La Ref. 2 italica prima del girone unico #PlaySubbuteo #Subbuteo

Dopo i rossi, tocca come sempre ai blu.

PRATO (REF. 2 CON CALZETTONE NERO BORDO BLU)

Dal 1913/1914 al 1921/22.

Nato nel 1908 come Società Sportiva Emilio Lunghi, modificò tre anni dopo il suo nome in Prato Sport Club. Nel 1912-13 prese parte al campionato toscano di Promozione venendo promossa per l’anno successivo in Prima Categoria, la massima serie dell’epoca. All’epoca il campionato di Prima Categoria dell’Italia centro-meridionale era suddiviso in campionati regionali: i campioni regionali di Toscana, Lazio e Campania si sarebbero poi contesi nelle Finali il titolo di campione centro-meridionale, guadagnando il titolo di contendere in finalissima lo scudetto al Campione dell’Italia Settentrionale. Nelle due successive stagioni, tuttavia, il Prato non brillò, concludendole entrambe al settimo posto nella Prima Categoria della Toscana. Dal 1915 al 1919 il Campionato fu sospeso per le vicende belliche della Prima guerra mondiale. Ricostituitasi dopo la guerra, mantenne il nome fino al 1937, allorché divenne Associazione Calcio Prato.

Nei campionati 1919-20, 1920-21 e 1921-22 il Prato continuò a militare in Prima Categoria, senza mai superare la fase regionale: al termine della stagione 1921-22, anzi, a causa del 5º posto nella Prima Categoria FIGC della Toscana, il club viene declassato d’ufficio nel campionato cadetto di Seconda Divisione a causa della promulgazione del Compromesso Colombo, piano di riforma dei campionati. Per due stagioni il Prato militò nel girone F della Seconda Divisione, retrocedendo nel campionato regionale di Terza Divisione al termine della stagione 1923-24 a causa della sconfitta nello spareggio salvezza contro l’US Milanese. La permanenza nei campionati regionali fu tuttavia di breve durata e vincendo la Terza Divisione Toscana 1924-25 tornò immediatamente in Seconda Divisione. L’anno successivo, con un terzo posto nel Girone C di Seconda Divisione, ottenne la permanenza in cadetteria, ribattezzata dall’anno successivo “Prima Divisione”. Due stagioni dopo, nel 1927-28, il Prato sfiorò addirittura la promozione in Divisione Nazionale, la massima serie dell’epoca, chiudendo seconda nel girone C della Prima Divisione. In estate arrivò però la promozione d’ufficio proprio in Divisione Nazionale, per decreto federale (aveva ben 155 tesserati!).

Dal 1928 il blu si schiarì e divenne azzurro.

Oggi gioca (in serie D) prevalentemente con un completo tutto azzurro o blu royal.

BRESCIA (REF. 2 CON CALZETTONI NERI)

Dal 1914/1915 al 1926/1927. Poi arrivò la “V”! La squadra cominciò l’attività calcistica con una maglia a strisce verticali arancio e blu, calzoncino nero, calzettone blu con bordo arancio.

Quest’anno ha disputato il campionato di serie A ma ha chiuso al diciannovesimo posto ed è retrocesso in serie B.

NOVARA (REF. 2 CON SCUDO BIANCO CROCIATO DI ROSSO)

Da bambino, una delle ref. 2 preferite da Luca Zacchi che scrive questo blog. Da 1914/1915 al 1927/1928.

Il Novara Calcio, meglio nota come Novara, è una società calcistica italiana con sede nella città di Novara. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.
Fondata nel 1908, ha disputato per tredici volte il campionato di Serie A, l’ultima nella stagione 2011-2012, conseguendo come miglior risultato finale l’ottavo posto nell’annata 1951-1952. Ha giocato inoltre una finale di Coppa Italia, nell’edizione 1938-1939. Vanta la 27ª miglior tradizione sportiva in Italia.

