Triestina-Lazio, ultima amichevole della giornata #PlaySubbuteo #Subbuteo

Per la cronaca Mortara A-Mortara B è finita 3-1 per la prima squadra. Troppo fresca la prima squadra, imballata nelle gambe la seconda con la maglia da trasferta.

Risistemate le squadre da calcio da tavolo “stile Subbuteo”, ho preso due squadre sempre da calcio da tavolo ma non basculanti. Entrambe di Astrobase. Una professionale, la Lazio 2018/2019, una semiprofessionale, la Triestina.

Ho immaginato di impersonare i due fratelli di mio padre (nessuno più ancora in vita purtroppo). Marco, tifosissimo della Triestina, votato alla causa giuliano dalmata fin da ragazzo (scriveva di sport su “Difesa Adriatica”, e mi faceva divertire perché imitava alla perfezione la voce di Sandro Ciotti; registravamo le telecronache su un suo vecchio registratore Geloso a bobine). E poi Angelo, lazialissimo, Curva Nord per tutta la vita. Manco a dirlo, mio padre Giovanni era fanatico della Roma, potete immaginarvi il clima tra fratelli la domenica….

Sarà contento lo zio Marco, chiedo venia allo zio Angelo, ma la Triestina ha dominato l’incontro anche se ha vinto solo per 1-0 a causa dei (miei) numerosissimi sbagli al tiro.

Mortara A – Mortara B, inizia la nuova stagione #PlaySubbuteo #Subbuteo

In campo per celebrare l’inizio della nuova stagione subbuteistica Mortara “A” e Mortara “B”.

Non ci troviamo, come tutti potreste pensare, equivocando, a Villar Perosa, ma a Villa Biscossi!

A Corso Garibaldi abbiamo preso la tranvia, costeggiato gli stabilimenti della Marzotto, passato l’Agogna presso Lomello e siamo scesi a Galliavola-Villa Biscossi (oggi il paese meno abitato della provincia di Pavia…).

A Villa Biscossi, la sorpresa. Prima un ricevimento di benvenuti nel bellissimo Palazzo Casale.

Poi il consueto saluto al Sindaco in Municipio.

E infine la sorpresa più grande! Un campo in erba artificiale, perfetta, con le panchine nuove, le telecamere per riprendere l’evento, ed un buono spiegamento di forze dell’ordine, pure a cavallo!

Il Mortara “A” con le divise nuove di pacca, il Mortara “B” più “vissuto” ma deciso comunque a dar battaglia su un campo di gioco che fa venir voglia di muovere subito le gambe. Ma c’è da fare la foto ricordo, con arbitro e guardalinee, ed il segno della nostra infinita passione a centrocampo.

Mortara Subbuteo: e sai a cosa giochi!

PERSONAGGI ED INTERPRETI:

Tavolo di gioco, campo e porte Extremeworks
Accessori originali Subbuteo HW (giornalisti, operatori, poliziotti, panchinaro in tuta verde, pallone Mitre)
Accessori originali Subbuteo LW (Arbitro e Guardalinee)
Accessori Subbuteo Vintage Edition (Panchine e panchinari)
Mortara “A” Replica TopSpin HW made in Mortara
Mortara “B” Ref. 27 HW originale Subbuteo anni Sessanta/Settanta

Una Estrella brilla en Portuense #PlaySubbuteo #Subbuteo

Una stella brilla al Portuense, o se preferite nel Puerto de Santa Maria. Ho approfittato della pausa postprandiale per giocarmi il famoso derby tra i rossi del Racing e i blu dell’Estrella. Bella partita, le mie dita erano in forma (il che è tutto dire!), un legno per parte, tante occasioni.

Un leggero predominio per i blu dell’Estrella che, proprio allo scadere, hanno trovato il gol partita, approfittando di un contropiede e di una difesa, quella dei rossi, troppo scoperta ed hanno trafitto il portiere, che aveva intuito la traiettoria ma non ce l’ha fatta.

Risultato finale: Estrella Portuense 1 – Racing Club Portuense 0

Belli de mamma loro! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Chi sarebbero costoro? Saremmo Chris Florido, del Subbuteo Club di Fonte Nuova, ed io, che, chattando su Facebook, abbiamo scoperto di essere entrambi figli di mamme molisane, tra l’altro di due paesi vicinissimi tra di loro.

La mamma di Chris è di Castelverrino, già conosciuto secondo Wikipedia come Castello o Castelluccio di Agnone. Mentre mia mamma Graziella è per l’appunto di Agnone.


Il Verrino è un fiume, forse meglio un torrente, che attraversa tutta la provincia di Isernia, nasce nei dintorni di Capracotta, traversa sia Agnone che Castelverrino e sfocia alla fine nel fiume Trigno.

