Stella Rossa Belgrado, ref. 52 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Perché un post ora sulla Stella Rossa? Perché ha attirato la mia attenzione oggi prendendo sei gol a uno da Paris Saint Germain. Eppure è una squadra con un palmarès impressionante. 29 campionati nazionali tra Jugoslavia, Serbia-Montenegro e Serbia, 24 Coppe nazionali, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Mitropa Cup.

Ahimè, passato.

A Subbuteo una ref. 52 o 4 per la maggior parte. Anche 96 però, come la Bari, il Siviglia, l’Iran e il Padova.

Ref.. 52 – Exeter, Scarborough, Bayern Monaco, Rende, Stella Rossa Belgrado

La società fu fondata da studenti dell’Università di Belgrado nel febbraio 1945, durante la seconda guerra mondiale, dalle ceneri del SK Jugoslavija, da cui ereditò stadio, uffici, giocatori, logo (cui fu aggiunta una stella rossa) e colori sociali, il rosso e il bianco. Confluì nella rosa della nuova squadra anche l’intero organico del BSK Belgrado. Il club cambiò nome in Stella Rossa il 4 marzo 1945.
Dal 1987 al marzo 1992 la squadra visse il periodo di maggiore successo della propria storia, aggiudicandosi quattro campionati nazionali e vincendo per la prima volta la Coppa dei Campioni.
Eliminata agli ottavi di finale della Coppa dei Campioni 1988-1989 dal forte Milan di Arrigo Sacchi (poi vincitore del trofeo) dopo i tiri di rigore, la squadra jugoslava tornò nel massimo torneo continentale due anni dopo e lo fece da protagonista. Si aggiudicò, infatti, la Coppa dei Campioni 1990-1991, grazie alla vittoria ai tiri di rigore nella finale contro l’Olympique Marsiglia nel nuovo Stadio San Nicola di Bari, inaugurato da appena un anno, di fronte a 60.000 spettatori, di cui un terzo giunti dalla Jugoslavia. Nel dicembre dello stesso anno la squadra vinse la Coppa Intercontinentale battendo per 3-0 i cileni dei Colo Colo nella finale dello Stadio Nazionale di Tokyo, in Giappone.

Coppa Italia di Subbuteo! Roma, 20 e 21 ottobre #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

COPPA ITALIA FISCT SUBBUTEO TRADIZIONALE

Il T.S.C. Black Rose 98 Roma, su incarico della Federazione Italiana Sportiva Calcio Tavolo, organizza la Coppa Italia FISCT Subbuteo Tradizionale.

La manifestazione avrà luogo sabato 20 e domenica 21 ottobre 2018 presso la SALA EXCELSA del CONGRESS CENTER HOTEL PINETA PALACE – ROMA – VIA SAN LINO PAPA, 35.
La struttura alberghiera (4 stelle) con annesso centro congressi si trova 5 km all’interno del Grande Raccordo Anulare e a soli 5 Km dal centro di Roma.

Sabato 20 si giocherà il torneo individuale.
Domenica 21 si giocherà il torneo a squadre.

Si giocherà su tavoli professionali Extreme Works, su superficie di gioco Astrobase Astroturf Pro Subbuteo e porte Zeugo pali quadrati.

Ringrazio fin d’ora tutte le formazioni e i giocatori che avremo il piacere di ospitare nella nostra città. Faremo il possibile per offrire a tutti voi e ad eventuali accompagnatori un piacevole fine settimana.

Vi aspettiamo a ROMA!

Per partecipare inviare e-mail a coppaitalia@fisct.it
entro venerdì 12 ottobre alle ore 24.00

Informazioni su convenzioni/pernottamenti a questo link
Roma 2018

Academica, ref. 272 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Ebbene  no, questi non giocano in Calabria ma in Portogallo, per l’esattezza a Coimbra. Sono gli All Black del Subbuteo. Una squadra che mi piace così tanto da avercela in tre versioni, originale HW, originale LW e replica Soccer3D HW Astrobase!

Mi manca con le basi per il calcio da tavolo ma chissà, prima o poi colmerò la lacuna.

Ref. 272 – Academica de Coimbra

Alla faccia, è proprio il caso di dirla, del nero della maglia, la squadra, tra le più antiche del mondo, un club universitario come i vecchi college inglesi, fondata nel 1887, è soprannominata La Briosa (in italiano… la Briosa, ossia la Gioiosa).

