Derby dell’Emilia all’Extreme Arena #PlaySubbuteo #Subbuteo

Bologna (ref. 95) contro Parma (ref. 91) è il cosiddetto derby dell’Emilia. Le squadre, in incontri ufficiali (statistica aggiornata al 2019/2020) si sono affrontate per ben 45 volte, con un equilibrio praticamente perfetto. 12 vittorie per i felsinei, 12 per i parmensi, 21 pareggi.
45 gol segnati dal Bologna, 44 dal Parma. Quindi il Bologna prevale solo per un gol segnato in più.

Stesso equilibrio se ci si limita ai derby in serie A e di nuovo leggerissima prevalenza dei rossoblu. 11 vittorie contro 10 per il Bologna, 38 gol a 36 ancora per i figli di San Luca e San Petronio.

Nella stagione 2004-05 la rivalità raggiunse il suo apice: Entrambe le squadre non ottennero buoni risultati, chiudendo al 17º e 18º posto in campionato. Per decidere la squadra che avrebbe dovuto retrocedere in serie cadetta, fu necessario il tradizionale spareggio. Esso prevedeva una gara di andata a Parma e una di ritorno a Bologna. Il Bologna il 14 giugno 2005 vinse la gara di andata allo Stadio Ennio Tardini per 1-0, ma perse per 2-0 la gara di ritorno in casa, assicurando ai Crociati un posto nella massima divisione italiana per la stagione successiva.

Del Bologna ho scritto da poco, qui mi soffermo sul Parma…

Il Parma, so che anche molti subbuteisti se lo chiedono, è bianco nero crociato o giallo e blu? Iniziò la sua storia nel 1913 con il giallo ed il blu, che sono i colori della città. Allora si chiamava Verdi Football Club. Ma già a fine anno la maglia cambia per quella immortalata anche dalla Subbuteo nella ref. 91.

Bianca con una grande croce nera. Con quella maglia il Parma arriva in Prima Divisione, in serie A. Negli anni Cinquanta, periodo di vacche magre per il Parma, la squadra si barcamena in serie C. Hai visto mai che cambiando colore… di nuovo sette anni di giallo blu, pure a righe verticali!

Ma anche se il Parma torna in B, ai tifosi la cosa proprio non piace e si torna al bianconero crociato. Fino al primo fallimento della squadra, nel 1968. L’eredità della squadra fallita viene raccolta dalla Parmense che riprende sia i colori ufficiali che il nome come Parma Associazione Calcio.

Siamo al 1970. Il bianco nero domina indisturbato fino a quando inizia l’era degli sponsor. Il logo del Prosciutto di Parma si vede male sulle maglie, e la croce risulta scomoda… così si passa a completi bianchi con bordature gialle e blu. Arriva lo sponsor Parmalat, arriva la promozione in A, nel 1990, arrivano i primi successi!

Coppa Italia 1991/1992

Anche in campo internazionale, 1 Coppa delle Coppe e due edizioni della Coppa UEFA. Poi arrivano di nuovo tempi cupi. Il crac della Parmalat, la fondazione di una nuova società, il Parma Football Club, che riprende le maglie bianco e nera, il fallimento del 2015.

La nuova società, la S.S.D. Parma Calcio 1913 (come visto 1913 è una data simbolica, di inizio del calcio a Parma, non la data di fondazione della società attuale) ricomincia la scalata dalla serie D.

Seguono tre promozioni consecutive, e da due anni di nuovo il Parma è in serie A.

Per quanto riguarda le maglie, spicca l’annata 1997/98 con la maglia fasciata, a strisce orizzontali, giallo e blu, che piaceva tanto ai dirigenti, quanto poco alla tifoseria, che parlava del “Parma dell’Ape Maia“. Addirittura nel 1999 i tifosi regalano a tre giocatori simbolo, Balbo, Chiesa e Crespo, tre maglie bianco nero crociate e gliele fanno indossare in campo… Se non arriva così il messaggio…

Arrivò. Oggi il Parma è tornato alla sua vera maglia. Anche se per paradosso c’è una parte più giovane della tifoseria che è legata al gialloblu ed ai suoi successi anni Novanta… Per il sottoscritto però il Parma è questo, è la ref. 91!

NO AL CALCIO MODERNO! Dove i colori mutano ad ogni stormir di foglia, seconda le necessità dello sponsor di turno, senza nessun rispetto per i tifosi, la storia e le tradizioni!

