I giovani in giallonero! L’Union Calcio Basso Pavese #PlaySubbuteo #Subbuteo

I giovani in giallonero, affiliati all’Atalanta Calcio, sono i giovani dell’Union Calcio Basso Pavese, società di calcio giovanile che opera sui comuni di Magherno, Villanterio, Copiano, Santa Cristina e Bissone, Corteolona, Miradolo Terme, Pieve Porto Morone.

Una bellissima presenza sui social e su Internet, molto professionale (e credetemi perchè me ne intendo). E per quello che ho visto e letto una bellissima realtà dal punto di vista sociale ed educativo.

I più grandi giocano nel Campionato di Promozione, girone F.

Ci sono arrivato sempre tramite la Via Francigena che, dopo Pavia, fa tappa a Santa Cristina e Bissone. Due piccoli paesi uniti in uno nel 1841, sviluppati intorno ad una antica abbazia benedettina prima e poi vallombrosana (Santa Cristina per l’appunto), di cui ora resta poco o nulla, ma che fu così famosa da ospitare il celebre Corradino di Svevia, re di Sicilia e re di Gerusalemme, l’ultimo degli Hohenstaufen regnanti.

Se ci passate, è da visitare, secondo le guide, il recente Museo Contadino della Bassa Pavese, aperto nel 1984 da un gruppo di cittadini appassionati di storia e tradizioni locali.

Ref. 30

Il Subbuteo alla Tate Gallery #PlaySubbuteo #Subbuteo

Dicono che questa è arte.

Ho fatto cose ben più ardite a casa di mia madre o di mia nonna… Non hanno idea di dove sono riuscito a stendere il panno! Peccato che all’epoca le macchinette fotografiche digitali e gli smartphone fossero di là da venire.

Il panno Subbuteo su un tavolo di quercia colorato di nero, di un mobilificio di Cantù… ah, se ci penso…

L’ospitale Ospitaletto #PlaySubbuteo #Subbuteo

Restiamo in Lombardia, ma ci spostiamo un centinaio di chilometri verso est, in direzione della città di Brescia, la Leonessa d’Italia, nonchè la ref. 97 del catalogo Subbuteo. Non sono in molti a saperlo, ma le prime uniformi del Brescia, che oggi conosciamo per il colore azzurro e per la più o meno grande “V” bianca che ha sulla maglia, sono state a strisce verticali arancio e blu! Erano i colori della Forti e Liberi, che poi si fuse con il Brescia FBC. Questo nel 1912. Poi, nel 1914, sono comparse le casacche azzure con i bordi bianchi…

Poco prima di Brescia si trova l’ospitale Ospitaletto, che fin dai tempi antichi era un posto dove ci si riposava (e chi doveva cambiare i cavalli poteva farlo lì) perchè praticamente da sempre lì c’era per l’appunto un hospitale. La prima attestazione dell’Hospitale S. Jacobi, dedicato a Giacomo di Compostela (san Jacopo de Compostela, assieme alla Francigena uno dei principali cammini europei), protettore dei viandanti, risale all’843, quando il vescovo di Brescia Ramperto ne affidò la giurisdizione al monastero di san Faustino. Nel documento è definito hospitale ducis (ospedale del duca) e hospitale Dni (ospedale Domini, ospedale del Signore), facendo intuire che in epoca longobarda fu soggetto al Duca di Brescia.

Era una cittadina campagnola Ospitaletto, basta vedere il suo stemma municipale.

La vanga parla chiara. I rami di lupino o di quercia (in dialetto loer) pure. La cittadina più vicina all’Hospitale in origine era Lovernato, ma pian piano il centro si sposò verso il primo, cosicchè oggi le parti si sono rovesciate ed il paese di Lovernato (della famiglia con il nome che richiamava le querce) è diventato una frazione del comune di Ospitaletto. Ah, per chi se lo chiedesse gli uccelli sono due quaglie, addossate si dice in araldica perchè si danno la schiena (l’esame di araldica è stato uno dei più bei corsi opzionali che ho fatto alla Pontificia Università Lateranense, dove ho preso il Dottorato in Utroque Iure; sapeste quante cose si imparano guardando, meglio, sapendo leggere uno scudo o uno stemma).