La seconda maglia è una semplicissima ref. 21. Una squadra essenziale direi, monastica, consentitemi la battuta, io posso. La nazionale benedettina la prima maglia, quella cistercense la seconda.

Ref. 21 – Academica de Coimbra Away

 

Rende, ref. 4 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Ancora una squadra calabrese, giovanissima stavolta. Il Rende nasce solo nel 1968. Colore sociale il biancorosso. In questo momento indossato a strisce orizzontali.

Calzoncini bianchi o rossi, i rennitani sono sempre loro!

Fin dalla sua fondazione, i colori sociali sono il bianco e il rosso e riprendono quelli del gonfalone comunale di Rende. A partire da metà stagione 2016-2017 le strisce bianco-rosse verticali hanno lasciato spazio a quelle orizzontali.

La divisa odierna per le partite casalinghe prevede maglia a strisce bianco-rosse orizzontali, pantaloncini rossi con un’unica striscia bianca a sinistra, calzettoni strisciati.

Ref. 4 – Stoke City, Lanerossi Vicenza, Rende
Ref. 52 – Exeter, Scarborough, Bayern Monaco, Rende
Ref. 20 – Hamilton Academicals, Rende (variante calzoncini rossi)
Ref. 30 – Walsall, Polonia, Rende

Vediamo il logo, poche variazioni anche qua, come del resto era logico, essendo la squadra così giovane.

Lo stemma è uno scudo ovale riempito da pali bianchi e rossi, con il nome della società impresso nella parte superiore, mentre nella parte centrale spiccano le tre torri del Castello Normanno, simbolo civico della città di Rende; infine nella parte inferiore è presente l’anno di fondazione ovvero il 1968.

Logo attuale
Logo originale

Cosenza, ref. 19 #PlaySubbuteo #Subbuteo #SubbuteoBlog

Sempre per la serie viva la Calabria, partiamo dal riassunto di Wikipedia, riveduto e corretto.

Agli albori del calcio cosentino, nel 1908, la Fortitudo indossava una maglia bianca con scritta nera sul petto con il nome della squadra, pantaloncini e calzettoni neri, intervallata negli anni con una maglia verde (o verde e blu inquartata secondo altra tradizione).
Successivamente, le casacche passarono dal bianconero al verdeblu, fino all’azzurro.

L’odierno rossoblù in onore di Genoa e Bologna, protagoniste di avvincenti campionato di Serie A, viene varato con il passaggio dalla Fortitudo al Cosenza Foot-Ball Club, nel 1923: i colori sociali, mantenutisi fino ai giorni nostri, vengono scelti in onore del Genoa, la più antica squadra italiana e la prima a vincere uno scudetto.

La maglia da gioco è storicamente a strisce larghe verticali rosse e blu, con pantaloncini solitamente blu bordati di rosso. Solo molto raramente nel corso della sua storia il Cosenza ha mutato il disegno dei colori indossando maglie a strisce orizzontali, inquartate o a tinta unita (blu bordato di rosso o viceversa).

Sotto il regime fascista, per un breve tempo la squadra giocò in divisa granata, ed in completo azzurro nell’immediato dopoguerra.
Nella stagione 2010-2011 la maglia del Cosenza fu oggetto di curiosità per la sua ripartizione di colori mai vista nella storia delle maglie da calcio: la divisa era rossa sul davanti e blu sul retro. Una scelta fortemente innovativa che suscitò qualche polemica: secondo molti spettatori l’effetto visivo sul campo generava confusione, poiché dava l’idea che in campo “giocassero tre squadre”.

La maglia storica cosentina quindi è la ref. 19.

Ref. 19 – Crystal Palace, Barcelona, Cosenza

Ma si può quindi rendere il Cosenza Calcio, i Lupi della Sila, vista la varietà di maglia indossate, anche con le ref. 72, 95, o 224.

Ref. 72 – Genoa, Cagliari, Sambenedettese, Cosenza
Ref. 95 – Bologna, Casertana, Cosenza
Ref. 224 – Frem, Cosenza

Il simbolo del Cosenza è da sempre il lupo della Sila. Anche qui ci sono state variazioni sul tema (fauci aperte, fauci chiuse, figura intera sopra un pallone…) ma tutto sommato si può parlare di fedeltà allo stemma originale.