Sempre in Primera: l’Athletic! #PlaySubbuteo #Subbuteo

E’ decisamente, senza tema di smentite, una tra le squadre, vere e di Subbuteo che ho più nel cuore. La mia prima ref., club edition a parte, è stata la ref. 9, Southampton, Sunderland e Athletic per me. Ed il calcio, il football, a Bilbao e nei Paesi Baschi ci arrivò proprio dal porto di Southampton! Ci mise tempo ad imporsi, nella terra della pelota, ma ci riuscì, ed oggi l’Athletic per i baschi è come il Barcelona per i catalani: molto più che un semplice club di calcio. Una identità, un simbolo di identità nazionale.

Ho due versioni dell’Athletic nella mia collezione. Anzitutto la ref. 9, poi la replica con la maglia della finale di coppa UEFA persa, ma solo per la regola del gol in trasferta, contro la Juventus nel 1976/1977.

Athletic 1976/1977

L’Athletic Club, meglio noto come Athletic Bilbao, o meglio ancora semplicemente Athletic è una società calcistica spagnola con sede a Bilbao, situata nella provincia di Biscaglia, nei Paesi Baschi. Milita nella massima serie del campionato spagnolo.

Riprendo da Wikipedia:

La storia dell’Athletic Club non può prescindere dalla situazione presente in Biscaglia alla fine del XIX secolo. Durante questo periodo nel porto di Bilbao giungevano numerose navi provenienti dal Regno Unito cariche di materie prime necessarie alla fiorente industria biscaglina. Insieme con le materie prime giungevano in Spagna anche numerosi tecnici e lavoratori inglesi, portando con loro la propria cultura. In un progetto di scambio culturale i giovani bilbaini della borghesia si recavano nel Regno Unito per studiare nei prestigiosi college inglesi, apprendendo così la cultura inglese.

Questo continuo interscambio culturale fece sì che si importasse in Biscaglia uno sport tipicamente inglese, il foot-ball, che si aggiunse agli sport baschi tipici della zona, che all’epoca erano gli unici conosciuti e praticati. La curiosità per questo nuovo sport presto si trasformò in passione e in breve tempo nacque la prima squadra cittadina, il Bilbao Foot-ball Club.

Il diffondersi del nuovo sport non si fermò qui e presto divenne un fenomeno regionale tanto da far nascere, nel 1898, il primo club basco, l’Athletic Club. Nel febbraio del 1901 vennero redatte le regole di gestione del club che furono accettate e rese effettive l’11 giugno. Dopo aver ricevuto il permesso dal governo civile il club divenne effettivo il 5 settembre 1901 con 33 membri fondatori e un presidente, Luis Márquez Marmolejo.

Inizialmente ci fu rivalità con il già esistente Bilbao Foot-ball Club, ma poi le due società decisero di unirsi creando una formazione chiamata Bizkaia. Questa squadra vinse la prima coppa nazionale nel 1902 sconfiggendo il Barcelona per due reti a una.

Gli inizi della storia dell’Athletic Club sono fatti di vittorie. Infatti i primi anni della sua storia la squadra vince di nuovo il campionato spagnolo oltre ad altri tornei, come ad esempio la Coppa di Biscaglia, e numerose amichevoli. Una data storica è quella che vede per la prima volta i giocatori dell’Athletic Club vestirsi di rojiblanco, ovvero di rosso e bianco. Questa data è il 9 gennaio 1910 e questi colori accompagneranno il Club per sempre.

È uno dei tre club spagnoli ad aver partecipato a tutte le edizioni della Primera División (record condiviso con il Real Madrid e il Barcellona). È inoltre, dopo Barcellona e Real Madrid, la terza squadra più titolata di Spagna, potendo annoverare nel suo palmarès 8 campionati di massima divisione, 23 Coppe del Re, 2 Supercoppe di Spagna e una Coppa Eva Duarte, per un totale di 34 trofei ufficiali, tutti a livello nazionale.

A livello europeo i migliori risultati sono la finale di Coppa UEFA del 1976-1977, che la squadra perse contro la Juventus per la regola dei gol in trasferta (sconfitta per 0-1 a Torino, successo per 2-1 a Bilbao), e la finale di UEFA Europa League del 2011-2012, con sconfitta subita dall’Atlético Madrid per 3-0 in finale. In precedenza il Bilbao aveva perso la finale della Coppa Latina nel 1956 contro il Milan per 3-1.