Ospitaletto in seguito è diventato un centro di produzione tessile, seta e maglifici. Negli ultimi anni del XX secolo si è sviluppato il settore siderurgico, poi andato in crisi, e la produzione di componentistica per il gas e le macchine utensili .

Il calcio ad Ospitaletto è arrivato nel 1923 con la fondazione dell’Ospitalettese che vestiva come uno dei tanti blue team: maglia blu e calzoncini bianchi la prima maglia, l’inverso per la seconda (ref. 2 e ref. 18).

Poi si racconta che un loro dirigente fece un viaggio in Sicilia e fu sopraffatto dalla visione di una sterminata fila di alberi di arancio pronti per il raccolto… Fatto sta che già nel 1960 la maglia divenne arancione, e l’arancione il colore dominante, unito al blu nei bordi o nei calzoncini, oppure al bianco.

La maglia usata nel 1960 era una ref. 13, come il Blackpool o l’Olanda.

Ma la maglia principale è come quella dell’Oldham, della Pistoiese. Maglia arancio con i bordi blu , calzoncini blu, calzettoni arancio.

My Oldham

Spesso è stato ed è usato un completo tutto arancione (ref. 49, ma con l’arancio più intenso).

My Pistoiese
Ospitaletto dipinto per l’OSC Insomma di Ancona, nel 2015. FORMAZIONE OSPITALETTO : Graziani, Carnasciali, Baiguera, Burgato, Carlo, Farsoni, Finardi, Mazzucchelli, Guerra, Zinelli, Rossi. All.Moro.

Dimenticavo di elencare le diverse denominazioni:

  • 1923 – 1944: Ospitalettese
  • 1945 – 1963: Associazione Calcio Ospitaletto
  • 1963 – 1968: PYE Ospitaletto
  • 1968 – 2000: Associazione Calcio Ospitaletto
  • 2000 – oggi: Football Club Ospitaletto 2000

Il periodo migliore fu quello trascorso nel calcio di serie C (C1 e C2) tra il 1982 ed il 1998.

Alla ricerca dell’arca, sempre sulla Francigena #PlaySubbuteo #Subbuteo

Nella nostra vita, c’è sempre un’arca da cercare… Un sogno, una passione, una fede. Per un collezionista di Subbuteo non so, cosa potrebbe essere l’arca… forse trovare una confezione tipo Munich intonsa…

O magari anche l’incredibile Stadium Edition, che ci mettevi più tempo ad aprirla ed a tirarne fuori il contenuto che a giocarci, ammesso che tu avessi spazio a sufficienza dentro casa!

Io non ho arche particolari da cercare, almeno non di questo tipo. Sono stato educato a cercare di fare del mio meglio con le cose che ho, che la Provvidenza mi ha donato e mi dona. Lascio che siano i collezionisti a svenarsi per queste cose, per quanto riguarda il Subbuteo, la Club Edition basta ed avanza.

La mia personale arca, è il mio ben-essere, bene-stare, con le persone che amo e che mi amano, e con quelle, il cosiddetto prossimo che il Signore mi mette intorno.

Lo spunto di questo post però è un arca, un’arca particolare. Nel post precedemente scritto sulla Via Francigena, Mortara ed il Subbuteo, ho in breve rievocato quello che finora è stato il mio unico viaggio/pellegrinaggio in quei luoghi, seguendo i passi di Sant’Agostino, trenta anni fa.

In quell’itinerario non poteva mancare la città di Pavia, dove, nella chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro si trova la famosissima Arca di Sant’Agostino con le reliquie del suo corpo.

La tradizione vuole che la basilica sia stata fondata dal re longobardo Liutprando per ospitare le spoglie di sant’Agostino che erano state custodite fino al 722 a Cagliari nella omonima cripta, ove erano giunte nel 504 dalla città di Ippona, attualmente in Algeria, al seguito di Fulgenzio di Ruspe, esiliato assieme ad altri vescovi del Nord Africa dal re vandalo Trasamondo. Il re Liutprando, infatti, temeva che i saraceni potessero trafugare una così importante reliquia nel corso delle loro frequenti scorrerie sulle coste del Mediterraneo. Si chiama in Ciel’D’Oro per via della doratura delle sue volte.

