C’è un tempo per giocare… e poi ce n’è pure un altro! Di solito sono due! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Chi mi conosce bene lo sa! Solo la passione per la Bibbia, per la Parola di Dio, pregata, letta e studiata, batte quella per il Subbuteo! Ho 421 ref. ma ho pure a casa una ottantina di edizioni del sacro libro! Subbuteo di tutti i colori, e Bibbie di tutte le lingue, ebraico compreso.

Chi conosce la Bibbia sa che c’è un libro (Qohelet o Ecclesiaste a seconda dell’edizione che preferite) dove si trova, al terzo capitolo questo famoso brano che tutti, credenti o no, conoscono:

1 Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Scherzavo nel titolo dicendo che di solito a Subbuteo o Calcio da Tavolo, o Calcio in miniatura che dir si voglia, c’è un tempo, e poi ce n’è subito un altro. Di durata variabile, di solito 10, 12, o 15 minuti.

Non mi piacciono i tornei dove si gioca tutto di fila, un tempo solo… Perchè vuoi mettere il gusto di riprendere tutto, miniature, portiere e portierino, di portarlo dall’altro lato del tavolo, di cambiare schieramento. Un agonista non sempre lo capisce, lui gioca quasi sempre nello stesso modo, con la squadra schierata nel modo che gli dà più garanzia di vincere.

Un amatore, come me, invece, non ci rinuncia! Passa dal WM al 4-3-3 in un battibaleno…, ha il libero, lo stopper, le ali. Altro che quella sfilza di giocatori tutti in linea!

Ma sto divagando. Due tempi, occorre misurarli! Già Peter Adolph, il creatore del gioco, lo sapeva. E tra gli antichi accessori c’era il mitico set W! Per l’appunto un timer. Lo stesso che si usava in cucina, certo!

Del resto, parliamoci chiaro. Un timer è un timer. Che ci cuoci le uova, o ci misuri il tempo di una partita non cambia granchè.

Quando da ragazzino giocavo in soggiorno, prendevo in prestito il timer di mia madre, in cucina. Era a forma di pomodoro, e faceva un tale fracasso quando suonava… D’altra parte quello avevo, e se proprio dovevo chiedere un prestito alla mia mamma lo facevo per una squadra nuova, non certo per un timer!

Ora ci sono “i cinesi”, ed i timer da tempo si sono perfezionati. Si possono stoppare e far ripartire quando ti pare. Così sul mercato c’è l’imbarazzo della scelta. A 3 € te ne compri uno al Conad, mi diceva tempo fa il mio amico Beniamino…

Anche tra gli accessori proposti dal Subbuteo in edicola, collane “La Leggenda” c’era un bel timer verde dello stesso tipo.

Ma mi ripeto, meglio i meno ingombranti, sottilissimi e più tecnologici timer moderni. Di seguito vi posto una sorta di galleria ripresa dal web. Li producono, meglio, li rivendono più o meno personalizzati praticamente tutti: Extremeworks, Astrobase, Subbuteo Lab, Top Spin, e chiedo scusa se mi dimentico qualcuno… A proposito per chi fosse interessato Extremeworks vi ci stampa sopra quello che volete, basta chiedere… (a lui, non a me!).

Infine, manco a dirlo, ci sono le App sul telefonino, sullo smartphone! Anche lì c’è l’imbarazzo della scelta. Unico problema, per cui io preferisco usare un timer di questi piccoli e piatti, è che il telefonino lo devi poggiare da qualche parte. E sulla tavola da gioco non ce n’è poi tanto di spazio…

Grand Prix di Calcio da Tavolo a Gibilterra #PlaySubbuteo #Subbuteo

Me lo segnala l’amico Claudio Dogali, per molti mr. Extremeworks.

Per tanto tempo gli uomini europei hanno pensato che a Gibilterra finisse il mondo. Lì c’erano le colonne d’Ercole, sui monti Calpe ed Abila. Oltre ai mortali non era lecito andare. Su di esse era la scritta (oggi è diventato un modo di dire…) non plus ultra. Ovvero Non [andare] più avanti di così.

Sappiamo, oggi che non è così, il mondo continua, e pure parecchio, anche se, gira e rigira, si torna sempre al punto di partenza.

Vale pure per il Subbuteo? Ai posteri l’ardua sentenza. Noi intanto giochiamo. Come e dove più ci pare. Quello si che è davvero il non plus ultra. Anche se, purtroppo per loro, non tutti lo capiscono.

Zeugo, storia di un marchio #PlaySubbuteo #Subbuteo

Il marchio Zeugo lo conoscono tutti. Nei negozi di giocattoli, oggi, è tra i principali venditori di materiale per il calcio da tavolo, giocato sia al modo moderno, con le basi piatte, che al modo antico, con le basi basculanti.