Il club è noto per la sua politica di tesseramento di soli giocatori baschi o di origini basche (sia di Hegoalde che di Iparralde), oppure che si siano formati nelle giovanili di un club basco.

Se osservate il riepilogo degli stemmi e delle maglie vi appare chiaramente come l’Ateltico Madrid di cui vi ho appena scritto sia stato inizialmente una loro “succursale” in terra di Castiglia.

Di seguito vi posto altri stemmi di altre realtà calcistiche di Bilbao di inizio XX secolo, città bellissima, che ho personalmente visitato già due volte (e non vedo l’ora che arrivi la terza!).

I Colchoneros, ovvero gli aviatori di Madrid #PlaySubbuteo #Subbuteo

Questo post ovviamente è dedicato all’Atletico Madrid, ovvero al Club Atlético de Madrid, che ho nella mia collezione, oltre che con la maglia “ufficiale” del catalogo, la ref. 226, con quella con cui vinse la Coppa delle Coppe nel 1961/1962 dopo una doppia finale con la Fiorentina terminata 1-1 e poi 3-0 per gli spagnoli (all’epoca non usavano i calci di rigore).

Non mi dilungherò molto nel presentarvi la squadra, che ha già altri due post dedicati in questo blog. Ma vi intratterrò con due curiosità che ho scoperto leggendomi tutto il testo di presentazione storica della Futbolteca.

La prima è che la squadra nasce come squadra succursale di quello che è l’Athletic per eccellenza, ovvero la squadra basca di Bilbao. Lo si vede anche dai primi stemmi e timbri (quello del 1910 è, direi, “parlante”).

Ci mise parecchio l’Atletico di Madrid a staccarsi dalla tutela basca.
Tra le tappe di questo distacco il suo trasformarsi nel periodo subito precedente e della seconda guerra mondiale nella squadra dell’Aviacion Nacional, quella che sarebbe la nostra Aeronautica Militare. Facile immaginare i colori della maglia della squadra in quel periodo.


Il nome di Atletico Madrid, e la maglia storica a strisce verticali bianco e rosso con calzoncino blu sarebbero tornati a partire dalla stagione 1942/1943.

Da notare la maglia simil ref. 31 (Blackburn Rovers) del 1903 e quella stile ref. 4 (Stoke City) del 1911.

Real Club Deportivo Mallorca #PlaySubbuteo #Subbuteo

Maiorca è un’isola del Mediterraneo che fa parte dell’arcipelago delle Baleari. L’isola è conosciuta per i resort balneari, le baie protette, le montagne di roccia calcarea e i resti romani e moreschi. La capitale Palma ha una vivace vita notturna e ospita inoltre il palazzo reale dell’Almudaina e la cattedrale di Santa María, risalente al XIII secolo. Sull’isola si trovano paesini in pietra come Pollença, con gallerie d’arte e festival musicali, e Fornalutx, situata sulle colline e circondata da agrumeti.

La squadra della capitale è il Real Club Deportivo Mallorca che ho nella mia collezione con la maglia della stagione 1998/1999 in cui (aveva vinto ad agosto 1998 la Supercoppa di Spagna) arrivò in finale di Coppa delle Coppe perdendo in finale con La Lazio a Birmingham per 2-1.

Subbuteisticamente parlando si tratta di una ref. 14 (tipo Swindon Town). Nella storia possiamo distinguere un primo periodo in cui i calzoncini erano ordinariamente blu (tipo ref. 1948, dal 1916 al 1961) ed un secondo in cui erano ordinariamente neri (dal 1961 ad oggi). Eccezionalmente ha usato dei completi rossi stile ref. 41 (Liverpool), o i calzoncini ed i calzettoni di colore bianco stile ref. 161 (URSS).

Ha cambiato nome e stemma diverse volte. Partiamo dal nome:

Sociedad Alfonso XIII Foot-Ball Club (1916)
Real Sociedad Alfonso XIII Foot-Ball Club (1916-1931)
Club Deportivo Mallorca (1931-1949)
Real Club Deportivo Mallorca (1949-1965)
Real Mallorca (1965-1980)
Real Club Deportivo Mallorca (1980-1992)
Real Club Deportivo Mallorca, S.A.D. (1992-)

Proseguiamo con lo stemma, anzi, gli, stemmi…

Quest’anno ha giocato in Primeira Division ma è arrivato diciannovesimo (su venti) ed è quindi retrocesso in Segunda A.