La città di Pavia però è assai più famosa per via della sua Certosa. Se non sapete cos’è una Certosa, o, peggio, la confondete con il formaggio che si compra dal droghiere!, ve lo faccio spiegare dalla Treccani.

certóṡa s. f. [dal fr. chartreuse, dal nome della prima casa dell’ordine, costruita nel 1084 da s. Brunone sulla Grande Chartreuse, montagna del Delfinato presso Grenoble]. – 1. Monastero di certosini, costituito da due chiostri contigui a una chiesa, intorno ai quali sorgono le celle dei monaci, ognuna con un piccolo orto. 2. fig., non com. Ambiente dove tutto è silenzio e raccoglimento.

Veduta aerea della Certosa di Pavia
La Certosa di Pavia

Intendiamoci, nulla contro il formaggio fresco. Fra l’altro la Certosa (Certosino) Galbani ha questo nome proprio perchè era prodotto in questi luoghi, vicino alla Certosa di Pavia, il monumento!

Finiamo con il calcio e con il Subbuteo, parlando della squadra del Pavia. Oggi si chiama Associazione Calcio Pavia 1911 Società Sportiva Dilettantistica e gioca nel campionato italiano di Eccellenza (bravi, quinto livello, dopo la serie D e prima della Promozione).

La storia della loro maglia ci dice che iniziarono a giocare con divise a strisce bianco e blu, bianche bordate di blu o divise azzurre con calzoncini bianchi (più lo stemma cittadino, croce bianca in campo rosso, cucito sulla maglia), forse per onorare i colori della nazionale italiana. Fatto sta, che per rendere il Pavia dalla fondazione agli anni Quaranta, possono usarsi la ref. 3, la ref. 135 o la ref. 2, il Blue Team.

Ma le maglie che portano maggior fortuna la Pavia e lo accompagnarono negli anni della serie B (dal 1952 al 1955) fino alla radiazione del 1957 erano di tutt’altro colore: granata!

1953–54 Associazione Calcio Pavia

Quindi, se volete giocare con il Pavia degli anni ruggenti, occorre che usiate un bel Torino Subbuteo (ref. 99).

Al posto della squadra radiata, nacque il Pro Pavia, poi Associazione Calcio Pavia che tornò all’antico, ossia all’azzurro. Potete continuare a giocare con la ref. 2, ma anche con un completo tutto azzurro. Se proprio volete fare gli originali potete prendere una ref. 67 (Argentina) meglio se replicata, giacchè non credo che il Pavia abbia mai avuto undici giocatori tutti di colore!, e replicare la maglia del 1989, usata in memoria della maglia della squadra dell’Arduino FBC che aveva una maglia a strisce neroverdi verticali. Per cui le strisce ricordano l’Arduino, il biancoazzurro i colori tradizionali del Pavia, i calzoncini neri erano di nuovo dell’Arduino (ma li usò anche il Pavia negli anni Settanta).

Pavia 1986-1987; ricorda molte maglie anni Ottanta ma anche recenti di squadre inglesi, tipo il Wigan Athletic.
Pavia dipinto per l’OSC Insomma Ancona

Chi salirà? #PlaySubbuteo #Subbuteo

Chi salirà in Premier dalla Championship? Stasera il playoff di finale, tra Brentford e Fulham, due squadre di Londra, ref. 9 e ref. 10 a Subbuteo. L’esperienza del Fulham dovrebbe avere la meglio, ma un playoff è un playoff…

Il Brentford manca dalla First Division, oggi Premier League, dal 1946/1947. Il Fulham solo da due anni, dal 2018/2019.

Si tratta di uno dei cosiddetti “West London Derby” che si disputano quando si incontrano due di questi team: Brentford, Chelsea, Fulham e Queens Park Rangers.