Il 22 dicembre 1908 otto studenti del Liceo Carlo Alberto, tutti di età compresa tra i 15 e i 16 anni – e fra essi anche Giovanni Canestrini, che sarebbe stato poi giornalista per la Gazzetta dello Sport e l’avvocato Pietro Omodei Zorini – fondano la Football Association Studenti Novara, grazie anche all’appoggio della società sportiva cattolica Voluntas, i cui atleti indossavano una divisa azzurra. Tra il 1909 e il 1911 la F.A.S. selezionò i suoi migliori giocatori assieme a quelli delle altre società che già praticavano lo sport del calcio nella città piemontese (la Ginnastica e Scherma, la Forza e Speranza, la Pro Scalon) per fondare il Foot Ball Club Novara, che diede ottima prova di sé nelle amichevoli. Nel 1912 la FIGC la selezionò per uno speciale concorso volto a inserire forze nuove nel campionato di Prima Categoria, nonostante il club non avesse mai fatto attività ufficiale a livello nazionale. Sconfitta la Vigor, il Novara esordì dunque per la prima nella massima serie il 3 novembre di quell’anno sul campo di via Lombroso. L’avversario era il Torino, e la gara si concluse sul punteggio di 2 reti a 1 per questi ultimi: Mario Meneghetti siglò il primo gol nella storia del Novara. Nel 1920 si fuse con l’Unione Sportiva Novarese, una società nata nel 1917, mantenendo la divisa azzurra e mutando il nome in Foot Ball Association Novara.

Negli anni successivi e nell’era moderna, ai calzoncini di colore bianco si sono spesso alternati quelli di colore nero. A volte ha usato dei completi tutti blu royal.

VERCELLESE CALCIO 1915/1916 (REF. 2 CON CALZETTONE NERO)

Di questa antica squadra esistono solo poche frammentarie notizie intorno al secondo decennio del XX secolo. Nonostante il panorama sportivo della città di Vercelli fosse dominato dalla fortissima Pro Vercelli, il secondo club decise di tentare una prima esperienza a livello federale nel campionato giovanile di Seconda Categoria del 1910-1911, in cui fu fermata dalla formazione di riserva dei bianchi concittadini.

Eclissatasi per qualche anno vista l’impari lotta contro i Leoni, dopo lo scoppio della guerra il club si iscrisse alla Coppa Federale 1915-1916, disertata dai cugini. La società non diede poi più notizie di sé.

COMO (REF. 2 CON CALZETTONE NERO BORDO BLU)

Dal 1919/20 al 1921/22.

La tradizione sportiva del principale sodalizio calcistico comense, la 26ª a livello nazionale secondo i criteri della FIGC, iniziò nel 1907 con la nascita del Como Foot-Ball Club. Quest’ultimo, dopo le fusioni con il Club studentesco Minerva nel 1911 e con l’Esperia nel 1926, divenne l’Associazione Calcio Comense, rinominata poi Associazione Sportiva Como nel 1936. Nel 1938, dalla fusione con l’A.S. Ardita di Rebbio, nacque la Sportiva Como, divenuta poi Associazione Calcio Como e infine Como Calcio S.p.A. nel 1970.

MANTOVA 1920/1921 (REF. 2 CON CALZETTONE NERO BORDO BLU)

La maglia azzurra o celeste con calzoncini bianchi fu utilizzata dal Mantova fino al 1956/1957 quando entrò nel club la società petrolifera OZO e le maglie divennero rosse.

INTERNAZIONALE NAPOLI, poi INTERNAPLES (REF. 2 CON CALZETTONE NERO BORDO BLU O SOLO NERO)

Internazionale Napoli (blu) dal 1920/21 al 1921/22, poi Internaples (blu-celeste) dal 1922/1923 al 1925/1926.

Il Foot-Ball Club Internazionale-Naples, meglio noto come F.B.C. Internaples, era una società calcistica di Napoli nata dalla fusione tra Naples ed Internazionale Napoli nel 1922.

Il 25 agosto 1926, in seguito all’ammissione in Divisione Nazionale, l’assemblea dei soci dell’Internaples decise di cambiare il nome della società in Associazione Calcio Napoli. A spingere il presidente Giorgio Ascarelli a cambiare denominazione alla società fu probabilmente il fatto che il nome Internaples era sgradito al regime fascista in quanto costituito da Inter (abbreviazione di Internazionale, che a sua volta ricordava l’Internazionale comunista, nemica politica del regime) e da Naples (osteggiato in quanto termine straniero), per cui Ascarelli ritenne opportuno rimuovere Inter dalla denominazione e sostituire l’anglofono Naples con il vero nome della città (Napoli).

Il colore virò decisamente allora dal blu verso l’attuale azzurro.

NAPOLI 1926/1927, 1927/28 e 1928/1929 (REF. 2 CON CALZETTONE NERO)

Nel 1926/1927 arrivò al decimo ed ultimo posto del girone A. Venne retrocessa ma poi ripescata per l’allargamento dei quadri.