Il gelato preferito dal mi’ babbo #PlaySubbuteo #Subbuteo

Mio padre Giovanni (oggi sono in vena di pensieri “familiari”) non l’ho mai chiamato papà. Era originario di un paesetto dell’Alto Casentino, verso Poppi e La Verna, di nome Raggiolo. Ed io, da buon figlio di toscano, papà non mi sono mai sognato di dirlo, sempre “Babbo!”.

Il gelato preferito del mi’babbo, quello che invariabilmente sceglieva, era il gelato al Malaga, che mia madre mi consentiva di scegliere solo talvolta perché, diceva, c’era il liquore ed il liquore ai bambini non fa bene.

Così scoprii che il Malaga era un vino dolce e liquoroso, simile al Vin Santo Toscano (probabilmente per questo piaceva al babbo) o al Marsala, che veniva prodotto in Andalusia, nel profondo sud della Spagna.

Veniva e viene prodotto, tuttora la zona è famosa per questo prodotto di assoluta eccellenza. Ovviamente ce ne sono di diversi tipi, la gradazione va dai 13 ai 22 gradi, adatto dalla tavola al dessert.

La città di Malaga ovviamente non prende il nome dal vino, ma glielo dà. La radice é quasi sicuramente dalla parola malak o melek che sta ad indicare la regalità, l’essere re.

Malaga è una bellissima e grande città, seicentomila abitanti più o meno, definita la capitale della Costa del Sol.

Infinite sono le cose interessanti da vedere. dall’arena romana, al museo di Picasso, originario della città, dalla fortezza medievale dell’Alcazaba alla Plaza de Toros, dal castello di Gibralfaro alla Cattedrale… per non parlare delle spiagge, dei locali caratteristici, ecc…

La squadra di calcio cittadina è il Málaga Club de Fútbol, che ho nella mia collezione con la maglia della stagione 2002/2003. In quell’anno la squadra vinse la Coppa Intertoto. Unico altro risultato di prestigio in campo internazionale i quarti di finale di Champions League giocati nella stagione 2012/2013.

Malaga 2002/2003

Un’altra ref. 51, come vedete. Anche il Malaga ha usato all’inizio i calzoncini di colore nero (ref. 22) prima che blu, ed ha anche indossato nei primi tempi una maglia semplicemente celeste con i calzoncini bianchi, tipo il Celta Vigo o la Lazio. Ora spesso indossa il calzoncino bianco e tende al celeste, quindi sono utilizzabili anche le ref. 3 o 254.

Lo stemma sportivo è di tipo svizzero (ricordate? con incavati al capo), è molto semplice e non mi dispiace affatto.

La squadra originale è il Málaga Football Club che disputò la sua prima partita di cui si abbia memoria scritta il 3 aprile 1904. Il 25 maggio 1948 nacque il Club Atlético Malagueño che poi divenne il Málaga Club de Fútbol che conosciamo oggi.

Gioca in Segunda A (o Liga SmartBank).

Il Málaga Club de Fútbol ha una squadra filiale che gioca in Tercera Division, Grupo IX, e che è l’Atlético Malagueño, fondato nel 1990. La maglia è identica ma i calzoncini sono bianchi e lo si rende con la ref. 3 o la ref. 254 (anche nel caso del Malaga varia nella storia l’intensità dell’azzurro, verso il blu o verso il celeste).

Dal casello al Castello! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Mia moglie Antonella ha la famiglia originaria di un piccolo paese calabrese, Cerchiara di Calabria, tra lo Ionio (diciamo all’altezza di Sibari) e le montagne del Pollino. Sono parecchie ore di macchina da Roma. Sappiamo di essere quasi arrivati quando passiamo il casello di Lauria, sull’autostrada del Sole. Tutto avrei pensato, scrivendo questi post sulle squadre spagnole di calcio e Subbuteo, meno che trovarmi proiettato lì…

Eh si, perchè, documentandomi sulla seconda squadra di Barcellona, il Reial Club Deportiu Espanyol de Barcelona, noto come RCD Espanyol o più semplicemente Espanyol ho scoperto che i suoi colori sociali, il bianco e l’azzurro con i quali veste a partire dal 1909 fino ad oggi, sono i colori di Roger o Ruggero di Lauria, nato a Scalea, per l’appunto in Calabria, i cui genitori erano signori di Lauria e dintorni, tra Calabria e Basilicata.