Ref. 9 – Brentford
Ref. 10 – Fulham

Francigenando Subbuteando, dal Gallo a Las Vegas #PlaySubbuteo #Subbuteo

Come ormai molti di voi sanno, la Via Francigena, le sue tappe, i suoi percorsi, i suoi paesaggi, sono parte integrante del mio lavoro. Ahimè, fermo o quasi, causa coronavirus (e modo di gestire la cosiddetta pandemia; chi mi conosce sa che sono molto critico a riguardo). Però qualche camminatore c’è.

Il tratto italiano della Via Francigena conta 45 tappe, dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma. Il mio lavoro con Bags Free e Walking On Francigena mi ha portato ad occuparmi in particolare saltuariamente delle tappe che vanno dalla numero 24 (Aulla-Sarzana) alla 27 (Camaiore-Lucca) ed invece giornalmente e puntualmente di quelle che vanno dalla tappa numero 28 (Lucca-Altopascio) fino all’ultima (La Storta-Roma).

Però le tappe le conosco ovviamente tutte; oltre che percorrerne parecchie, sempre camminando, credo di aver letto tutto ciò che è stato pubblicato in italiano e non solo (anche parecchio in inglese) sull’argomento.

Così, quando ho fatto amicizia con Mauro ed i ragazzi di Mortara, un po’ sono stato favorito dal fatto che la zona la conoscevo bene per questo motivo, oltre che per il fatto che quando ero moooooooooolto più giovane, diciamo trenta anni fa, sono stato due o tre giorni a Pavia con un pellegrinaggio agostiniano e la città e la zona intorno l’ho girata in lungo ed in largo, come si dice.

Negli ultimi post pubblicati su Mortara, il derby degli Agostini e la storia di una amicizia ho già rimarcato come la cittadina sia un punto nodale della Via Francigena. E’ l’inizio del tratto di Via Francigena che si definisce Via del Romanico, che inizia in Lombardia, con Mortara e Pavia e prosegue in Emilia (Piacenza, Orio Litta, Fidenza).

Mortara in particolare è il punto di arrivo dell’undicesima tappa, che viene da Robbio, ed il punto di partenza della dodicesima, che arriva a Garlasco. Ho fatto una prova, ho nominato i nomi dei due paesi e… nessuno che mi abbia saputo dir nulla.

Eppure, sopratutto con Robbio, moltissimi di voi hanno avuto o hanno a che fare, magari senza saperlo. Con la scusa del Subbuteo e del mio Catalogo delle Ref., vediamo perchè.

Partiamo dalla vostra dispensa, apritela, e controllate se avete il riso! Se lo avete c’è un altissima probabilità, viste le statistiche di vendita, che sia Riso Gallo o Blond! Ebbene, il Riso Gallo è un’azienda con sede esattamente a Robbio! Fondata a Genova, poi si spostò in zona risicola, prima a Novara, poi a Robbio dove è tuttora.

Il marchio Riso Gallo nasce quando l’Azienda inizia ad esportare. Per superare il problema dell’analfabetismo (che faceva si che molte persone non sapessero leggere le etichette delle confezioni), il proprietario scelse di contrassegnare le diverse qualità con l’immagine di un animale: la tigre, l’elefante, la giraffa, l’aquila e, per il riso di prima scelta, il gallo.

Dal 2004 il Riso Gallo dà nome a tutta l’azienda!

Ma torniamo a voi. Non amate il riso? Mangiate solo la pasta? Gradite i formaggi? Allora aprite il frigorifero: se trovate la Robiola, siamo di nuovo a Robbio!

La Robiola non è un esclusiva della zona, viene prodotta anche nelle Langhe, nel Bresciano, in Valsassina, però secondo una delle tesi più diffuse il nome di questo squisitissimo formaggio viene proprio da Robbio, che era ed è uno dei centri di produzione in Lomellina. La Treccani, tanto per avere un testimone autorevole, sposa questa tesi.

robiòla s. f. [dal nome della cittadina di Robbio nella Lomellina, in provincia di Pavia]. – Formaggio, chiamato anche robiolina, di pasta molle, non fermentato e poco stagionato, specialità della Valsàssina, preparato con latte intero di vacca e posto in commercio in inverno, in forme quadrate o tonde di vario peso. La rdi Roccaverano (prodotta nelle province di Alessandria e Asti) contiene, oltre a latte vaccino, latte ovino e caprino. ◆ Il dim. masch. robiolino indica invece un formaggio molle di fabbricazione lombarda o piemontese, in forme cilindriche di 50-100 grammi, di latte di vacca solo o misto con quello di pecora o di capra, da consumarsi fresco.

