Il Gruppo Sportivo Fascio Giovanni Grion #PlaySubbuteo #Subbuteo

La storia dei cosiddetti “nerostellati” (come il glorioso Casale, con cui condividono oltre che il soprannome i colori sociali), raccontata da Wikipedia.

Nacque nell’ambito delle attività del Fascio Autonomo cittadino, intitolato a Giovanni Grion, istriano caduto nel corso della prima guerra mondiale.

Fondato nel 1918, il Fascio Giovanni Grion di Pola adottò una maglia nera con stella bianca, come quella del Casale.

La stella sulla maglia ha però una storia particolare. Dopo la fine della guerra anche a Pola si formarono le prime squadre d’azione dei fasci di combattimento, che indossavano la maglia nera degli arditi. Nei primi mesi del 1919 arrivarono in porto una corvetta ed un sommergibile americani. Sbarcarono da queste dei marinai americani che iniziarono ad andare a bere nei bar locali e a molestare donne e ragazze attaccando in segno di scherno a dei muri delle banconote italiane. Gli arditi reagirono inseguendoli fino al bordo delle navi, ma non riuscirono a raggiungerli. Il giorno seguente gli episodi furono ripetuti e uno degli arditi riuscì a salire su una nave e a strappare una bandiera americana staccando una stella bianca, appuntandosela al petto. Fu da allora che i giocatori del Grion modificarono la maglia facendosi chiamare “i nerostellati”.

Raggiunse l’apice della sua popolarità a partire dall’anno 1932, quando la sua squadra di calcio ottenne la promozione in Serie B. Negli anni venti lanciò Antonio Vojak.

Nel campionato 1933-1934 ottenne un sesto posto, ma al terzo anno tra i cadetti, nel 1934-1935, la squadra, dopo un girone d’andata deludente, non terminò il campionato e si ritirò dalla competizione. Dal 1935, così, il Grion Pola disputò otto stagioni in Serie C. Il torneo 1942-1943 rimase l’ultimo per i nerostellati nel campionato italiano: nel 1944, per motivi bellici, non riuscirono a partecipare al Campionato Alta Italia; dopo la Seconda guerra mondiale, le organizzazioni di matrice fascista furono dissolte e la città di Pola passò alla Jugoslavia.

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