Lo scudo di Ruggero di Lauria

Era un ammiraglio, una specie di capitano di ventura, che combattè per il re di Aragona facendosi grande onore! Visse tra il 1245 ed il 1305.

Del suo castello, o meglio del castello della sua famiglia in Italia resta davvero poco e, posso garantire, sono pochissimi quelli che sanno della sua esistenza.

Rovine del Castello di Lauria

Mentre in Spagna si sprecano statue ed onorificenze, nonchè un sontuoso sepolcro, e la memoria nei nomi di navi militari e divisioni di fanteria aviotrasportate a lui intitolate, ed inglobate tra i Paracadutisti spagnoli. Visto che Ruggero, a quanto scrivono le antiche cronache, sprezzava ogni pericolo, pur calcolando bene i rischi delle sue azioni militari. Come appunto fa ogni buon comandante militare.

Questa quindi l’origine dei colori dell’Espanyol. La prima squadra con questo nome (Sociedad Espanola) in realtà si vestì di giallo (secondo alcune fonti con i calzoncini bianchi, secondo altre con i calzoncini blu). Poi si passò allo stile ref. 18, maglia bianca e calzoncini blu.

Infine si arrivò alla scelta definitiva. Dei colori di Lauria in versione strisce verticali, prima con il calzoncino nero (più o meno dal 1909 all’inizio della seconda guerra mondiale), poi con il calzoncino blu.

Una curiosità, alle origini in realtà c’è una squadra di un Circolo di Artisti. Strani tipi gli artisti, si sa. Scelsero di chiamarsi X Sporting Club. Esatto solo X! E da bravi artisti si vestivano tutti di bianco con i calzettoni neri… Poi si fusero con la Sociedad Española di cui sopra…

L’Espanyol su 89 campionati disputati ne ha fatti ben 85 in Primera Division e solo 4 in Segunda. Il prossimo sarà il quinto perché nel disastroso campionato 2019/2020 si è classificato ultimo con la miseria di 25 punti. E non è stata colpa del COVID, era già inguaiatissimo prima della sosta forzata.

Nel suo palmarés ha quattro coppe di Spagna (1929, 1940, 2000 e 2006) e due finali di coppa Uefa, entrambe perse ai calci di rigore; contro il Bayer Leverkusen nel 1986/1987 e contro il Siviglia nel 2006/2007.

Nella mia collezione Subbuteo è la squadra del 1986/1987.

Il Deportivo, per eccellenza, riveduto e corretto #PlaySubbuteo #Subbuteo

Deportivo, ovvero sportivo, è parola spagnola comune ad una infinità di squadre di calcio. Ma se parli di “El Deportivo“, tutti capiscono che stai parlando del Deportivo La Coruña. “Riveduto e corretto” mi riferisco alla definizione in breve che di questa squadra dà Wikipedia e che mi tocca aggiornare poiché è appena retrocesso in Terza Divisione, in Segunda B.

Il Real Club Deportivo de La Coruña, meglio noto come Deportivo La Coruña o più semplicemente come Deportivo, è una società calcistica spagnola della città di A Coruña, in Galizia. Milita attualmente nella Segunda División B del campionato spagnolo di calcio.
Il primo nome adottato dal club fu Club Deportivo de la Sala Calvet, uno dei ginnasi della A Coruña dell’epoca. Nel 1909 la squadra assunse il nome attuale, ottenendo anche l’appellativo Real e l’uso della corona avendo accettato Alfonso XIII la presidenza onoraria.
Fondato nel 1906, nella sua storia ha vinto un campionato spagnolo (2000), due Coppe del Re (1995 e 2002) e tre Supercoppe di Spagna (1995, 2000 e 2002). Ha partecipato a cinque edizioni consecutive della UEFA Champions League dal 2000-2001 al 2004-2005, arrivando in semifinale nel 2003-2004.

Nella mia collezione è presente la squadra che ha vinto Campionato e Supercoppa di Spagna nella stagione 1999/2000.