Appurato, quindi, che Robbio lo conoscete benissimo, anche se prima di questo post non lo avevate mai sentito nominare, vi tocca sorbirvi pure la parte calcio-subbuteistica.

Che vi rivela che il Robbio è una squadra partecipante al campionato di calcio di Promozione Girone F in Lombardia, stagione 2020-21 (ma dal 2002 al 2005 è arrivata in serie D!). Che i colori sociali del Robbio sono il granata ed il bianco. Che potete giocarci sul panno Subbuteo utilizzando le squadre con cui normalmente rendereste il Torino, il Livorno, o i francesi del Metz (ref. 99 o ref. 255).

Un’altra curiosità su Robbio è il cosiddetto Palio dell’Olmo che ordinariamente (quest’anno causa COVID vi conviene informarvi per tempo) si tiene l’ultima settimana di agosto, a partire dall’ultima domenica per una settimana.

Ogni sera, gli 8 rioni cittadini (Campagnola, Canton Balin, Castello, Ciot, Mulin, Muron, Piana, Torre) si sfidano, in svariati giochi, per stilare una classifica che diviene la griglia di partenza della Corsa delle Carriole (tre Carriolantes per ognuno degli 8 rioni), gara decisiva per stabilire il vincitore del palio. La settimana del Palio ha inizio con l’arrivo della fiaccola; ogni anno parte da un santuario diverso e viene portata dagli atleti della Podistica Robbiese.

Da Robbio, punto di partenza della Robbio-Mortara, passiamo a Garlasco, punto di arrivo della Mortara-Garlasco!

Su Garlasco, lo confesso, ho meno storie e meno aneddoti. Il turismo nella zona è centrato sul Santuario della Madonna della Bozzola. Racconta Wikipedia:

L’origine del santuario di Garlasco è da ricondurre a un evento miracoloso risalente al 1465 quando una bambina di tredici anni, Maria, di Garlasco, sordomuta, si trovava al pascolo con gli animali del padre. All’improvviso si scatenò un forte temporale e Maria cercò riparo sotto una piccola cappella dove si trovava un affresco della Beata Vergine Maria, dipinto da Agostino da Pavia come ex voto alla Madonna per essere stato tratto in salvo mentre stava per annegare nel fiume Ticino. A un certo punto un bagliore improvviso apparve in un globo, e la ragazzina vide la Beata Vergine Maria, che affidò a lei una missione: “Maria, va’ a dire ai Garlaschesi che voglio qui un santuario a protezione di tutta la Lomellina. Saranno tante le grazie che Io spargerò in questo luogo e miei figli sperimenteranno i tesori delle mie misericordie”. Dopo aver fatto ritorno a Garlasco, Maria (che da quel momento venne chiamata Maria Benedetta), non più sordomuta dal miracolo, narrò l’accaduto alla popolazione. La bambina, cresciuta, si ritirò nel monastero, retto dalle monache di clausura e sito al confine del territorio di Garlasco, tra Tromello e Alagna, in prossimità del torrente Terdoppio. Il luogo dell’apparizione miracolosa era allora circondato da cespugli di biancospino (in dialetto locale buslà, parola dalla cui traslitterazione in italiano deriva il nome Bozzola). L’evento prodigioso dette il via all’edificazione dell’attuale santuario.

Poichè sacro e profano si trovano spesso assieme oltre che in competizione, vi svelo anche che Garlasco è soprannominata La Las Vegas della Lomellina per i numerosissimi luoghi di gioco e di divertimento che l’hanno da sempre caratterizzata.

Tra i divertimenti c’è anche il calcio!

