L’Eintracht Braunschweig di Riccardo Arrighi #PlaySubbuteo #Subbuteo

Un magnifico lavoro di tipo misto. Pittura, più modellismo, più applicazione di decals. Un lavoro che, le foto parlano, vale davvero tanto.

Riccardo gioca a Subbuteo a Grosseto e dintorni ed ha una pagina Facebook, “Il Subbuteo del gatto” dove pubblica i suoi lavori, il frutto della sua passione (cercatela, chiedete l’accesso, visitatela; non dipinge soltanto squadre).

La squadra che posto è, come ho scritto a Riccardo, una delle mie tedesche preferite. L’Eintracht Braunschweig ha una ref. dedicata nel catalogo Subbuteo HW che è la ref. 217. Non la avevo e la rendevo con la ref. 47 (Arsenal Away), con cui rendevo anche, tra le tedesche, il Lokomotiv Lipsia.

Ma veniamo al lavoro di Riccardo, una foto per volta.

Qual’è il “menù” del lavoro?

Basi trasparenti ed inner sono materiali Replay. Le miniature sono Topspin T3. Il giallo è della Citadel, il blu della Lifecolor. I capelli sono modellati con il Milliput. Lo sponsor è applicato come decal.

L’Eintracht può essere considerato un club storico perché fu il primo club ad apporre uno sponsor sulle proprie divise da gioco, il liquore Jägermeister.

Riccardo mi ha detto che gli piacciono le squadre con le maglie ancora, per così dire, tradizionali, senza gli eccessi che sarebbero venuti in seguito, e che ha scelto questa in particolare per l’ammirazione per Paul Breitner! Uno dei campionissimi del football europeo e mondiale, oltre che tedesco.

L’Ilvamaddalena, come il Mortara #PlaySubbuteo #Subbuteo

Assieme alla Torres, l’Ilvamaddalena è la più antica squadra sarda, nata nel 1903 nel comune di La Maddalena (costituito dall’arcipelago di La Maddalena formato da varie isole e isolotti, tra cui: l’omonima isola La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria, Razzoli).

Sempre come la Torres, nasce come sezione calcistica di una polisportiva, per l’appunto l’Ilva.

Nel 1912 gioca il primo torneo di calcio assieme alla Torres ed alla Amsicora Cagliari.

Negli anni ruggenti del Subbuteo, gli anni Settanta e Ottanta, o se preferite fare come dico io, gli anni HW e gli anni LW!, cambia spesso nome: diventa Ilvarsenal e Ilvamarisardegna.

Con quest’ultimo nome ottiene la promozione in serie C2, nel 1988/1989. Ci rimase una sola stagione però, poi riesce dal professionismo. Nel 1994 si fonde con la Polisportiva Maddalena e diventa appunto l’Ilvamaddalena.

Gioca in Eccellenza, Sardegna, girone A. Se siete interessati il campionato quest’anno inizia il 27 settembre.

La maglia… è come la home del Pescara o del Mortara, ref. 254 o 504. Una cosa particolare e curiosa è la seconda maglia blucerchiata, stile Samp!

Il calcio, la Torres, la “Sassari”, i “Dimonios”, i bersaglieri: capito mi hai??? #PlaySubbuteo #Subbuteo

Riprendo da Wikipedia, sulla città sarda di Sassari:

Antica capitale del Giudicato di Torres e poi della repubblica sassarese, sede universitaria, arcivescovile e di sezione distaccata di corte d’appello, seconda città dell’isola per popolazione, Sassari fa parte di un’area metropolitana di circa 260 000 abitanti. In base alla legge regionale del 4 febbraio 2016, n. 2, ha dato vita, insieme ad Alghero, alla rete metropolitana del Nord Sardegna che include anche i comuni di Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Valledoria e Stintino.

Questo lo stemma cittadino:

Questo lo stemma della sua squadra di calcio, oggi A.S.D. Torres, chiaramente derivato da quello comunale:

Questo lo stemma della sua “entità” più famoso, la celebre brigata Sassari, di cui il sottoscritto si onora di essere stato parte durante il suo servizio militare (1982/1983).

Come vedete i tre stemmi potreste quasi sovrapporli, ad indicare una unità di intenti di una delle più orgogliose (in positivo) e coraggiose città sarde.

