesso ci giocavo pure a Subbuteo con la mia ref. 72 di allora (andata poi distrutta dal troppo uso, meglio, dal troppo amore…).

Poi un po’ di anni di su e giù, poi la crisi comune a tante realtà di provincia quando il calcio divenne soprattutto un affare di soldi e finanziamenti; tre rifondazioni, il fallimento del 2017 e poi la rinascita. Ora gioca in serie D, nel girone G. Ha concluso il campionato 2019/2020 con un onorevolissimo terzo posto.

Nel 2020 però gioca anche un derby, con l’ex squadra dei salesiani della città, del quartiere di Latte Dolce. Originariamente Polisportiva Giovanile Salesiana (PGS) Madonna di Latte Dolce, fondata nel 1973, ora semplicemente Associazione Latte Dolce Calcio. Colori sociali il bianco e celeste, ref. Subbuteo di riferimento 5 e 191, le ref. del City.

Torniamo però alla Brigata Sassari, così vi spiego perchè “dimonios” e cosa c’entrano i bersaglieri…

Dimonios è il soprannome che gli austriaci dettero ai soldati (tutti sardi a quell’epoca) della brigata che combattevano contro di loro durante la prima guerra mondiale. Dicevano che combattevano come “indemoniati” che gli sembravano apparire e scomparire, piccoli e veloci come erano, tanto di sembrargli dei “dimonios”!

Così, nel 1994, venne composto, tutto in dialetto sassarese, tattarino (parole e musica del capitano Sechi), l’inno che oggi la Brigata suona in pubblico. Nella parata del 2 giugno la brigata Sassari è l’unica Grande Unità delle Forze Armate che sfila cantando il suo inno ufficiale.:

I colori delle squadre di calcio, come quelli dei collegi britannici da cui molti di essi derivano, sono eredità del mondo militare, cavalleresco. Così ogni Brigata ha i suoi colori. Quelli della Sassari, che avevo anche io sulle mie mostrine, sono il bianco ed il rosso, unite ad una stella d’argento.

«Su biancu est fide pro non zedere
incontra a s’inimigu, a sos affannos;
su ruju est s’amore pro sos mannos,
pro sa Patria…»

«Il bianco è la fede per non cedere
di fronte al nemico ed alle avversità;
il rosso è l’amore per antenati,
per la Patria…»

Ora vi dico dei Bersaglieri… quando ero militare io, alla festa del 152mo Battaglione (una delle parti della Brigata, sede a Sassari) veniva invitato un loro reparto, di stanza a Teulada, del Terzo Reggimento Bersaglieri (che dal 2009 è stato integrato nella Brigata Sassari).

Nell’anno in cui anche io ero alla Gonzaga, chiesero ad alcuni di noi fanti di aggiungerci a loro per la tradizionale fanfara con corsa annessa. E, visto che, incredibilmente, all’epoca ero tra i più atletici del battaglione, toccò pure a me mettermi il fazzoletto del loro colore ed il cappello piumato e correre dietro a chi suonava! Purtroppo non ho foto di quell’evento! Bersagliere per un giorno!!!

Fanfara del Terzo Reggimento Bersaglieri

Ed ora un omaggio al Presidente Starone!!!

Finita la corsa, di nuovo sul piazzale per il “grido di guerra” della Brigata, Fortza Paris (Forza Insieme).


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