Santander, la nobile decaduta #PlaySubbuteo #Subbuteo

Perchè nobile decaduta? E in che senso?

Non certo riferendosi alla città. Tutt’altro. Santander, la città, è un importante centro di commercio ed industria, uno snodo per i trasporti aerei, un porto naturale (incuneato nel Golfo di Biscaglia) di prima importanza, un attrezzato centro turistico e balneare. 180.000 abitanti ed una grande attività culturale.

Una città antica e di grande storia; osservare lo stemma civico ci fa conoscere molti episodi di quest’ultima.

Lo stemma di Santander è uno scudo azzurro con vari oggetti all’interno: la torre dorata rappresenta la Torre dell’Oro di Siviglia mentre le catene rotte ed il galeone si riferiscono all’importante partecipazione delle navi cittadine in un’antica battaglia del XIII secolo, dove una grande armata di Castiglia salì il Guadalquivir e infranse le resistenze musulmane, riconquistando Siviglia. I mori avevano infatti messo grosse catene lungo il fiume per impedire alle navi di passare, ma queste furono infrante e le prime imbarcazioni a passare furono quelle di Santander.

Le due teste rappresentano quelle dei martiri sant’Emeterio e san Cheledonio che furono decapitati per la loro fede cristiana, per questo non appare il resto del corpo.

Una bellissima città, tutta da scoprire.

La decadenza vedremo perchè, riguarda il football, ed è cosa recente.

Il Real Racing Club de Santander, fondato nel 1913 (titolo di Real aggiunto nel 1923), è l’unico club della Cantabria ad aver militato nella Prima Divisione del calcio spagnolo (attuale Liga Santander). E per ben 44 anni. Nel 2011/2012 la retrocessione in seconda divisione, proprio alla vigilia del centenario, che avrebbe dato inizio ad una crisi senza precedenti nella storia della squadra.

Dalla seconda divisione, la squadra è passata alla terza (Segunda Division B) iniziando un’altalena che prosegue tuttora. Quest’anno è arrivata l’ennesima retrocessione in Segunda B. La squadra è arrivata ultima (ventiduesima su ventidue) a ben dieci punti dalla terzultima.

LE DIVERSE DENOMINAZIONI DEL CLUB

  • Santander Racing Club (1913-14)
  • Real Santander Racing Club (1914-31)
  • Racing Club de Santander (1931-39)
  • Real Santander Sociedad Deportiva (1939-73)
  • Real Racing Club de Santander (1973-act.)

I colori della squadra sono il bianco, il verde ed il nero. Nel catalogo HW non ce n’è traccia, nel catalogo LW la squadra è riportata alla ref. 36, assieme al Real Betis Siviglia Balompié. Anche se il riferimento non è del tutto corretto perché con la maglia bianca e verde a strisce verticali, i calzoncini sono quasi sempre stati neri, a volte verde, più raramente bianchi. Va bene per raffigurarla quindi anche una ref. 126.

La squadra ha usato anche maglie bianco verdi a strisce orizzontali tipo Celtic Glasgow (ref. 25) o Sporting Lisbona (ref. 277). Ma anche simili al Clyde (ref. 81) però con i calzettoni verdi anzichè rossi. E (non si sono fatti mancare proprio nulla) maglie verdi con calzoncini neri tipo il nostro Venezia (ref. 105).

Da notare che la prima maglia in assoluto, usata anche in occasione del centenario, è stata una ref. 16, ovvero una maglia tipo Gunners.

Le Tre dell’Ave Maria #PlaySubbuteo #Subbuteo

Per prima cosa localizziamoci. Siamo sempre in Spagna, ma dall’estremo sud di Algeciras, passiamo all’estremo Nord (Ovest) della Cantabria, regione iberica confinante con quella dei Paesi baschi.

La Cantabria è tra le regioni più antiche della Spagna, fin dal Paleolitico, fin da 37.000 anni fa, stando alle testimonianze visive della famosissima Grotta di Altamira.

Oggi è una regione dal forte carattere industriale e turistico. Centro principale Santander, sede di uno degli aeroporti principali del paese, dove atterrano ogni anno non so quanti aerei delle compagnie low-cost provenienti dall’Italia… Ci sono atterrato una volta anche io, diretto a Bilbao e Donostia, volando con RyanAir.

Bene, ora che abbiamo capito dove siamo, più o meno, spostiamoci nella nostra meta che è la cittadina di Torrelavega. Il nome è facile capire da cosa deriva, è una contrazione di Torre de la Vega. La città venne fondata nel XIII secolo da Garci Liso de La Vega, nobile al servizio di Alfonso XI, Re di Castiglia, Léon e Galizia.