Partiamo dal calcio anni Settanta, che mi vedeva simpatizzare per la sua squadra di calcio, la Torres, allora in serie C. La Torres, assieme all’Ilvamaddalena (di cui vi parlerò in un post a parte) è la più antica delle squadre sarde, nasce come polisportiva nel 1903 (Società Educazione Fisica Torres), inizia a giocare a calcio nel 1911. Per avere un termine di paragone, il Cagliari (peraltro stessa maglia della Torres, nella realtà come a Subbuteo, ref. 72) è del 1920; è però l’unica squadra sarda, il Cagliari, ad aver militato in serie A o B e ovviamente ad aver vinto uno scudetto nel 1969/1970.

La Torres in un caso ci andò vicino alla serie B ma non ci arrivò mai. In serie C ci arrivò nel 1958/1959 e ci restò senza interruzioni fino al 1974/1975. Lì la conobbi io, e spesso ci giocavo pure a Subbuteo con la mia ref. 72 di allora (andata poi distrutta dal troppo uso, meglio, dal troppo amore…).

Poi un po’ di anni di su e giù, poi la crisi comune a tante realtà di provincia quando il calcio divenne soprattutto un affare di soldi e finanziamenti; tre rifondazioni, il fallimento del 2017 e poi la rinascita. Ora gioca in serie D, nel girone G. Ha concluso il campionato 2019/2020 con un onorevolissimo terzo posto.

Nel 2020 però gioca anche un derby, con l’ex squadra dei salesiani della città, del quartiere di Latte Dolce. Originariamente Polisportiva Giovanile Salesiana (PGS) Madonna di Latte Dolce, fondata nel 1973, ora semplicemente Associazione Latte Dolce Calcio. Colori sociali il bianco e celeste, ref. Subbuteo di riferimento 5 e 191, le ref. del City.

Torniamo però alla Brigata Sassari, così vi spiego perchè “dimonios” e cosa c’entrano i bersaglieri…

Dimonios è il soprannome che gli austriaci dettero ai soldati (tutti sardi a quell’epoca) della brigata che combattevano contro di loro durante la prima guerra mondiale. Dicevano che combattevano come “indemoniati” che gli sembravano apparire e scomparire, piccoli e veloci come erano, tanto di sembrargli dei “dimonios”!

Così, nel 1994, venne composto, tutto in dialetto sassarese, tattarino (parole e musica del capitano Sechi), l’inno che oggi la Brigata suona in pubblico. Nella parata del 2 giugno la brigata Sassari è l’unica Grande Unità delle Forze Armate che sfila cantando il suo inno ufficiale.:

I colori delle squadre di calcio, come quelli dei collegi britannici da cui molti di essi derivano, sono eredità del mondo militare, cavalleresco. Così ogni Brigata ha i suoi colori. Quelli della Sassari, che avevo anche io sulle mie mostrine, sono il bianco ed il rosso, unite ad una stella d’argento.

«Su biancu est fide pro non zedere
incontra a s’inimigu, a sos affannos;
su ruju est s’amore pro sos mannos,
pro sa Patria…»

«Il bianco è la fede per non cedere
di fronte al nemico ed alle avversità;
il rosso è l’amore per antenati,
per la Patria…»

Ora vi dico dei Bersaglieri… quando ero militare io, alla festa del 152mo Battaglione (una delle parti della Brigata, sede a Sassari) veniva invitato un loro reparto, di stanza a Teulada, del Terzo Reggimento Bersaglieri (che dal 2009 è stato integrato nella Brigata Sassari).

Nell’anno in cui anche io ero alla Gonzaga, chiesero ad alcuni di noi fanti di aggiungerci a loro per la tradizionale fanfara con corsa annessa. E, visto che, incredibilmente, all’epoca ero tra i più atletici del battaglione, toccò pure a me mettermi il fazzoletto del loro colore ed il cappello piumato e correre dietro a chi suonava! Purtroppo non ho foto di quell’evento! Bersagliere per un giorno!!!

Fanfara del Terzo Reggimento Bersaglieri

Ed ora un omaggio al Presidente Starone!!!

Finita la corsa, di nuovo sul piazzale per il “grido di guerra” della Brigata, Fortza Paris (Forza Insieme).


La squadra delle due Rose, il Barnet #PlaySubbuteo #Subbuteo

Parto dal titolo del post. La squadra delle due Rose è il Barnet, squadra di una città a nordi di Londra. Le due Rose sono un chiaro riferimento (per chi conosce la storia inglese) a quella che fu la celebre guerra delle due Rose. Una delle grandi guerre dinastiche, per la successione al trono, che si sono combattute nelle isole britanniche.