Sapete già dal post precedente, dedicato agli acerrimi rivali regionali del Celta Vigo, che è una squadra galiziana della città di A Coruña.

Dall’immagine riassuntiva delle sue divise, sappiamo che è una ref. 51 del catalogo Subbuteo. Varia giusto la tonalità più o meno accesa dell’azzurro, che spazia da quello, diciamo, tipo Napoli o Pescara, al blue royal del Chelsea.

Fa eccezione solo la maglia di esordio, del 1906, che è tipo Preston North End, a Subbuteo ref. 18. Il nome attuale della squadra risale al 1912. Il precedente era Deportivo Sala Calvet e lo stemma era caratterizzato prima dalle sole due lettere iniziali intrecciate, poi contornate da una cinta, infine surmontate dall’immancabile corona reale quando il Sala Calvet si fuse con il Real Club Coruña. Il nome di Real Club Deportivo de La Coruña risale al 1940.

Stemma del Real Club Coruña

Ma come si chiama la città del Depor? A Coruña, La Coruña, o semplicemente Coruña? Domanda legittima, la confusione regna sovrana anche in rete, tanto che le autorità hanno dovuto emettere una sorta di spiegazione:

A Coruña è la denominazione ufficiale della città, conforme alla Lei 3/1983 della Giunta di Galizia. È la versione galiziana del nome e la versione accettata ufficialmente dallo Stato spagnolo. Nella documentazione ufficiale, è valida pertanto solo la versione «A Coruña»

La Coruña è la versione castigliana raccomandata dalla Real Academia Española de la Lengua, usata abitualmente nei documenti non ufficiali e tra conversazioni informali tra popolazione che parla spagnolo.

Coruña è la forma del toponimo senza l’articolo, usato frequentemente in entrambe le lingue per uso colloquiale molto abituale: alcuni hanno proposto anche questa versione come ufficiale.

Tradotto dal burocratese, le autorità disputano tra le prime due forme, e la gente al mercato usa la terza…

Lo stemma de A Coruña è uno scudo azzurro (colore del mare, frequentissimo nelle città portuali) con al centro la Torre di Ercole, noto monumento simbolo della città, colorata d’argento e posta su una formazione di scogli recanti un teschio. Il tutto è circondato da sette conchiglie dorate, mentre lo stemma nel complesso è sormontato dalla corona reale spagnola.

Gli elementi sono di facile interpretazione: la Torre di Ercole, faro di circa 2000 anni e di origine romana, è il più famoso monumento della città e considerato un vero e proprio simbolo.

Gli scogli rappresentano il territorio della città, posta su un promontorio impervio sul mare. Più incerto il teschio, che dovrebbe raffigurare la pericolosità delle acque marine della città, richiamando il nome della costa, Costa della Morte.
Le conchiglie rappresentano le tappe del Cammino di Santiago di Compostela: A Coruña non è propriamente posta sul tragitto originale, ma non di rado i pellegrini deviano qualche giorno visitando la città e il mare.

Da una antica foto al Celta Vigo #PlaySubbuteo #Subbuteo

La foto che vedete qui sopra è del 1908. La squadra tutta bianca con i calzettoni scuri è il Real Madrid, allora semplicemente Madrid Club de Fùtbol. La squadra con la maglia bipartita alternata rossa e bianca è il Vigo Sporting Club, squadra galiziana. Vinse il Madrid per 2-1.

A Vigo capirono che per competere occorreva unire le forze, così, sotto il motto di Todo por y para Vigo iniziò una serie di fusioni, dapprima con il Real Club Fortuna de Vigo.

Poi con il Vigo Sporting Club.

Infine si arrivò il 23 febbraio 1924 al Real Club Celta, antesignano della squadra attuale. Gli inizi furono incerti quanto al colore, ma già a fine 1924, inizio 1925 si arrivò al celeste e bianco della maglia di oggi. Il soprannome della squadra, manco a dirlo, è los celestes.

Perché Celta? Perché i Celti furono i primi abitanti della zona, come testimoniano tuttora i resti degli insediamenti risalenti addirittura all’Età del Ferro.

Parenti dei Celti e dei Britanni quindi. E, trattandosi di un porto dell’estremo nord-ovest spagnolo non poteva essere altrimenti! Vigo fu uno dei primi porti/posti dove gli inglesi arrivarono ed introdussero il football.