Pro Sesto #PlaySubbuteo #Subbuteo

La Società Sportiva Professionistica Pro Sesto S.r.l., meglio nota come Pro Sesto, è una società calcistica italiana con sede nella città di Sesto San Giovanni, nella città metropolitana di Milano. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano. Il sodalizio, nato nel 2010, ha ereditato la tradizione sportiva dell’A.C. Pro Sesto S.r.l., fondata nel 1913, che in quell’anno era retrocessa dalla Lega Pro Seconda Divisione per poi fallire.

Conta come risultato più prestigioso della sua storia quattro partecipazioni alla Serie B, secondo livello calcistico italiano tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50 [per la precisione tra il 1946/1947 ed il 1949/1950]. I migliori piazzamenti ottenuti in questa categoria sono costituiti da due settimi posti. La squadra disputa le partite casalinghe allo stadio Breda che ha una capienza di 4.000 posti. I colori sociali sono il bianco e il celeste.

La maglia tradizionale è un completo bianco con fascia orizzontale celeste (è più azzurra che celeste in verità). Il calzoncino è stato anche di colore blu o nero. In età arcaica, a causa della difficile situazione economica in cui versavano le casse della società, i calciatori erano tenuti a cucirsi sulla casacca una banda azzurra di stoffa, la quale spesso si staccava durante la partita compromettendo l’equilibrio dei calciatori stessi.

La seconda maglia tradizionale, opposta: maglia azzurra con fascia orizzontale bianca.

Pro Sesto 1945/1946

Lo stemma è composto da un ovale con sfondo bianco diviso al centro in verticale in due parti: a sinistra la fascia celeste che caratterizza la divisa, contenente al suo interno la data di fondazione del sodalizio, a destra una torre stilizzata in oro. Nella parte alta della stemma la dicitura “SSD” mentre nella parte bassa “PRO SESTO”.

La torre è ripresa dallo stemma cittadino.

La squadra gioca nel secondo comune della provincia di Milano (dopo ovviamente Milano stessa) ovvero Sesto San Giovanni: “Sesto” perchè a sei miglia (ad sextum milium) da Milano, “San Giovanni” perchè dipendeva dalla Basilica di San Giovanni a Monza.

Rispetto al mio vecchio catalogo HW del 1973/1974, le ref. più simili sono le ref. 63, 66 e 143, che però hanno tutte due strisce orizzontali blu e non una. La ref. 63 ha il calzoncino blu, le ref. 66 e 143 lo hanno bianco. Nel catalogo LW non ho trovato nulla di simile. E nemmeno nel catalogo Zuego.

Perciò, se volete una squadra davvero originale, dipingetevi una Pro Sesto! Dico dipingetevi perché basta prendere una squadra qualsiasi all white, un Leeds, un Real Madrid e tirare una linea azzurra all’altezza del petto. Potrei farcela persino io!

Per la seconda maglia invece prendete una all blue tipo Chelsea e la riga la tirate bianca!

La Pro Sesto away dipinta dal forumista Old Subbuteo con nickname “Vittoriana”

Risultati amichevoli estive Subbuteo Club Nido dei Rapaci #PlaySubbuteo #Subbuteo

Di seguito i risultati delle ultime amichevoli estive al Subbuteo Club Nido dei Rapaci, campo Extreme Arena.

CAP CIUDAD DE MURCIA – REAL MURCIA 1-1 (Calcio da Tavolo Materiali Soccer3D Astrobase)

PAGANESE – ISCHIA ISOLA VERDE 1-0 (Calcio da Tavolo Vari Materiali Replica Subbuteo)

OXFORD UNITED – WYCOMBE WANDERERS 2-1 (Calcio da Tavolo Vari Materiali Replica Subbuteo)

MORTARA – VIGEVANO 1921 3-1 (Calcio da Tavolo Materiali Replica Subbuteo Topspin)

CASA PIA A.C. – BENFICA 3-0 (Calcio da Tavolo Materiali Soccer3D Astrobase)

Mortara contro Vigevano #PlaySubbuteo #Subbuteo

Anche questa partita, in un certo senso, è un poco Kramer contro Kramer, giacchè Mortara e Vigevano adoperano la stessa maglia palata a strisce bianco e celeste. A volte nel caso del Vigevano le strisce si sono scurite e sono stati usati calzoncini celesti o azzurri. Il Vigevano ha anche usato un completo stile Argentina (ref. 67) nei suoi primi anni, quando la squadra si chiamava Giovani Calciatori Vigevanesi. Le loro prime maglia in realtà erano rosso/nero a strisce orizzontali con calzoncino nero o un completo rosso con una grande “V” bianca sul petto.