Le rose erano due, la rosa rossa dei Lancaster e la rosa bianca degli York. I primi appoggiati (ma tradimenti e passaggi di campo erano all’ordine del giorno nei due schieramenti) da Scozia e Francia, i secondi dalla Borgogna e da altri principi.

Nel 1471 si combattè proprio a Barnet una grande battaglia.

Barnet ed il Barnet F.C. hanno nei loro stemmi la memoria di tutto questo.

Vedete chiaramente nella parte superiore le due rose e le due spade intrecciate. Tradimenti e passaggi di campo sono visibili nel cambiare di colore delle lame da una parte all’altra dello stemma.

Purtuttavia, il bianco ed il rosso non sono i colori del Barnet, come uno si aspetterebbe. Bensì questi sono una tonalità del giallo variante dal giallo limone, all’ambra, all’arancio accoppiata al nero. Cosa che ha fatto guadagnare al Barnet il soprannome “The Bees“, “Le Api“.

Cominciamo con il dire che oggi il Barnet gioca decisamente con una tonalità di arancio, con maglie che sembrano quelle dell’Olanda 1974 (maglia arancio e calzoncino nero) o completi arancio, che lo rendono adatto ad essere rappresentato dalle ref. 49 o 77. Dal 1913, da quando il giallo/ambra/arancio ha preso il sopravvento, potete renderlo, a seconda della stagione, con le ref. 6, 30, 32, 35, le già citate 49 e 77, la ref. 243…

Insomma, non è un problemaccio trovare una squadra per giocare con il Barnet!

Considerate pure che il Barnet alla sua fondazione giocava con maglia nera e calzoncino bianco, come il KIF, quindi va bene anche la ref. 240 per giocare con il Barnet 1885-1888.

Poi passò ad una inusuale maglia nero azzurro bipartita con calzoncino nero, praticamente come un Inter con i colori disposti a mò di Genoa! E nel campionato 1912/1913 giocò esattamente come l’Inter, come la ref. 58.

Per finire, negli anni più o meno dal 1906 al 1912 si sdoppiò in due squadre: il Barnet Alstom era una ref. 35, mentre il Barnet e basta giocava in bianco verde (!) con una maglia stile Hibs (ref. 45).

Insomma, che dire, scegliete il vostro anno e schieratelo sul panno!

Il Barnet ha scarsi trofei nel suo carniere, oggi gioca in National League che è il primo livello non professionistico del calcio inglese (i livelli professionistici sono la Premier, la Championship, League One e League Two).

E’ alla sua diciassettesima partecipazione alla National League che ha vinto per tre volte nella sua storia. L’ultimo periodo in Football League, quindi tra i professionisti è stato il periodo 2013-2018.

Una squadra da trasferta, gli Accies! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Faticosamente, come dappertutto, è ripreso anche il campionato scozzese. Mi è saltata agli occhi, guardando la classifica della Premiership alla data di oggi, lo strano caso degli Accies, l’Hamilton Academical, squadra storica, dal 1874.

Perché Academical? Perché nasce come squadra di collegio, fondata dal rettore e dagli alunni. Parte con il nome di The Accies e già nel 1897 viene chiamata a far parte della Scottish Football League. Nel 1911 e nel 1935 raggiunse la finale di Coppa, ma prima perse con il Celtic, poi con i Rangers Glasgow (la cosiddetta Old Firm). Giocava in rosso ciliegia e grigio (stile la nostra Cremonese) perché quelli erano i colori del Duca di Hamilton.

Oggi non è una squadra di primo piano. Lo scorso anno arrivò penultima in classifica, undicesima su dodici. Non è retrocessa perché, sempre causa COVID, non si sono giocate partite di spareggio. Quest’anno per ora è nona ma con una partita in meno, con lo strano record di tre partite giocate in casa, tutte e tre perse, e tre partite giocate in trasferta, due vinte ed una persa.

Per la gioia dei loro tifosi, o forse meglio per verificare la tenuta delle loro coronarie…

Gli Accies sono la ref. 20 del catalogo Subbuteo. Maglia bianca e rossa a strisce orizzontali con i calzoncini bianchi. Davvero un bel vedere, specie per quelli, come me, a cui piacciono le maglie di stile rugby.

Le maglie di quest’anno