Castelverrino è tra i più piccoli, forse proprio il più piccolo dei comuni del Molise, poco più di un centinaio di abitanti, raggiungibile solo in auto tramite la strada provinciale che lo collega proprio ad Agnone.

Il calcio ovviamente viste le dimensioni del comune si è sempre svolto a livello amatoriale. Chris ha voluto comunque omaggiarlo facendosi realizzare un Castelverrino Calcio di annata. Davvero bella la realizzazione, affidata ad un professionista del settore.

Agnone, il paese di mia mamma, è parecchio più grande, quasi 5000 abitanti, antichissima città sannita, famosa in particolare per la Pontificia fonderia di campane Marinelli (famiglia Marinelli con cui la famiglia di mamma mi dicevano imparentata…). Fonderia che ha realizzato lavori per il Vaticano, il Santuario di Pompei, l’Abbazia di Montecassino ecc…

Ovviamente la cittadina è anche ospitante il Museo Internazionale della Campana.

Il calcio ad Agnone gioca in serie D, girone F, con la Polisportiva Olympia Agnonese, nata come Associazione Sportiva Agnone all’inizio del 1900; successivamente ci furono un pullulare di nascite di nuovi club, unioni, scissioni, riunioni finchè negli anni Sessanta c’erano due società “dominanti”, il Polagno e l’Olympia Serafica che si unirono il 2 marzo 1967.

Colori sociali il granata ed il bianco. Lo stemma ha un grifone, simbolo della città,di perfezione e potenza.

Per renderla a Subbuteo, ref. 27, 99 o 255. Un bel completo bianco, ref. 21, come seconda maglia.

Kashiwa Reysol by Pablo Cazzulani #PlaySubbuteo #Subbuteo

Pablo Cazzulani, uno dei tanti amici maestri pittori e miniatori del Subbuteo Club di Mortara.

Il menù del lavoro: materiale Top Spin basi e inner pure (standard), incarnato Vallejo, pennello cinghiale e decals autoprodotte.

Famiglia delle giallo nere. Maglie sempre molto appariscenti, la mia preferita è il completo giallo stile Villarreal che potete ammirare nell’ultima foto della galleria che vi metto a fondo post.

Il Kashiwa Reysol (柏レイソル ) è una società calcistica giapponese che milita nella massima divisione della J1 League. La sede del club è a Kashiwa, nella prefettura di Chiba, non lontano da Tokyo. Il nome Reysol deriva dalle parole spagnole rey (re) e sol (sole). In origine questa era la squadra della compagnia Hitachi e giocava nell’ormai defunta Japan Soccer League.

A questo campionato partecipavano squadre di livello amatoriale. I media e i tifosi non vi prestavano molta attenzione, gli stadi non erano di altissima qualità e il Giappone non era tra le potenze calcistiche asiatiche. Per aumentare il livello di gioco del campionato e per tentare di rendere più competitiva la Nazionale giapponese, la Japan Football Association (JFA) decise di creare un campionato professionistico.

La J1 League venne creata nel 1992; inizialmente vi presero parte 10 squadre scelte dalla JSL: Kashima Antlers, Urawa Red Diamonds, JEF United Ichihara, Verdy Kawasaki, Yokohama Marinos, Yokohama Flügels, Shimizu S-Pulse, Nagoya Grampus Eight, Gamba Osaka e Sanfrecce Hiroshima.

Oggi anche il Kashiwa Reysol gioca in J1 League.

Nonno Nino e l’Ischia Calcio #PlaySubbuteo #Subbuteo

Con questo post voglio anzitutto ricordare il mio amatissimo nonno materno, Antonino (1906-1984), che era nativo dell’isola, che mi ha a sua volta molto amato, aiutandomi ad imparare a leggere, insegnandomi a giocare a scacchi, a nuotare (meglio, a galleggiare, mai stato particolarmente portato), a portare il canotto (in quello ero bravissimo! Lo portavo al largo e lui si tuffava con la fiocina…), persino ad andare in motorino…
Mi portava a pescare con lui spesso, e non ricordo di essermi mai annoiato. Come tutti gli isolani amava in modo viscerale il mare, le spiagge, gli scogli…

Io lo chiamavo “Nonno Nino”, e lui mi chiamava “Dinda” (non vi sto a spiegare il perché, ora soltanto mia zia Sara, la sua prima figlia, classe 1932, mi chiama così).

Il fratello Matteo (1894-1957), ischitano pure lui, è stato un pittore, ed anche lui non disegnò altro che il mare…

Una delle opere del fratello del nonno Nino

Mio nonno in verità non amava particolarmente il calcio, diceva di simpatizzare per il Napoli ma… era solo per darsi un tono! Nemmeno sapeva con chi giocava la domenica, a Trastevere, quando ci vedevamo. Quando ero bambino mi ascoltava pazientemente se ne parlavo io, ma poi tirava fuori la scacchiera e… il pallone scompariva da ogni orizzonte.

