La Ref. 1 italica prima del Girone Unico #PlaySubbuteo #Subbuteo

Per me Subbuteo è anzitutto rossi contro blu, ref. 1 contro ref. 2. Vediamo quali squadre corrispondono nei campionati italiani prima dell’introduzione del Girone Unico (1929/1930).

RACING LIBERTAS CLUB MILANO (REF. 1 PURA)

Fondato nel settembre 1911, dalla fusione tra il neonato “Racing Club Italia” e il “Libertas Club”, entrambe di Milano, il Racing Libertas esordì perdendo contro il Casale lo speciale concorso indetto dalla FIGC per completare l’organico di Prima Categoria. Si accontentò quindi del campionato lombardo di Seconda Categoria 1911-1912, disputando le partite casalinghe sul terreno di via Cimarosa. L’anno successivo chiese l’ammissione alla Prima Categoria, che ottenne dopo aver disputato un girone di spareggio contro Savona, Como e Lambro di Milano.

Nella sua prima stagione in massima serie ottenne 1 punto in 10 incontri disputati e fu quindi retrocesso, ma subito ripescato per l’allargamento del campionato (“allargamento dei quadri”). Disputò quindi nuovamente la Prima Categoria nel 1913-1914 e nel 1914-1915, senza mai superare il primo turno eliminatorio, prima della sospensione dell’attività dovuta alla grande guerra.

GERBI PISA (REF. 1 CON CROCE PISANA)

Il Circolo Sportivo Giovanni Gerbi Pisa era una società calcistica italiana con sede nella città di Pisa nata nel 1914 e scioltasi nel 1922. Nella sua seppur breve storia ha disputato due campionati di Prima Categoria (1919/1920 e 1920/1921), massima serie nazionale dell’epoca.

Il nome era un omaggio al grande ciclista astigiano Giovanni Gerbi. Il presidente era il Professor Guido Pini, mentre la guida della squadra fu affidata ad una commissione tecnica, come si usava fare nel calcio pionieristico.
La divisa da gioco era composta da una maglia rossa con colletto bianco, con uno stemma con la croce “pisana” all’altezza del cuore a rappresentare i colori del gonfalone cittadino, da dei pantaloncini bianchi e da dei calzettoni rossi.

AUDACE TARANTO (REF. 1 CON CALZETTONE NERO; SOPRANNOMINATI “I DIAVOLI ROSSI”; DOPO LO SCIOGLIMENTO DEL 1927 LA MAGLIA DIVENNE ROSSO MOLTO SCURO TENDENTE AL GRANATA)

L‘Audace Football Club, meglio nota come Audace Taranto, è stata una società di calcio di Taranto, attiva nella prima metà del Novecento.

Nacque nel 1911 e negli anni venti disputò i massimi campionati calcistici italiani nella Lega Sud, laureandosi due volte campione pugliese di Prima Divisione. Sciolto nel 1927, fu rifondato nel 1944 e dopo aver disputato un campionato in Serie C, nel 1946 si fuse la seconda volta con il club concittadino rivale della Pro Italia, ridando vita, come nel ’27, al Taranto.

VIRTUS MACERATA (REF. 1 PURA NEL 1921/1922)

Il calcio a Macerata arriva nel 1905 grazie alla società Robur Macerata. Negli anni dieci nascono altre società sportive come la Virtus, dedita soprattutto alla ginnastica, l’Helvia Recina, il Club Football Universitario e il Macerata Football Club. Le prime gare sono solo delle esibizioni tra le squadre citate, che rappresentavano diversi quartieri cittadini.

Ai primi del novecento il football veniva giocato all’interno dello Sferisterio questo causò alcuni problemi e le autorità decisero che le manifestazioni sportive si sarebbero tenute a Piazza dell’Armi, oggi centro della città ma all’epoca zona periferica. Successivamente, fu costruito in quella zona il campo sportivo della Vittoria.

Negli anni venti le quattro squadre cittadine in attività vengono fuse. Così, nel 1922, il Macerata F.C., l’Helvia Recina, la Virtus e la Robur, che sarà successivamente rifondata, danno vita all’Unione Calcistica Maceratese. Il colore scelto è l’azzurro, modificato nel 1935 quando si decide di giocare con la maglia biancorossa in omaggio al vessillo comunale.

La Maceratese di oggi gioca (in Promozione) come una ref. 4 o una ref. 52 (strisce rosso e bianco verticali e calzoncino bianco o rosso).

ANCONITANA (REF. 1 PURA DAL 1922/1923 AL 1925/1926)

L’Unione Sportiva Anconitana venne fondata il 5 marzo del 1905 in un piccolo magazzino del Teatro delle Muse. In quegli anni il calcio ancora non era diffusissimo e furono i marinai inglesi che approdavano al Porto di Ancona a dare il via ad una pratica più convinta di questo gioco, ma la sua diffusione in città è legata anche a un giovane, Pietro Recchi, che un giorno, trovandosi a Liverpool per lavoro, ebbe l’occasione di assistere ad una partita di football e se ne innamorò, da qui la divisa completamente rossa. Le prime partite di un certo rilievo furono disputate contro i marinai inglesi presenti in città e il primo incontro reso noto dalle cronache cittadine è datato 19 febbraio 1911, partita disputata tra l’Anconitana e la squadra del piroscafo inglese Britannia, terminato con un pareggio.

Solo nel 1921-1922 debuttò nel campionato di massima serie, allora denominato Prima Divisione e gestito dalla CCI. La squadra, inserita nel campionato meridionale, vinse il girone marchigiano, ma venne poi eliminata nella fase finale della Lega Sud, la cui vincente poi affrontava la vincente della Lega Nord nella finalissima scudetto. Nella stagione successiva l’Anconitana, unica iscritta nelle Marche, venne ammessa automaticamente alle semifinali Lega Sud, nelle quali arrivò seconda e sfiorando l’accesso alla finale.

Nella stagione 1923-1924 i marchigiani invece arrivarono quarti e ultimi nel girone delle semifinali. Nel campionato successivo invece, gli anconitani vinsero il proprio girone, conquistando così il diritto di giocarsi l’accesso alla finale scudetto contro il Bologna nella finale della Lega Sud contro l’Alba Roma. I romani prevalsero nel doppio confronto, salvo poi soccombere nella disputa per il tricolore contro i bolognesi.

Nella stagione 1925-1926 l’Anconitana rivinse il girone marchigiano a due squadre, contro la Maceratese, qualificandosi alla semifinale di Lega Sud dove arrivò terza.

L’attuale Anconitana, che gioca in Eccellenza, ha ripreso i colori del 1905, ovvero il completo tutto rosso stile Liverpool, ref. 41. Ma gioca ancora anche come una ref. 1.

TRIESTINA 1928/1929 (REF. 1 CON ALABARDA)

I colori sociali della squadra erano quelli della città di Trieste: il bianco e il rosso. Storicamente la divisa prevede la maglia color rosso fuoco, i calzoncini bianchi e i calzettoni anch’essi rossi. Anche se non sempre è stato così. Inizialmente i calzoncini e i calzettoni erano neri. I primi diventeranno bianchi quasi subito mentre i calzettoni diventeranno rossi solo del secondo dopoguerra. Caratteristica sempre presente è lo scudetto con l’alabarda posto sul petto. Per tale ragione, e visto che nel passato era raro che sulle maglie delle squadre apparisse il simbolo della società, la definizione cromatica dei giocatori della Triestina era di rossoalabardati (e non, erroneamente, biancorossi). La seconda divisa invece, era tradizionalmente bianca per intero.

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