Il nobile in questione era cristiano, cattolico, e l’Ave Maria l’aveva nello stemma. E lì è rimasta, nel senso che anche nello stemma cittadino di oggi viene richiamata la preghiera mariana per eccellenza.

Colori il giallo ed il rosso della corona spagnola, più il verde. In particolare la bandiera cittadina di Torrelavega è rossoverde; anche di questa esiste la versione “cattolicizzata”, con i Sacri Cuori di Gesù e Maria!

Ok, ora che vi ho illustrato… la seconda parte del titolo del post, veniamo alle prima. Chi sono “Le Tre”? Beh, ovviamente sono le ben tre squadre di calcio della cittadina, curiosamente tutte e tre partecipanti al campionato spagnolo di Tercera Division, gruppo 3 (regione Cantabria).

La squadra più importante (e di più antica fondazione, 1907) è la Real Sociedad Gimnástica de Torrelavega. Quest’anno aveva fatto un ottimo campionato, classificandosi, al momento del blocco della stagione, al secondo posto. Proprio ieri ha giocato la finale del playoff per la promozione in Segunda Division B, ma ha giocato una partita molto deludente ed è stata battuta per 2-0 dai rivali del Laredo, che quindi sono stati promossi al suo posto.

Il nome richiama un pò la assai più blasonata squadra basca del Real Sociedad. Il nome e non solo, perchè la maglia con cui gioca è la stessa. Maglia bianca e blu a strisce verticlai, pantaloncini bianchi.

Una ref. 3 in piena regola quindi. I calzoncini a volte sono stati anche azzurri, quindi è ammesso l’uso della ref. 51 per renderla sul tavolo da gioco. Seconda maglia una ref. 42 (completo blu royal) e terza maglia una ref. 41 (completo rosso).

Ha partecipato per 9 volte ai campionati di Seconda Divisione (attuale Liga Smart Bank) e per 16 a quelli di Terza (Segunda Division B).

Gioca al capiente stadio di El Malecon (11.000 posti).

L’azzurro, come forse sapete, è il colore mariano per eccellenza. A quei colori così si rifà anche la seconda squadra cittadina, la seconda dell’Ave Maria, che è il Barreda Balompié, fondato nel 1917.

Subbuteisticamente parlando siamo nel campo della ref. 51 (Brighton). Seconda maglia rossa con calzoncini neri quest’anno (ref. 14, Swindon).

Il Barreda Balompié conta ben 46 campionati di Tercera Divisiòn. Gioca allo stadio Solway, 5100 posti.

Terza ed ultima dell’Ave Maria è la squadra più recente del panorama cittadino, nata soltanto nel 1983. Il Club Deportivo Tropezòn dirazza dalle altre due anche per i colori e ne prende due su tre dallo stemma cittadino.

Si rende quindi sul tavolo verde del Subbuteo con un bel Norwich, ossia una ref. 28.

Gioca allo Stadio Sant’Anna, 1500 posti, nel quartiere di Tanos, ed ha già al suo attivo 4 campionati in Segunda Division B (terzo livello). Oltre a 22 campionati al quarto livello (l’attuale), 6 al quinto e 2 al sesto.

La verde che gioca in bianco e rosso: l’Algeciras #PlaySubbuteo #Subbuteo

L’Algeciras (continuiamo nella scoperta del campionato spagnolo) è nel catalogo Subbuteo, versione LW, alla ref. 440, una variante della ref. 9 (Athletic, Southampton).

Ma si tratta di uno dei numerosi errori di chi ha compilato il catalogo. Perchè è vero che le prime maglie dell’Algeciras arrivarono lì da Southampton, dal porto britannico dei miei Saints. Le maglie… Ma i calzoncini no! I calzoncini dell’Algeciras sono da sempre stati, e sono tuttora, blu, di diversa intensità, ma sempre blu!

Quindi se proprio si deve trovare una ref. per rendere l’Algeciras correttamente, questa sarà la ref. 226, l’Atletico Madrid, o la nazionale del Paraguay, che, stemmi nazionali a parte, utilizza la stessa divisa.

Perchè nel titolo dico “la verde che gioca in bianco e rosso”? Perchè il nome della città e della corrispettiva squadra di calcio è un nome arabo, corrispondente al nome di una emittente radiotelevisiva satellitare che bel conosciamo, Al Jazeera, che per l’appunto significa “La Verde” (colore “sacro” per la religione islamica).

La città di Algeciras è poco oltre Gibilterra, nel Sud della Spagna, dove le contaminazioni con l’Islam sono per ragioni storiche conosciutissime la normalità.

