L’ospitale Ospitaletto #PlaySubbuteo #Subbuteo

Restiamo in Lombardia, ma ci spostiamo un centinaio di chilometri verso est, in direzione della città di Brescia, la Leonessa d’Italia, nonchè la ref. 97 del catalogo Subbuteo. Non sono in molti a saperlo, ma le prime uniformi del Brescia, che oggi conosciamo per il colore azzurro e per la più o meno grande “V” bianca che ha sulla maglia, sono state a strisce verticali arancio e blu! Erano i colori della Forti e Liberi, che poi si fuse con il Brescia FBC. Questo nel 1912. Poi, nel 1914, sono comparse le casacche azzure con i bordi bianchi…

Poco prima di Brescia si trova l’ospitale Ospitaletto, che fin dai tempi antichi era un posto dove ci si riposava (e chi doveva cambiare i cavalli poteva farlo lì) perchè praticamente da sempre lì c’era per l’appunto un hospitale. La prima attestazione dell’Hospitale S. Jacobi, dedicato a Giacomo di Compostela (san Jacopo de Compostela, assieme alla Francigena uno dei principali cammini europei), protettore dei viandanti, risale all’843, quando il vescovo di Brescia Ramperto ne affidò la giurisdizione al monastero di san Faustino. Nel documento è definito hospitale ducis (ospedale del duca) e hospitale Dni (ospedale Domini, ospedale del Signore), facendo intuire che in epoca longobarda fu soggetto al Duca di Brescia.

Era una cittadina campagnola Ospitaletto, basta vedere il suo stemma municipale.

La vanga parla chiara. I rami di lupino o di quercia (in dialetto loer) pure. La cittadina più vicina all’Hospitale in origine era Lovernato, ma pian piano il centro si sposò verso il primo, cosicchè oggi le parti si sono rovesciate ed il paese di Lovernato (della famiglia con il nome che richiamava le querce) è diventato una frazione del comune di Ospitaletto. Ah, per chi se lo chiedesse gli uccelli sono due quaglie, addossate si dice in araldica perchè si danno la schiena (l’esame di araldica è stato uno dei più bei corsi opzionali che ho fatto alla Pontificia Università Lateranense, dove ho preso il Dottorato in Utroque Iure; sapeste quante cose si imparano guardando, meglio, sapendo leggere uno scudo o uno stemma).

Ospitaletto in seguito è diventato un centro di produzione tessile, seta e maglifici. Negli ultimi anni del XX secolo si è sviluppato il settore siderurgico, poi andato in crisi, e la produzione di componentistica per il gas e le macchine utensili .

Il calcio ad Ospitaletto è arrivato nel 1923 con la fondazione dell’Ospitalettese che vestiva come uno dei tanti blue team: maglia blu e calzoncini bianchi la prima maglia, l’inverso per la seconda (ref. 2 e ref. 18).

Poi si racconta che un loro dirigente fece un viaggio in Sicilia e fu sopraffatto dalla visione di una sterminata fila di alberi di arancio pronti per il raccolto… Fatto sta che già nel 1960 la maglia divenne arancione, e l’arancione il colore dominante, unito al blu nei bordi o nei calzoncini, oppure al bianco.

La maglia usata nel 1960 era una ref. 13, come il Blackpool o l’Olanda.

Ma la maglia principale è come quella dell’Oldham, della Pistoiese. Maglia arancio con i bordi blu , calzoncini blu, calzettoni arancio.

My Oldham

Spesso è stato ed è usato un completo tutto arancione (ref. 49, ma con l’arancio più intenso).

My Pistoiese
Ospitaletto dipinto per l’OSC Insomma di Ancona, nel 2015. FORMAZIONE OSPITALETTO : Graziani, Carnasciali, Baiguera, Burgato, Carlo, Farsoni, Finardi, Mazzucchelli, Guerra, Zinelli, Rossi. All.Moro.

Dimenticavo di elencare le diverse denominazioni:

  • 1923 – 1944: Ospitalettese
  • 1945 – 1963: Associazione Calcio Ospitaletto
  • 1963 – 1968: PYE Ospitaletto
  • 1968 – 2000: Associazione Calcio Ospitaletto
  • 2000 – oggi: Football Club Ospitaletto 2000

Il periodo migliore fu quello trascorso nel calcio di serie C (C1 e C2) tra il 1982 ed il 1998.

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