Ecco, vedi, mi sono dato dell’antico, devo stare attento a quello che scrivo!

Scherzi a parte, il marchio Zeugo fa parte della storia del calcio in miniatura in Italia, in qualunque modo questo si giochi. Zeugo fa parte della famiglia di marchi proprietà della ditta Parodi. Una mia anche personale benefattrice visto che nei primi anni Settanta, era l’importatrice e il distributore in Italia di tanti giochi meravigliosi. Due di questi riempivano i cassetti della mia camera. Il Meccano e il Subbuteo. E a volte facevano meraviglie assieme. Una volta costruii delle tribune di metallo… E tra il panno e le tribune camminavano i miei camioncini marche Dinky Toys e Matchbox

Che nostalgia ragazzi!

Parodì iniziò ad importare il Subbuteo se non ricordo male nel 1971. Quando la Hasbro , nel 2000, annunciò la cessazione della produzione del gioco concesse alla Parodi di proseguire. Così, esiste una linea di produzione “Subbuteo Parodi”, le famose scatole nere, che più o meno andò avanti da allora fino al 2004.

Foto dal sito Yesterdays Toys, britannico

Ma la Parodi non si fermò lì. Inizio anche la produzione, ovviamente sempre autorizzata, di un simil Subbuteo denominato per l’appunto Zeugo, che significa semplicemente Gioco, in genovese.

Nella foto a sinistra per chi guarda il mitico Edilio Parodi, a destra il mio mitico amico e giocatore (Black Rose!) Luigi Arena da Bari

Racconta in una intervista a “La Stampa” il figlio di Edilio Parodi:

«Siamo stati sin dal 1971 importatori del Subbuteo in Italia. Mio padre Alfredo ha contribuito al suo successo, proponendo squadre, accessori» racconta Arturo Parodi, titolare della Snc genovese col fratello Giovan Battista. «Ma nel ‘97 la Hasbro interrompe il rapporto con tutti i distributori. Così, ci siamo trovati all’improvviso senza lavoro». Seguono cause legali, ma nulla da fare.

Finché nel 2000 il gigante Usa annuncia lo stop alla produzione del Subbuteo, surclassato nei sogni dei bambini delle nuove generazioni dai videogiochi. I Parodi ottengono ancora dalla Hasbro di produrre il Subbuteo in Italia dal 2002 al 2003, poi gli americani li fanno fuori definitivamente. E allora, parte la controffensiva: «Zeugo». «È una versione migliorata, di qualità. I giocatori dipinti a mano, la pallina che gira meglio, le porte più robuste».

Il marchio Zeugo ha da sempre due linee. La principale è quella con le basi piatte, che scorrono meglio e sono senz’altro più facili per chi inizia a giocare, per i bambini. La Zeugo per calcio da tavolo fa un salto di qualità nel 2006 quando Marco De Angelis, conosciuto nell’ambiente dei cultori di questo tipo di gioco come “Mr. Profibase”, creatore, perfezionatore e produttore di tanti tipi di basi professionali, elabora le basi della Zeugo e ne fa delle “simil C8“. Scusatemi il gergo tecnico, sono basi semiprofessionali che permettono un ottimo aggancio, insieme ad un’ottima scorrevolezza sui panni di gioco. Ma mi fermo qui, chi vuole può approfondire sul suo sito.
Zeugo non abbandona però quelli come me rimasti fedeli alla “basculanza”, alle basi che girellano, e nel 2003 lancia una piccola linea, parallela ed economica, per i nostalgici, diciamo così.

La scatola Zeugo 2003 era quadrata, color blu mare e presentava 5 giocatori “in vetrina”.

Le Zeugo con basi piatte del 2006 erano invece in scatole azzurre, rettangolari, e di giocatori che ti osservavano dalle finestrelle di plastica te ne presentavano solo due…

Ultima evoluzione nel 2012. Sempre due linee, una moderna ed una tradizionale. Le scatole ora sono tutte rettangolari, tutte verdi. I giocatori che ti osservano sono sempre in coppia. Le scatole con le miniature basculanti hanno la dicitura “BASI HW” sopra o di lato.

Zeugo ovviamente non produce solo squadre. Ma anche scatole complete per il gioco ed accessori. I migliori a mio modo di vedere, le porte di plastica tipo World Cup di venerata memoria, robustissime, e lo Zeugopitch, con la caratteristica scatola triangolare, che “lo stendi è stà”, facilissimo da ripiegare e riporre, l’ideale per chi ha poco spazio e non può o non vuole permettersi di ingombrare lo spazio casalingo con il classico campo fissato su di una tavola.

Foto da sito Astrobase.it
Foto da sito Astrobase.it