Panorama di Algeciras

114.00 abitanti, non piccola quindi, la principale risorsa economica del suo territorio è il porto situato nell’omonima baia. Il porto di Algeciras è infatti il principale porto spagnolo per volumi di traffico merci e passeggeri.

Algeciras, Plaza Alta

Luoghi interessanti secondo Wikipedia sono: la Villa Vieja con resti delle mura e della grande moschea araba, i resti romani sulla spiaggia del Riconcillo, i resti delle mura andaluse costruite nel IX secolo durante il regno di Muhammad I, emiro di Cordova, e poi rafforzate quando sbarcarono gli Almoravidi nell’859, che costruirono un barbacane e una seconda cerchia del fosso. Oggi i resti di queste edificazioni e di altre si trovano nel Parque Arqueologico de las Murallas Meriníes.

Guardando però in rete le foto vecchie e nuove, la cosa che più mi ha colpito sono le foto del vecchio stadio, del Mirador! Si giocava praticamente… in acqua sulla riva della Playa de Los Ladrillos.

Una foto impressionante. Oggi al posto dello stadio, che non so perché non è stato conservato e tutelato, tanto era bello, sorge uno dei centomila centro commerciali di Spagna, un Corte Ingles tra i tanti. E’ quell’orrendo parallelepipedo bianco a destra della foto che segue, più gli orrendi altri capannoni a corredo tutto intorno.

Playa de Los Ladrillos

La squadra oggi gioca, dal 1999, nel Nuevo Mirador, 7200 posti. Stadio anonimo, mi scuseranno i tifosi, come tanti.

Ha al suo attivo 9 stagioni in Segunda Division (secondo livello), 16 in Segunda B (terzo livello), 44 in Tercera Division (quarto livello). Nel 2019/2020 ha partecipato alla Segunda Divisionn B, gruppo IV (squadre della Spagna Sud Occidentale).

Come seconda maglia aveva quest’anno un completo tifo ref. 240 (Kif). Maglia nera e calzoncini bianchi.

Una squadra vulcanica: il Lanzarote #PlaySubbuteo #Subbuteo

Visto che in post recente ho già parlato di due squadre delle Isole Canarie, il Las Palmas ed il Tenerife, e che esiste un notissimo proverbio che dice che non c’è due senza tre, oggi gli diamo retta e parliamo di una terza squadra canaria, la squadra di Arrecife, definita la capitale della piccola isola di Lanzarote.

Gioca, l’Union Deportiva Lanzarote, in Tercera Division spagnola, quella che, a dispetto del nome, abbiamo imparato essere in realtà il quarto livello del calcio spagnolo, corrispondente alla nostra serie D.

Gioca nel piccolo stadio Ciudad Deportiva de Lanzarote, 6000 posti, situato anch’esso nel territorio di Arrecife.

Subbuteisticamente parlando, il Lanzarote gioca come la nazionale del suo paese, maglia rossa e calzoncini blu, e si rende quindi con una ref. 48. La seconda maglia di quest’anno tende al tutto bianco, ad essere simile ad una ref. 21 (Leeds), o ad una ref. 94 (Bari), se ci volete mettere un po’ di rosso…

Personalmente mi permetto di… dissentire! In che senso, penserete voi… Nel senso che la piccola isola di Lanzarote è l’unica isola delle Canarie che lo scrivente, Luca Zacchi, abbia visto di persona, girandola in lungo e largo (non ci voleva in realtà poi molto…). Ed i colori che gli sono rimasti più in mente sono due. Il primo è il nero.

Dovete sapere infatti che Lanzarote è un’isola vulcanica, dominata dal vulcano (attivo!) Timanfaya, che in diversi casi l’ha interamente ricoperta. L’attrazione turistica principale dell’isola è il Parco vulcanico, dove, a parte i soliti giochetti per turisti, la cosa più impressionate da fare è percorrere una lunga strada interamente scavata nella roccia. Roccia lavica, roccia nera, roccia durissima! La roccia vulcanica ricopre l’isola se non per intero, poco ci manca. Pensate però che l’isola ha una discreta vocazione agricola, ci cresce dell’uva praticamente ad “altezza suolo” (vedere per credere) ed il vino è di una bontà…

Il secondo colore è il verde, il verde di un lago bellissimo, impressionante per l’intensità (metterò una foto ma, credetemi, nessuna foto rende abbastanza.

Perciò dissento, e dovessi decidere di giocare con il Lanzarote, userei come seconda maglia o un completo nero vulcanico, stile Academica (ref. 272), o la più intensamente verde delle mie Irlande (ref. 320).

Altro da dire? Si, che nasce nel 1970 (è sette anni più giovane di me, sigh!) dalla fusione di ben sette squadre isolane!