Nel 1927/1928, sempre nel girone A arrivò nona su undici partecipanti (retrocedevano le ultime due).

Nel 1928/1929 inserita nel girone B arrivò all’ottavo posto (su 16) alla pari con la Lazio. Il piazzamento valse ad entrambe l’inserimento nella prima serie A a girone unico.

Napoli 1928/1929

SARONNO 1920/1921 E 1921/1922 (REF. 2 PURA)

La squadra alternò nei suoi primi anni di vita le maglie blu piene con le maglie a strisce verticali bianco e blu (stile ref. 3).

La tradizione sportiva di Saronno è iniziata nel 1910 con la nascita del Circolo Sportivo Saronnese (poi Saronno Foot-Ball Club) e successivamente transitata attraverso vari soggetti societari, ultimo dei quali l’Associazione Sportiva Saronno F.B.C. 1910, trasferitosi a Gallarate nel 2010.

Dal punto di vista storico il Saronno vanta quale maggior successo tre partecipazioni alla Prima Categoria (all’epoca massima serie del calcio italiano) tra il 1919 e il 1922, senza tuttavia aver mai superato i gironi di qualificazione regionali; non è invece mai riuscito a prendere parte alla Serie A o alla Serie B a girone unico. Dal secondo dopoguerra ha militato stabilmente tra la terza serie e le categorie dilettantistiche.

Nella stagione 2019-2020 milita nel campionato lombardo di Prima Categoria, settimo livello della piramide calcistica italiana.

Oggi il blu tende verso il celeste e la maglia attuale è come quella della prima ref. dedicata allo Sheffield Wednesday (ref. 22).

AZZURRA PALERMO 1921/1922 (REF. 2 CON CALZETTONE BIANCO)
LIBERTAS PALERMO 1921/1922 E 1923/1924 (REF. 2 CON CALZETTONE NERO BORDO BLU)

Nel 1923 la Libertas Palermo si fonde con l’Unione Sportiva Palermo (da cui discende il Palermo attuale).

CAVESE 1923/1924 E 1924/1925 (REF. 2 CON BLU MOLTO SCURO DETTO BLU FONCE’ CORRISPONDENTE AL BLUE NAVY)

La Cavese 1919 S.r.l., meglio nota come Cavese è una società calcistica italiana con sede nella città di Cava de’ Tirreni. Attualmente milita in Serie C, il terzo livello del campionato italiano.

Fondata nel 1919, i suoi colori sociali sono il bianco ed il blu, il simbolo della squadra è l’Aquilotto e disputa le partite casalinghe allo Stadio Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni. Il punto più alto della storia della società è rappresentato dalla partecipazione a tre campionati di Serie B fra il 1981 e il 1984.

Come in altre parti d’Italia, anche a Cava de’ Tirreni il calcio nasce come fenomeno prevalentemente borghese che, solo successivamente, trova un consenso più popolare. Nel maggio del 1919, grazie all’interesse di alcuni giovani borghesi, viene fondata l’Unione Sportiva Cavese. Almeno inizialmente, essa è concepita come una sorta di polisportiva in cui viene praticato, oltre al calcio, anche podismo e ciclismo. Le prime partite si disputano su campi di fortuna e rientrano, in genere, fra i tornei con compagini locali.

BARI FBC 1924/1925 (REF. 2 CON CALZETTONE BIANCO BORDO BLU)

Nello stesso anno e campionato giocavano il Liberty FBC Bari (come una ref. 3) e l’Ideale Bari (ref. 78). Il Bari ref. 96 come lo conosciamo oggi, sarebbe arrivato nel 1928/1929, inserito nel girone A. Arrivato tredicesimo su sedici venne poi inserito nel campionato di serie B a girone unico dell’anno successivo.

La Società Sportiva Calcio Bari S.p.A., più semplicemente nota come Bari, è una società calcistica italiana avente sede nella città di Bari. È erede della tradizione dell'”Associazione Sportiva Bari“, società costituita nel 1928 dalla fusione dei sodalizi calcistici baresi Liberty e Ideale, e condivide con questa l’identità storica del Bari Foot-Ball Club, fondato nel 1908. Nella stagione 2019-2020 milita in Serie C.

