La mia Coppa Italia o la Coppa Italia vista da me – 2 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

LA DOMENICA, COPPA ITALIA A SQUADRE

La domenica, in teoria, non avrei dovuto essere presente. Ma visto il pomeriggio libero… eccomi là, accolto a braccia aperte dal collega dell’organizzazione Francesco Bressi che mi dice che l’ho salvato, che devo arbitrare perchè gli mancano due fischietti!

E così mi ritrovo ad arbitrare in un quarto di finale del torneo Cadetti, quello tra Ves Gentes e Fortitudo Genova. Precisamente l’incontro tra Simone De Pierro e Simone Vernazza, vinto dal primo per 3-1. Giocatori correttissimi e nessun problema per un neofita, non certo del Subbuteo, ma dell’arbitraggio in un torneo federale.

Poi di nuovo al tavolo ma stavolta in un ruolo secondario rispetto al sabato, il che mi ha dato un poco più di tempo per vedere un po’ di gioco a squadre. Davvero un altro modo di giocare, molto più avvincente e spettacolare, con il ruolo importantissimo del giocatore che sta in mezzo e che deve tenere sempre d’occhio il punteggio sui singoli campi e la differenza reti. Se sbagli il sorteggio e sottovaluti qualcuno sei perduto. E basta poco, basta un calo di tensione.

I Black Rose (Strazza, Capelli, Perrino, Perotti) disputano un girone di qualificazione eccellente, passano primi nel girone, ma nei Quarti devono arrendersi ad una Salernitana grintosissima. Parlo per quanto riferitomi ovviamente visto che io arbitravo…

Ottima la prima prova di Marco Perotti in prima squadra, come anche il giorno prima nell’individuale (uscito perdendo di misura, 1-0, al Barrage Master). Nell’Individuale chi è andato più avanti è Andrea Strazza, uscito ai quarti con il livornese Cafaggi. Che ci può stare, conoscendo le ottime capacità dell’avversario e considerando anche le pochissime ore di sonno avute da Andrea tra il venerdì ed il sabato ed il peso dell’organizzazione che cadeva in grande misura ed in prima istanza sulle sue spalle.

La Rosa Nera (Arena, Iobbi, Chieppa, D’Amico) aveva un girone di ferro! Con Perugia e CCT Roma non c’è storia, anche se Gigi si difende bene. Con la Vecchia Talpa Fidenza va meglio, Arena fa il punto della bandiera, Iobbi perde di misura con Molinari. Ma intanto altra esperienza si è accumulata sulle spalle della nostra squadra filiale.

Non avendo più l’arbitraggio, ed essendo calata la tensione al tavolo organizzativo, semifinali e finali me le sono godute meglio. Tutte tiratissime nel tabellone Master.

Perugia vince semifinale e finale con lo stesso punteggio 2-2 e sempre  per differenza reti. Una strategia impeccabile direi. Due alla carica cercando di fare il massimo dei gol possibili (De Francesco ed Ogno), due in difesa cercando di prenderne il minimo e magari pure di non perdere (Guidi e Gara). E il gioco riesce, eccome se riesce. Con uno Stefano De Francesco in forma smagliante, nonostante una mano infortunata, che ne rifila prima 3, poi 5 all’avversario di turno. E con il numero 1 del ranking, Ogno che ne fa’ quattro all’avversario di San Miniato e batte in rimonta il tignosissimo Silveri di Salerno. Ed il punteggio in finale poteva essere anche migliore se Gara non avesse preso gol negli ultimi trenta secondi da Gasperini.

Le quattro in semifinale Master sono state comunque le squadre migliori che ho visto giocare. A San Miniato, Perugia e Salerno si aggiungono le Fiamme Azzurre di Roma, con un Noguera che ho scoperto travolgente al Subbuteo tradizionale come al Calcio da Tavolo moderno.

Poco da fare, se il dito ce l’hai, ce l’hai… la forma della base incide ma non più di tanto. La lucidità mentale, le capacità strategiche, l’allenamento e la pianificazione dei propri impegni e della proprie forze contano assai di più. L’ho sempre pensato e questo torneo me l’ha confermato ancora una volta.

In finale Cadetti sono andati gli abruzzesi della Ves Gentes e i romani del Palocco. I primi hanno vinto di misura, per 2-1. Ma entrambe le squadre hanno disputato un ottimo torneo. Palocco forse un po’ penalizzata dal non buono stato di salute di uno dei suoi componenti, che ha costretto il capitano a cambiare formazione proprio all’ultimo scontro.

Dissonanze? Di nuovo i campi, criticati stavolta da parecchie persone a voce alta. Da rivedere sicuramente.
Una accesa discussione in semifinale al termine dell’incontro tra Juan Noguera e Cesare Santanicchia, finito 2-2 e con il passaggio in finale della Salernitana per differenza reti sulle Fiamme Azzurre Roma. Non avendo visto il “back” contestato non posso esprimere nessuna opinione. Ma credo però che la decisione dell’arbitro andasse rispettata fin da subito e le critiche espresse con maggior garbo.

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