Il Nord Ovest della Spagna (per capirci “sopra” il Portogallo), è la Galizia. Il porto concorrente è quella di A Coruña.

Con il Deportivo è la rivalità calcistica più forte (siamo 50 vittorie a 45 per Vigo attualmente). Ma la città galiziana più conosciuta è senz’altro Santiago de Compostela. Così il Celta ha sulla maglia e nel simbolo una Croce di Santiago rossa.
Il resto del simbolo è facile da comprendere, si tratta della corona di Spagna e delle iniziali del club su fondo celeste.

Croce di Santiago

La squadra non è tra le più famose delle spagnole, ma è senz’altro tra le più forti. Vanta ben 54 stagioni in Prima Divisione (Primeira Liga o Liga Santander), 33 in Seconda (Segunda A o Liga Smartbank) e solo 1 in Terza (Segunda B).

Ebbe il suo periodo d’oro tra il 1997 ed il 2003. Nel 2000/2001 perse con il Real Zaragoza la finale di Coppa del Re. Nella mia collezione è la riproduzione della squadra di quell’anno. Notare la bella riproduzione della Croce di Santiago.

Di recente, nel 2016/2017, ha raggiunto la semifinale di Europa League.

Lo Storico #PlaySubbuteo #Subbuteo

Lo Storico, El Historico è il soprannome del club spagnolo, orgogliosamente basco, dell’Arenas Club de Getxo, situato a due passi da Bilbao, sempre sul fiume Nerviòn. Una specie di sbocco al mare per la città.

Perché “El Historico”? Perché, chiarisce già nel titolo il loro sito web, club… Fundado en 1909. Campeón de Copa 1919. Fundador de la Liga 1928.

Chiaro no? L’Arenas F.c. poi Arenas Club, poi Arenas Club de Getxo ha al suo attivo ben 7 campionati di Prima Divisione (con un terzo posto dietro Bilbao e Barcellona nel 1919/20), una finale di Coppa del Re vinta (5-2 sul Barcellona, nel 1918/1919), tre finali di Coppa del Re perse.

La versione 1918/1919 è quella che ho nella mia collezione di squadre di Subbuteo.

L’Historico fin dalle origini usa i colori rossoneri e la maglia rossonera a strisce verticali, sia con i calzoncini bianchi (come il Milan, ref. 57) sia con i calzoncini neri (come il Bournemouth, ref. 76).

Dalla stagione 2015/2016 gioca nella Seconda Divisione B, Segunda B, che è il terzo livello del calcio spagnolo. Manca dalla Primera Division dal 1934/35.

Foto 2019/2020

Perchè Arenas? Perchè il quartiere di Las Arenas è quello dove si trova la spiaggia omonima…

Oggi gioco con i Babazorros! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Criptico? Mi trovate criptico? In effetti capite con cosa gioco giusto se siete baschi e della zona di Vitoria. Babazorros è il soprannome dei tifosi della squadra di calcio del Deportivo Alavés (nonché degli abitanti in genere di Vitoria-Gasteiz), club calcistico di Vitoria di antica tradizione (fondato nel 1921, il prossimo anno ne compie 100!).

D’altra parte, se vi avessi scritto che giocavo con i biancoazzurri (albiazules è l’altro soprannome) sarei stato troppo generico.

Che significa babazorros? Zorro penso che lo sapete, significa Volpe in castigliano, ma sacco in basco, in euskera! Baba (o in castigliano haba, sono i fagioli, che da quelle parti vengono coltivati in grande quantità). Quindi il soprannome significa letteralmente, in basco, “quelli che insaccano i fagioli”, ma pian piano le cose si sono mescolate. Così oggi la mascotte è una volpe che si veste di biancazzurro e gioca a fare la corsa nei sacchi!

Un Babazorro Albiazul!

Il Deportivo Alavés gioca in Prima Divisione di Spagna, Liga Santander, dal 2016/2017. Squadra di media o bassa classifica. Il risultato migliore ottenuto finora in assoluta è l’essere stato finalista di Coppa Uefa nel 2000/2001. Perse in finale con il Liverpool ma solo per 5-4, ed al golden goal segnato dai Reds durante il tempo supplementare di gioco.