L’Ischia Calcio di cui tratta questo post, non esisteva quando lui era ragazzo, c’erano la Robur e la Pro Ischia. L’Ischia arrivò negli anni Cinquanta e prima di approdare ai colori sociali giallo e blu che poi da sempre l’hanno caratterizzata, passò anche per delle maglie stile Juventus (ref. 34, quelle della Robur) e per delle altre stile Inter (ref. 58) passando per il Dopolavoro Littorio (ref. 2).

Ha avuto una storia alquanto travagliata, ma si vanta di essere l’unica squadra di un’isola minore (escluse quindi Sicilia e Sardegna) ad essere arrivata nel calcio professionistico, in serie C. Quest’anno ha vinto il suo girone del campionato di Promozione.

Nella stagione 2020/2021 giocherà nel girone A di Eccellenza Campania, quinto livello del campionato italiano di calcio.

Le maglie del 2019/2020

Colori sociali giallo blu ma variamente assortiti. La maglia più amata dai tifosi, a leggere i loro post, è quella modello “Boca Juniors”, ref. 295. Ma, subbuteisticamente argomentando, potete usare anche una ref. 47 o simili o un Rosario Central a strisce verticali. O anche un Leeds ref. 207 o ref. 208.

Di seguito pubblico il lavoro di Chris Florido, del club Subbuteo di Fonte Nuova, a Nord-Est di Roma (verso Mentana; ve la ricordate la clinica delle scene di “Profondo Rosso“? Si trova là!) che mi ha dato lo spunto per il post.

Un nuovo lavoro di Gareth, omaggia anche il Gent #PlaySubbuteo #Subbuteo

Il K.A.A. Gent è una delle società sportive più antiche del Belgio. All’inizio il club era conosciuto con il suo nome francese, La Gantoise, mentre dal 1914 fu adoperata la dizione francese con riferimento ai reali del Belgio, Association Royale Athlétique La Gantoise. Quasi 60 anni dopo, nel 1971, il nome ufficiale del club divenne Koninklijke Athletiek Associatie, più semplicemente K.A.A.. Il passaggio di nome a quello attuale Koninklijke Atletiek Associatie Gent (in fiammingo) avvenne nel 1971.

La compagine è soprannominata de Buffalo’s (“i bisonti”), soprannome risalente alla visita di Buffalo Bill e del suo wild west show alla squadra nei primi anni del XX secolo.

Norwegian wood? No, plastic! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Norwegian Wood è una breve canzone dei Beatles, famosa anche per l’uso (lo suonava George Harrison) dello strumento tradizione indiano chiamato Sitar.

Ma qui parliamo della Norwegian plastic ovvero delle miniature Subbuteo, delle ref. Subbuteo dedicate a quel paese. Lo facciamo in omaggio al neonato club del Subbuteo Oslo, capitale norvegese, dove tra l’altro giocavano diverse della squadre comprese nel range 228-238 a loro dedicato.

Partiamo della ref. 228, il Mjondalen, che gioca tuttora nella città che porta lo stesso nome della squadra di calcio, e che ha la particolarità del colore, il marrone, il brown non certo comune tra le squadre di calcio.

Gioca oggi nella massima divisione del calcio norvegese, chiamata Eliteserien, adopera una maglia simile, ed ha come seconda maglia una maglia tipo Fulham, ref. 10.

Vi anticipo qui, così poi non ve lo ripeto, la struttura della piramide calcistica norvegese, articolata su 10 livelli. Dopo la Eliteserien, la nostra Serie A, ci sono le Divisioni, dalla prima alla nona. Perciò la prima è il secondo livello (serie B), la seconda è il terzo (serie C), la terza è il quarto (serie D) e via andando…

La seconda ref., 229, è la prima squadra di Oslo che troviamo nel catalogo Subbuteo, ovvero il Lyn Oslo. Anche questa ancora esiste, gioca con una maglia simile a quella immortalata dalle casalinghe del Kent ed ha come seconda maglia una ref. 2.

Gioca oggi nella Terza Divisione norvegese.

Al numero 230 segue il Valerengen o Valerenga, ancora di Oslo, ma più… nobile, siamo di nuovo in Eliteserien.

I colori sono sempre il rosso ed il blu, ma la maglia del 2020 è simile alla ref. 149 del catalogo, i Rangers Glasgow. Maglia blu con bordi bianchi, calzoncini bianchi, calzettoni rossi. Come seconda maglia può essere usata per quest’anno una ref. 98 (Palermo).

Il Valerenga si pone al quinto posto per titoli nazionali vinti, con 5 campionati.

