Oldham, Oldboy #PlaySubbuteo #Subbuteo

La mia passione per il calcio britannico, come ormai sapete tutti, è datata 1973, come quella per il Subbuteo. Da allora le miniature basculanti ed i giocatori “veri” formano un inestricabile cocktail di passioni nell’animo di chi scrive.

Le mie prime squadre del cuore sono state i Saints, il Southampton (ref. 9) ed i Rangers di Glasgow (ref. 2). Poi sono sorte tante simpatie per questo o quel team. Mi vengono in mente il Preston (ref. 18), Liverpool (ref. 41), Aberdeen (lo rendevo con la ref. 1), il Clyde (ref. 10 o 81).

Quest’anno subbuteistico che va iniziando (nota bene: l’anno subbuteistico è come l’anno scolastico o il campionato di calcio; il prossimo inizia a settembre 2020) ho deciso che sarà l’anno dell’Oldham.

Come ho scritto sul blog, mi sono appassionato a questa squadra giocando la Rapax Cup. L’Oldham Athletic (The Latics) versione subbuteo ha vinto prima la Owls Cup e poi il trofeo principale. Quest’anno festeggia con una maglia speciale il suo centoventicinquesimo anniversario (1895-2020).

Per la precisione però, nel 1895 venne fondato il Pine Villa FC (che giocava nei campionati locali di Manchester e del Lancashire) che nel 1899 si fuse con l’Oldham County dando vita alla squadra dell’Oldham Athletic Association Football Club.

Sicuramente fino al 1907 la maglia della squadra però rimase quella che era la maglia del Pine Villa FC, tipo Atletico Madrid (ref. 226). Maglia a strisce verticali biancorosse e calzoncini blu. Il kit realizzato per l’anniversario di quest’anno rispecchia quella maglia nella maglia da trasferta (away per gli anglofoni).

Il passaggio al bianco e blu avviene nel 1910. Dapprima però si adottano soluzioni tipo WBA (maglia a strisce verticali bianche e azzurre con calzoncini bianchi) o Ipswich Town (maglia azzurra con maniche bianche). La cosa va avanti fino al 1966, poi segue il “periodo arancione”, di cui ho già parlato su questo blog. Maglia arancio e pantaloncini blu, come la nostra Pistoiese anni Ottanta.

Quando io inizio a giocare a Subbuteo (scusate ma la data è fondamentale!) l’Oldham però veste un completo blu come il Chelsea, con i calzettoni bianchi. E così lo trovate citato nella mia personalissima “Bibbia” subbuteistica, il catalogo 1973/1974, assieme a Chelsea, Shrewsbury, Southend, Newcastle Utd (2nd strip), Gillingham e Montrose (questi ultimi scozzesi).

Il Rothmans Football Yearbook 1973/1974 conferma, a pagina 316.

Club Colours: Blue shirt, blue shorts, white stockings.
Change Colours: Orange shirt, blue shorts, white stockings.

Quell’anno il club era in Third Division (terzo livello di allora, corrispondente all’attuale League One). Fu una grande annata per l’Oldham quella. Arrivò primo in classifica e venne promosso in Second Division (l’attuale Championship) dove rimase ininterrottamente fino al 1990/1991, anno della storica promozione in First Division (la nostra Premier League).

Ci restò poco, nel 1994 venne retrocesso e da allora è stata una discesa continua. Prima la seconda divisione, poi la terza (la League One), poi la quarta (la League Two) dal 2018 ad oggi.

Comunque, nel mio personale anno dell’Oldham, l’Oldboy che sono io giocherà con le maglie del 1973/1974. La prima, una ref. 42 originale HW e la seconda, versione replica HW di Astrobase.

Il nome: si dice che risalga all’anno 865, quando gli invasori danesi stabilirono un insediamento chiamato Aldehulme, un titolo che fu deformato dal tempo e dalla lingua e in seguito divenne Oldham. Lo stemma della città è quello dell’antica famiglia Oldham e presenta quattro gufi accanto al motto Sapere Aude o “il coraggio di essere saggio”.

Un ultima cosa sul simbolo-mascotte della squadra che è il gufo. Lo è da sempre per via del nome della citta che richiama in inglese la parola Owl, Gufo in italiano. Il gufo è sempre stato presente sia nello stemma cittadino che nello stemma della squadra di calcio.

Quest’ultimo (il cosidetto crest) ha visto il gufo sopra lo stemma cittadino con il motto “Sapere Aude” (così era nel Rothmans 73/74), il gufo su un pallone da calcio circondato dalle rose dei Lancaster (così nel Rothmans 74/75), il gufo da solo su un pallone da calcio, poi lo stesso gufo sopra un nastro rosso con il nome della squadra, fino allo stilizzato gufo dagli occhi ambrati dei giorni nostri.

L’Oldham Athletic, quello vero, non so come giocherà. Spero che sia un anno tranquillo e che i giocatori ed i suoi tifosi, nell’anno dell’anniversario, possano prendersi qualche soddisfazione. Non ne hanno avute molte negli ultimi anni.

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