La mia Portuense è la strada di Roma dove abito. La via Portuense di Roma si chiama così perchè congiunge il centro città con quello che una volta si chiamava Porto.

Porto (in latino: Portus) era l’agglomerato urbano situato a nord di Ostia sulla riva destra del Tevere e sul litorale tirrenico; costituiva il porto dell’antica Roma, e corrisponde all’attuale città di Fiumicino.

Il porto di Ostia, costruito da Anco Marzio, quarto re di Roma, non era più idoneo allo scopo. Così l’imperatore Claudio fece costruire un complesso portuale più ampio e sicuro, individuando il sito adatto a circa 4 chilometri a nord di Ostia. Tale complesso, definito Portus proprio in virtù della sua funzione, occupava un’area di circa 70 ettari ed era dotato di due lunghi moli aggettanti sul mar Tirreno, con un’isola artificiale ed un faro.

E realizzò la prima via Portuense come strada di collegamento (15 miglia romane, circa 24 chilometri).

La Via Portuense partiva dalla Porta Portuense, poi demolita e sostituita dall’attuale e conosciutissima Porta Portese, all’altezza di ponte Sublicio (quello attuale è del 1917, il precedente, quello del famoso eroe Orazio Coclite, era fatto interamente di tavole di legno; i suoi resti vennero completamente rimossi quando si fecero i lavori per la costruzione dei nuovi argini) e dell’antico porto fluviale di Ripa Grande.

Lo storico Giuseppe Vasi, nel 1761, lo raccontava così:

Ponte Sublicio
In questa spiaggia fa ora bel vedere il grande ospizio di s. Michele, con la dogana, ed il moderno sbarco de’ navigli, che vengono dal mare, ed in mezzo al Tevere si vedono le rovine dell’antichissimo ponte Sublicio, così detto da ilex albero forte, e resistente all’acqua, o pure da’ legni grossi, con i quali era costruito, che sublices dicevansi. Era questo formato tutto di legno fin da’ tempi più antichi, e da esso solevano gettare ogni anno nel Tevere 30. uomini Greci; ma a persuasione di Ercole fu mutata tale usanza, ed invece di uomini vi si buttarono dipoi figure di uomini fatte di paglia. Questo fu quel ponte, che Orazio Coclite discese contro l’impeto de’ Toscani, mentre dall’altra parte veniva tagliato da’ Romani, e poi gettatosi nel fiume col suo cavallo passò a nuoto da’ suoi. E perchè un tal valore venne attribuito ad opera divina, e perchè in quella necessità fu tagliato con difficoltà, fu dipoi rifatto senza chiodo alcuno, e fu dato in cura ad alcuni sacerdoti con ampia facoltà di ristaurarlo e rifarlo quando bisognasse, onde questi furono detti Pontifices, ed il maggiore tra loro Pontifex Maximus, la cui autorità fu di tanta possanza, ed onore, che poi se l’appropriarono gli stessi Imperatori. Questo ogni anno si riattava con simile materia, e con grande superstizione; e però fu ancora detto Ponte Sagro. Fin al tempo di Augusto, di Vespasiano, e di Antonino fu conservato di legno: ma perchè spello rovinava, fu alla fine da Adriano fatto di pietra, non già nel medesimo sito, ma poco discosto, perciò a distinzione di quello, che egli fece presso il suo sepolcro, si disse ponte Emilio.

Porta Portese oggi
Ponte Sublicio nuovo (detto anche Ponte Aventino). Collega il quartiere di Trastevere con il quartiere di Testaccio e con l’Aventino.
Ponte Sublicio vecchio, ricostruzione storica

Piano piano anche il porto nuovo si insabbiò. La Torre di Pio V, che nell’ultima immagine della galleria sopra vedete praticamente in riva al mare o quasi, ora si chiama Torre Niccolina ed è a metà di via della Scafa, per chi conosce Fiumicino, ben distante dalla foce del Tevere.

Torre Niccolina a Fiumicino

In effetti la Portuense dai 24 chilometri originali, dopo gli insabbiamenti e la costruzione dell’aeroporto internazionale, è arrivata a poco più di 27 chilometri di lunghezza (io abito all’altezza del chilometro 6 della strada).

Vi posto una immagine attuale per darvi una idea e permettervi di fare un confronto.

Si vedono bene, nell’immagine, le piste dell’Aeroporto. Ed anche il bacino esagonale del vecchio porto è molto ben visibile. La Torre non è evidente ma si trova più o meno dove il fiume (e la via Portuense che lo costeggia) fanno una decisa curva.

Avete parecchio da leggere direi, quindi torniamo indietro, da Fiumicino verso casa mia, un poco più indietro, all’incrocio della via Portuense con la strada dal pittoresco nome di Via Affogalasino (prima Via del Fosso Affogalasino; ora interrato, scorre sotto via del Trullo) e con via del Trullo (per la precisione, Quartiere Portuense/Suburbio Trullo).

Perchè Affogalasino?

Fosso Affogalasino è un torrente (che in passato, per la maggior portata d’acqua era anche chiamato rio) che ha origine nell’Agro a Nord di Roma e si getta nel Tevere, come affluente di destra, in prossimità del Trullo.

Il fantasioso nome deriverebbe da una disavventura accaduta ad un povero ciuco, annegato nelle acque un tempo impetuose del corso d’acqua. Presso gli studiosi è tuttavia popolare la suggestiva ipotesi che l’etimo derivi dallo spregiativo epiteto di «asini» con cui erano chiamati i primi cristiani, e dalla consuetudine locale di dare loro il «martirio per annegamento», gettandoli da un ponticello di pietra.

«Vige tradizione – scrive il Tomassetti – che, presso la Magliana – ove l’avvallamento dimostra esservi stato un piccolissimo lago fra i boschi dei Fratelli Arvali -, molti pagani, convertiti al cristianesimo, vi fossero affogati. Per disprezzo dei cristiani, creduti adoratori di un dio simboleggiato in una testa d’asino, la località prese il nome di Affogalasino». Questa leggenda troverebbe riscontro nella Passio dei Martiri portuensi Simplicio, Faustino e Beatrice, i cui corpi, gettati da un «pontem lapideum» (un ponte di pietra) arrivarono poi, trasportati dalle acque, fino all’Ansa della Magliana.

All’inizio di Via del Trullo, per l’esattezza alla fine di via di Monte Cucco (quanto ai nomi non ci risparmiamo nulla qui da noi, su questo ci sono diverse ipotesi ma nessuna certezza!) si trova la nuovissima sede (sarà inaugurata a fine agosto, inizio settembre) dell’Asd Portuense Calcio 1921. Calcio giovanile e scuola calcio. Lo stemma è lo stemma del mio quartiere con in alto il nome della squadra ed in basso un pallone da calcio e l’anno della prima fondazione.

La squadra fa parte del gruppo del Pescara Calcio Academy. Le maglie che vedete nella pubblicità per i ragazzi sono una ref. 2 o una ref. 42. La maglia del Pescara, ed anche del Mortara!, è una ref. 254.