La società di calcio più importante della città è l’F.C. Garlasco, rinata nel 1976. Le stagioni 2011-2012 e 2012-2013 in Eccellenza, rappresentano la massima categoria raggiunta finora (1976-2019). I colori sociali della squadra sono il giallo-blu (quindi a Subbuteo, ref. 47 e derivate).

Gioca nel Campionato di Promozione, girone F.

¡Los del submarino amarillo! ¡El verdadero! #PlaySubbuteo #Subbuteo

Quando si sente parlare del sottomarino giallo, legato al calcio spagnolo, tutti pensano alla squadra del Villareal, ed alla sua promozione in Tercera Division del 1967, festeggiata suonando senza risparmio la canzone dei Beatles, Yellow Submarine.

Ma il vero sottomarino giallo, non è a Villareal! E’ a Cartagena, nella regione murciana, da quest’anno in Segunda Division A (Liga Smart Bank), con il F.C. Cartagena, che il sottomarino giallo ce l’ha anche nello stemma.

Si tratta del primo sottomarino in assoluto, costruito da Isaac Peral , nel 1888!

Il calcio a Cartagena è arrivato prestissimo; già alla fine del XIX secolo, inizio del XX c’erano tante squadre: il Cartagena Foot-Ball dalla maglia rossa, il Kugly, studenti dalle maglie azzurre, lo Sport Club Cartagena, i blancos

Il primo Cartagena F.C., ascendente diretto di quello che gioca oggi, nasce nel 1919. Maglia a strisce bianconere e pantaloncini neri, come il Newcastle (ref. 8). Tra cambi di nome, rifondazioni e quant’altro tira avanti fino al 1997, anno in cui rimane attivo solo a livello giovanile. Poi rinasce nel 2002, ma ormai è una squadra diversa.

Intanto, nel 1995, era nato il Cartagonova F.C. che nel 2003/2004 riprende il nome di Fútbol Club Cartagena e che è la squadra attuale, quest’anno promossa in Liga Smart Bank, ossia in Seconda Divisione.

I colori sociali sono rimasti gli stessi.

Così anche l’entusiasmo… la città non sta più nella pelle per iniziare la nuova avventura. Peccato che la Liga Smart Bank sia ancora bloccata dalla questione play-off, speriamo che la cosa si risolva quanto prima.

Cartagena è una città bellissima ed antichissima. Una di quelle che avrei davvero tanta voglia di vedere dal vivo, se e quando mi sarà possibile.

E’ una città portuale e base navale situata nella regione sud-orientale della Spagna, la Murcia. Fondata dai cartaginesi intorno al 220 a.C., la città si sviluppò durante il dominio romano. Tra le numerose rovine di quell’epoca, si trova il teatro del I secolo a.C. e la Casa de la Fortuna, una villa con mosaici e pitture murali. Al Centro di interpretazione della muraglia Punica si trovano i resti delle mura difensive del III secolo a.C.

Anfiteatro romano
Dipinto nella Casa de la Fortuna

Cartagena è una città di oltre 200.000 abitanti e il suo nome deriva dal nome latino Cartago Nova. Venne annessa al regno di Castiglia dopo la conquista di Fernando III il Santo, che la sottrasse alla dominazione araba.

Dal porto si può seguire il viale parallelo alla Muralla del Mar, costruita per volontà di Carlo III nel XVIII secolo e che delimita il centro storico della cittadina.

Continuando la passeggiata si arriva al Museo Naval di Cartagena dove sono esposti modellini di navi, carte nautiche e vari strumenti di bordo, ma soprattutto il primo sottomarino della storia costruito nel 1888 da Isaac Peral (vedi la foto sopra).

Proseguendo infine verso il Parco Torres potrete ammirare la chiesa più antica di Cartagena, ovvero la Cattedrale de Santa Maria la Vieja, e il Castello di San Felipe che sorge su di una collina dallo spettacolare panorama e che un tempo era usato come fortezza.

Se volete concedervi una pausa e assaggiare qualche prelibatezza gastronomica di Cartagena piatti tipici sono il caldero, un risotto in brodo con pesce accompagnato dall’alioli, la tipica maionese insaporita con aglio, la paella e il pane di fichi. E per finire in bellezza il pasto, potete provare, mi dicono, il caffè asiatico, che prevede caffè, latte condensato, cognac, cannella e liquore!