Quest’anno il Vigevano festeggia cento anni di storia e lo celebra anche sulla sua maglia. Il Vigevano, notate, vanta ben 11 partecipazioni al campionato di serie B, tra il 1931/1932 ed il 1958/1959 con due secondi posti (nel 1933/1934: ammessa al girone finale per la promozione in A ma arrivò solo quinta su sei; venne promossa la Sampierdarenese; e nel 1945/1946: ammessa al girone finale per la promozione in A, arrivò terza, vinse l’Alessandria).

Nello stemma del Vigevano, la Torre del Bramante del locale Castello Sforzesco.

Poichè i calzoncini del Vigevano sono stati anche di colore celeste, azzurro o blu, oggi per giocare Mortara contro Vigevano ho trasformato il Wycombe Wanderers 1973/1974 appena realizzato per me da Stefano Volpi, in un inedito Vigevano versione Away, opposto al Mortara Home realizzato da Mauro Starone. Tutto Topspin, tutto Mortara, tutto in famiglia!

Società Sportiva Sambenedettese, di regola ref. 72 #PlaySubbuteo#Subbuteo

Nel catalogo Subbuteo HW, la Sambenedettese si rende con la stessa ref. di Genoa e Cagliari, la ref. 72. La maglia è infatti bipartita rosso blu, con il blu sul cuore (a sinistra del corpo del giocatore, a destra di chi guarda) ed il rosso… sul fegato (a destra del corpo del giocatore ed a sinistra di chi guarda).

La ref. 72 HW è presente al momento nella mia collezione in quattro versioni. Una replica Zeugo HW, una replica Zeugo (ref. 18 del loro catalogo), il Basilea 2012/2013 e l’Old Carthusians 1880/1881 (variante calzoncini navy) nella collana HW Subbuteo Vintage Edition.

La Sambenedettese, o Samb, o Samba per i tifosi, è però presente anche tra le cosiddette rarities del Subbuteo con una squadra forse realizzata su commissione, tanti, ma tanti anni fa, anche sbagliando il nome della squadra.

Stando alla storia delle maglie della squadra però, la Samb si può rendere anche con la ref. 107 (Basilea) perchè a volte le posizioni di blu e rosso sono state invertite, o con la ref. 19 (maglia palata, ossia a strisce verticali rosso e blu, 5 per la precisione) o ancora con la ref. 48 (maglia di colore rosso e calzoncino blu). Oppure con una maglia quadripartita a scacchi rosso e blu (che non esiste nel catalogo Subbuteo, nè HW, nè LW).

La storia ci dice però che la Sambenedettese iniziò la sua storia con una maglia tipo l’Avellino della ref. 501, ma con i calzoncini neri. Erano i colori della Fortitudo, la prima squadra di calcio di San Benedetto, nata nel 1907.

Nel 1923, Fortitudo, Serenissima e Forza e Coraggio si fusero nell’Unione Sportiva Sambenedettese. La società ebbe poi una storia molto travagliata, tra serie B e serie C1. Passò attraverso quattro fallimenti (nel 1994, 2006, 2009, 2013), ma ogni volta risorse dalle sue stesse ceneri. In massima parte grazie alla passione del tifo del popolo rossoblu che la ama e la tifa.

Gli stemmi sono stati, come potete immaginare, diversi. Ma oltre ai colori rosso e blu, ripresi dal Gonfalone Comunale, due sono i simboli che si ritrovano sempre o quasi: la lancetta (tipica imbarcazione a vela di piccole dimensioni usata dai pescatori sambenedettesi) e la Torre dei Gualtieri (localmente nota come Torrione, presente anche nel blasone araldico cittadino).

Gonfalone Comunale di San Benedetto del Tronto

Il prossimo anno giocherà in serie C, girone B. Quest’anno, 2019/2020, è arrivata decima nello stesso girone, ammessa ai Playoff, ma eliminata al primo turno dal Padova.

Buon Subbuteo-Compleanno, Antonello! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Questo, invece che in Scozia, a Dundee, più vicino a noi, nel magico paese delle meraviglie di Mortara. Il festeggiato: Antonello! Mi pare di sentirlo, stile “Jessica”: “Grazie a tutti ma soprattutto per i regali!!!”.

Scherzi a parte, ancora buon compleanno! E come sempre tanto di cappello al Colonnello per le sue scatole! Finalmente uno che, invece di romperle, ne fa di nuove e di bellissime!!!