La finale il Deportivo la giocò con la seconda maglia di quell’anno, un completo blu con la fascia gialla, come il Boca Juniors.

Deportivo Alavés, finale di Coppa Uefa 2000/2001

Possiedo nella mia collezione il Deportivo Alavés 2000/2001 ma con la prima maglia di quell’anno, una bipartita alternata come la ref. 31 (Blackburn Rovers) ma con i colori invertiti (blu a sinistra di chi guarda, bianco a destra di chi guarda).

Il Deportivo Alavés è sempre stato fedele ai colori sociali bianco ed azzurro, ma combinati in diversi modi. Dalla tabella che ora vi posto vedrete che potete renderlo, a seconda dell’anno, anche con una ref. 3, una ref. 22, una ref. 51 (la maglia attuale).

Lo stemma è altrettanto semplice. Una bandierina tipo quelle che pongono sulle navi, bianca ed azzurra.

Vi ricordo che prendo queste immagini con il riepilogo delle maglie e degli stemmi delle squadre spagnole dal sito LaFutbolteca.com che non mi stancherò mai di ringraziare!

La “Franjiverde” #PlaySubbuteo #Subbuteo

“Franjiverde” è il soprannome della squadra spagnola dell’Elche.

Per chi il calcio si limita a guardarlo, il motivo è la grande fascia verde che ne contraddistingue (dal 1926/1927) la maglia del completo bianco.

Per chi, come me, il calcio lo ama e gli piace studiarlo, con o senza la scusa del Subbuteo, il motivo è il suo allenatore ceco, Anton Fivebr, che, si racconta, salì sul tetto del Mirador della Basilica di Santa Maria e vide la striscia verde, in mezzo al bianco delle case, formata dalle Palme, dal Palmeral.

Fino a quel momento l’Elche aveva utilizzato un completo bianco, stile Real Madrid, con i calzettoni neri.

Come vi ho già scritto in un altro post, non c’è una ref. Subbuteo come questa. Per renderla si può usare o una seconda maglia dell’Avellino (nel caso siate patiti dei Lupi dell’Irpinia e ve la siate fatta dipingere), o un Portland Timbers (ref. 269), o una Arabia Saudita che usano un completo bianco con i bordi verdi. Oppure, come sempre vi consiglio, chiedete aiuto ad un pittore di miniature di fiducia.

L’Elche è la squadra della città di Elche o Elx (dall’antico nome romano di Ilici Augusta), nella comunità autonoma valenciana (che si trova a nord della regione di Murcia). Ve ne parlo perchè oggi, a Dio piacendo (incrociate tutte le dita delle mani e dei piedi!) si gioca finalmente l’andata dei playoff per salire in Prima Divisione, in Liga Santander, dalla Seconda, la Liga Smartbank.

I biancoverdi dell’Elche affrontano i bianco azzurri del Real Zaragoza. Nell’altro playoff si affontano i catalani del Girona e gli andalusi dell’Almeria (un derby in biancorosso!).

L’Elche non è una novellina, è una di quelle squadre soprannominate squadre ascensore, perchè fanno spesso su è giù tra la prima, la seconda e la terza divisione (il Spagna la Segunda B); nel caso dell’Elche quasi sempre per problemi finanziari ed economici, raramente per demeriti sportivi.

Miglior risultato della sua storia il quinto posto nel campionato 1963/1964.

Lo stemma della squadra di calcio in buona parte riprende quello cittadino. Vi spiego quello così capite anche questo…

In alto come vedete c’è una dama, vestita da antica romana (ad indicare le origini cittadine), con una palma chiara (ci tornerò sopra) in mano. Lo scudo è ovale e cortado, ossia tagliato in orizzontale. Nella parte superiore la porta della città fortificata con due torri che la proteggono. Nella parte inferiore un ara, un altare dedicato all’imperatore Augusto, contornata dalle iniziali C-I-I-A (Colonia Iulia Ilice Augusta).

Perché la palma è chiara? Perché Elche è famosa nel mondo per la lavorazione delle foglie di palma di colore bianco. Avete presente quelle che durante la Settimana Santa usano il Papa ed i Cardinali in Piazza San Pietro? Vengono da Elche!

Equipo Subbuteo 2K4 Elche C.F. (produzione http://subbuteofutbolmesa.com/)