El Derby der Portuense! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Nel mio delirio agostan-subbuteistico-rosso-e-blu ho oggi fatto una scoperta. Che posso giocarmi El Derby der Portuense. Mezzo spagnolo e mezzo romano. Mezzo andaluso e mezzo portuense per la precisione.

Gli avversari designati infatti sono le squadre del Racing Club Portuense e dell’Estrella Portuense. I primi rossi, i secondi blu, o azzurri o celesti, o celesti e blu (sono abbastanza variabili riguardo l’intensità del color del cielo o del mare…). I primi la più vecchia, la seconda la più giovane squadra della cittadina andalusa di El Puerto de Santa Maria.

Le prime tre foto sono dell’Estrella con i suoi vari blu, azzurro, celeste. Seguono le schede di http://www.it.footballlogosandkits.com/.

La ref. 1, il Racing Club Portuense, venne fondata nel 1928. Tra il 1954 ed il 2012 ha giocato in Terza (Segunda B), Quarta (Tercera) e Quinta Divisione (Primera Categoría Regional Preferente) . Tra il 2013 ed il 2017 non ha partecipato ai campionati. Ora è ripartita dall’ottavo livello (Tercera Categoría Regional) ed attualmente gioca nella Segunda Categoría Regional (settimo livello della piramide calcistica spagnola).

L’Estrella Portuense , la ref. 2, è invece giovanissima, fondata nel 2009. Gioca anche lei nella Segunda Categoría Regional (settimo livello della piramide calcistica spagnola).

Stasera, per concludere, derby porteño al Portuense!

La città è conosciuta per diverse ragioni: per i suoi numerosissimi palazzi nobiliari, che le hanno fatto meritare il soprannome di “Città dei cento palazzi“, per essere stata residenza di Cristoforo Colombo e punto di partenza del suo secondo viaggio, nonchè luogo di ormeggio della “Santa Maria“, ed infine per le sue cantine (bodegas) di invecchiamento dello Sherry o Jerez o Xeres (antenato del nostro vino Marsala).

Attenzione! Da non confondere con lo Cherry Brandy (alc. 34% Vol.), che è un liquore dolce, mediamente alcolico, a base di ciliegie e loro derivati, prodotto in tutta Europa.

Consentitemi una divagazione perché, avendolo assaggiato, vi attesto che lo Sherry è un vino davvero buono. Può avere varie denominazioni che indicano semplicemente una diversità e non sono una classificazione di qualità:

  1. FINO, mai di grandissimo impatto perché gioca tutto sulla finezza e l’eleganza dei profumi ed è un vino secco;
  2. AMONTILLADO, così chiamato perché le uve vengono tratte da una piccola zona chiamata Montilla, uno sherry più grasso e potente prodotto anche in versione meno secca, un po’ abboccata;
  3. MANZANILLA, secco, delicato e pallido;
  4. OLOROSO, che è un prodotto spesso e volentieri particolarmente pregiato dai profumi molto intensi. I migliori sono quelli secchi;
  5. PALO CORTADO, ormai raro, normalmente rappresenta la riserva che le case si scelgono con le migliori uve spesso anche surmaturate.

Di seguito qualche foto della cittadina andalusa, sul fiume Guadalete, circa 90.000 abitanti.

Lo stemma cittadino con l’immagine della Vergine Maria.

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