La Ref. 1 italica prima del Girone Unico #PlaySubbuteo #Subbuteo

Per me Subbuteo è anzitutto rossi contro blu, ref. 1 contro ref. 2. Vediamo quali squadre corrispondono nei campionati italiani prima dell’introduzione del Girone Unico (1929/1930).

RACING LIBERTAS CLUB MILANO (REF. 1 PURA)

Fondato nel settembre 1911, dalla fusione tra il neonato “Racing Club Italia” e il “Libertas Club”, entrambe di Milano, il Racing Libertas esordì perdendo contro il Casale lo speciale concorso indetto dalla FIGC per completare l’organico di Prima Categoria. Si accontentò quindi del campionato lombardo di Seconda Categoria 1911-1912, disputando le partite casalinghe sul terreno di via Cimarosa. L’anno successivo chiese l’ammissione alla Prima Categoria, che ottenne dopo aver disputato un girone di spareggio contro Savona, Como e Lambro di Milano.

Nella sua prima stagione in massima serie ottenne 1 punto in 10 incontri disputati e fu quindi retrocesso, ma subito ripescato per l’allargamento del campionato (“allargamento dei quadri”). Disputò quindi nuovamente la Prima Categoria nel 1913-1914 e nel 1914-1915, senza mai superare il primo turno eliminatorio, prima della sospensione dell’attività dovuta alla grande guerra.

GERBI PISA (REF. 1 CON CROCE PISANA)

Il Circolo Sportivo Giovanni Gerbi Pisa era una società calcistica italiana con sede nella città di Pisa nata nel 1914 e scioltasi nel 1922. Nella sua seppur breve storia ha disputato due campionati di Prima Categoria (1919/1920 e 1920/1921), massima serie nazionale dell’epoca.

Il nome era un omaggio al grande ciclista astigiano Giovanni Gerbi. Il presidente era il Professor Guido Pini, mentre la guida della squadra fu affidata ad una commissione tecnica, come si usava fare nel calcio pionieristico.
La divisa da gioco era composta da una maglia rossa con colletto bianco, con uno stemma con la croce “pisana” all’altezza del cuore a rappresentare i colori del gonfalone cittadino, da dei pantaloncini bianchi e da dei calzettoni rossi.

AUDACE TARANTO (REF. 1 CON CALZETTONE NERO; SOPRANNOMINATI “I DIAVOLI ROSSI”; DOPO LO SCIOGLIMENTO DEL 1927 LA MAGLIA DIVENNE ROSSO MOLTO SCURO TENDENTE AL GRANATA)

L‘Audace Football Club, meglio nota come Audace Taranto, è stata una società di calcio di Taranto, attiva nella prima metà del Novecento.

Nacque nel 1911 e negli anni venti disputò i massimi campionati calcistici italiani nella Lega Sud, laureandosi due volte campione pugliese di Prima Divisione. Sciolto nel 1927, fu rifondato nel 1944 e dopo aver disputato un campionato in Serie C, nel 1946 si fuse la seconda volta con il club concittadino rivale della Pro Italia, ridando vita, come nel ’27, al Taranto.

VIRTUS MACERATA (REF. 1 PURA NEL 1921/1922)

Il calcio a Macerata arriva nel 1905 grazie alla società Robur Macerata. Negli anni dieci nascono altre società sportive come la Virtus, dedita soprattutto alla ginnastica, l’Helvia Recina, il Club Football Universitario e il Macerata Football Club. Le prime gare sono solo delle esibizioni tra le squadre citate, che rappresentavano diversi quartieri cittadini.

Ai primi del novecento il football veniva giocato all’interno dello Sferisterio questo causò alcuni problemi e le autorità decisero che le manifestazioni sportive si sarebbero tenute a Piazza dell’Armi, oggi centro della città ma all’epoca zona periferica. Successivamente, fu costruito in quella zona il campo sportivo della Vittoria.

Negli anni venti le quattro squadre cittadine in attività vengono fuse. Così, nel 1922, il Macerata F.C., l’Helvia Recina, la Virtus e la Robur, che sarà successivamente rifondata, danno vita all’Unione Calcistica Maceratese. Il colore scelto è l’azzurro, modificato nel 1935 quando si decide di giocare con la maglia biancorossa in omaggio al vessillo comunale.

La Maceratese di oggi gioca (in Promozione) come una ref. 4 o una ref. 52 (strisce rosso e bianco verticali e calzoncino bianco o rosso).