Alla ref. 231 troviamo la nazionale norvegese, praticamente una ref. 1 con il calzettone blu.

I colori continuano ad essere questi, che sono quelli della bandiera nazionale.

Passiamo alla ref. 232, il Bryne, che gioca attualmente in Seconda Divisione con la stessa maglia e gli stessi colori. Un vero e proprio clone dell’Arsenal, per cui potete tranquillamente renderla con la comunissima ref. 16. La squadra gioca nella città omonima. Come seconda maglia usa un completo all black, come la ref. 272 (Academica de Coimbra).

La ref. 233 è il Vard. Una specie di ref. 48 (Spagna), allora come oggi, con l’aggiunta dei decori blu su spalle e maniche. Ref. 18 (Preston) per la seconda maglia. Gioca in Terza Divisione.
Il nome completo è Sportsklubben Vard Haugesund, con sede appunto nella città di Haugesund.

La ref. 234 è il Frigg (nome della dea nordica del matrimonio e della maternità), squadra di calcio di Majorstuen or Majorstua, zona benestante della capitale Oslo. Un Chelsea con due diagonali in bianco nella versione Subbuteo di allora. Oggi gioca tuttora spesso con un completo blu come prima maglia (ref. 42) ed uno rosso come seconda (ref. 41).

Alla reference 235 troviamo il Viking, otto titoli nazionali vinti, quattro di fila tra il 1972 ed il 1975. Semplicissimo da rendere a Subbuteo, con una semplice ref. 2 o meglio ancora un banale moulded team blue come prima maglia ed una ref. 18 come seconda. Ancora gioca con questi kit, nella Eliteserien.

Il mio moulded blue team, perfetto per il Viking!

Andiamo avanti ed alla ref. 236 troviamo i campionissimi di Norvegia, la Juventus di Norvegia, visti i colori bianco e nero in comune. Il Rosenborg, la bellezza di 26 titoli vinti! Ref. 10 per la prima maglia oggi, e ref. 240 per la seconda.

Ref. 10, simile alla maglia attuale.

Il Rosenberg gioca nella città di Trondheim, tra le città storiche e tra le più belle della Norvegia Centrale, famosa per il suo lunghissimo e fascinoso fiordo…

Siamo quasi alla fine dei riferimenti norvegesi del catalogo con una squadra, la ref. 237, dal curioso nome di Hamarkamaratene, che i norvegesi abbreviano in HamKam.

Colori come vedete il bianco e verde, attualmente gioca in prima divisione con maglia verde (senza striscia verticale verde) e pantaloncino bianco come prima maglia e con un completo verde (vedi ref. 320) come seconda.

Chiudiamo la rassegna del catalogo con la ref. 238, Fredrikstad, al secondo posto per campionati nazionali vinti, ma ben distanti dal Rosenborg (9 titoli contro 26…).

Se non la avete potete tranquillamente usare la più comune ref. 39 per renderla sul panno di gioco.

Oggi gioca nella Seconda Divisione del football norvegese. Una nobile decaduta potremmo dire.

Chiudo il posto con la citazione di altre tre squadre abbastanza conosciute in Italia.

La prima è il Lillestrøm Sportsklubb, 5 titoli vinti, appena retrocessa dopo i playoff dalla Eliteserien alla Prima Divisione.

Colori sociali il giallo ed il nero. Quest’anno avreste potuto usare una simil ref. 168, un completo giallo bordato di nero come prima maglia, ed una ref. 71 (completo nero bordato giallo) come seconda.

Nel catalogo LW ha come riferimenti le ref. 6, 77, 377, 522.

La seconda squadra è lo Start di Kristiansand. Siamo di nuovo in Eliteserien, i colori sono ancora il giallo ed il nero, ma stavolta ref. 6 (o famiglia!) per la prima maglia e ref. 2 per la seconda.

Secondo il catalogo LW di Lupi e Lastrucci, ref. 6, 77, 211, 379, 522.

La terza è il Fotballklubben Bodø/Glimt, meglio noto come Bodø/Glimt, squadra della città di Bodø, che nel 1976 venne eliminato dal Napoli in Coppa delle Coppe. Siamo sempre in Eliteserien e sempre tra le squadre giallo e nere!!! Potete renderla con le stesse ref. del Lillestrom. La squadra è famosa anche per i suoi tifosi, che sfoggiano… enormi spazzolini da denti (Den Gule Horde in norvegese)!

Ref. 6 e 168 pure per il catalogo LW.

Lo scudetto 2019 lo ha vinto il Molde, della città omonima, colori sociali blu e bianco, ref. 2 o ref. 42 come prima maglia, ref. 18 come seconda. Per loro si è trattato del quarto titolo nazionale vinto.