Cartagena è anche una città di mare. A circa due miglia e mezzo dalla costa si trova l’isola Hormiga che rappresenta una delle vere attrattive della zona di Cartagena soprattutto grazie alla la bellezza della natura e ai suoi fondali incontaminati. Qui è possibile effettuare immersioni subacquee per ammirare non solo coralli e fauna marina, ma anche resti di navi affondate.

Faro de Isla Hormiga

Universidad Católica de Murcia Club de Fútbol #PlaySubbuteo #Subbuteo

Ancora Murcia, ancora calcio, ancora Segunda Division B. Ben quattro squadre della regione nel campionato 2020/2021 parteciperanno al terzo livello del calcio spagnolo. Quest’anno era formato da 4 gruppi da 20 squadre, il prossimo anno, causa COVID e casini vari, saranno cinque gruppi da 20.

Le squadre murciane, oltre all’UCAM di cui parliamo ora, sono il Real Murcia F.C., lo Yeclano Deportivo, il Lorca Deportivo, di cui abbiamo visto in precedenza su questo blog. Lo scorso anno erano sempre quattro. Al posto del Lorca Deportivo c’era il Cartagena che è stato promosso in Liga Smart Bank, secondo livello (campionato ancora bloccato dal caso dei mancati play off per la promozione…).

Mi pare chiaro che si tratta della squadra di football dell’Università Cattolica.

Universidad Católica de Murcia

Fondata nel 1999, ha cambiato nome in venti anni un numero incredibile di volte:

  • Murcia Deportivo Club de Fútbol (1999-2005)
  • Murcia Deportivo-Rincón de Seca Club de Fútbol (2007-2008)
  • Murcia Deportivo Club de Fútbol-UCAM (2008-2009)
  • Costa Cálida-Beniaján Club de Fútbol (2009-2010)
  • Costa Cálida-Sangonera Club de Fútbol (2010-2011)
  • UCAM Murcia Club de Fútbol (2011-2015)
  • UCAM Universidad Católica de Murcia Club de Fútbol (2015-)

I colori sociali sono andati di pari passo…

Subbuteisticamente parlando:

  1. dal 1999 al 2008, ref. 125 (Lask)
  2. la maglia del 2010 si rende con la ref. 47 e famiglia
  3. la maglia del 2011 si rende con la ref. 208 (Leeds)
  4. la maglia del 2012 si rende con la ref. 179 (Halifax Town)
  5. Per le maglie recenti basta una ref. 42 (Chelsea)

Yeclano Deportivo, ref. 19 #PlaySubbuteo #Subbuteo

Stamani torniamo un attimo in Spagna, nel territorio murciano.

Lo Yeclano Deportivo è una società calcistica con sede presso Yecla, nella comunità autonoma di Murcia, in Spagna. Gioca nella Segunda División B, la terza serie del campionato spagnolo.

E’ una squadra giovanissima, nata nel 2004. Pensate che lo stadio dove gioca (Estadio La Constitucion, 5000 posti) è molto, ma molto più vecchio di lei (costruito nel 1944). Del resto deriva dallo scioglimento dello Yeclano Club de Fútbol, squadra del 1950, di cui è il legittimo erede.

Estadio La Constitución

Maglia a strisce verticali rosse e blu, calzoncini solitamente blu. Si rende a Subbuteo con una ref. 19. Per la seconda maglia, quest’anno ha usato un completo giallo, stile ref. 168, ma ha spesso usato un completo bianco con diagonale stile Crystal Palace, ref. 194.

Ref. 19
Ref. 194

Yecla si trova all’estremo nord del territorio della comunità murciana, circondato da monti tra i 1000 ed i 1300 metri di altezza. Si tratta di un comune dove sono forti l’agricoltura (specie il settore della produzione del vino) e l’artigianato (costruzione di mobili, ci si tiene una fiera nazionale).

Da vedere le rovine della vecchia fortificazione musulmana di Yakka.