ANCONITANA (REF. 1 PURA DAL 1922/1923 AL 1925/1926)

L’Unione Sportiva Anconitana venne fondata il 5 marzo del 1905 in un piccolo magazzino del Teatro delle Muse. In quegli anni il calcio ancora non era diffusissimo e furono i marinai inglesi che approdavano al Porto di Ancona a dare il via ad una pratica più convinta di questo gioco, ma la sua diffusione in città è legata anche a un giovane, Pietro Recchi, che un giorno, trovandosi a Liverpool per lavoro, ebbe l’occasione di assistere ad una partita di football e se ne innamorò, da qui la divisa completamente rossa. Le prime partite di un certo rilievo furono disputate contro i marinai inglesi presenti in città e il primo incontro reso noto dalle cronache cittadine è datato 19 febbraio 1911, partita disputata tra l’Anconitana e la squadra del piroscafo inglese Britannia, terminato con un pareggio.

Solo nel 1921-1922 debuttò nel campionato di massima serie, allora denominato Prima Divisione e gestito dalla CCI. La squadra, inserita nel campionato meridionale, vinse il girone marchigiano, ma venne poi eliminata nella fase finale della Lega Sud, la cui vincente poi affrontava la vincente della Lega Nord nella finalissima scudetto. Nella stagione successiva l’Anconitana, unica iscritta nelle Marche, venne ammessa automaticamente alle semifinali Lega Sud, nelle quali arrivò seconda e sfiorando l’accesso alla finale.

Nella stagione 1923-1924 i marchigiani invece arrivarono quarti e ultimi nel girone delle semifinali. Nel campionato successivo invece, gli anconitani vinsero il proprio girone, conquistando così il diritto di giocarsi l’accesso alla finale scudetto contro il Bologna nella finale della Lega Sud contro l’Alba Roma. I romani prevalsero nel doppio confronto, salvo poi soccombere nella disputa per il tricolore contro i bolognesi.

Nella stagione 1925-1926 l’Anconitana rivinse il girone marchigiano a due squadre, contro la Maceratese, qualificandosi alla semifinale di Lega Sud dove arrivò terza.

L’attuale Anconitana, che gioca in Eccellenza, ha ripreso i colori del 1905, ovvero il completo tutto rosso stile Liverpool, ref. 41. Ma gioca ancora anche come una ref. 1.

TRIESTINA 1928/1929 (REF. 1 CON ALABARDA)

I colori sociali della squadra erano quelli della città di Trieste: il bianco e il rosso. Storicamente la divisa prevede la maglia color rosso fuoco, i calzoncini bianchi e i calzettoni anch’essi rossi. Anche se non sempre è stato così. Inizialmente i calzoncini e i calzettoni erano neri. I primi diventeranno bianchi quasi subito mentre i calzettoni diventeranno rossi solo del secondo dopoguerra. Caratteristica sempre presente è lo scudetto con l’alabarda posto sul petto. Per tale ragione, e visto che nel passato era raro che sulle maglie delle squadre apparisse il simbolo della società, la definizione cromatica dei giocatori della Triestina era di rossoalabardati (e non, erroneamente, biancorossi). La seconda divisa invece, era tradizionalmente bianca per intero.

C’mon Zac! C’mon Seasiders! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Non moltissimo tempo fa, nel mese di luglio, ho scritto della squadra nordirlandese del Bangor.

Oggi è tuttora in piena attività, ha una squadra femminile, un fiorente settore giovanile con ben otto categorie coperte!

E quel che più conta, Zac è il loro miglior giocatore!!!

Bangor 2020/2021, calzoncino blu!
Zac è l’uomo partita! A Subbuteo come nel calcio!

Il Bangor Football Club è una società calcistica nordirlandese con sede nella città di Bangor. Fondata nel 1918, oggi milita nella seconda serie nazionale, la IFA Championship 1. Possiede anche una sezione femminile.
Disputa i match interni nello stadio Clandeboye Park, che ospita 2.850 spettatori, di cui 504 seduti.
Nella sua storia ha conquistato una Irish Cup ed una Irish Football League Cup nel 1993; ha inoltre disputato tre edizioni delle coppe europee.

A Subbuteo si rende prevalentemente con le ref. 26 e 121.

Ref. 26 con calzoncino nero come da catalogo
Ref. 26 Replica Santiago con calzoncino nero
Ref. 26 con calzoncino blu
Ref. 121