Nonno Nino e l’Ischia Calcio #PlaySubbuteo #Subbuteo

Con questo post voglio anzitutto ricordare il mio amatissimo nonno materno, Antonino (1906-1984), che era nativo dell’isola, che mi ha a sua volta molto amato, aiutandomi ad imparare a leggere, insegnandomi a giocare a scacchi, a nuotare (meglio, a galleggiare, mai stato particolarmente portato), a portare il canotto (in quello ero bravissimo! Lo portavo al largo e lui si tuffava con la fiocina…), persino ad andare in motorino…
Mi portava a pescare con lui spesso, e non ricordo di essermi mai annoiato. Come tutti gli isolani amava in modo viscerale il mare, le spiagge, gli scogli…

Io lo chiamavo “Nonno Nino”, e lui mi chiamava “Dinda” (non vi sto a spiegare il perché, ora soltanto mia zia Sara, la sua prima figlia, classe 1932, mi chiama così).

Il fratello Matteo (1894-1957), ischitano pure lui, è stato un pittore, ed anche lui non disegnò altro che il mare…

Una delle opere del fratello del nonno Nino

Mio nonno in verità non amava particolarmente il calcio, diceva di simpatizzare per il Napoli ma… era solo per darsi un tono! Nemmeno sapeva con chi giocava la domenica, a Trastevere, quando ci vedevamo. Quando ero bambino mi ascoltava pazientemente se ne parlavo io, ma poi tirava fuori la scacchiera e… il pallone scompariva da ogni orizzonte.

L’Ischia Calcio di cui tratta questo post, non esisteva quando lui era ragazzo, c’erano la Robur e la Pro Ischia. L’Ischia arrivò negli anni Cinquanta e prima di approdare ai colori sociali giallo e blu che poi da sempre l’hanno caratterizzata, passò anche per delle maglie stile Juventus (ref. 34, quelle della Robur) e per delle altre stile Inter (ref. 58) passando per il Dopolavoro Littorio (ref. 2).

Ha avuto una storia alquanto travagliata, ma si vanta di essere l’unica squadra di un’isola minore (escluse quindi Sicilia e Sardegna) ad essere arrivata nel calcio professionistico, in serie C. Quest’anno ha vinto il suo girone del campionato di Promozione.

Nella stagione 2020/2021 giocherà nel girone A di Eccellenza Campania, quinto livello del campionato italiano di calcio.

Le maglie del 2019/2020

Colori sociali giallo blu ma variamente assortiti. La maglia più amata dai tifosi, a leggere i loro post, è quella modello “Boca Juniors”, ref. 295. Ma, subbuteisticamente argomentando, potete usare anche una ref. 47 o simili o un Rosario Central a strisce verticali. O anche un Leeds ref. 207 o ref. 208.

Di seguito pubblico il lavoro di Chris Florido, del club Subbuteo di Fonte Nuova, a Nord-Est di Roma (verso Mentana; ve la ricordate la clinica delle scene di “Profondo Rosso“? Si trova là!) che mi ha dato lo spunto per il post.

Un nuovo lavoro di Gareth, omaggia anche il Gent #PlaySubbuteo #Subbuteo

Il K.A.A. Gent è una delle società sportive più antiche del Belgio. All’inizio il club era conosciuto con il suo nome francese, La Gantoise, mentre dal 1914 fu adoperata la dizione francese con riferimento ai reali del Belgio, Association Royale Athlétique La Gantoise. Quasi 60 anni dopo, nel 1971, il nome ufficiale del club divenne Koninklijke Athletiek Associatie, più semplicemente K.A.A.. Il passaggio di nome a quello attuale Koninklijke Atletiek Associatie Gent (in fiammingo) avvenne nel 1971.

La compagine è soprannominata de Buffalo’s (“i bisonti”), soprannome risalente alla visita di Buffalo Bill e del suo wild west show alla squadra nei primi anni del XX secolo.