Ricordi color Subbuteo e… Il futbol a Cuenca #PlaySubbuteo #Subbuteo

Spesso mi viene chiesto perché ho deciso di fare un post su questa o quella squadra, di cui spesso si viene a conoscenza perché ne faccio un ritratto a sfondo subbuteistico su questo blog.

Non c’è una regola generale in verità. Scrivo su questo blog perché mi viene voglia, come quando mi viene voglia di giocare, sul campo grande o su quello piccolo, sul panno o sull’Extreme, con la polizia a cavallo e le panchine, o senza niente, solo le squadre. Oppure mi viene semplicemente voglia di risentire il profumo della mia gioventù, ed apro le scatole delle mie vetuste ref. 9, ref. 41, ref. 42, ref. 18… Le guardo, ne respiro l’odore, mi ricordo quando ci ho giocato con questo o quello, quando le ho portate al club, quando mi è precipitato dal tavolo quel giocatore che ora ha i piedi confusi in un ammasso di colla rappresa dal tempo, ormai dura come la plastica della base.

Stasera, se, come si dice a Roma, “mi regge la pompa” (è stata una settimana molto faticosa, molto pesante, purtroppo non per il lavoro, là non si vede luce…) vi parlo del futbol a Cuenca.

Vi sorprenderà ma Cuenca non è nè una città andalusa, nè della regione murciana, che, assieme ai Paesi Baschi ed alla Catalogna sono le zone della Spagna che più amo o meglio conosco (nella regione murciana non sono mai stato, a differenza delle altre tre, viste diverse volte). E’ una città della zona di Castilla-La Mancha, quella del mitico Don Chisciotte.

Una città davvero molto bella e particolare. La cosa che più mi ha intrigato, mentre la studiavo, sono le sue Casas Colgadas. Poichè si dice che una immagine è come mille parole, ve ne metto una o due qua di seguito.

Perchè Cuenca? Non per glorie calcistiche, anzi. La squadra gioca nella quarta serie spagnola, la Tercera Division (la nostra serie D) ed al massimo è arrivata nella sua storia in terza serie (Segunda B).

Ma perché oggi è il 12 settembre ed io da buon credente cristiano e cattolico ricordo la festa del Nome di Maria, che venne introdotta nel calendario liturgico su richiesta proprio dei cristiani di Cuenca e del loro Vescovo di allora. Ed è poi diventata patrimonio della chiesa universale dopo la vittoria sugli ottomani turchi (e lo stop alla loro travolgente, fino a quel momento, avanzata in Europa) a Vienna, il 12 settembre 1683.

Che Cuenca sia, o almeno sia stata, oggi non ho idea, una città dove la fede aveva un ruolo molto importante lo si vede già a partire da quello che è ancora oggi lo stemma comunale.

Come vedete al centro di uno sfondo rosso (tradizionalmente il colore dei martiri, dei testimoni, perché il colore del sangue, della vita) c’è un calice dorato con sopra una stella argentata ad otto punte. La stella è uno dei simboli più antichi e tradizionali della figura della Vergine Maria (Stella Maris, stella del mare, Stella Matutina, stella del mattino) nel cristianesimo, ripreso da un antico passo biblico del libro della Rivelazione o libro dell’Apocalisse:

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. (Apocalisse 12:1).

Magari non lo sapete, ma le stelle presenti sulla bandiera europea, che originariamente erano 6, poi 12, poi sempre 12 anche da quando l’Unione Europea si è allargata) è da questa immagine che derivano, come il blu di fondo è quello del manto blu che la tradizione associa a Maria.

La stella sul calice ci dice simbolicamente che dal “Si”, dal “Fiat” di Maria é derivata la nascita del Figlio che ci dona la salvezza con il sacrificio (il rosso) del Suo Corpo e del Suo Sangue.

La corona sopra lo stemma, ormai dovreste averlo imparato, è invece un simbolo prettamente politico che dice che la città in questione gode di una protezione e di privilegi particolari da parte della Corona spagnola.

Arriviamo al football. La squadra non si chiama come la città dove gioca ma si chiama Unión Balompédica Conquense. Fondata nel 1946, ha sempre giocato nello stesso stadio, rimodernato nel 2011, ovvero lo Estadio de La Fuensanta, oggi nominato Nuevo Estadio Municipal La Fuensanta (circa 7000 spettatori la sua capienza).

Lo stemma come vedete oggi ha al suo centro gli elementi principali dello stemma cittadino (il calice e la stella) in forma stilizzata, e sempre stilizzati sono la corona e le tre lettere iniziali del nome della squadra (B dentro la U ed entrambe dentro la C).

La maglia anche è sempre stata la stessa, una ref. 10 Subbuteo (Fulham) con lo stemma sul cuore del giocatore. Su qella di quest’anno, per motivo di promozione turistica, figurano le famose Casas Colgadas.

Buon Subbuteo a tutti!

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